Assemblea degli enti locali del 19 febbraio 2025
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L'Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali del 19 febbraio 2025
L’Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali si è riunita mercoledì 19 febbraio 2025.
È stato espresso parere favorevole sulla delibera di Giunta della Regione autonoma Valle d’aosta concernente la ripartizione dei trasferimenti finanziari senza vincolo settoriale di destinazione a favore dei Comuni (astenuti i Comuni di Courmayeur, Valtournenche e Gressoney-Saint-Jean) e delle Unité des Communes valdôtaines per l’anno 2025.
Lo Sportello Unico degli Enti Locali è stato incaricato per gli adempimenti relativi al nuovo Registro Informatico Pubblico Nazionale delle imprese di taxi e noleggio con conducente.
Il presidente Alex Micheletto ha ricordato che se n’era parlato in gennaio 2025. Il registro prevede una serie di incombenze a carico degli esercenti e la verifica è demandata ai Comuni. In considerazione del fatto che il Suel si occupa già di concessioni e autorizzazioni, l’assegnazione della competenza è parsa la soluzione più opportuna, avendo peraltro ottenuto il consenso dello Sportello stesso.
Gli Enti Locali valdostani hanno aderito all’iniziativa regionale per una piattaforma condivisa di gestione delle pratiche SUEL, nell’ambito della misura Pnrr 2.2.3 sulla digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE.
Aderendo, gli Enti locali potranno utilizzare questa piattaforma.
Riforma della legge elettorale
L’Assemblea ha espresso parere favorevole con premessa e osservazioni sul disegno di legge regionale in materia di svolgimento contestuale delle elezioni regionali e comunali nel 2025.
Il presidente Micheletto ha spiegato che il disegno di legge istituisce l’election day e modifica le norme previste sull’ordinamento dei Comuni e, in particolare, sui criteri della determinazione delle indennità e della diaria nonché sulla soppressione dei limiti ai mandati. È previsto anche un nuovo criterio per la determinazione del numero di assessori e del relativo onere a carico dei singoli Comuni. Ha spiegato: «Le varie norme contenute nel disegno di legge sono la riproposizione della richiesta fatta dal Consiglio d’Amministrazione del Cpel di andare ad evidenziar le criticità esistenti nei criteri per la determinazione dell’indennità dei sindaci e le criticità riscontrate nella nomina dei componenti di Giunta rispetto alla previsione normativa originaria. La legge attuale prevede che l’unico parametro di riferimento per la determinazione delle indennità è il criterio della popolazione. Si era proposto di applicare invece i coefficienti utilizzati per la determinazione degli stanziamenti della Legge 48. Non è stato chiesto di rideterminare o aumentare le indennità, che restano quelle previste dalla legge 4/2015. Si è chiesto di riconoscere che un Comune possa considerare la complessità delle mansioni svolte (faccio l’esempio di Courmayeur e Valtournenche, dove la popolazione residente è ridotta ma la complessità di gestione è elevata). L’altro elemento riguarda il numero di componenti la Giunta: la norma attuale prevede una forbice determinata nuovamente sulla base della popolazione residente. La maggior parte dei Comuni di è avvalsa della facoltà di nominare un assessore in più con invarianza della spesa e penalizzando quindi l’intera Giunta. Si è chiesto di poter avere Giunta composte da un un assessore un più, senza ridurre gli emolumenti».
Ha aggiunto che non si ritiene corretto determinare il numero degli assessori alla prima seduta e mantenerlo invariato per l’intera consiliatura. Ha spiegato: «In cinque anni può cambiare di tutto e questo vincolo è penalizzante». Si chiede al legislatore di non prevedere questo obbligo, lasciando libertà agli Enti di autodeterminarsi nel corso della consiliatura.
Ha concluso che a proposta di legge contiene la revisione della diaria, fissata nel 2015 in base alla popolazione. La proposta regionale (non sollecitata dagli Enti ma da questi accolta con favore) è gli spostamenti all’esterno dell’Unité di appartenenza possano essere oggetto di rimborso di missione e che la diaria dei presidenti delle Unité sia uguale a quella del sindaco di Aosta, anche in considerazione del fatto che la sede delle loro riunioni è itinerante.
In relazione alla soppressione del limite di tre mandati, è stato detto che questo limite al terzo mandato crea problemi in alcuni mandati. «Non è la volontà di ragionare per dinastie né di rimanere attaccati alla poltrona – ha detto – ma concedere la facoltà al sindaco soggetto di continuare a mettersi in gioco e alla sua comunità di riferimento di esprimersi in merito».
Micheletto ha quindi aperto il dibattito.
