Cervino CineMountain 2024
(©Cervino CineMountain) -
Locandina Cervino CineMountain 2024
La XXVII edizione del Cervino CineMountain si è svolto da sabato 27 luglio a sabato 3 agosto 2024. Da 27 anni il Cervino CineMountain porta ai piedi della Gran Becca il meglio della produzione cinematografica internazionale recente dedicata al tema della montagna, e riunisce alpinisti, scrittori, artisti, scienziati ed esperti provenienti da tutto il mondo, insieme per raccontare esperienze al limite attraverso sfide personali, climatiche, geografiche e sociali. Ma in questi anni si è consacrato come l’appuntamento per la narrazione del mondo delle Terre Alte, dalla scoperta alla comprensione, alla sensibilizzazione, è una “piazza aperta” per il confronto tra addetti ai lavori e appassionati da tutto il mondo.
Otto giorni, oltre 55 ore di proiezione, 63 film da 21 Paesi diversi, 25 anteprime tra mondiali, internazionali, europee e italiane: sono questi i numeri della XXVII edizione del Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna che si è chiuso sabato 3 agosto 2024 a Valtournenche con la cerimonia di premiazione che ha visto trionfare il film Paradise, del regista russo Alexander Abaturov, vincitore del Grand Prix des Festival Conseil de la Vallée. Forte della sua esperienza giornalistica, il regista di origine russa, da sempre critico nei confronti del governo putiniano, offre una visione drammatica delle leggi federali che relegano ai margini della società gli abitanti delle zone di controllo come la Siberia.
Anche quest’anno il festival ha portato a Breuil Cervinia, Valtournenche, Chamois e la Magdeleine il meglio del cinema di settore dell’ultima stagione ma anche tanti ospiti del mondo del cinema come l’attore Giuseppe Battiston, che ha aperto la XXVII edizione, dello sport come Marco Confortola, Nina Caprez e Antoine Le Menestrel, della letteratura come Mirella Tenderini, Enrico Camanni e Claudio Morandini, ma anche Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, protagonista insieme all’alpinista Hervé Barmasse di una matinée di grande successo.
La giuria internazionale composta da registi, critici, alpinisti, attori e letterati legati al mondo del cinema e della montagna ha avuto il compito di scegliere il Grand Prix des Festival ma anche i vincitori dei premi del Concorso Internazionale: il Premio C.A.I. per il miglior film d’alpinismo, il Premio Sony per la miglior fotografia, il Premio Montagne d’Italia per il miglior film italiano, il Premio Montagnes du Monde per il miglior film straniero, il Premio Montagne Tout Court per il miglior cortometraggio e il Premio del Pubblico di Valtournenche. É tornata anche la sezione CineAdrenaline, dedicata agli sport estremi, che ha proposto documentari da brivido, e il Premio CineMountain Kids tornato anche quest’anno, premiando la miglior pellicola di animazione conquistando il pubblico più giovane.
E per chiudere immancabile ormai è stato il Premio del Pubblico Grand Prix Circuit, il più votato tra i Grand Prix proiettati nel circuito itinerante del Festival.
La nuova immagine e la giuria della XXVII edizione
Un guscio d’uovo è il cuore del nuovo visual, in grado di evocare la montagna e il Festival con tutte le profondità delle sue variegate dimensioni.
Il risultato è una rappresentazione visiva che è tanto semplice quanto profondamente evocativa, capace di incarnare perfettamente lo spirito del Festival: un viaggio di scoperta, personale e universale, la continua ricerca dell’uomo di superare i propri limiti e di esplorare l’ignoto. È un invito a guardare oltre l’apparenza, a esplorare le profondità della natura umana e del mondo che ci circonda. Un invito a intraprendere una nuova avventura che inizia proprio al Festival, dove ogni proiezione, ogni incontro e ogni discussione sono parte di un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento.
A guidare il pubblico durante questo viaggio saranno soprattutto i film, arrivati a centinaia da ogni parte del mondo e pronti ad essere interpretati, oltre che dal pubblico, dall’occhio della Giuria Internazionale che sarà composta da tre membri: Giorgia Priolo, Roberto Cavallini e Aleksandar Zarapchiev.



I candidati all’Oscar della montagna 2024
Saranno sei le pellicole che si contenderanno il Grand Prix des Festivals Conseil de la Vallée, l’Oscar del cinema di montagna, nella XXVII edizione del Cervino CineMountain, che alzerà il sipario sabato 27 luglio 2024 ai piedi della Gran Becca.
