Ecoforum per l’economia circolare Valle d’Aosta 2024
Potrebbero essere oltre tremila i cittadini aostani che negli anni passati non hanno pagato la Tari, la tassa comunale per la raccolta dei rifiuti urbani. La stima è stata calcolata dall’assessore comunale all’ambiente Loris Sartore che, intervenendo alla seconda edizione dell’Ecoforum organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, nella mattinata di mercoledì 27 marzo, nella saletta dell’Hôtel des Etats del Municipio, ha raccontato che nei primi venti giorni del nuovo sistema di raccolta, che blocca i cassonetti per il rifiuto residuo (la nuova denominazione dell’indifferenziato), oltre 1.500 persone mai censite dal servizio tributi hanno chiesto l’attivazione della propria utenza e quindi della tessera che consente l’apertura del cassonetto: «siamo appena partiti con questo servizio – ha spiegato Loris Sartore – ma il dato interessante dell’emersione delle oltre 1.500 utenze domestiche ci far ben sperare ed incrociando i dati del servizio con l’anagrafe ipotizziamo che ce ne siano ancora altrettante. Noi abbiamo definito questa evoluzione della raccolta dei rifiuti come un principio di equità. Pagare tutti le tasse è un dovere, non abbiamo ancora indagato le utenze non domestiche, ma è impossibile credere che ci possa essere qualcuno che non conferisca mai rifiuti e prima o poi questo verrà fuori».

La mattinata di analisi sull’economia circolare, moderata da Sergio Capelli, direttore di Legambiente Piemonte Valle d’Aosta, ha visto la partecipazione di un pubblico formato da una ventina di persone, con diversi relatori collegati in remoto che hanno condiviso i dati nazionali sulla gestione dei rifiuti: «speriamo che questo appuntamento possa diventare una tradizione – ha auspicato, aprendo i lavori – è nelle nostre intenzioni farlo diventare tale e quindi ci vedremo almeno con cadenza annuale. Questo incontro che vuole mettere al tavolo le varie anime che si occupano di ambiente e il nostro compito è, ambiziosamente, quello di fare da elettricisti, provando a creare i giusti collegamenti o almeno facilitarli, in maniera che il tema dell’economia circolare possa diventare più ubiquo e che le prestazioni ambientali del territorio possano possano crescere per arrivare a quei risultati di eccellenza che in altre parti d’Italia vediamo ormai essere consolidati, come l’85% di differenziato del Consorzio rifiuti di Treviso».
«Bisogna dare una forte accelerata per attraversare questa fase di transizione, che è soprattutto culturale – ha sottolineato Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – e c’è da fare un lavoro trasversale con tutti gli attori protagonisti, in una regione in cui si supera timidamente il 65% della raccolta differenziata, obiettivo che risale al 2012. Accogliamo con interesse il fatto che il Comune di Aosta si sia dotato della tariffazione puntuale, a livello nazionale i dati ci dicono che questo sistema porta ad un calo dell’indifferenziato che deve essere smaltito in un modo che a noi non piace tanto, in discarica o bruciato. È importante avere di nuovo l’Osservatorio regionale dei rifiuti, che ci permetterà di fare un lavoro oggettivo e ben strutturato. La situazione in Valle d’Aosta non è rosea, ma si sta andando nella direzione giusta, seppur con piccoli passi, il modello di Aosta può essere applicato in tutta la regione».

«Lunedì scorso abbiamo costituto l’Osservatorio – ha ricordato Davide Sapinet, assessore regionale alle opere pubbliche, territorio ed ambiente – è stato necessario del tempo, ci sono delle difficoltà in Regione e negli Enti locali, la crisi di manodopera interessa tutti. L’obiettivo, importante, è quello di migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata, il Comune di Aosta è un punto di riferimento, sta operando bene ed in sinergia con noi anche dal punto di vista comunicativo. Il capoluogo è un precursore della visione regionale che però si scontra con le nostre difficoltà di personale. Proprio per questo abbiamo pensato un’organizzazione più pragmatica dell’Assessorato, così da essere un riferimento per gli Enti locali, anche per organizzazione le discariche inerti ed affrontare la questione insieme alle imprese che lavorano sul territorio».