Marco Calchera, sindaco di Etroubles, ha detto: «c’è anche l’abbassamento del quorum dal 50 al 40%. Viviamo in un momento storico in cui la partecipazione alla cosa pubblica è complessa. Difficile trovare persone che si dedichino all’amministrazione comunale. Se è vero che libertà è partecipazione, è difficile pensare che abbassare il livello minimo di partecipazione sia la risposta corretta. È bene che il limite resti al 50%. Il vincolo del terzo mandato costringe all’alternanza e la cittadinanza a sapere che, prima o poi, serve un’alternativa e, magari, essa prende vita nel corso del secondo o del terzo mandato del sindaco. Se questa possibilità è cancellata da una norma è ancora più difficile che qualcuno ci pensi. La continuità amministrativa, che deve essere una delle nostre prerogative perché spesso una sola consiliatura non è sufficiente per realizzare un progetto, non può passare dalla continuità dei sindaci. Sono favorevole alla rideterminazione della diaaria e all’election day».
Roger Georgy, sindaco di Valsavarenche, ha detto: «Probabilmente si è voluto abbassare il quorum anche in considerazione di ciò che è successo a Valsavarenche. Nella norma è scritto che non fanno numero gli elettori iscritti all’Aire. La ritengo una buona soluzione per arrivare subito alla sostituzione di un’Amministrazione. Sul limite dei mandati, condivido la valutazione fatta dal presidente. Condivido la necessità di riquantificazione della diaria, che dovrebbe essere parificata a quella di un consigliere regionale. Sono perplesso che ci sia distinzione fra coloro che andranno a elezioni e coloro che non ci andranno, la cui diaria sarà rideterminata dopo le loro elezioni. Non trovo corretto che ci si debba mettere in aspettativa non retribuita quando ci si candida e si è dipendenti dell’Ente stesso. Condivido l’election day ma, molti Comuni, saranno in difficoltà nel comporre le liste».
Michel Martinet, sindaco di Gressan, ha detto: «Il disegno di legge, al 90%, recepisce le nostre richieste. Due aspetti vanno sottolineati: la maggioranza dei sindaci si era espressa per togliere il limite dei mandati mentre la maggioranza dei sindaci non voleva procedere con l’election day. L’election day riduce la nostra possibilità di scelta dei segretari. La popolazione ritiene che l’election day rappresenta un risparmio di spesa».
Alex Micheletto ha chiarito che senza questo disegno di legge, la Regione voterebbe a fine settembre e i Comuni a fine ottobre: «Per spostare le elezioni alla primavera 2026 servirebbe una norma ad hoc giustificata e giustificabile, che proroghi la durata della consiliatura».
Alexandre Bertolin, sindaco di Arnad, ha affermato: «La riduzione del 20% per i lavoratori dipendenti è lontana dalle nostre istanze. Mi vorrei astenere sul limite dei mandati, non potrò per disciplina di partito ma dobbiamo ragionare su questo tema a partire da domani».
Roberto Rota, sindaco di Courmayeur, si è così espresso: «Abbiamo poco tempo. Voterò questa proposta ma mi sembra che stiamo cercando di risolvere i problemi in maniera semplicistica. Mi auguro che la prossima legislatura affronti questi problema ma dobbiamo essere noi a proporre le soluzioni».
Camillo Rosset, sindaco di Nus, ha argomentato: «Sono contrario a togliere il limite ai mandati. Che senso ha una comunità dove non ci sono persone che vogliono mettersi a disposizione del bene pubblico? La cittadinanza deve essere attiva. Se così non è, si fonda con il Comune vicino. Lo stesso discorso vale per il quorum. Mi chiedo se davvero non si possa spostare le elezioni comunali alla primavera 2026. In sede di voto, mi asterrò».
Mathieu Ferraris, sindaco di La Thuile, ha detto: «Concorso con quanto detto da Calchera e da Rota: si risolve il problema nell’immediato per aumentarlo nel futuro. L’election day è positivo ma è negativo il periodo nel quale sarà calendariato. C’erano cinque anni per trovare una soluzione diversa e non lo si è fatto. Nel parere, dovremo chiedere che le tempistiche siano in linea conle possibilità di reclutamento dei nuovi segretari».
Paolo Cheney, sindaco di Saint-Christophe, ha affermato: «La scelta del candidato sindaco non è mai stata difficoltosa, da noi, dove il confronto politico era acceso. Al 99,99% non sarò candidato sindaco ma non sono favorevole al limite dei mandati perché deve essere l’elettore a scegliere. Non credo che abbassare il quorum sia positivo. L’election day fa risparmiare. Voterò a favore».
