Chiuso il piano vaccinale contro la Dermatite nodulare, riprendono le movimentazioni
Venerdì 25 luglio 2025, si è svolta una riunione operativa finalizzata all’organizzazione del piano vaccinale per far fronte all’emergenza sanitaria legata alla diffusione della Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD) sul territorio regionale.
Durante l’incontro, sono state poste le basi per la definizione di un piano vaccinale potenziato, con l’obiettivo di vaccinare, entro un massimo di 60 giorni, l’intera popolazione bovina regionale oltre a bovini piemontesi che si trovano nei nostri alpeggi, pari a circa 38mila capi totali. A tal fine, sarà predisposto un protocollo operativo dettagliato, volto a definire i compiti di ogni attore della rete regionale di intervento e a garantire tempestività ed efficacia in tutte le fasi dell’operato.
L’Azienda Usl ha informato di aver già svolto riunioni operative e di aver già attivato un piano organizzativo interno che vede coinvolti tutti gli operatori di tutte tre le aree dei Servizi veterinari del Dipartimento di prevenzione. Il programma prevede il coinvolgimento di 15 equipaggi vaccinali che saranno impegnati sul territorio e verrà individuato un veterinario con funzione di coordinamento delle équipe.
L’Anaborava ha confermato di porre a disposizione 12 veterinari che affiancheranno i loro colleghi dell’Azienda Usl direttamente all’interno delle équipe, rendendo quindi più efficace il lavoro sul campo e rinnovando una collaborazione già avviata per la campagna vaccinale contro la Bluetongue.
È in fase di definizione anche l’ordine di priorità degli interventi nei diversi Comuni, che seguirà criteri epidemiologici e logistici. Sarà data priorità agli stabilimenti/alpeggi e ai capi situati nelle zone di sorveglianza, creando un “muro” ideale, partendo quindi dagli areali di confine situati nei comuni in zona di sorveglianza e attribuendo comunque pari urgenza a tutto il territorio regionale. L’obiettivo imprescindibile è quello di tutelare il nostro prezioso patrimonio zootecnico bovino, fragile per gli esigui numeri di capi che esprime, ma prezioso per la qualità genetica raggiunta e per il lavoro di tutto il comparto che ha generato questa specificità.
Hanno partecipato alla riunione i rappresentanti delle strutture competenti dell’Assessorato Sanità, salute e politiche sociali, con il Veterinario regionale, Enrica Muraro, e dell’Assessorato Agricoltura e risorse Naturali, affiancati dal Direttore generale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, Massimo Uberti, dal Direttore del Dipartimento strutturale della Prevenzione, Maurizio Castelli, e dai Direttori delle Strutture Complesse competenti dell’Azienda stessa. All’incontro erano presenti anche il Direttore dell’Anaborava, Mario Vevey, il presidente dell’Ordine dei Medici veterinari, Davide Mila, e il Comandante del Corpo forestale della Valle d’Aosta Luca Dovigo, che ha offerto piena disponibilità da parte delle guardie forestali a supportare le operazioni logistiche legate alla vaccinazione, in particolare, con riferimento al trasferimento dei veterinari sul territorio regionale e nei numerosi alpeggi che durante la stagione estiva popolano le nostre montagne in alta quota.
Attività operative del Tavolo di coordinamento di venerdì 1° agosto 2025
Si stanno concludendo le operazioni di spedizione -dal Sudafrica- dei vaccini per far fronte all’emergenza sanitaria legata alla diffusione della Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD) sul territorio regionale.
Nel contempo, l’Assessorato e l’Azienda Usl stanno organizzando le delicate operazioni per il ritiro all’Aeroporto di Milano Malpensa e il trasporto con mezzi adeguati del vaccino che verrà stoccato presso il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda Usl.
Parallelamente, sarà proposta all’attenzione della Giunta regionale la deliberazione che approva il Piano di vaccinazione ufficiale obbligatorio a contrasto della Dermatite nodulare contagiosa, che demanda all’azienda Usl l’attivazione di un protocollo operativo per vaccinare, nel minor tempo possibile, l’intero patrimonio bovino regionale e tutti i capi bovini appartenenti ad altre regioni/Stati membri che per motivi di alpeggio sono presenti sul territorio regionale.
