La XXIX edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale di cinema di montagna più alto d’Europa, si è chiusa a Breuil-Cervinia e Valtournenche con l’assegnazione del Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée a Where We Used to Sleep di Matthäus Wörle, al termine di otto giorni tra proiezioni, incontri e omaggi, tra cui quello dedicato a Hayao Miyazaki.
Where We Used to Sleep conquista il Grand Prix des Festivals
Si è chiusa con la cerimonia di premiazione la XXIX edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale di cinema di montagna più alto d’Europa, che per otto giorni ha trasformato Breuil-Cervinia e Valtournenche in un luogo di incontro tra cinema, alpinismo, esplorazione, letteratura e cultura delle terre alte. Un’edizione internazionale, con 41 film in concorso, 14 anteprime italiane, 3 anteprime mondiali, 6 film fuori concorso e 70 proiezioni totali, che ha portato al Cervino storie provenienti da quattro continenti, confermando la montagna come osservatorio privilegiato delle trasformazioni del presente.
Ad aggiudicarsi il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, il premio conferito al miglior film tra i vincitori dei principali festival internazionali aderenti all’International Alliance for Mountain Film, è stato Where We Used to Sleep di Matthäus Wörle. La giuria internazionale ha motivato il riconoscimento sottolineando la forza di una storia semplice e toccante, capace di restituire senza bisogno di metafore l’inevitabilità di un disastro ambientale ancora possibile in Europa, e la compostezza del protagonista, la sua saggezza di vita e la sua accettazione di un’esistenza difficile.
La giuria internazionale ha inoltre assegnato una menzione speciale a The Oldest Munro Bagger di Christina e Jay Golian (Regno Unito, 2025, 57 minuti), che segue l’ottantenne Nick Gardner nell’impresa di scalare tutti i 282 Munro scozzesi. Il film, girato nell’arco di quattro anni, ha conquistato anche il Premio Cai.
Tutti i vincitori della XXIX edizione
Premio Montagne d’Italia
Il riconoscimento al miglior film italiano è andato a Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande (Italia, 2025, 75 minuti), che racconta l’amicizia ventennale tra Ben, filmmaker europeo, e Negi, buddhista indiano, entrambi segnati da eventi tragici. La giuria ha premiato la capacità del film di raccontare l’incontro tra culture lontane senza ricorrere a stereotipi, restituendo un dialogo autentico tra due amici uniti da una lunga vita condivisa.
Premio Montagnes du monde
Il miglior film straniero è Whispers in May di Dongnan Chen (Hong Kong, Paesi Bassi, Corea del Sud, Svezia, 2026, 93 minuti), già vincitore del Grand Prize al CPH:DOX e presentato al Cervino CineMountain in anteprima italiana. Il film accompagna una quattordicenne e le sue amiche tra le montagne del Liangshan, in Cina, in un racconto poetico sulla crescita e sull’equilibrio tra tradizione e modernità. Menzione speciale a The Lama’s Son di Kesang Tseten (Nepal, 2026, 72 minuti).
Premio Montagnes Tout Court
Il miglior cortometraggio è Sukua di Omar E. Ospina Giraldo (Colombia, 2025, 17 minuti), storia di Pirimín, un bambino Kogui che, ricevendo in regalo una pistola ad acqua, si confronta con la memoria delle armi che costrinsero la sua comunità ad abbandonare i propri insediamenti.
Premio Film Commission Vallée d’Aoste
Il riconoscimento alla migliore opera che valorizza il territorio valdostano è andato a Kimshung – La montagna del destino di Damiano Levati (Italia, 2026, 130 minuti), che segue il ritorno in Nepal della guida valdostana François Cazzanelli. Menzione speciale a Renzino di Pietro Taldo (Italia, 2026, 29 minuti), ritratto di Renzino Cosson, figura legata alla storia dell’alpinismo valdostano.
Cvalps Award
Il premio è andato a Prima dell’Aurora di Chiara Zoja, ritratto della partigiana Aurora Vuillerminaz, in cui memoria e territorio diventano strumenti per interrogare il presente.
Premio Cai – miglior film di alpinismo
Assegnato dalla giuria del Club Alpino Italiano a The Oldest Munro Bagger, per aver trasformato un’impresa alpinistica in un racconto intimo e universale sulla cura, sulla perdita e sulla capacità di reagire alle prove della vita. Menzioni speciali a The Fall e Kronoshock.