Franco Allera, sindaco di Cogne, ha detto: «Ci sono tante norme in questo disegno di legge, per il 90% portate avanti da noi. Però è giusto sottolineare come discutere argomenti così importanti a pochi mesi dall’indizione delle elezioni sia scorretto. I pareri su queste tematiche sarebbero dovuto essere distinti. Sono contrario all’abbassamento del quorum, perché porterebbe gli eletti a non rappresentare neppure la metà della propria popolazione. Dovremo andare in prorogatio con i segretari vecchi e le associazioni d’ambito. Ci saranno anche problemi per la predisposizione e approvazioni dei Bilancio. Sarebbe stato meglio far slittare le elezioni comunali alla primavera. Queste tempistiche di convocazione e discussione palesano una politica regionale poco attenta».
Gianni Nuti, sindaco di Aosta, ha affermato: «È positivo che questo dibattito sia vivace. Anch’io sono dispiaciuto per le tempistiche e per l’impossibilità di fare confronti ampi. Il Comune di Aosta si troverà ad approvare un Bilancio fatto dai predecessori e questo significa adottare le proprie politiche l’anno successivo, con il primo assestamento di Bilancio. Spero che, nel futuro, la data delle elezioni possa tornare alla primavera. Gli Enti locali dovrebbero essere i primi promotori di iniziative di cittadinanza attiva».
Massimo Peppelin, sindaco di Sarre, ha sintetizzato: «Condivido il discorso della perequazione per il compenso dei sindaci. Il 40% è previsto quando c’è una sola lista, quindi il problema c’è già di partenza. Sono favorevole a mantenere il limite ai mandati perché la politica non può essere una professione, salvo mandare un pessimo segnale alla popolazione. Il discorso del risparmio per l’election day è ipocrita; per non chiudere le scuole, possiamo spostare i seggi. Non sono favorevole a questa doppia elezione perché si rischia di schiacciare l’iniziativa locale. Mi asterrò, non potendo dare un giudizio sereno».
Stefania Clos, sindaco di Oyace, si è chiesta: «Se questo election day è così economicamente sostenibile, perché limitarlo al 2025? Spostare le elezioni in primavera sarebbe possibile per rendicontare i progetti Pnrr. Penso che mi asterrò, anche perché la questione del quorum non ci era mai stata presentata prima».
Ronny Borbey, sindaco di Charvensod, si è detto «convinto che siano necessarie riforme e che questa sia urgente ma non condivido il metodo. Le riforme si fanno a inizio legislatura e non alla fine. SOno favorevole a mantenere il limite ai mandati ma capisco i ragionamenti che sono stati fatti. Pur condividendo altri elementi in questo disegno di legge, le motivazioni dell’urgenza e il fatto che ci siano aspetti non approfonditi mi fa dire che mia asterrò».
Lucia Bertorello, vicesindaco di Champdepraz, ha detto: «Noi, in cinque anni, abbiamo cambiato sette segretari rimanendo talora anche senza, impedendoci di realizzare le attività per le quali siamo stati eletti. Andare a elezioni con la certezza che non sapremo chia vremo come segretatio, mi preoccupa molto. Se si è obbligati alla lista unica in un Comune, non vedo la differenza fra un quorum al 40 o al 50%».
Marco Calchera ha chiesto di esprimersi numericamente. Micheletto si è detto contrario al voto sui singoli articoli perché il parere deve essere organico sul disegno di legge: «Condivido tutto ciò che è stato detto sul ritenere necessario una responsabilizzazione dell’elettorato e sulla necessità di rivedere la funzione del sindaco. Per esigenze amministrative, preferiremmo le elezioni di primavera. Se il nostro parere fosse vincolante, votando contro o astenendoci, questo disegno di legge non passerebbe. Preferisco portare a casa il risultato di ottenere ciò che abbiamo chiesto e di formulare osservazioni. Le tempistiche che ci sono imposte non sono un esempio di buona amministrazione. Vorrei inserire una premessa al nostro parere ma annuncio voterò a favore, pur consapevole che il nostro parere non è vincolante».
In sede di votazione, gli astenuti sono stati 18. Fra questi: Antey-Saint-André, Bionaz, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Champdepraz, Charvensod, Cogne, Fénis, Étroubles, La Magdeleine, Nus, Oyace, Pontey, Quart, Saint-Marcel, Saint-Rhémy-en-Bosses, Sarre, Villeneuve.
Pubblicato / aggiornato
il 19/02/2025 alle 17:34
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Categoria:
Politica e Amministrazione