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Sequestrati 1,9 milioni di euro di crediti fiscali del Superbonus 110

Sequestrati 1,9 milioni di euro di crediti fiscali del Superbonus 110 (©bobine.tv) - La Caserma di Aosta della Guardia di Finanza

Nella mattinata di giovedì 11 aprile 2024, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Aosta, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Aosta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per un ammontare di oltre 1,9 milioni di euro. Il sequestro è stato effettuato in relazione a crediti fiscali maturati relativi al cosiddetto “Superbonus 110”, si suppone fittiziamente.

Le indagini hanno portato alla luce la presunta esistenza di un’associazione a delinquere con base nel territorio valdostano. All’interno di questa associazione, un architetto e un commercialista operanti ad Aosta si sarebbero associati con gli amministratori di una società di costruzioni di Torino, con funzioni di general contractor, per commettere vari reati: truffa ai danni di privati, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio, false asseverazioni e indebite compensazioni di crediti di imposta.

L’indagine è stata avviata dopo la denuncia presentata dai proprietari di un condominio di Aosta, i quali hanno scoperto di avere crediti fiscali ceduti, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura, per lavori non ancora eseguiti.

Secondo le informazioni emerse, l’architetto aostano avrebbe procurato clienti interessati al “Superbonus 110”, offrendosi di gestire l’iter amministrativo e consigliando l’impresa che avrebbe eseguito i lavori. Inoltre, avrebbe rivestito molteplici ruoli, tra cui direttore dei lavori, responsabile della sicurezza e tecnico asseveratore. Le asseverazioni avrebbero attestato uno stato di avanzamento dei lavori non corrispondente allo stato dei fatti. Sarebbe sempre stato lui a trasmettere le asseverazioni all’Enea.

Il commercialista avrebbe apposto i visti di conformità che legittimavano l’esistenza dei crediti di imposta, curando la trasmissione dei documenti all’Agenzia delle Entrate insieme alla comunicazione della cessione dei crediti dai condòmini al general contractor.

Secondo l’ipotesi investigativa, gli impresari torinesi avrebbero emesso le fatture per avviare il processo di generazione dei crediti, che si sarebbe concluso con la cessione di parte di essi a una società terza a Bra (CN).

Le indagini sono state possibili grazie alla collaborazione dell’Agenzia delle Entrate della Valle d’Aosta, che ha fornito un contributo documentale fondamentale.

Pubblicato / aggiornato il 11/04/2024 alle 15:49
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Categoria: Cronaca