Scelte dal selezionatore Gian Luca Rossi e dai direttori artistici Luisa Montrosset e Luca Bich, le sei le pellicole candidate, già vincitrici di festival di montagna in giro per il mondo, offriranno una panoramica ricca e variegata delle molteplici relazioni tra l’uomo e la montagna. Attraverso le lenti dei cineasti, si verrà trasportati in un mondo dove la natura non è solo un palcoscenico spettacolare, ma anche una forza potente che influenza e ispira la nostra esistenza. Che si tratti di denunciare il cambiamento climatico, celebrare le avventure più epiche o esplorare la solitudine delle vette, questi film invitano a riflettere sulla nostra connessione con il pianeta e sul nostro posto in esso.
Mongolie, La Vallée des ours
La difesa dell’ambiente è al centro di Mongolie, La Vallée des ours, del regista iraniano Hamid Sardar, in anteprima italiana al Cervino CineMountain, Grand Prix al Festival du film alpin des Diablerets, in Svizzera, e al festival Rencontres de la Cinémathèque De Montagne di Gap, in Francia, e vincitore del Premio del Pubblico all’Autrans Film Festival. La pellicola racconta l’eroica battaglia di un guardiacaccia mongolo direttore dell’area protetta della Taiga Rossa, per la tutela della fauna selvatica e della natura. Tumursukh ha deciso di garantire la conservazione degli spazi naturali e degli animali selvatici convertendo gli ex cacciatori in guardiani della foresta. Una lenta evoluzione delle mentalità improvvisamente compromessa dall’intrusione di una famiglia di orsi in un villaggio.
Paradise
Paradise, del russo Alexander Abaturov, è un film potente e immersivo che ci fa vivere in prima persona le devastanti conseguenze del cambiamento climatico delle regioni artiche, vincitore del coreano Ulsan Ulju Mountain Film Festival, Premio per la Migliore Fotografia all’IDFA Amsterdam e Miglior Documentario al FEST – New Directors | New Films Festival di Espinho, in Portogallo. Nell’estate del 2021, un’eccezionale ondata di caldo e siccità ha portato a giganteschi incendi che hanno devastato 19 milioni di ettari di terreno nella Siberia nord-orientale. In questa regione, nel cuore della taiga, si trova il villaggio di Shologon. Sparse dal vento, le ceneri nere portano notizie allarmanti: il bosco è in fiamme e le fiamme si stanno avvicinando velocemente. Abbandonati a se stessi, gli abitanti si uniscono per salvare la propria comunità, potendo contare soltanto sulla solidarietà tra persone di diverse etnie.
Postcards from the verge
In Postcards from the verge, della regista Natalia Koniarz, torna il tema della pandemia a fare da sfondo ad una relazione in crisi e al tentativo dei protagonisti di salvarla. La pellicola di grande impatto visivo segue una coppia di registi polacchi, in viaggio in bicicletta attraverso le Ande, rimasta bloccata a causa della diffusione del Covid al confine tra Bolivia e Cile per 14 mesi, affrontando tempeste, fulmini e freddo intenso. Costretti ad una convivenza esclusiva e forzata nel desolato ambiente desertico che li circonda, i due giovani dovranno fare i conti con le zone d’ombra del loro rapporto. Il film si è aggiudicato il Grand Prix al Krakow Mountain Festival e ha vinto la genziana d’oro per il miglior cortometraggio al Trento Film Festival.
The great white whale
In 50 anni di carriera Michael Dillon è un grande maestro del cinema di montagna ed esplorazione e ha diretto sei premiatissimi documentari con Sir Edmund Hillary e altri progetti, fra cui, “Everest – Sea to Summit” (1992) che ha vinto 8 Gran Premi nei festival di cinema di montagna di tutto il mondo. Il suo The great white whale ripercorre un’epica avventura, una memorabile sfida alla più esplosiva delle montagne. Nel profondo del selvaggio Oceano Antartico, a metà strada tra l’Australia e l’Africa, un vulcano innevato alto novemila piedi si innalza dal mare come una grande balena bianca. Per cinque volte la montagna ha tentato di uccidere il gruppo che per primo ha provato a scalarla. Eppure, ancora una volta levano l’ancora, navigando nelle acque più insidiose al mondo, questa volta con il leggendario Bill Tilman come capitano. La pellicola arriva al Cervino CineMountain dopo aver già vinto il Grand Prix al Mendi Film Festival di Bilbao e la Genziana d’oro come Miglior Film Di Esplorazione o Avventura al Trento Film Festival.
