Campagna referendaria: Per il lavoro ci metto la firma
(©Cgil) -
Quattro quesiti (con lo slogan Per il lavoro ci metto la firma) su tutela contro i licenziamenti illegittimi, superamento della precarietà, sicurezza nel lavoro in appalto. Il messaggio che la Cgil intende lanciare è che il lavoro, le persone e le loro vite devono essere centrali nella nostra società, elemento fondamentale per uno sviluppo sostenibile e giusto, contro politiche e modelli che negli anni hanno colpito salari e vite di donne e uomini – al punto che oggi si è poveri anche lavorando –, precarizzando e rendendo più ricattabile e quindi meno sicuro chi lavora.
I quesiti
Abrogazione delle norme che impediscono il reintegro al lavoro in caso di licenziamenti illegittimi
Si interviene a ripristinare per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori operanti in unità produttive con più di 15 dipendenti la normativa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori come modificato dalla legge n. 92 2012, ossia la regola della reintegrazione nel posto di lavoro nei casi più gravi di licenziamento (perché del tutto privi di giusta
causa o giustificato motivo, oggettivo o soggettivo).
Il decreto legislativo n. 23 del 2015 ha sottratto la tutela della reintegra agli assunti a tempo indeterminato dopo il 7 marzo 2015 prevedendo, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo per assenza di giusta causa o di giustificato motivo, solo una monetizzazione.
Si è così creata – con le “tutele crescenti” – una ingiustificata disparità di trattamento, peraltro anche in caso di licenziamenti collettivi, in ragione della data di assunzione.
Nell’immediato il ritorno alla disciplina dell’articolo 18 rafforza la posizione del lavoratore nei confronti del datore di lavoro e determina un importante effetto dissuasivo.
Abrogazione delle norme che facilitano i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese
Si interviene a tutela dei dipendenti di datori di lavoro con meno di 15 addetti eliminando il tetto massimo di indennizzo in caso di licenziamento illegittimo.
L’abrogazione del tetto massimo all’indennizzo consentirebbe al giudice, qualora considerasse il licenziamento illegittimo, di riconoscere una tutela adeguata alla lavoratrice e al lavoratore in considerazione di diversi parametri (età; carichi familiari; capacità economica dell’azienda) senza una preventiva limitazione del quantum.
La stessa Corte costituzionale, del resto, seppure con riferimento ad un’altra norma, ha recentemente riconosciuto che il “numero dei dipendenti non rispecchia di per sé l’effettiva forza economica del datore di lavoro”, criticando l’esistenza di un “limite uniforme e invalicabile di sei mensilità” applicabile a datori di lavoro che possono rappresentare realtà molto diverse tra loro.
Abrogazione delle norme che hanno liberalizzato l’utilizzo del lavoro a termine
L’effetto del quesito è il ripristino dell’obbligo di causale per il ricorso al contratto di lavoro a termine.
L’attuale disciplina si connota per la a-causalità (la mancanza di condizioni limitative e dunque di una ragione giustificata obiettiva e temporanea verificabile dal giudice) dei contratti di durata non superiore ai dodici mesi. Infatti, ricorre l’obbligo di causale per i soli contratti a termine di durata superiore ai dodici mesi.
Al fine di ridurre la diffusione di lavoro precario che la normativa vigente è in grado di alimentare, questa proposta referendaria mira a limitare il ricorso al lavoro a termine reintroducendo la necessaria presenza di una causale giustificativa temporanea disciplinata e prevista dai contratti collettivi.
Si prevede inoltre l’abrogazione della possibilità che la causale possa essere individuata dalle parti individuali del contratto di lavoro, che nei fatti apre la strada ad assunzioni a termine senza alcun controllo.
Abrogazione delle norme che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro negli appalti, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante
Il quesito referendario mira ad estendere in ogni caso la responsabilità civilistico-risarcitoria dell’imprenditore committente, appaltante lavori o servizi, per i danni derivanti dagli infortuni sul lavoro subiti dai dipendenti dell’appaltatore e di ciascun sub-appaltatore oltre la quota indennizzata dall’Inail (danno differenziale).
