Protocollo MoVdA 2025
È stato rinnovato (dopo essere stato approvato dalla Giunta del Comune di Aosta lunedì 7 aprile 2025) il protocollo MoVdA, sottoscritto per la prima volta nel 2023.
Fabio Molino, capo di Gabinetto del Comune di Aosta, nell’incontro con la stampa in occasione della quale il protocollo è stato firmato, nel pomeriggio dello stesso giorno, ha fatto le veci del sindaco di Aosta (poiché è scattata la par condicio per il referendum del 7 e 8 giugno). Ha spiegato che si vuole garantire il diritto al riposto dei residenti conciliandolo con il legittimo interesse allo svago e all’intrattenimento di chi frequenta i locali della città. Applicando il protocollo, si misurano gli impatti sonori e s’incentivano forme di divertimento responsabile. Si introduce la possibilità di estendere l’orario dalle ore 23.30 alle 24 il venerdì, il sabato e nei prefestivi (confermare le ore 23.30 nei restanti giorni della settimana); sono confermate le tre serate al mese, per un totale di 120 serate/anno. Non devono essere superati i 75 decibel; eventuali sforamenti devono essere riportati al rispetto della regola entro 15 minuti. Gli eventi devono essere comunicati sette giorni prima del loro svolgimento.
Il sindaco Gianni Nuti, seduto il prima fila, ha comunque risposto a una serie di domande e ha spiegato che il protocollo ha funzionato perché le segnalazioni sono si sono drasticamente ridotte: «Il protocollo è stato un deterrente ma ha anche aiutato qualche cambio di gestione, poiché la responsabilità resta in capo ai singoli. Dopo la firma del 2023, i fonometri sono stati piazzati con una tempistica più dilatata di quella auspicata ma oggi funzionano e, dai monitoraggi, è emerso che gli sforamenti sono stati pochissimi».
Luigi Fosson, presidente di Adava, ha affermato: «È gradita la regolamentazione del rumore ma una città morta non è positiva per la ricettività».
Ermanno Bonomi, per Ascom, e Graziano Dominidiato, presidente di Fipe ConfCommercio, hanno così valutato il nuovo testo: «Il protocollo è migliorato, posticipando di mezz’ora la chiusura degli eventi. Abitanti e attività commerciali devono poter convivere e bisogna tenere conto del fatto che il turismo, ad Aosta, è anche composto da giovani, che amano vivere la notte, seppur in modo responabile. Non tuteleremo coloro che non rispetteranno il protocollo».
Anna Maria Castiglion, in rappresentanza dell’Ausl Valle d’Aosta, ha spiegato: «Ausl è in prima linea per contrastare l’abuso di ogni sostanza, attraverso il Ser.D. Ma ci sono anche le problematiche legate all’udito, quando i volumi sono eccessivi».
Gian Maria Sertorio, questore della Valle d’Aosta, ha sottolineato l’opportunità di rinnovare il protocollo perché attraverso di esso «le istituzioni interloquiscono e possono evitare misure repressive e sanzionatorie».
Assente alla firma Igor Rubbo, direttore di Arpa.
Le attività saranno monitorate da una cabina di regia; il protocollo ha la durata di un anno e può essere proseguito con una semplice manifestazioni di volontà. «La durata non è più lunga poiché si è a cavallo di consiliatura – ha precisato Nuti – e si lascia ai successori la possibilità di confermarlo, ignorarlo completamente o modificarlo». Durate brevi, ha aggiunto Dominidiato, permettono di modificare eventualmente le criticità che si venissero a manifestare. Fosson ha definito fondamentale la necessità di monitorare, perché un conto sono gli eventi e un conto è l’ordinarietà, nella quale comunque vi è attività notturna. Ha chiesto di posizionare nuove telecamere con un ruolo di dissuasione da alcuni comportamenti di disturbo alla collettività.
Pubblicato / aggiornato
il 07/04/2025 alle 19:18
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video