Ambientalisti: il Piano di Cva disconnesso dagli interessi della Valle d’Aosta
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Le associazioni ambientaliste valdostane (Legambiente VdA, Valle Virtuosa, Giù le mani dalle acque e da Cva, Attac Vda) hanno partecipato martedì 20 febbraio 2024, a un’audizione della IV Commissione del Consiglio Valle sul Piano Strategico-Industriale 2023-2027 di Cva.
Erano presenti Paolo Meneghini per Valle Virtuosa, Paolo Gino e Ezio Roppolo per il Comitato Giù le mani dalle acque e da Cva e Attac Vda e Paolo Fedi per Legambiente. che commentano: «all’inizio dell’incontro abbiamo dovuto rilevare che il Piano Cva non ci era stato trasmesso e che quindi le nostre conoscenze e argomentazioni si dovevano limitare a quanto affermato nel Comunicato stampa redatto e diffuso da Cva il 27 giugno 2023.
Il primo dato che emerge da tale Comunicato è che Cva intende procedere, nei prossimi cinque anni, ad una “differenziazione tecnologica e geografica”, come testualmente affermato.
Attualmente l’idroelettrico rappresenta l’81% della potenza installata, tale percentuale al 2027 scenderà al 48% e la maggiore potenza, 52%, sarà rappresenta da fotovoltaico, agrivoltaico e eolico con il 52% . Fin qui nulla da obiettare perché tale modificazione impiantistica è indispensabile per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici e alla progressiva diminuzione della quantità di acqua. Quello che però sorprende è che l’ampliamento di potenza nel fotovoltaico e eolico avverrà fuori dalla Valle d’Aosta. Questa diversificazione geografica non può essere accettata ed è in contrasto con le finalità istitutive di Cva e, in particolare, con la legge regionale n. 20/2000 che ha avviato il processo costitutivo della Compagnia Valdostana delle Acque».
Proseguono gli ambientalisti: «Abbiamo inoltre rilevato che, mentre la legge istitutiva di Cva indicava come base di tutta l’operazione la realizzazione del Piano energetico regionale, ora i l Piano Cva ignora totalmente il Pear che la Regione ha predisposto e che è all’esame del Consiglio regionale. Non c’è una connessione fra i due documenti, sembrano scritti da due entità completamente diverse, che non si parlano fra di loro. Eppure CVA è società controllata da Finaosta e Finaosta ha al suo interno il Coa che ha partecipato alla redazione del Pear.
Altro aspetto importante. Nel comunicato di presentazione del Piano sono riportate le affermazioni dell’Amministratore delegato di Cva, Giuseppe Argirò, in cui si afferma che Cva intende dare un “rilevante contributo alla transizione energetica e alla sicurezza nazionale”. Peccato che il Piano Cva nulla dica sulla transizione energetica della Valle d’Aosta su cui Cva ha un ruolo determinante. Le azioni e il percorso per arrivare ad una Valle d’Aosta autonoma energeticamente e che non ha bisogno di usare combustibili fossili non sono descritte nel Piano 2023/27».
Quindi: «Come associazioni pensiamo che la recente normativa per istituire le Comunità di energia rinnovabile e i fondi europei previsti per le Cer dovrebbero essere un campo prioritario per l’azione di Cva e invece constatiamo che nel Piano Cva nulla si dice su questa importante opportunità delle Cer.
Infine abbiamo evidenziato l’assenza di considerazioni puntuali da parte di Cva sulla scadenza delle concessioni idroelettriche e sulla politica tariffaria che si intende praticare per le famiglie e le imprese.
In conclusione il giudizio espresso dalle Associazioni ambientaliste sul Piano Cva, sulla base delle informazioni fornite da Cva stessa, è stato negativo. È un Piano che, a nostro avviso, andrebbe reimpostato dando priorità alla transizione energetica regionale, con una attenzione specifica sulle politiche tariffarie».
Pubblicato / aggiornato
il 21/02/2024 alle 09:18
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Categoria:
Politica e Amministrazione