La somministrazione della vaccinazione obbligatoria è effettuata da 15 squadre miste composte da Veterinari in servizio nell’Azienda Usl e da veterinari dell’Associazione ANaBoRaVa. Alle operazioni di vaccinazione collaboreranno a supporto logistico il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, l’AREV e l’Institut Agricole Régional. La Protezione Civile si è resa disponibile a mettere a disposizione l’elicottero, qualora necessario, per il trasporto delle gabbie di contenimento, acquistate dall’Azienda Usl, per agevolare la vaccinazione dei manzi in alpeggio.
L’Azienda Usl della Valle d’Aosta ha diffuso un’informativa per garantire una comunicazione corretta e uniforme in merito agli effetti collaterali della vaccinazione contro la Dermatite Nodulare Contagiosa del bovino. I dati, tratti dalla letteratura scientifica, indicano che il rischio di reazioni avverse è estremamente basso. Si stima che meno dello 0,015 per cento degli animali vaccinati, ovvero circa 1 capo su 6.500, possa manifestare effetti collaterali, che risultano nella maggior parte dei casi lievi e transitori.
Le reazioni più comuni includono febbre di breve durata, gonfiore nel punto di iniezione che tende a regredire spontaneamente in pochi giorni, riduzione temporanea dell’appetito e della produzione lattea. In casi più rari, possono comparire piccoli noduli cutanei di diametro inferiore a 2 centimetri, non contagiosi, che non si ulcerano né formano croste e che scompaiono senza necessità di trattamento. La qualità delle produzioni animali non risulta compromessa dalla vaccinazione.
Il tempo di sospensione per la carne è fissato in 21 giorni, durante i quali gli animali non possono essere macellati. Il rischio associato alla vaccinazione è considerato minimo, soprattutto se confrontato con i danni sanitari ed economici legati a un eventuale focolaio della malattia e alle misure restrittive che esso comporterebbe.
L’Azienda Usl ricorda che ogni eventuale manifestazione clinica anomala osservata entro 14 giorni dalla vaccinazione, come febbre, perdita di peso, noduli cutanei, calo della produzione lattea, aborti o altri sintomi, compresa la morte dell’animale, deve essere immediatamente segnalata al Servizio Veterinario.
Proseguono in continua sinergia le attività tra istituzioni, sanità pubblica veterinaria e mondo allevatoriale messe in campo per garantire un’azione tempestiva e efficace, capace di fronteggiare situazioni impreviste e realizzare man mano le fasi di lavoro programmate, sempre nella priorità assoluta condivisa col Ministro della Salute di tutelare la salute e la specificità del patrimonio zootecnico regionale.
I dubbi sulla vaccinazione di VdA Futura, Lega, Renaissance e FdI
In una nota diffusa lunedì 4 agosto 2025, i gruppi politici Valle d’Aosta Futura, Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine e Fratelli d’Italia Valle d’Aosta esprimono una serie articolata di perplessità e richieste in merito alla campagna vaccinale straordinaria contro la dermatite nodulare contagiosa (LSD), attualmente in corso in Valle d’Aosta.
I firmatari del documento esprimono in primo luogo dubbi sulla legittimità dell’obbligatorietà della vaccinazione, evidenziando l’assenza di focolai conclamati sul territorio regionale e chiedendo su quale norma si fondi, nel contesto valdostano, l’imposizione di un obbligo sanitario di tale portata.
Secondo i partiti, manca del tutto una trasparenza istituzionale: non solo non è stato pubblicato un piano vaccinale dettagliato, ma non è stato nemmeno previsto un confronto con gli allevatori, principali destinatari della misura, né un passaggio istituzionale attraverso il Consiglio Valle o Commissioni competenti. Il tema è stato quindi gestito, a loro giudizio, in modo unilaterale e privo del necessario dibattito politico.
Preoccupazioni sono state espresse anche sulla scelta del vaccino impiegato, chiedendo conferma che si tratti di un vaccino vivo attenuato e per il quale sono richieste rassicurazioni scientifiche in merito all’efficacia, agli effetti collaterali e alla sicurezza specifica per le razze bovine autoctone valdostane, come la pezzata rossa. I firmatari chiedono se sia stato valutato il rischio di trasmissione del virus vaccinale tra animali o attraverso la filiera produttiva, nonché se sia stato chiesto un parere all’Ordine dei Veterinari della Valle d’Aosta prima di intraprendere la campagna.
