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Rete civica: si affidi la produzione idroelettrica a una Cva in house

Mercoledì 9 aprile 2025, rete civica ha incontrato i giornalisti per fare il punto sul rinnovo delle 32 concessioni idroelettriche in scadenza e della normativa che la Regione autonoma Valle d’Aosta deve definire in proposito.

Alessandro Clemente ha introdotto il tema affermando che c’è «troppa disattenzione sulla necessità che il Governo approvi definitivamente e rapidamente la Norma di attuazione dello Statuto sulle concessioni idroelettriche e che subito dopo la Regione legiferi.

Chiara Minelli ha definito la questione «cruciale per l’autonomia e l’economia valdostana. Nel 2019, avevamo proposto una risoluzione (poi approvata all’unanimità) per indicare la strada della norma di attuazione, accantonando il progetto di quotazione in borsa. Disinteresse verso questa norma di attuazione è sempre stato dimostrato dalla politica e dall’azienda. È stata approvata dalla Commissione paritetica nell’autunno scorso, è stata approvata dal Consiglio Valle all’unanimità ed è stato trasmesso al Consiglio dei ministri il 17 febbraio 2025, affinché emetta il necessario decreto. È necessario arrivare all’approvazione definitiva della norma in poche settimane per aprire il capitolo delle scelte regionali affinché, entro 12 mesi, sia approvata la legge conseguente. Potrebbero esserci proroghe ma non dobbiamo farci affidamento.
A dicembre era stato approvato l’atto di razionalizzazione delle partecipate e avevamo appreso che 170 società sono controllate da Cva. Il Piano strategico 2023/27 è stato illustrato nel corso di una riunione secretata di Commissione e, sino a oggi, abbiamo appreso che sono state effettuate cinque fusioni. La mia percezione è che, all’interno della maggioranza, ci siano orientamenti diversi rispetto a questo tema».

Su questo tema Rete Civica e l’Alleanza Verdi-Sinistra hanno assunto iniziative sia a livello parlamentare (con l’interrogazione di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni), sia in Consiglio regionale, sostenendo l’azione delle consigliere di PCP (con l’interrogazione di Chiara Minelli).

Angelo Bonelli interroga il Governo come segue: «l’articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta, dispone che il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione dello Statuto stesso e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l’ordinamento della Regione Valle d’Aosta, tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuita alla Regione;
in data 30 ottobre 2024 il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ha trasmesso al Presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta lo schema di decreto legislativo recante “Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste in materia di concessioni di derivazione d’acqua”, come approvato dalla Commissione paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta;
il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, in data 28 gennaio 2025 ha espresso parere favorevole all’unanimità su tale schema di Decreto legislativo;
il 17 febbraio 2025 lo schema di Decreto sarebbe stato trasmesso dal competente Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai fini della sua definitiva approvazione;
in assenza di tale Decreto la Regione Valle d’Aosta non può legiferare in materia di derivazioni d’acqua e di concessioni idroelettriche, mentre le altre Regioni italiane già hanno potuto approvare proprie norme in materia;
in Valle d’Aosta ci sono ben 32 centrali idroelettriche, la cui scadenza delle concessioni prevista per il 2029 pone la necessità di legiferare in modo autonomo per avviare le procedure di rinnovo e più in generale per indirizzare il futuro del settore, anche in termini di sostenibilità ambientale e giustizia sociale;
se è stato calendarizzato l’esame da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo recante “Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste in materia di concessioni di derivazione d’acqua” per la sua approvazione
».

I due parlamentari intendono poi andare oltre e fare pressioni sul Governo sintanto che il decreto non sarà adottato. E anche i parlamentari valdostani dovrebbero attivarsi in tal senso, secondo rete civica, come anche i rappresentanti del Centrodestra.

Chiara Minelli ha invece depositato un’interpellanza (inserita in un ordine del giorno da 104 punti) per chiedere al Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta «quali interlocuzioni sono in corso con il Governo italiano ai fini di una rapida approvazione del Decreto legislativo recante “Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Autonoma Valle d’Aosta in materia di concessioni di derivazione d’acqua”;
quali azioni sono state assunte o si intendono assumere in collaborazione con i parlamentari valdostani per sollecitare la rapida approvazione del sopracitato Decreto
».

Elio Riccarand è partito da 25 anni fa «quando la Regione ha fatto la scelta di acquisire le centrali dell’Enel per creare una società di gestione. Ora bisogna decidere il futuro di queste centrali idroelettriche e della stessa Cva, poiché nel 2029 scadono le concessioni che permettono loro di funzionare. Il rischio è di far cessare il controllo della Regione su questo patrimonio. Lamentiamo una scarsa attenzione da parte delle forze politiche su questo tema di enorme rilevanza. Oggi la Valle d’Aosta è l’unica regione italiana che non può legiferare in materia di concessioni idroelettriche. La norma di attuazione approvata, all’articolo 3, comma 3, declina le modalità secondo le quali la Regione potrà legiferare: con una ara fra diversi operatori economici, con l’affidamento a una società a capitale misto in cui il privato sia individuato con gara, partenariato pubblico-privato o affidamento diretto (senza gara) a una società a totale controllo pubblico costituita per soddisfare preminenti interessi regionali connessi alla produzione di energia, nel rispetto dei principi di affidamento in house. L’ultima modalità non è stata prevista da nessun altra Regione italiana e va a indicare esattamente ciò che era Cva quando è stata costituita. Noi vorremmo che fosse questa la strada scelta poiché, negli altri casi, la comunità valdostana perderebbe il controllo sulle concessioni. Cva era nata per la comunità valdostana e la sua transizione energetica ma, negli ultimi tre anni, invece di radicarsi sul territorio e operare nel suo interesse ha acquisito impianti fotovoltaici ed eolici fuori dalla Valle d’Aosta con intenti speculativi che nulla hanno a che vedere con la mission originaria. Devono fare marcia indietro. Purtroppo le forze politiche sono tutte appiattite di fronte alla politica di Argirò, che punta invece a portare Cva a partecipare alle gare. Ora che c’è il rinnovo delle cariche, non deve più essere confermato. Stiamo ragionando sull’eventualità di presentare una nostra proposta di legge».

Pubblicato / aggiornato il 09/04/2025 alle 15:30
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video