All’interno dell’Osservatorio, in rappresentanza delle associazioni ambientaliste è stato nominato Paolo Meneghini, presidente di Valle Virtuosa: «l’osservatorio è un elemento di trasparenza, ci sono tutti i settori coinvolti nella raccolta dei rifiuti – ha spiegato – ed è grave che non si sia riunito per tre anni, tanto che l’ultimo rapporto risale al 2019 e bisogna domandarsi su che basi siano stati raccolti i dati relativi alla raccolta e gestione dei rifiuti. Io farò molta attenzione al fatto che venga effettivamente attuato quanto è previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, che ci potrà portare ad essere una regione d’avanguardia».
«Dobbiamo semplicemente quello che è stato approvato nella legge, stimolerò l’amministrazione a far rispettare la legge, niente di più e niente di meno», ha ribadito, stimolando qualche risata tra il pubblico presente.

Tra i diversi interventi in presenza c’è stato quello di Adriano Pizzo, presidente del Consorzio chierese per i servizi e vice sindaco del Comune di Pecetto piemontese, che ha raccontato l’esperienza del Repair Café, un laboratorio per la riparazione ed il riuso, recentemente visitato da una delegazione del circolo valdostano di Legambiente: «il nostro è un territorio simile alla Valle d’Aosta – ha raccontato – ma partendo nel 2002 con la raccolta porta a porta e nel 2005 con la tariffa puntuale, adesso siamo arrivati all’83% di differenziato, raggiungendo gli obiettivi che la Regione Piemonte ha fissato per il 2035, anche se continua a salire la produzione complessiva di rifiuti, che da noi è di 447 chilogrammi pro capite».
«Per cercare di andare verso la riduzione abbiamo pensato al centro del riutilizzo – ha continuato Adriano Pizzo – un luogo dove fare in modo che il rifiuto si possa sistemare prima di farlo andare nell’ area ecologica. Questo laboratorio ha richiesto un investimento di 225mila euro, di cui 165mila arrivati dal finanziamento di un bando della Provincia di Torino e l’abbiamo creato in collaborazione con Dipartimento architettura del Politecnico di Torino e dato in gestione ad una Cooperativa sociale, che ha assunto una persona e si è circodata di volontari esperti. Gli arredi sono stati tutti riciclati, abbiamo comprato solo banconi da lavoro e le attrezzature, che nessuno butta. Il nostro impegno è gratuito, non chiediamo soldi, non facciamo business, dobbiamo diminuire i rifiuti ed offriamo il caffè, coerentemente con un produttore del posto. Ripariamo un po’ di tutto e con l’aiuto dei più giovani ci occupiano anche di smartphone e tablet. L’inizio era stentato, siamo andati nelle fiere locali per cercare collaboratori, facendo leva sulle signore che ci mandavano i mariti pensionati, così da farli uscire di casa, e adesso abbiamo un buon numero di persone, tra cui in esperto riparatore di biciclette che le aggiusta sempre».

L’occasione è stata anche quella di consegnare i nuovi attestati di “Comuni ricicloni”, confermando anche per il 2023 quelli di Aosta e dei Sub-Ato delle Unité des Communes Mont Cervin-Evançon e della Mont-Émilius, mentre sono rimasti fuori, con un valore sotto il 65%, i Sub-Ato delle Unité des Communes Mont-Rose e Walser che erano state premiate lo scorso anno.

«In Valle d’Aosta c’è una fattiva collaborazione tra tutte le associazioni ambientaliste – ha rimarcato Dennis Buttol, presidente del Circolo valdostano di Legambiente – fin da quando è partito con il referendum contro il pirogassificatore e quindi non possiamo che essere soddisfatti della presenza di Paolo Meneghini all’interno dell’Osservatorio per i rifiuti. Tutti insieme siamo riusciti a creare una consapevolezza sul tema di rifiuti e quest’anno finalmente il Comune di Aosta ha fatto partire la raccolta puntuale dei rifiuti, una novità che ha colto un po’ di sprovvista i cittadini e comprendiamo noi stessi le difficoltà e le perplessità che possono sorgere, però questo è un percorso che assolutamente siamo obbligati a fare per noi, per le nostre generazioni a venire e per limitare il più possibile l’utilizzo della discarica che comunque ormai è in esaurimento. Siamo fiduciosi e attenti sul tema insieme altre associazioni amiche sul suo percorso che che ne seguirà».
Pubblicato / aggiornato
il 27/03/2024 alle 17:05
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video