Ulteriori questioni riguardano gli aspetti economici dell’operazione: è richiesto un chiarimento sui costi sostenuti dal Servizio sanitario regionale, su eventuali risorse statali ricevute, ma anche sulle spese indirette che ricadrebbero sugli allevatori, come quelle relative alla logistica o ai mancati ricavi legati a eventuali perdite di produzione. Si sottolinea poi la necessità di valutare l’impatto che la vaccinazione potrebbe avere sulla movimentazione degli animali e sulla commercializzazione di carne e latte, in particolare se dovessero emergere incompatibilità tra i protocolli seguiti in Valle d’Aosta e quelli adottati in altri territori o Stati membri.
Il tema della tracciabilità è un ulteriore punto critico: è chiesto in che modo saranno registrati gli animali vaccinati e se ciò possa comportare problemi nella filiera alimentare o nella trasparenza per i consumatori. Non è tralasciata neppure la questione delle responsabilità: i partiti chiedono se siano previste coperture assicurative in caso di danni riconducibili alla vaccinazione e chi debba rispondere di eventuali conseguenze avverse sugli animali.
Infine, è posta una questione di principio: gli allevatori avranno la possibilità di scegliere se aderire o meno alla vaccinazione? E, in caso di rifiuto, quali sarebbero le conseguenze? In questo quadro, i partiti firmatari auspicano che siano valutate anche misure alternative non farmacologiche o approcci meno invasivi.
Il documento si chiude con una richiesta formale all’Amministrazione regionale affinché risponda puntualmente e con documentazione a supporto a tutti i quesiti sollevati, e con un invito a ristabilire un rapporto di confronto e trasparenza con il mondo agricolo, assicurando aggiornamenti costanti e la condivisione delle scelte.
Risposta RaVdA e attività condotte al 5 agosto 2025
La Regione autonoma Valle d’Aosta ha risposto alla lettera martedì 5 agosto 2025.
Da giugno 2025, con la segnalazione dei primi focolai in Francia, l’Assessorato della Sanità, salute e politiche sociali ha comunicato al Ministero della Salute l’evolversi della situazione, attivandosi per richiedere l’approvvigionamento di 40mila dosi di vaccino, necessarie per procedere alla vaccinazione dei capi bovini sul territorio regionale. Sono state inviate due comunicazioni ufficiali al Ministero, condivise anche con i parlamentari valdostani, per richiedere la fornitura dei vaccini e per chiedere la possibilità di ottenere deroghe all’abbattimento totale delle mandrie in caso di focolaio, condizione prevista dalla normativa europea per le malattie della categoria A, in quanto non presenti stabilmente sul territorio dell’Unione.
Secondo quanto indicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), la vaccinazione rappresenta lo strumento con il maggiore impatto nella riduzione della diffusione del virus rispetto alle sole misure di abbattimento. Un piano vaccinale esteso e uniforme, che coinvolga almeno il 95% degli allevamenti e garantisca una copertura efficace del 75% dei capi vaccinati, consente infatti di limitare i contagi e presentare richiesta di deroghe all’obbligo di abbattimento totale.
Giovedì 18 luglio 2025, l’Assessorato della Sanità e l’Assessorato dell’Agricoltura hanno convocato un incontro con i rappresentanti del settore sanitario, zootecnico e lattiero-caseario, per un confronto sul piano di azione e per sollecitare un intervento del Ministero della Salute presso l’Unione Europea, ente competente per l’invio dei vaccini. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria, dell’Azienda USL, dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e dell’Ordine dei Medici Veterinari della Valle d’Aosta.
Il 22 luglio 2025, sono state trasmesse alle associazioni di categoria le indicazioni operative per la prevenzione nei territori ancora indenni. Le misure comprendono la riduzione delle movimentazioni di bestiame, il potenziamento della biosicurezza e l’applicazione di trattamenti insetticidi da parte degli allevatori. Il 24 luglio 2025 è stato poi diffuso il Provvedimento dirigenziale per l’istituzione della zona di sorveglianza, nel quale sono contenute le misure di controllo da adottare nei comuni interessati, con specifiche su divieti, deroghe e autorizzazioni. La stessa comunicazione ha fornito evidenza dell’avvio della campagna vaccinale, indicata come strumento primario di tutela per il patrimonio zootecnico regionale, che comprende razze autoctone di elevato valore genetico e culturale.
