Assemblea degli Enti locali del 14 gennaio 2025
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Il tavolo della presidenza dell'Assemblea del Cpel: Ronny Borbey, Wanda Chapellu, Loredana Petey ed Alex Micheletto
È iniziata con una comunicazione informale a porte chiuse, durata una decina di minuti, la prima assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle D’Aosta del 2025, che è stata convocata nel pomeriggio di martedì 14 gennaio 2025, che si è occupato della trattazione delle sole due proposte di parere di cui era relatore.
Nelle proprie comunicazioni, il presidente del Cpel Alex Micheletto ha spiegato la nota inviata nei giorni scorsi agli Enti locali per indicare di non procedere alla liquidazione degli incentivi per le funzioni tecniche, alla luce del decreto correttivo codice appalti che aveva allargato la platea dei soggetti potenziali beneficiari degli incentivi comprendendo anche i dirigenti ch,e nei Comuni che ne sono sprovvisti, vedono il segretario equiparato alla figura dirigenziale: «è stato un nostro estremo scrupolo – ha precisato – così da non andare a rincorrere qualcuno per farsi ridare l’incentivo pagato. Abbiamo fatto un approfondimento e ci hanno risposto che il correttivo entra in vigore dal 1° gennaio 2025 e quindi tutte le procedure fino al 31 dicembre 2024 potranno essere liquidate».
La gestione del Rent, il Registro informatico pubblico nazionale per i taxi e gli Ncc, definita dal decreto 203/2024 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che prevede nuove incombenze anche per gli Enti locali, è stato il tema della seconda comunicazione: «il decreto così come previsto e formulato comporta una serie di difficoltà tecniche ed applicative per la nostra regione – ha rimarcato il presidente del Cpel – per il solito discorso dei numeri e delle tipologie di attività presenti da noi, diverse rispetto a quelle nelle grandi città. Bisogna effettuare la verifica di certi requisiti, posizionare un bollino sulla carta di circolazione dei mezzi utilizzati per queste attività e tutta una serie di altre questioni prettamente burocratiche. Abbiamo approfondito la questione con lo Sportello unico, che dato la disponibilità ad ampliare le sue attività per quanto riguarda le licenze agli Ncc. Al momento, il nuovo sistema non è partito perché, anche se il decreto prevedeva l’applicazione dal 3 gennaio, in realtà le piattaforme telematiche non sono pronte e quindi i controlli non ci sono. Gli Enti non possono fare ciò che devono ma gli Ncc rischiano sanzioni sono decisamente impattanti, sia del punto di vista economico sia con la sospensione della patente o il fermo del mezzo».

Il primo parere previsto all’ordine del giorno è stato quello sul disegno di legge regionale n. 174 che definisce le nuove Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, che interessa anche la legge 12/2011 istitutiva dello Sportello unico degli Enti locali. Il parere del Cpel è stato positivo all’unanimità con l’osservazione che “si dia corso nel più breve tempo consentito alla conseguente modificazione degli articoli 9 e 10 del legge regionale 23 maggio 2011, numero 12, che disciplinano i procedimenti amministrativi gestiti dal Suel”.
Il secondo parere riguardava il disegno di legge regionale n. 173 sulle Disposizioni urgenti per lo sviluppo organizzativo degli Enti del comparto unico della Valle d’Aosta, che tra le diverse novità prevede che gli accertamenti di conoscenza della lingua francese e italiana siano svolti dalla Regione, programmando quattro sessioni di esami l’anno, oltre ad elevare al 50% (dal precedente 40%) la quota dei concorsi riservata a personale che ha già operato a tempo determinato per gli Enti locali.
La discussione si è incentrata sulle nuove modalità di mobilità tra gli Enti del comparto unico, prevista all’articolo 6 del disegno di legge, che potrà essere motivata soltanto se l’Ente non dispone già di proprie graduatorie e potrà avvenire sulla base di domanda spontanea dell’interessato accompagnata dal nulla-osta dell’Ente di appartenenza, oppure aderendo a un avviso pubblico di mobilità. In questo secondo caso, il nulla-osta dell’Ente di appartenenza è previsto soltanto se l’Ente di provenienza ha meno di cento dipendenti, oppure se il lavoratore è stato assunto da meno di tre anni o ancora quando la mobilità determina una carenza di organico superiore al 20% nella qualifica corrispondente. Inoltre è previsto il comando d’ufficio, che prevede l’invio del personale in un altro Ente per un periodo massimo di due anni ed entro 50 km dalla sede di lavoro del dipendente comandato, previa specifica convenzione.
La discussione ha riguardato il limite dei cento dipendenti, che creerebbe disparità tra le diverse Unité des Communes: «questa situazione porrà dei grossi problemi nel settore socio-assistenziale – ha sottolineato Alex Micheletto – perché sappiamo tutti la criticità che abbiamo nel personale e anche per non avere disparità di trattamento tra l’Unité che ha 95 dipendenti rispetto a quella con 105, che sostanzialmente sono identiche a prescindere dal numero di Comuni che le compongono, dato che l’esercizio con la funzione è identico. Credo che non sia opportuno prevedere questo limite dei cento oppure lo si eleva a 200 o anche a 500 e solo il comparto della Regione verrà gestito in maniera diversa, senza che serva l’assenso».
«Se noi abbiamo titolo primario usiamolo – ha aggiunto Gianni Nuti, sindaco di Aosta –: chiederei l’abolizione di questo limite per non mettere in ulteriore difficoltà è il sistema socio-sanitario che vede grosse problematiche nel reclutamento del personale. C’è un reale rischio di emorragia che corriamo anche noi».
Il presidente del Cpel ha posto anche una questione sull”articolo 7 del disegno di legge, che istituisce all’interno dell’area di contrattazione del personale non dirigente due sezioni di disciplina contrattuali specifiche, una dedicata al personale socio-sanitario, socio-educativo e socio-assistenziale e l’altra dedicata alla Polizia locale: «su una questione simile, la proposta di legge numero 160, avevamo ribadito di non ritenere necessaria l’istituzione di un’area dedicata specificatamente alla Polizia locale – ha ricordato Micheletto –: in moltissimi Enti, soprattutto quelli più piccoli, è di supporto agli uffici, non è rappresenta un’entità esterna, a differenza degli operatori socio-sanitari, che certamente non si occupano di attività amministrativa».
Il parere, con le due osservazioni, è stato approvato all’unanimità.