Premi del pubblico
Il Premio del pubblico è andato a Il cantiere nel cielo di Nicolò Bongiorno, che segue la costruzione della nuova Capanna Carrel a 3.830 metri sulla Cresta del Leone. Il Premio del pubblico Circuit ha premiato nuovamente Where We Used to Sleep, già vincitore del Grand Prix. Il Premio del pubblico Cva Mountain Kids è andato ad Aller retour di Lucia Bulgheroni e Michele Greco (Italia, 2025, 9 minuti). Il Premio del pubblico Versante Sport ha premiato Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca (Italia, Svizzera, 2026, 27 minuti), racconto della prima salita invernale della via Casarotto ai piedi del Fitz Roy. Il Premio del pubblico Film Commission Vallée d’Aoste è andato nuovamente a Renzino di Pietro Taldo.
Un’edizione oltre il cinema
Ai piedi del Cervino, la XXIX edizione del festival, in programma da sabato 25 luglio a sabato 1° agosto 2026, ha confermato la propria vocazione ad andare oltre lo schermo. Da oltre vent’anni il Cervino CineMountain porta nel cuore delle Alpi il meglio della produzione cinematografica internazionale dedicata alla montagna, come spazio di riflessione sulle grandi sfide contemporanee legate alle terre alte: dal cambiamento climatico al rapporto tra uomo e ambiente, dalla dimensione dell’esplorazione ai percorsi interiori.
Tre immagini, una montagna universale
Per la prima volta nella sua storia, il festival ha scelto tre immagini ufficiali, realizzate da Tullio Macioce come un trittico narrativo, per raccontare il tema dell’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori proclamato dall’Onu. La prima immagine è una veduta dall’alto in cui un gregge di pecore disegna il profilo di una montagna; la seconda ritrae una vasca d’abbeveraggio in una conca alpina, simbolo dell’intelligenza pratica della cultura alpina; la terza è un dettaglio del manto di una mucca valdostana, le cui sfumature richiamano creste rocciose e pendii scolpiti dal vento.
Le giurie
A guidare la giuria internazionale è stata Alessandra Principini, Film Funds Manager per Movimenti Production dal 2023, insieme a Cristina Cassano, esperta di diritti d’autore e distribuzione internazionale, e Piotr Turkot, cofondatore del Krakow Mountain Festival ed editore di wspinanie.pl. Ad affiancarle la giuria del Cai, composta da Elettra Bernardi, psicologa e fondatrice del Gruppo Giovani Cai Valle d’Aosta, Andrea Frenguelli, regista e membro della Commissione Cultura del Club Alpino Italiano, e Piermauro Reboulaz, ex presidente del Cai Valle d’Aosta.
Il Grand Prix des Festivals: sei film, sei festival partner
Tratto distintivo del Cervino CineMountain, il Grand Prix des Festivals riunisce ogni anno le opere vincitrici dei principali festival mondiali dedicati al cinema di montagna aderenti all’International Alliance for Mountain Film. Per l’edizione 2026 la selezione comprendeva The Mountain Won’t Move di Petra Seliškar, vincitore del Festival International du Film de Montagne d’Autrans; Where We Used to Sleep di Matthäus Wörle, premiato al Dutch Mountain Film Festival; Reel Rock: Riders on the Storm di Josh Lowell, vincitore dell’Ulsan Ulju Mountain Film Festival; Girl Climber di Jon Glassberg, vincitore dell’International Mountain Film Festival di Poprad; The Wolves Always Come at Night di Gabrielle Brady, vincitore dell’Alpin Film Festival di Brașov; The Oldest Munro Bagger di Christina Golian, vincitore del Kathmandu International Mountain Film Festival.
Il concorso internazionale
Tra i temi centrali del concorso, la pastorizia, protagonista anche di A Fire There, Premio Speciale della Giuria a Visions du Réel, e di Barren Lands – Terre aride, in cui Hervé Barmasse osserva gli effetti della crisi climatica sulle comunità pastorali del Kenya. Il confronto tra tradizione e trasformazione è al centro di Whispers in May e di The Lama’s Son, mentre il paesaggio diventa protagonista in Ghost Resorts – Super Saint Bernard, On the Way e Born of Ice. La selezione conferma inoltre l’apertura ai linguaggi contemporanei, dalla stop-motion di Kronoshock, Genziana d’Oro al Trento Film Festival, alle sperimentazioni visive di A Planet Painted by Hand e Atalaya.
