Pediatri valdostani aderiscono all’appello per la popolazione civile di Gaza
(©AuslVdA) -
Mattia Villardita nei panni di Spiderman nel reparto di Pediatria dell'Ospedale Beauregard di Aosta
Un gruppo di pediatri valdostani ha aderito all’appello promosso dall’Associazione Pediatri Extraospedalieri della Liguria, che ha raccolto l’adesione di professionisti da tutta Italia per richiamare l’attenzione sulla grave crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. L’iniziativa nasce a seguito delle notizie diffuse da fonti internazionali, secondo cui oltre quattordicimila bambini si trovano in condizioni di malnutrizione acuta e in assenza di cure mediche di base, mentre l’accesso agli aiuti umanitari risulta insufficiente, disorganizzato e ostacolato.
Fabio Bagnasco, Adriana Bobbio, Luisella Lazier, Edward Piergentili e Debora Sambarino hanno dichiarato che, in quanto pediatri, sentono il dovere di unirsi alle numerose voci che in tutto il mondo si stanno sollevando per chiedere protezione e assistenza per i più piccoli e per le loro madri. Hanno affermato di non poter più accettare l’inerzia di fronte alla sofferenza quotidiana documentata dai media e confermata dagli osservatori indipendenti.
L’appello diffuso da APEL, consultabile sul sito www.apel-pediatri.org, si rivolge a chiunque conservi coscienza e sensibilità, richiamando all’attenzione sulle conseguenze dei conflitti armati in corso non solo a Gaza, ma anche in Ucraina, Yemen, tra India e Pakistan e in altre aree del mondo. L’iniziativa non si schiera da nessuna parte ma si propone come un invito alla pace, alla tutela della vita umana e al rifiuto della violenza e della strumentalizzazione dell’infanzia.
Nell’appello viene sottolineato che i bambini sono le vittime principali dei conflitti armati, che subiscono traumi fisici e psicologici, perdono le famiglie, la scuola, la casa e il futuro. La tutela dell’infanzia è descritta come un principio universale che deve essere rispettato oltre ogni confine, ideologia o appartenenza. Viene ricordato come il diritto internazionale umanitario, sancito dalle Convenzioni di Ginevra e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, imponga la protezione dei civili e dei minori in ogni guerra.
In seguito all’annuncio di sabato 18 maggio 2025 da parte del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, relativo a un allentamento delle restrizioni per gli aiuti umanitari a Gaza, i firmatari esprimono speranza che questo impegno si traduca rapidamente in azioni concrete ed efficaci. Tuttavia, precisano che secondo le ultime notizie di stampa la distribuzione di cibo e medicinali non sarebbe ancora stata avviata in modo strutturato.
I pediatri firmatari dell’appello chiedono l’attivazione di corridoi umanitari sicuri e continui, la distribuzione di aiuti alimentari e sanitari adeguati, il rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti coinvolte e l’avvio di verifiche indipendenti sulle violazioni dei diritti umani, in particolare riguardo ai minori.
Hanno dichiarato di non voler restare in silenzio, né cercare colpevoli o schieramenti, ma di voler affermare che i bambini non devono essere toccati in nessuna parte del mondo. Hanno infine ribadito il loro impegno affinché la voce dell’infanzia non sia dimenticata nei contesti diplomatici e nelle agende politiche.
I bambini non sono nemici: l’appello dell’Associazione culturale Pediatri per Gaza
L’associazione culturale Pediatri comunica che domenica 25 maggio 2025 a Gaza è morto di fame un bambino palestinese di quattro anni, Mohammed. Non si è trattato di carestia dovuta a cause naturali ma della mancanza deliberata di accesso al cibo, negato dagli aiuti umanitari. A poche ore di distanza, Alaa al-Najjar, pediatra e madre, in servizio all’ospedale Nasser di Khan Yunis, ha visto arrivare i corpi dei suoi nove figli colpiti da un bombardamento israeliano. L’unico sopravvissuto versa in condizioni critiche.
«L’enormità di questi eventi ci sovrasta. Il nostro campo di azione sembra spesso così ristretto da indurci al silenzio, nella convinzione che il resto del mondo sia già profondamente indignato di fronte alla totale assenza di protezione e diritti verso i più vulnerabili». Insieme a diverse società scientifiche e associazioni mediche, anche l’Associazione Culturale Pediatri esprime il proprio cordoglio per le vittime civili e lancia un appello per la protezione dell’infanzia nei conflitti armati.
Secondo un editoriale pubblicato su The Lancet venerdì 24 maggio 2025, ogni giorno a Gaza muoiono 35 bambini. Il totale dei bambini uccisi ha superato le 18.000 vittime. Gaza oggi ha la più ampia popolazione di bambini amputati al mondo, oltre ai tanti che muoiono o moriranno di fame, non per una carestia, ma per l’impossibilità di accedere agli aiuti umanitari. La fame non può essere un’arma di guerra, né una moneta di scambio.
L’appello prosegue «Come madri, come padri, come pediatri che si prendono cura delle bambine, dei bambini e delle loro famiglie, denunciamo con forza la gravità estrema di questa situazione. Il nostro appello si unisce a quello di molte altre realtà istituzionali e associative, con la speranza che sia ascoltato. La negazione dei diritti umani e l’assenza di ogni protezione per le bambine e i bambini palestinesi devono finire.»
«La distruzione del popolo palestinese avrà conseguenze profonde sulle generazioni future, sui figli e sui nipoti dei bambini sopravvissuti. Non possiamo tacere. I bambini non sono nemici. Gli aiuti umanitari non devono essere un’arma.»
Pubblicato / aggiornato
il 28/05/2025 alle 15:02
Categoria:
Politica e Amministrazione