Il risarcimento del danno differenziale consiste nella differenza tra l’indennizzo che l’Inail riconosce al lavoratore in caso d’ infortunio o malattia professionale (indennizzo forfetizzato e quindi non onnicomprensivo di tutti i danni subiti) e quello che il giudice riconosce al lavoratore a copertura dei danni ulteriori subiti in base alle tabelle civilistiche.
L’utilizzo della responsabilità solidale – che il referendum mira a ripristinare nella sua totalità – è la regola di base generale volta a impedire che le diverse forme di decentramento produttivo si risolvano nella limitazione delle tutele del lavoro, facendo sì che il committente si rivolga ad appaltatori solidi finanziariamente e in regola con le norme antinfortunistiche
Dove firmare
La Cgil Valle d’Aosta sarà presente con un suo banchetto apposito in diversi mercati della regione. Qui l’elenco :
- Sabato 4 maggio Pont -Saint-Martin dalle ore 8.30 alle 13
- Lunedì 6 maggio Verrès dalle ore 8.30 alle 13
- Lunedì 6 maggio Châtillon dalle ore 8.30 alle 13
- Giovedì 9 maggio Saint-Vincent dalle ore 8.30 alle 13
- Venerdì 10 maggio Fénis dalle ore 8.30 alle 13
Aosta
- Martedì 7 maggio – Piazza Cavalieri Vittorio Veneto – dalle ore 8.30 alle 13
- Mercoledì 8 maggio -Via Volontari del Sangue- dalle ore 8.30 alle 13
- Lunedì 13 maggio – via Mont Fallère – dalle ore 8.30 alle 13
- Giovedì 16 maggio – Viale della Pace – dalle ore 8.30 alle 13
Morgex
Giovedì 23 maggio dalle ore 8.30 alle 13
Giovedì 6 giugno dalle ore 8.30 alle 13.
È possibile anche firmare on line tramite spid collegandosi al sito https://www.cgil.it/referendum
Un evento a Gressan
A livello nazionale servono 500 mila firme e sono state abbondantemente superate le 400 mila firme.
Alla luce di questo obiettivo, la Cgil Valle d’Aosta organizza per venerdì 14 giugno un evento: dalle ore 16, nell’area verde di Gressan si darà il via a tutta una serie di iniziative correlate fra di loro, che spaziano dalla musica con concerti dal vivo e dj set, street food, dibattito, animazione per i più piccoli con truccabimbi e giochi.
Un’occasione anche per riflettere attraverso dibattiti sulle tematiche legate al mondo del lavoro che deve essere stabile, sicuro, dignitoso e tutelato e sulle questioni internazionali come la situazione del conflitto israeliano-palestinese.
Saranno inoltre presenti gli stand del patronato Inca e il servizio Caaf per fornire a tutti i cittadini presenti informazioni fiscali, sui diritti, sulle pensioni e sui servizi della Cgil.
Ci saranno soprattutto i banchetti per raccogliere le firme. Dice Vilma Gaillard, segretario generale Cgil Valle d’Aosta: «Con questo evento vogliamo rivolgerci a tutti: cittadini, lavoratori, giovani, donne e pensionati. Abbiamo pensato a un evento che possa andare a toccare gli interessi di tutti e che nello stesso tempo possa essere un’occasione per ascoltare la gente, confrontarsi, raccogliere i bisogni e far conoscere meglio i servizi e le tutele che con il sindacato i lavoratori possono avere. Vogliamo parlare loro della necessità di fare quadrato (non per niente il simbolo della Cgil è un quadrato rosso) e unire le forze, perché stiamo vivendo un momento particolare dal punto di vista del panorama politico nazionale. I diritti di lavoratrici e lavoratori sono la nostra prerogativa, insieme a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e alle tutele di cui tutti i lavoratori hanno diritto. Il mondo del lavoro sta vivendo un periodo particolare ed ecco perché è necessario raccogliere firme in vista dei referendum popolari, dove,come Cgil chiediamo l’abrogazione di leggi che minano i diritti e le tutele di tutti».
Pubblicato / aggiornato
il 06/06/2024 alle 11:22
Categoria:
Economia e Lavoro