To the hills &back
In To the hills &back, dell’americano Mike Quigley, in anteprima italiana al Festival, due generazioni si confrontano su quanto vale davvero raggiungere la vetta su quale sia il prezzo accettabile per affrontare la furia della montagna. Una guida alpina e sua figlia si incontrano e si confrontano sul passaggio di consegne e sull’eredità degli alpinisti del passato, alcuni scomparsi troppo presto. Di fronte al pericolo delle valanghe, che hanno minacciato l’uomo fin dalla notte dei tempi, come si possono affrontarne consapevolmente i rischi? e come si può coniugare avventura e sicurezza? Una toccante riflessione sul costo umano dell’avventura da parte di chi ha affrontato, in prima persona, la furia della montagna che ha conquistato il Grand Prix all’Echo Mountain Film Festival di Skopje e al Moc Gór – Zakopane Mountain Film Festival in Polonia.
Un pasteur
Ma la montagna sa essere matrigna sì, ma anche madre capace di proteggere chi la sceglie come un rifugio. Come Félix, giovane pastore malinconico e riservato, conduce una vita senza tempo, in un mondo lontano da tutto e da tutti, vive in un mondo fatto di rocce, inaccessibile, dove si aggira un essere invisibile: il lupo. La solitudine impregna le sue giornate in montagna, trascorse leggendo Pessoa e prendendosi cura prendendosi cura del gregge di famiglia con amore paterno. Nel suo Un pasteur, vincitore del Grand Prix al Trento Film Festival e al FIPADOC, Louis Hanquet ci regala l’ipnotizzante ritratto di un giovane uomo e della sua scelta esistenziale, nel paesaggio maestoso dell’Alta Provenza.
Come ogni anno, oltre al Grand Prix des Festival, la giuria del Cervino CineMountain assegnerà anche i vari premi delle varie categorie nel Concorso Internazionale: Premio SONY per la miglior fotografia; Premio montagne d’Italia per il miglior film italiano; Premio Montagnes du Monde per il miglior film straniero; Premio Montagne Tout Court per il miglior cortometraggio. Ma come ogni anno anche il pubblico sarà chiamato a scegliere il suo preferito così come la speciale giuria formata dai più giovani, che giudicheranno le pellicole della categoria CineMountain Kids. E infine alla giuria CAI spetterà invece l’assegnazione dell’importante Premio per il miglior film d’alpinismo.
Novità di quest’anno sarà il Prix CVA – Montagnes d’énergie, per il miglior film a tematica energetica e ambientale, intitolato alla CVA.
Protagonisti e programma
40 pellicole in concorso, con 22 anteprime di cui 4 mondiali, 3 internazionali, 1 europea e 10 italiane.
A salire sul palcoscenico della XXVII edizione saranno grandi alpinisti come Tamara Lunger, Marco Confortola, Kurt Diemberger, Hervé Barmasse, la climber Nina Caprez, il funambolo Antoine Le Menestrel, scrittori come Mirella Tenderini ed Enrico Camanni, l’ideatore di Slow Food Carlo Petrini e i registi delle pellicole in concorso, tra i quali Nicolò Bongiorno. Saranno inoltre presentati i 6 Grand Prix des Festival Conseil de la Vallée, che si contenderanno l’Oscar del cinema di montagna, insieme a numerosi appuntamenti per i più piccoli e tutto intorno lo splendido scenario del Cervino, tra trekking, passeggiate, escursioni e sci estivo nell’unica località italiana dove è possibile scivolare sulla neve anche in estate.
Mountain Telling | sabato 27 ore 21.00 e domenica 28 luglio, ore 20.30 Centro Congressi Valtournenche
Ad aprire il festival anche quest’anno saranno gli appuntamenti con Mountain Telling, il panel ideato e realizzato in collaborazione con la Film Commissione Valle d’Aosta dedicato al racconto e alla rappresentazione della montagna al cinema. Si partirà sabato 27 luglio con “Io vivo altrove”, film di debutto alla regia di Giuseppe Battiston, una commedia sul ritorno alla natura ispirata a “Bouvard e Pécuchet” di Flaubert. A seguire, domenica 28 luglio, protagonisti i film valdostani con quattro delle opere realizzate nell’ultima stagione: AGNUS DAY di Giuseppe Isoni, AU REVOIR MELOGRANO di Giacomo Pedrotti, API di Luca Ciriello e SEGNALI DI VITA di Leandro Picarella.
K2, il diamante oscuro | 31 luglio, ore 21.00 Centro Congressi Valtournenche
Cuore del programma sarà l’appuntamento con K2, il “diamante oscuro”, la montagna che racconta tragedie e record, conquistata per la prima volta solo tre anni fa nella stagione invernale. Nel giorno in cui si celebra il 70° da quel 31 luglio 1954 in cui una spedizione italiana raggiunse la vetta, il Cervino celebra quell’avventura, condita da atti di eroismo e polemiche durate decenni, con alcuni dei protagonisti delle imprese sulla seconda vetta più alta della Terra: Tamara Lunger, Marco Confortola e Kurt Diemberger, tre nomi dell’alpinismo ai quali la “montagna più pericolosa del mondo” ha mostrato la sua faccia più buia, insieme alla scrittrice Mirella Tenderini.
