Le osservazioni sulle Cime Bianche al Piano regionale dei trasporti
(©Ripartire dalle Cime Bianche) -
Vallone Cime Bianche con Gran Lago
Insieme per le Cime Bianche
Il Comitato Insieme per Cime Bianche ha depositato, in data 29 gennaio 2025, le osservazioni al Piano Regionale dei Trasporti (PRT) elaborate in collaborazione con lo studio legale Emanuela Beacco del Foro di Monza, focalizzandosi sui contenuti inerenti il Vallone delle Cime Bianche e il progetto di collegamento funiviario che attraversa quest’area protetta.
Il Comitato ha individuato le osservazioni così riassunte:
- Prematura individuazione dei contesti territoriali che prevedono che il PRT:
- sia predisposto in coerenza con i contenuti del piano territoriale e paesistico;
- contenga interventi qualificabili come servizio pubblico;
- risponda alle disposizioni dettate dal D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (“Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici”).
- Incompatibilità con il Diritto comunitario [nella fattispecie con la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche] e con la normativa nazionale di recepimento [D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357] cui deve conformarsi l’attività legislativa ed amministrativa regionale (cfr. art. 2 Statuto Speciale Valle d’Aosta – approvato con Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4).
- nconsistenza delle motivazioni politiche richiamate per giustificare la necessità dell’interventosmentite dai fatti quali, ad esempio, l’affermazione che (…) “Tutte le linee di intervento sono coerenti con le strategie di riduzione dell’accessibilità automobilistica alle testate delle valli e di creazione di circuitazioni che mettono a sistema i Comprensori turistici Valdostani con proiezioni interregionali e transfrontaliere.”;
- Incoerenza e incompatibilità del progetto funiviario con gli strumenti di pianificazione regionale, nonché con accordi, normativa, obiettivi Green New Deal, Agenda 2030 etc.
Insieme per Cime Bianche chiede lo stralcio di ogni riferimento testuale al collegamento funiviario tra la Val d’Ayas e la Valtournenche nel PRT.
Ripartire dalle Cime Bianche
L’associazione Ripartire dalle Cime Bianche ha inviato le proprie osservazioni al Piano regionale dei trasporti, evidenziando criticità legate in modo particolare alla previsione di una linea funiviaria nel Vallone delle Cime Bianche: «Dopo dieci anni di tentativi andati a vuoto, tale previsione appare priva di una qualsiasi definizione della circuitazione turistica che si vorrebbe promuovere e non riguarda né il trasporto quotidiano di persone o merci né il collegamento tra nuclei abitati».
La proposta della linea funiviaria, secondo l’Associazione, risulta «incoerente dal punto di vista normativo e strategico, ignorando del tutto la sua impraticabilità a livello legislativo e contrastando nettamente con il Regolamento UE 1991/2024 sul ripristino della natura. Inoltre, trascura la vasta documentazione raccolta negli “Studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche” risalente al 2023, che sarà prossimamente riesumata nelle competenti Commissioni consiliari regionali».
Ulteriori contraddizioni sono state rilevate nelle motivazioni della proposta: «ad esempio, si afferma che l’intervento sarebbe coerente con le strategie di riduzione dell’accessibilità automobilistica alle testate delle valli, quando invece gli studi preliminari giungono a conclusioni esattamente opposte».
Su una scala più ampia, il contributo dell’Associazione tocca diversi altri aspetti della mobilità regionale, tra cui:
- sviluppo della ciclabilità,
- riapertura della strada romana Donnas/Bard,
- connessione ferrovia/piste da sci,
- circuito turistico Tour du Mont Rose,
- aspettative della clientela per Cime Bianche,
- prospettive sui collegamenti intervallivi,
- integrazione tra treni e autobus,
- riduzione dei consumi energetici,
- potenziamento dei servizi di navetta,
- scoperta del Monte Bianco in treno,
- incentivazione del covoiturage,
- accesso regolamentato alle testate di valle,
- accessibilità universale ai servizi di trasporto,
- misure per il contrasto allo spopolamento.
Queste osservazioni «mirano a promuovere una visione della mobilità più sostenibile, efficiente e rispettosa del territorio».
L’audizione in Commissione
Martedì 6 maggio 2025, una delegazione del Comitato Insieme per Cime Bianche è stata audita dalle Commissioni Assetto del territorio e Sviluppo economico del Consiglio Valle.
Un’occasione per affermare come «non sarà tollerato alcun intervento lesivo per il Vallone delle Cime Bianche e per la circostante ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220) e non saranno accettati compromessi o dubbie “compensazioni” al danno eventualmente arrecato alla zona protetta inserita nella Rete Natura 2000».
Emanuela Beacco, legale del Comitato, accompagnata dalla consulente ambientale Sophia Mercuri e dall’avvocato Gabriele Ballabio, ha spiegato alle Commissioni come il progetto del collegamento funiviario sia in contrasto con il nutrito corpus normativo esistente, a livello comunitario, nazionale e regionale, e ribadito l’intenzione del Comitato a vigilare per il rispetto delle norme.
La presidente Beatrice Feder e Alexandre Glarey, fra i fondatori del Comitato, hanno infine evidenziato come il Comitato Insieme per Cime Bianche, con cittadinanza, associazioni e portatori d’interesse nazionali e internazionali, sia pronto a intraprendere ogni azione necessaria a tutela del Vallone e del suo ecosistema, ove necessario e in qualsiasi sede.

Pubblicato / aggiornato
il 09/05/2025 alle 10:01
Categoria:
Politica e Amministrazione