Vai al contenuto

Assemblea degli enti locali del 17 dicembre 2024

Assemblea degli enti locali del 17 dicembre 2024 (©celva.it) - L'Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali, riunita il 17 dicembre 2024

Martedì 17 dicembre 2024, alle ore 14, si è riunita l’Assemblea del Consiglio Permanente degli Enti Locali (Cpel).

L’Assemblea si è astenuta sulla legge regionale n. 172, dedicata alla promozione e valorizzazione della filiera regionale del legno. Wanda Chapellu ha spiegato: «Questa proposta di legge ha riaperto il dibattito sull’uso delle foreste e la promozione della filiera del legno. La Valle d’Aosta non ha ancora disciplinato in merito. Ci siamo confrontati, in Consulta, e abbiamo ritenuto opportuno definire un parere di astensione con un messaggio per il legislatore».
Il messaggio è il seguente: “L’Assemblea del Cpel, riconoscendo l’interesse pubblico delle attività selvicolturali svolte secondo i principi della gestione forestale sostenibile e finalizzate al mantenimento del multifunzionalità delle foreste, pur condividendo gli interventi della proposta di legge oggetto di parere, ritiene che la tematica debba essere ricompresa all’interno di un più ampio e complesso quadro normativo che includa, in modo organico e complementare, tutti i temi legati al settore forestale. Tenuto conto che è nato il lavoro di redazione del nuovo programma forestale regionale, previsto dal decreto legislativo 34 del 2018, che andrà, tra l’altro, adottato in coerenza con le strategie forestale nazionali del 22 e che ha come finalità l’obiettivo di definire le linee di indirizzo in termini di programmazione e pianificazione della gestione dei soprassuoli forestali, sia auspica che il Consiglio regionale possa una volta completata la redazione del programma – avviare il percorso per l’approvazione di una legge regionale in materia di foreste che affronti ha materia nel suo complessi“.
L’intento del Cpel è che vi sia un volano dalla coltivazione del bosco all’utilizzo del legno sia come materiale pregiato sia come materiale di risulta, partendo da una fotografia dello stato di conservazione dei boschi valdostani.

È stato espresso parere favorevole con un’osservazione sulla deliberazione della Giunta regionale per l’approvazione delle disposizioni applicative relative ai Piani di Azione per il Clima e l’Energia Sostenibile (Paesc), con prenotazione di spesa.
Ancora Wanda Chapellu ha spiegato che la delibera è finalizzata a definire i criteri le modalità operative per l’erogazione dei contributi per la redazione dei Paesc. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 600mila euro (200 mila euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027). Possono accedere ai contributi i Comuni in forma singola, che hanno aderito in forma individuale al patto dei sindaci, i Comuni limitrofi in forma associata (individuando un Comune capofila) e le Unité in qualità di capofila di un gruppo di Comuni appartenenti alla stessa o limitrofi (che hanno aderito anche questi al patto dei sindaci). È prevista l’erogazione dei contributi per due tipologie di attività differenti: nella misura 1, si definisce la contribuzione per la redazione dei Paesc; sulla misura 2, invece per il monitoraggio successivo. I Comuni che ad oggi risultano aver aderito al patto dei sindaci e redatto il Paesc sono due (Aosta e Saint-Denis) e, allo stato attuale, la maggior parte degli Enti sarà interessata a richiedere il contributo per la redazione dei Paesc.
I principali criteri sono: sono ammissibili esclusivamente le spese per la radiazione dei Paesc sostenute dopo la presentazione della domanda di contributo, i contributi coprono fino al 100% dei costi sostenuti ed è ammesso il cumulo con altri contributi, la Regione promuove la redazione di paese congiunti. Infatti il contributo massimo erogato è stato modulato in relazione alla popolazione di riferimento: 10mila euro se la popolazione inferiore a 5mila abitanti; 15 mila euro se la popolazione è compresa tra 5 e 10mila abitanti, 20 mila euro se la popolazione è superiore a 10mila abitanti. Indipendentemente dal numero degli abitanti, il contributo Massimo è pari a 20mila euro se il Paesc è redatto congiuntamente con capofila le Unité oppure è se il Paesc è redatto congiuntamente da un gruppo di Comuni a cui partecipano tutti quelli afferenti alla medesima cabina primaria. Le domande possono essere inoltrate dal 1° aprile 2025 e il 31 ottobre 2025. Per accedere ai contributi è obbligatoria l’adesione al patto dei sindaci. I Paesc devono essere redatti entro 18 mesi dalla concessione del contributo. L’approvazione definitiva del Paesc avviene previo parere della struttura regionale competente . Per quanto riguarda invece la misura 2 di monitoraggio, sono ammissibili esclusivamente le spese per la redazione dei documenti di monitoraggio completo dei Paesc. I contributi coprono anche qui fino al 100% dei costi sostenuti e il contributo massimo erogabile per il monitoraggio è di 5mila euro. Le domande possono anche queste essere presentate dal 1° aprile al 30 settembre 2027. Ci siamo riuniti come Consulta e, nell’analizzare il testo, proponiamo il parere positivo con un’unica osservazione, che propone di stabilire che il contributo massimo erogabile sia modulato in relazione al numero di abitanti a cui il Piano si riferisce, in maniera similare a quanto già previsto per la misura 1.