Cervinia notre amour | 1 agosto ore 22.00, Via Carrel Breuil-Cervinia
Nella via centrale di Cervinia, danneggiata dalla piena del torrente avvenuta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 giugno 2024, il Cervino CineMountain propone una proiezione all’aperto per celebrare la forza della comunità e la sua capacità di reazione, con un film-simbolo della Cervinia cinematografica: Grande slalom per una rapina (Snow Job), film del 1972 di George Englund ambientato sui ghiacciai e sulle piste della località ai piedi del Cervino.
Cerimonia di premiazione | 3 agosto ore 21.00 Piazzetta delle Guide Valtournenche
La suggestiva piazzetta sarà come consueto teatro della consegna dei premi e di una performance di teatro d’ombre a cura di Anusc Castiglioni e Silvio Gioia che proietteranno effetti di luci e ombre colorate riprodotte con tecniche analogiche, consapevoli che ancora oggi, nonostante le tecniche più evolute di proiezione digitale, l’ombra, nella sua formula più semplice e pura, esercita un grande fascino onirico ed emotivo sugli spettatori di tutte le età.
Le Matinées letterarie
Tornano anche gli incontri con i grandi scrittori e la letteratura di montagna. Tra gli appuntamenti segnaliamo la prima delle matinées, in programma domenica 28 luglio (ore 11.00 Piazzetta delle Guide, Valtournenche) vedrà protagonista Enrico Camanni, autore del libro “La Montagna Sacra” (Editori Laterza, 2024), che indagherà sul senso del limite nell’utilizzo attuale e futuro della montagna.
A seguire, venerdì 2 agosto (ore 11.00 Piazzetta delle Guide, Valtournenche) Carlo Petrini, ideatore di Slow Food, dialoga con Hervé Barmasse, da sempre impegnato nella diffusione di una cultura della montagna. Insieme cercheranno uno spazio e un tempo per la lentezza in un mondo ad alta velocità: sarà il cibo, con la metodicità e la pazienza del raccolto, con una nuova attenzione nei confronti della terra, con una cultura dei pascoli orientata alla rigenerazione della montagna, o sarà proprio quest’ultima, con il suo sguardo lungo e aperto, con il suo vivere scandito dal passo lento. Insieme ai protagonisti si parlerà del vivere sostenibile, nel rispetto del territorio che ci ospita, di cibo e cultura della coltivazione e dell’allevamento, per trovare il tempo e lo spazio per “rallentare”.
A misura di bambino
Saranno 16 i cortometraggi animati selezionati per la categoria CineMountain Kids, provenienti dai più importanti festival internazionali per raccontare la montagna con gli occhi dei bambini ai quali spetterà il compito di assegnare il Premio del Pubblico Kids.
Dopo il grande successo dello scorso anno, si rinnova l’appuntamento con Born To Climb, il pomeriggio dedicato all’arrampicata per i più piccoli, ma anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questa disciplina, accompagnati da tre istruttori d’eccezione: la climber svizzera Nina Caprez, Don Paolo Paone, parroco alpinista di Valtournenche, e Hervé Barmasse.
Novità di questa edizione 2024 è il nuovo format Les Goûters che propone due incontri letterari pomeridiani per ragazzi, accompagnati da una merenda offerta dal festival a tutti i partecipanti. Si partirà domenica 28 luglio 2024 con la scrittrice Sarah Savioli, maestra del genere mystery, che parlerà di storie, di enigmi e di indagini a partire dal suo ultimo romanzo per lettori e lettrici giovani e giovanissimi Delitto alla Tesla Academy (Feltrinelli Kids, 2023). Mercoledì 31 luglio 2024 a Breuil-Cervinia alle ore 17.00 nella sala riunioni al centro golf, al secondo appuntamento vedrà protagonista il fumettista e illustratore Stefano Tartarotti, autore di Un giorno da cana e Una notte da cana, ambientati sugli Appennini, con trame e sottotrame curiose e divertenti che i giovani lettori sono chiamati a seguire, mettendosi nei panni dell’intrepida cagnolina Lucy e degli animali suoi amici.