La sezione Film Commission Vallée d’Aoste ha riunito sei opere dedicate al territorio: l’anteprima mondiale di Renzino di Pietro Taldo, Courma et Courmayeur di Elettra Gallone, i lavori di Joseph Péaquin, Hervé Barmasse e Damiano Levati, Prima dell’Aurora di Chiara Zoja e le anteprime mondiali Il cantiere del cielo – La nuova Capanna Carrel sul Cervino di Nicolò Bongiorno ed Ensembio di Dario Timpani.
Il programma: Mountaintelling, Miyazaki e i 90 anni di Cervinia
Il festival si è aperto sabato 25 e domenica 26 luglio con Mountaintelling, dedicato al cinema italiano ambientato in Valle d’Aosta: il produttore Mattia Guerra e l’attore “Lillo” Petrolo hanno presentato Agata Christian – Delitto sulle nevi, mentre Matteo Oleotto, con gli attori Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta, ha accompagnato il pubblico alla scoperta di Ultimo Schiaffo.
Tra gli appuntamenti simbolo dell’edizione, l’omaggio a Hayao Miyazaki: giovedì 30 luglio alle ore 21.00, in via Carrel a Breuil-Cervinia, la proiezione speciale open air di Laputa – Il castello nel cielo, introdotta da Simone Dalla Chiesa dell’Università statale di Milano, seguita sabato 1° agosto dalla matinée “40 anni con Miyazaki e Lucky Red”, nella Piazzetta delle Guide di Valtournenche, moderata da Carlo Chatrian con Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red. Il ciclo si è chiuso la sera di sabato 1° agosto, durante la cerimonia di premiazione, con lo spettacolo originale Di Miyazaki e della sospensione, ideato da Lucia Folco, Roberta Calcagno e Andrea Carlotto.
Venerdì 31 luglio il festival ha celebrato i 90 anni di Cervinia e delle funivie con una serata realizzata in collaborazione con il Museo nazionale della montagna di Torino e Cervino Spa: tre proiezioni d’archivio, Quando nasceva Cervinia di Carlo Rossi, Maratona bianca di Mario Craveri e Alessandro Previtera e Come un Campari al bacio, dagli archivi Super 8 di Leo e Luciana Gasperl, introdotte da Carlo Rossi e Marco Ribetti.
Spazio green e X-Treme
Domenica 26 luglio è stata la giornata di Spazio Green, la novità dell’edizione 2026 dedicata ai grandi temi ambientali: alle ore 11.00 la matinée con l’esploratore Lorenzo Barone, in dialogo con Hervé Barmasse, per la presentazione di Dust – La via delle polveri; dalle 15.30, al Centro Congressi di Valtournenche, le proiezioni di Ghost Resorts – Super Saint-Bernard, Born of Ice, Flayers, The Wolves Always Come at Night, On the Way e Barren Lands – Terre aride.
Martedì 28 luglio è stata la volta di “X-Treme – Oltre un limite”, che ha riunito Francesca “La Rossa Volante” Porcellato, Frédéric Montigny, Matteo Della Bordella e Franco Collé, quattro esperienze diverse per raccontare il limite come spazio di ricerca, sfida e possibilità.
Les Matinées
Il ciclo di incontri Les Matinées ha intrecciato libri, viaggi, alpinismo e musica: dopo l’apertura con Lorenzo Barone e Hervé Barmasse, lunedì 27 luglio è stata la volta di Roberta Mori, del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino, e di Marco Giani; martedì 28 luglio del Club Alpino Italiano con Stefano Motta e Franco Faggiani; mercoledì 29 luglio di Matteo Della Bordella, Federica Mingolla e Andrea Greci; giovedì 30 luglio di Linda Cottino ed Enrico Camanni. Venerdì 31 luglio è tornato l’appuntamento al Lago Blu di Breuil-Cervinia, con la narrazione corale “Parole e note dal mondo per il Cervino”, accompagnata dalle sonorità di Stracho Temelkovski e dalle letture di Pedro Bastia, Luisa Montrosset, Eleonora Zappia, Jacques Martinet, Gian Luca Rossi, Luca Bich ed Enrico Camanni. A chiudere il ciclo, sabato 1° agosto, l’incontro tra Andrea Occhipinti e Carlo Chatrian.
Cva Mountain Kids
Il festival ha dedicato spazio alle nuove generazioni con Born to Climb, giovedì 30 luglio alle ore 15.30 nella palestra indoor del Centro Congressi di Valtournenche, con Federica Mingolla, Hervé Barmasse, don Paolo Papone e Massimo Bal, seguito dalla presentazione della guida Arrampicata in Valle d’Aosta. La sezione Cva Mountain Kids ha proposto 18 cortometraggi d’animazione da tutto il mondo, tra cui Corea del Sud, Croazia, Nuova Zelanda, Belgio, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Spagna e Repubblica Ceca, valutati da una giuria composta da bambine e bambini.
Mountain Film Lab
Il comitato di selezione ha individuato i sette talenti under 35 ammessi al Mountain Film Lab, progetto promosso da Ifa Scuola di Cinema in collaborazione con Film Commission Vallée d’Aoste, Abruzzo Film Commission e Cervino CineMountain Film Festival: Costanza Di Castro, Raffaele Zingaro, Claudio Sponta, Beatrice Pastina, Carola Del Bono, Fabrizio Giovanardi e Simone Bonfigli. Il percorso didattico si avvierà a settembre 2026 con una fase immersiva a Campo di Giove, in Abruzzo, seguita dalle riprese previste per novembre tra Pescasseroli e la Valle d’Aosta.
I premi del Cervino CineMountain
- Grand Prix des Festivals Conseil de la Vallée: assegnato dalla giuria internazionale al miglior film in concorso.
- Premio Cai: attribuito dalla giuria del Club Alpino Italiano all’opera che meglio interpreta i valori della cultura della montagna, dell’alpinismo e del rapporto tra uomo e ambiente.
- Premio Montagnes Tout Court: assegnato al miglior cortometraggio in concorso dalla giuria internazionale.
- Premio Film Commission Vallée d’Aoste: riconoscimento alla migliore opera che valorizza il territorio, le sue comunità e le produzioni realizzate o sostenute in Valle d’Aosta.
- Premio Montagne d’Italia: assegnato al miglior film italiano dalla giuria internazionale.
- Premio Montagnes du monde: attribuito al miglior film straniero dalla giuria internazionale.
- Premio Cvalps: assegnato dalla giuria Cva al film che meglio racconta il rapporto tra comunità, territorio e sviluppo sostenibile nelle terre alte.
- Premio del pubblico: attribuito sulla base dei voti raccolti durante tutte le proiezioni del festival, comprese quelle del Grand Prix Circuit di Chamois e La Magdeleine.
- Premio del pubblico Versante Sport: assegnato dal pubblico al miglior film che racconta l’alpinismo, l’avventura e gli sport outdoor.
- Premio del pubblico Cva Mountain Kids: attribuito dalla giuria Kids al film d’animazione che saprà conquistarla.
- Premio del pubblico Grand Prix Circuit: assegnato dal pubblico di Chamois e La Magdeleine.
FAQ
Chi ha vinto il Grand Prix des Festivals 2026?
Il riconoscimento, considerato l’Oscar del cinema di montagna, è andato a Where We Used to Sleep di Matthäus Wörle (Germania, 2024, 81 minuti), il racconto di Valeria Prața, tra le poche persone rimaste a vivere nel villaggio rumeno di Geamăna, quasi interamente sommerso dai fanghi tossici di una miniera di rame.
Quando si è svolto il Cervino CineMountain 2026 e dove?
Il festival si è svolto da sabato 25 luglio a sabato 1° agosto 2026 tra Breuil-Cervinia e Valtournenche, alla sua XXIX edizione.
Quali sono stati i temi centrali dell’edizione 2026?
Il filo conduttore è stato l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori proclamato dall’Onu, insieme ai grandi temi ambientali affrontati nella nuova sezione Spazio green e all’omaggio a Hayao Miyazaki per i quarant’anni di collaborazione tra lo Studio Ghibli e Lucky Red.