Parere favorevole anche sulla deliberazione della Giunta che definisce i criteri per l’erogazione di contributi secondo la legge regionale 23/2010. Loredana Petey ha ricordato che la legge disciplina gli interventi economici di sostegno e promozione sociale erogati dalla Regione. questa delibera va a modificare gli articoli 8 e 12, che si applicano a partire dal 1° gennaio 2025. Le modifiche introdotte hanno l’obiettivo di garantire una maggiore flessibilità e adeguatezza delle misure di supporto per i minori e le famiglie. In particolare: estensione e specificazione delle tipologie di affidamento (la delibera introduce una maggiore flessibilità, come il potenziamento dell’affidamento part time e dell’affiancamento tra famiglie per rispondere meglio alle diverse esigenze dei minori e delle famiglie di origine), è possibile prevedere affidamenti misti (combinando, per esempio l’affidamento residenziale con quello part time); abbiamo l’ampliamento dei beneficiari (oltre ai minori e alle gestanti destinatari dell’assegno di cura per l’affidamento familiare, sono estesi anche i giovani fino ai 21 anni che si trovano in situazioni di particolare complessità e che hanno bisogno di supporto continuativo per il raggiungimento dell’autonomia); si estende anche i genitori con i figli minori in situazioni di vulnerabilità; affidamenti per casi particolari (la delibera specifiche in maniera più articolata le categorie di affidamento per minori, considerando anche le situazioni di emergenza, l’affidamento di neonati, l’affinamento di minori a rischio giuridico a scopo adottivo nonché l’accoglienza di genitori con bambino); incremento dell’assegno di cura (l’importo, che è rimasto invariato per parecchi anni, sarà ora adeguato annualmente secondo l’indice dei prezzi al consumo. L’importo dell’assegno di cura per l’affidamento familiare inoltre è aumentato del 30% per minori con esigenze particolari); procedure tecniche amministrative (sono state inserite le nuove linee guida e stabiliscono procedure tecniche più dettagliate per gli operatori, con l’obbligo di definire dei modelli operativi omogenei e mantenere un costante monitoraggio dei progetti di affidamento; affidamento e progetti di autonomia per i giovani adulti (le disposizioni consentono la prosecuzione degli affidamenti per i giovani adulti fino a 21 anni (eccezionalmente fino anche a 25 anni, con supporto economico per progetti finalizzati sempre al raggiungimento dell’autonomia. La proposta di deliberazione è stata trasmessa alla Consulta e non sono pervenute osservazioni.

Parere favorevole alla proposta di delibera per l’autorizzazione temporanea per gli enti gestori dei servizi socio-assistenziali residenziali e domiciliari, consentendo il reclutamento di personale OSS in deroga alla DGR 265/2013. Un atto necessario per garantire la continuità del servizio, è stato osservato, ed è stato suggerito di derogare alla prova di accertamento di conoscenza della lingua francese.

Parere favorevole anche alla proposta di delibera sulla disciplina della misura dei progetti di inclusione attiva (PIA), destinati a persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa. Il 2025 sarà un anno di transizione, ha segnalato il presidente Alex Micheletto, e le regole saranno drasticamente modificate nel 2026. I progetti dovranno avere durata annuale e destinatari saranno inseriti in attività di pubblica attività, in categorie specifiche. L’indennità di cui potranno beneficiare sarà aumentata e sarà versata un’indennità contributiva. Con risorse regionali si potranno assumere persone di una certa età per consentire il completamento del lavoro per accedere alla quiescenza. Nel 2025, i progetti già validati potranno essere replicati. I soggetti proponenti possono tuttavia presentare nuovi progetti, che seguiranno l’iter di approvazione previsto. Entro il 31 dicembre 2025, i progetti semestrali dovranno essere completati e quindi quelli a durata semestrale potranno essere prorogati (ove necessario).
Il sindaco di Aosta Gianni Nuti ha chiesto se sia previsto un aumento delle indennità nelle more dell’attuazione del nuovo progetto, nel 2026: «Sono ferme da anni ed è un problema da affrontare». La risposta del presidente Micheletto è che le regole cambieranno dal 2026, indennità compresa. E ha aggiunto: «I lus erano un’offerta di lavoro temporanea, ora le persone beneficiarie di queste misure sono persone fragili che hanno bisogno di aiuto in vista di un reinserimento, non necessariamente nel mercato del lavoro. Le tipologie di progetto sono cambiate sotto molteplici punti di vista ed è sempre più difficile reperire risorse che vogliano partecipare a questi progetti. Dunque la spinta economica diventa rilevante. Ma è una misura di inclusione attiva, non un’offerta di lavoro».

I lavori si sono conclusi con le comunicazioni del presidente Alex Micheletto, che ha fornito aggiornamenti sulle recenti iniziative.
Il Comitato esecutivo ha designato Mattia Caliano come rappresentante tecnico per il Tavolo tecnico e Alex Micheletto, supportato da Wanda Chapellu come supplente, per la Cabina di regia all’interno del sistema di governance per l’individuazione delle aree e superfici idonee e no all’installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Sempre Callano ma con Sara Pinet in quanto rappresentante supplente, siederà al Tavolo tecnico permanente sull’autoconsumo diffuso e sulle Cer.
Alex Micheletto rappresenterà il Cpel nella Consulta regionale per la mobilità ciclistica.
È stato approvato il Rendiconto economico dello Sportello unico degli Enti locali. approvata anche la variazione alla part terza (Progetti di sviluppo interno e servizi) dello stesso Suel per l’anno 2024.
Ha annunciato che, dal 2025, le Assemblee si torneranno a svolgersi solo in presenza; in modalità mista solo in circostanze eccezionali.
Ha concluso annunciando che la proroga di sei mesi del termine per presentare domanda di finanziamento per gli studi Cer sarà deliberata dalla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Pubblicato / aggiornato il 17/12/2024 alle 15:30
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione