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La Cgil cerca risposte sulle problematiche al quartiere Cogne

La Cgil cerca risposte sulle problematiche al quartiere Cogne (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Lavori in corso nel piazzale di alcuni alloggi del quartiere Cogne ad Aosta

Problemi con il nuovo impianto di riscaldamento e per i serramenti imperfetti e montati male, la consapevolezza di non poter più stendere i panni alle finestre e un dialogo difficoltoso con l’Arer, tra risposte non ufficiali comunicate via voce e un muro di gomma che non si riesce a superare.
Sono state queste le principali lamentele di alcuni residenti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del quartiere Cogne ad Aosta, alle quali i sindacalisti della Cgil regionale Fabrizio Graziola e Roberto Billotti hanno provato a rispondere nella serata di mercoledì 16 aprile 2025, dopo un confronto con gli Assessorati regionali alla sanità, salute e politiche sociali e alle opere pubbliche, oltre che con i dirigenti Arer.

«Abbiamo cercato di capire come mai ci sia questo astio tra chi si deve occupare del quartiere Cogne e gli inquilini – ha raccontato Fabrizio Graziola – e ci hanno spiegato che in tutta l’Arer ci sono 35 dipendenti che devono seguire sia gli stabili e sia gli inquilini, da Pont-Saint-Martin a Courmayeur, e per svolgere queste attività ci vuole del tempo e non è pensabile pretendere risposte immediate. Siamo stati informati del fatto che l’Arer ha una specifica piattaforma informatica per la richiesta di informazioni e per le lamentele e abbiamo provato ad utilizzarla, trasmettendo una problematica che ci era stata comunicata, ricevendo una risposta in tempi tutto sommato abbastanza celeri. Ne approfitto per sottolineare che ormai è necessario che le questioni vadano sempre messe per iscritto, perché “verba volant” e quindi le parole non scritte contano poco. Ci sono degli indirizzi e-mail, ci sono dei numeri di telefono e ci sono dei tecnici che devono andare dagli inquilini se ci sono dei problemi, certamente non dall’oggi al domani ma devono esserci dei tempi certi entro i quali ottenere risposte ed interventi. Ci hanno detto che, per gestire queste problematiche avrebbero messo degli avvisi nelle bacheche dei condomini, ma questo non è stato ancora fatto».

Fabrizio Graziola e Roberto Billotti durante l'incontro con i rappresentanti degli inquilini Arer del quartiere Cogne
Fabrizio Graziola e Roberto Billotti durante l’incontro con i rappresentanti degli inquilini Arer del quartiere Cogne

Gli avvisi dovevano essere una sorta di calendario in cui i tecnici Arer sarebbero stati disponibili per gli inquilini, per alcuni giorni, per risolvere le problematiche, a partire da quella del riscaldamento, che ha visto l’allacciamento degli alloggi Arer del quartiere Cogne al teleriscaldamento, con una sostanziale modifica agli impianti, che sono passati da singoli e alimentati dalla stessa rete dell’acqua potabile, a centralizzati, con problemi di pressione ai piani superiori, che non permettono di ottenere temperature stabili e accettabili. Inoltre, il cambio dei vecchi serramenti con quelli di nuova concezione, ha evidenziato una certa fragilità strutturale e la realizzazione del cappotto termico ha reso impossibile l’installazione dei cosiddetti omini fermapersiane, con il rischio di rottura o deformazione delle finestre a causa del vento e più in generale sono lamentati lavori realizzati in maniera grossolana, con la presenza di fastidiosi spifferi. Infine, la Soprintendenza regionale ai beni culturali, rilevato il fatto che storicamente quegli stabili del quartiere Cogne, a partire dalle case Stura, non avessero originariamente le strutture per stendere i panni alle finestre, non ne ha autorizzato la reinstallazione, ed essendo anche senza balconi, gli inquilini sono costretti ad asciugare i panni nei corridoi di casa o sui pianerottoli.

«Sulla questione si sta trattando – ha aggiunto Roberto Billotti, segretario regionale della Fillea Cgil – e parrebbe che possa essere autorizzata l’installazione degli stendini solo sulle finestre interne e non su quelle che danno sulla strada, ma in generale abbiamo percepito una grossa difficoltà a dialogare. Noi abbiamo, da parte sindacale, una causa megagalattica con l’azienda che ha iniziato i lavori, che è fallita e non ha pagato gli operai. Ci è stato detto che comunque questi lavori sono stati fatti male e l’Arer, sulla questione, ha un atteggiamento abbastanza “ministeriale”, assorbe le lamentele ma non dà grandi risposte, ma la gente non può vivere in queste condizioni, non hanno ritirato i rifiuti dei resti dei lavori, neppure le caldaiette che hanno sostituito e hanno detto ai residenti di occuparsene loro, ci sono problemi con le antenne televisive e con i citofoni, e poi l’annosa questione del riscaldamento. Dobbiamo convincere i tecnici a fare questo benedetto giro nelle case, visto che abbiamo l’estate davanti, così da evitare che al prossimo inverno gli inquilini paghino ma stiano comunque al freddo».

Una delle case Stura del quartiere Cogne ad Aosta senza stendini alle finestre
Una delle case Stura del quartiere Cogne ad Aosta senza stendini alle finestre

I risultati del dialogo di Fabrizio Graziola e Roberto Billotti con Regione ed Arer sui problemi del quartiere Cogne di Aosta saranno successivamente inoltrati al Sunia, l’organizzazione degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica della Cgil, la cui sezione regionale è in fare di riorganizzazione e che dovrebbe essere operativa entro maggio: «è stato necessario procedere a un cambio generazionale – ha annunciato Vilma Gaillard, segretario regionale della Cgil – daremo sicuramente una mano a tutti, ma invitiamo coloro i quali hanno le possibilità economiche e tecniche di scrivere un’email o di andare all’Arer. Noi faremo da supporto, ma chiaramente non potremmo gestire le problematiche di un migliaio di inquilini. Cercheremo di essere costruttivi perché alla fine l’interesse di tutti è che i problemi vengano risolti».

E proprio in un’ottica di risoluzione dei problemi, da parte di alcuni utenti Arer è arrivata la richiesta della reinstallazione delle sedie nella sala di aspetto degli uffici della sede di Aosta che, raccontano, sono state tolte perché «si era trasformata in centro di ritrovo», complice anche la presenza di una macchinetta per le bevande, costringendo ora le persone ad aspettare in piedi, in coda.

Vilma Gaillard, segretario regionale della Cgil, tra due rappresentanti degli inquilini Arer del quartiere Cogne di Aosta
Vilma Gaillard, segretario regionale della Cgil, tra due rappresentanti degli inquilini Arer del quartiere Cogne di Aosta

Pubblicato / aggiornato il 22/04/2025 alle 08:26
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Categoria: Politica e Amministrazione