L’assemblea del Cpel, presieduta da Loredana Petey, ha poi dato parere positivo sul disegno di legge regionale numero 176 sulle Disposizioni in materia di beni e attività culturali che, in 18 articoli, adeguano la normativa regionale a quella statale e europea e modalità di concessione dei tributi e regola i contributi alla Film commission.
È stato quindi affrontato un ordine del giorno integrativo, dovuto all’approvazione, nella giornata di lunedì 13 gennaio, di due delibere da parte della Giunta regionale.
La prima delibera riguardava la convenzione tra la Regione, l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, il Celva e l’Ordine regionale dei veterinari in merito
alle modalità di controllo del randagismo e protezione degli animali da compagnia sul territorio regionale per il triennio 2025/27, che prevede un aumento del finanziamento regionale, che arriva fino a 100mila euro l’anno: «da diversi anni applichiamo questa convenzione – ha spiegato Wanda Chapellu – che prevede che i Comuni sono tenuti a effettuare attività di vigilanza e di prevenzione del randagismo, identificando e registrando nell’anagrafe canina i cani rinvenuti sul territorio, dotandosi anche di un lettore di microchip, organizzare i relativi corsi di formazione e contenere la crescita della popolazione dei gatti liberi sul territorio attraverso la sterilizzazione».
Sulla questione, il sindaco di Saint-Christophe Paolo Cheney, ha chiesto un maggiore impegno da parte del canile-gattile regionale, struttura che vedrà, entro il mese di gennaio la stipula del nuovo appalto di gestione: «in Valle d’Aosta siamo in 130mila abitanti e di cani ce sono forse di più – ha dichiarato – il centro di questi servizi deve essere il canile-gattile regionale e non si possono impegnare ulteriormente i Comuni che si devono attrezzare con dei box per ospitare i cani vaganti. Questa attività si può tranquillamente fare attraverso il canile-gattile regionale, che dovrebbe occuparsi anche dei gatti, visto che recentemente ci siamo trovati con una signora che voleva lasciare in Municipio una scatola con sei gattini».
«La legge prevede gestioni diverse tra cani e gatti – ha risposto Wanda Chapellu – i gatti, effettivamente, sono del territorio: non si possono mettere all’interno di una gabbia e, nel momento i cui non c’è più nessuno che si occupa di seguire le colonie feline, questi diventano “i gatti del sindaco”. Tra breve ci sarà un nuovo gestore del canile-gattile regionale e questa potrà essere una questione che potremmo gestire attraverso una convenzione diretta, dato che l’attuale è scaduta ed è stata prorogata. È stato previsto un pagamento di 45mila per la cattura dei cani ma ci siamo resi conto che la rendicontazione non è stata così puntuale, registrando diversi reclami da parte dei Comuni. La nostra volontà è di obbligare il nuovo vincitore ad adempimenti più puntuali e dovremo cercare di inserirci nel capitolato d’appalto».

Il parere positivo sulla delibera del Governo regionale che prevede il finanziamento della convenzione è stato comunque approvato all’unanimità così come quello relativo alla delibera della Giunta regionale sull’aggiornamento dell’elenco delle strutture socio-assistenziali residenziali per anziani pubbliche e private presenti in Valle d’Aosta, ultimo punto affrontato dall’Assemblea, che ha visto solo un’osservazione tecnica: «è stato prorogato al 30 giugno 2025 il termine entro il quale le strutture socio-assistenziali per anziani devono presentare istanza di autorizzazione – ha sottolineato Michel Martinet – raccogliendo una nostra richiesta, ma andrebbe anche modificata la norma che subordina l’ottenimento dell’autorizzazione per l’erogazione dei finanziamenti di previsti dalla legge regionale 80/1990. Noi chiediamo che gli Enti possano presentare comunque domanda per questi finanziamenti che riguardano attrezzature utili nelle nostre micro-comunità, anche se non hanno ancora ottenuto l’accreditamento regionale».
Pubblicato / aggiornato
il 14/01/2025 alle 20:51
Categoria:
Politica e Amministrazione