Tutti i vincitori:
Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée
Il Cervino CineMountain ha visto trionfare il film Paradise di Alexander Abaturov, che si è aggiudicato il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée. Questo film russo, definito “l’Oscar del cinema di montagna”, ci immerge nella devastazione causata dai cambiamenti climatici nella Siberia nord-orientale. Nell’estate del 2021, giganteschi incendi distrussero 19 milioni di ettari di taiga, lasciando il villaggio di Shologon coperto da un fumo denso. Gli abitanti della Yakutia, una delle “zone di controllo” dove le autorità non intervengono se il costo di estinzione supera quello dei danni, devono lottare contro il “Drago” senza alcun aiuto statale. Il film, con una narrazione pacata ma avvincente, mette in luce la resilienza e l’ottimismo degli abitanti, comunicando un forte messaggio ambientale e politico.
Una menzione speciale è andata a Mongolie, la Vallée des Ours di Hamid Sardar. Questo documentario offre un racconto magistrale delle conseguenze del cambiamento climatico attraverso la storia di una guardia forestale e due orsi siberiani, dipingendo un vero film d’avventura.
Premio Montagnes du Monde
Il Premio Montagnes du Monde è stato assegnato a Wilfred Buck di Lisa Jackson, un documentario canadese che esplora la vita di un anziano membro della popolazione Cree. La pellicola si muove tra passato e presente, tra la Terra e le stelle, e affronta il tema della colonizzazione e delle sue dolorose conseguenze. L’opera è stata premiata per il ritratto ibrido e originale che invita il pubblico a riflettere attraverso una lente indigena.
Premio Montagne d’Italia
Per il Premio Montagne d’Italia, la pellicola L’Età Sperimentale di Marco Zingaretti è stata premiata come miglior film italiano. Attraverso la narrazione di Erri De Luca, il documentario esplora la vecchiaia come un periodo di grande libertà e avventura, sottolineando la mancanza di guide precedenti e la scoperta di vastità sconosciute.
Premio Montagnes Tout-Court
Il cortometraggio 3MWH di Marie-Magdalena Kochová si è aggiudicato il premio Montagnes Tout-Court. Questo film-poesia esplora la decrescita e il rifiuto dell’antropocentrismo attraverso la storia di un operaio di una centrale nucleare che deve scegliere come utilizzare l’energia limitata a sua disposizione. Il corto è stato lodato per la sua estetica di grande impatto e la visione creativa. Una menzione speciale è stata conferita a Body of a Line di Henna Taylor, che reinventa la classica rappresentazione dell’arrampicata con la tecnica del rotoscopio.
Premio CVA
Il Premio CVA per il miglior film sul tema ambientale ed energetico è stato vinto da Holding Up the Sky di Pieter Van Eecke, che narra la lotta quarantennale di Davi Kopenawa, sciamano e capo tribù Yanomami, contro la deforestazione e lo sfruttamento del territorio. Il documentario è stato apprezzato per la sua capacità di immortalare la determinazione di una comunità indigena.
Premio Sony
Un Pasteur di Louis Hanquet, già vincitore al Trento Film Festival, ha ricevuto il Premio Sony per la miglior fotografia, ritraendo un giovane pastore nell’Alta Provenza attraverso immagini suggestive in bianco e nero.
Premio C.A.I. – Club Alpino Italiano
Il Premio C.A.I. – Club Alpino Italiano è stato assegnato a La Traccia di Toni – Toni Gobbi da cittadino a guida alpina di Antonio Bocola. Il film racconta la vita di Toni Gobbi, famoso alpinista che ha saputo unire la cultura urbana e montanara, contribuendo al concetto stesso di guida alpina. La giuria ha apprezzato il ritratto autentico e senza retorica di un uomo che ha tracciato un sentiero speciale con impegno e passione.
Premio del Pubblico
The Great White Whale di Michael Dillon è stato il film più amato dagli spettatori, aggiudicandosi il Premio del Pubblico 2024. Il documentario narra l’epico tentativo di un gruppo di climber di scalare un vulcano innevato nel selvaggio Oceano Antartico.
Premio Kids e Circuit
Il Premio Kids e Circuit è stato assegnato a Battery Mommy di Jeon Seung-bae per il pubblico dei più piccoli, mentre Mongolie, la Vallée des Ours ha vinto il Premio del pubblico del Cervino CineMountain Circuit.
Premio Versante Sport
Infine, il Premio Versante Sport è stato conferito a Grand-Bretagne / Voyage aux Sources de l’Alpinisme di Vincent Perazio e Bertrand Delapierre. Questo film esplora le origini dell’alpinismo con Catherine Destivelle, investigando cosa spinge l’uomo a scalare le montagne.
Pubblicato / aggiornato
il 05/08/2024 alle 09:55
Categoria:
Cultura