Il 25 luglio 2025, si è riunita l’unità di coordinamento incaricata dell’organizzazione della campagna vaccinale, che ha avviato l’attività operativa quotidiana. Il vaccino, prodotto fuori dall’Unione europea, è distribuito secondo criteri stabiliti dalle autorità comunitarie e i costi sono interamente sostenuti dall’Unione. Il carico destinato alla Valle d’Aosta è atteso in arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa entro venerdì 8 agosto 2025.
L’obiettivo definito è la vaccinazione, entro sessanta giorni, di tutti i bovini presenti sul territorio valdostano e dei bovini piemontesi attualmente presenti negli alpeggi regionali, per un totale stimato di circa 38mila capi. Il piano, validato dal CeSME, Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, punta a contenere la diffusione del virus nel territorio regionale e a prevenire ripercussioni sul piano nazionale. Le attività vaccinali sono condotte da équipes composte da veterinari dell’Azienda USL e dell’ANaBoRaVa, con il supporto del Corpo Forestale della Valle d’Aosta, dell’AREV, dell’Istituto agricole régional e della Protezione civile regionale, secondo il modello già sperimentato durante la campagna contro la Bluetongue.
La vaccinazione è iniziata l’8 agosto 2025
Mercoledì 6 agosto 2025, gli Assessorati coinvolti hanno incontrato i rappresentanti del mondo sanitario, allevatoriale e della trasformazione lattiero-casearia nell’ambito del continuo percorso di confronto e condivisione, durante il quale è stata unanime la condivisione del Piano regionale vaccinale.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di: Terra Viva-Liberi produttori agricoli, Coldiretti, Confederazione Italiana agricoltori, Confagricoltura, Arev Association régionale éleveurs valdôtains, Anaborava Associazione nazionale allevatori bovini di razza valdostana, Consorzio produttori e tutela Dop Fontina, Association régionale amis batailles de reines, l’Associazione compagnons batailles de moudzon e lo Iar, l’Institut agricole régional.
All’incontro erano altresì presenti la Veterinaria regionale e i rappresentanti delle strutture regionali competenti degli assessorati coinvolti sanità e agricoltura, per l’azienda Usl il direttore generale, il direttore dell’area della prevenzione e i veterinari delle strutture Igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche, igiene della produzione, trasformazione, conservazione alimenti di origine animale e sanità animale, il direttore della sezione di Aosta con annesso Cermas dell’Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e il presidente dell’ordine dei medici veterinari della Valle d’Aosta.
Giovedì 7 agosto 2025, le associazioni sono state risentite dalla Giunta regionale – alla presenza dei tecnici sanitari – e, nell’occasione hanno ribadito l’assenso al contenuto della delibera che avvia la vaccinazione, rinforzando la loro piena collaborazione nell’agevolare al meglio le procedure di somministrazione del vaccino, data la difficoltà ad operare in quota, invitando gli enti preposti a far rispettare quanto più possibile l’obbligatorietà del piano.
I soggetti rappresentanti della filiera hanno ribadito l’urgenza di vaccinare in tempi rapidi l’intero territorio regionale, confermando essere l’unico mezzo disponibile per cercare di tutelare e salvaguardare il patrimonio regionale delle nostre razze autoctone.
La somministrazione del vaccino sarà eseguita da 15 équipe composte da veterinari dell’Azienda Usl e dell’Anaborava, con il supporto logistico del Corpo forestale, dell’Arev, dello Iar e della protezione civile. Il piano prevede di sottoporre ad intervento vaccinale obbligatorio l’intero patrimonio bovino regionale, nonché tutti i capi bovini appartenenti ad altre regioni/Stati membri, ma detenuti per motivi di alpeggio sul territorio regionale, pari a circa 38mila capi totali.
Un ulteriore elemento a livello scientifico emerso nel corso delle riunioni è riferito all’efficacia del vaccino come unico strumento preventivo anche in zone senza la malattia in atto, come oggi già avviene nella vicina Svizzera.
La Regione autonoma Valle d’Aosta evidenzia che la dermatite nodulare contagiosa non comporta nessun rischio per l’uomo e che il latte e le carni valdostane possono continuare ad essere consumate senza alcun pericolo, anche se provenienti da bovini vaccinati.
Giovedì 7 agosto 2025, la Giunta regionale al completo ha approvato (con la sola astensione dell’Assessore all’agricoltura) il Piano di vaccinazione ufficiale obbligatorio per tutto il territorio valdostano a contrasto della Dermatite nodulare contagiosa. Il Piano è stato condiviso e approvato dal Ministero della salute e dal Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche (CESME) lo scorso 5 agosto 2025.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare sostiene che la vaccinazione è l’unico strumento previsto che consente di ridurre il rischio di introduzione e diffusione della malattia. Ad oggi, per questo tipo di malattia, nell’Unione Europea esiste una sola contromisura: l’abbattimento totale di tutti i bovini presenti in una stalla/stabilimento, essendo la Dermatite Nodulare Contagiosa una malattia non presente in Europa, e quindi totalmente da eradicare.
I vaccini per la dermatite nodulare contagiosa (LSD) sono arrivati all’Ospedale Parini di Aosta alle ore 17 di venerdì 8 agosto 2025, a seguito del completamento delle operazioni di sdoganamento dall’aeroporto di Milano Malpensa.
La vaccinazione, obbligatoria per tutti gli stabilimenti/alpeggi della regione, è stata avviata sabato 9 agosto, con 15 équipe che opereranno contemporaneamente su più comuni per effettuare la vaccinazione nel minor tempo possibile, partendo da Courmayeur, La Thuile, Valgrisenche, La Salle, Morgex e Rhêmes-Saint-Georges, situati nella zona di sorveglianza al confine con Francia e Svizzera, sino a essere estesa su tutto il territorio regionale.
Nei aree interessate dalla Zona di sorveglianza sono vietate le movimentazioni non essenziali da e verso gli stabilimenti/alpeggi, di persone, veicoli e animali diversi dai bovini.
Il Piano obbligatorio prevede di sottoporre a intervento vaccinale obbligatorio l’intero patrimonio bovino regionale, nonché tutti i capi bovini appartenenti ad altre regioni/Stati membri, ma detenuti per motivi di alpeggio sul territorio regionale, pari a circa 38.000 capi totali.
L’avanzamento previsto al 15 agosto
Al termine della prima settimana di vaccinazione (ovvero al 15 agosto 2025) questa è la stima dei dati fornita dalla regione:
- Bovini totali vaccinati (dal 9 al 12 agosto) 4.820 (4608 in ZS e 212 fuori)
- Bovini programmati oggi (13 agosto) 1.645 (1143 in ZS e 502 fuori)
- Comuni vaccinati fino al 13 agosto Courmayeur, La Thuile, Pré-St-Didier, La Salle, Morgex, Arvier, Avise, Rhêmes-Saint-Georges, Valgrisenche, Aymavilles, Saint- Pierre, Saint-Nicolas, Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen
- Comuni che si aggiungono il 14 agosto Rhêmes-Notre-Dame, Sarre
- Stima bovini vaccinati entro il 15 agosto 9.200 totali (6.631 in ZS = 88,85% + 2.569 fuori ZS)
- Comuni coperti entro il 15 agosto Etroubles, Doues, Ollomont, Cogne, Gressan, Charvensod
- Reazioni al vaccino segnalate Nessuna ad oggi
La posizione di Carrel
Venerdì 15 agosto, l’assessore Marco Carrel ha pubblicato su Facebook le ragioni della propria astensione: «Secondo le comunicazioni ufficiali, oggi raggiungeremo i 9.200 bovini vaccinati di cui ben 88,85% dei bovini che si trovano attualmente in quella che è definita la zona di sorveglianza.
Giovedì 7 agosto, quando la Giunta regionale ha approvato il Piano vaccinale obbligatorio per la dermatite nodulare contagiosa (LSD) su tutto il territorio valdostano con la mia astensione, chiedevo a gran voce di considerare obbligatorio solo questa zona di territorio.
Secondo le norme del regolamento europeo per cui il piano è completato con il 75% dei bovini vaccinati e il 95% delle stalle, nel caso in cui noi avessimo definito obbligatorio solamente il territorio in zona di sorveglianza questo obiettivo lo avremmo in effetti già raggiunto.
E 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗶 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗶à 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗰𝗼𝗹𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼.
Praticamente chiedevo esattamente ciò che fanno in Francia e in Svizzera.
La mia non era e non è una posizione no vax aprioristica ed assoluta.
Al contrario ero e sono persuaso fosse giusto prevedere regole differenti nelle varie zone e non applicare subito la vaccinazione all’intero patrimonio zootecnico valdostano, proseguire un continuo monitoraggio della situazione e della normativa in merito, concertare le decisioni con gli operatori di settore per interpretarne e tutelarne interessi e vedute.
Intanto continuo ad insistere e a lavorare sulla deroga per la commercializzazione della Fontina, perché in Francia non vi sono restrizioni sulla lavorazione e commercializzazione su formaggi a latte crudo, mentre per l’Italia no.
Mi auguro che questo impegno serrato per le deroghe trovi adeguate risposte in tempi brevi».
L’avanzamento al 18 agosto
Alla data di martedì 18 agosto, sono stati vaccinati oltre 14mila bovini.
L’assessore alla Sanità ritiene di rammentare come il percorso di confronto e condivisione con tutti i soggetti e gli enti coinvolti sia stato avviato dal mese di giugno, con l’arrivo delle prime notizie relative ai focolai sviluppatisi in Francia. Dal 18 luglio scorso, i due Assessorati coinvolti hanno più volte incontrato rappresentanti del settore sanitario, allevatoriale e della trasformazione lattiero-casearia, per un confronto diretto al fine di affrontare in maniera coordinata l’emergenza, tutelando al tempo stesso il patrimonio zootecnico regionale e le produzioni casearie.
Le stesse associazioni avrebbero ribadito la piena adesione alla campagna, chiedendo che la vaccinazione obbligatoria fosse completata sull’intero territorio regionale nel minor tempo possibile.
Dopo aver dato priorità ai comuni inseriti nella Zona di sorveglianza per la vicinanza ai focolai francesi, da lunedì 17 agosto l’attività vaccinale è organizzata secondo la suddivisione del territorio in quattro macrozone. La campagna procederà in parallelo su tutto il territorio regionale fino a raggiungere la copertura totale.
Il piano vaccinale comprende anche i capi piemontesi presenti in alpeggio sul territorio valdostano, salvo che gli allevatori non optino per un rientro anticipato nella propria regione. Per tali animali, il Ministero della salute, d’intesa con la regione Piemonte, ha confermato la deroga al vincolo dei 60 giorni di blocco della movimentazione post-vaccinale, al fine di consentirne il rientro anticipato in azienda qualora le condizioni meteorologiche avverse o la carenza di foraggio mettessero a rischio il benessere animale.
È stato chiesto alla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza alimentare del Ministero un riscontro in merito ai tempi necessari per la revisione — come stabilito durante l’Unità Centrale di Crisi del 7 agosto 2025 — del protocollo relativo alla gestione dei prodotti a base di latte crudo provenienti dai territori soggetti a restrizioni per LSD. La revisione, attesa a breve, terrà conto della prossima modifica al Regolamento (UE) 2020/687 e permetterà di eliminare il vincolo che oggi riguarda le forme di prodotti lattiero-caseari a latte crudo provenienti dalle “Zone di sorveglianza”, i quali, dal punto di vista di qualità e sicurezza sono identici a quelli prodotti nel resto del territorio.
Una serata di riflessione per arrivare a un ricorso
Una settantina di persone si sono ritrovate su invito di Valle d’Aosta Futura, nella serata di martedì 19 agosto, per ascoltare l’avvocato cagliaritano Raffaele Soddu sulla possibilità di presentare un ricorso contro il Piano vaccinale obbligatorio in Valle d’Aosta contro la dermatite nodulare bovina (Lsd), avviato l’8 agosto.
Il legale ha ottenuto dal Consiglio di Stato la sospensiva, fino al 3 settembre, contro un decreto di abbattimento di 40 bovini di un allevamento in provincia di Nuoro, in Sardegna, che avrebbero seguito la sorte di altri otto capi, appartenenti allo stesso allevatore, soppressi perché affetti da Lsd. Soddu ha definito «incomprensibile» l’obbligo vaccinale in Valle d’Aosta, «una regione che non ha registrato focolai», contestando il fatto che il vaccino utilizzato, prodotto in Sudafrica, non sia stato autorizzato dall’Unione europea nel rispetto delle procedure ordinarie ma ottenendo solo l’autorizzazione alla commercializzazione in Italia, senza le verifiche standard su qualità, efficacia e sicurezza previste nei Paesi Ue.
L’avvocato ha richiamato i timori degli allevatori sardi, ricordando le esperienze negative durante l’emergenza sanitaria della blue tongue, citando incognite a lungo termine e timori su possibili interferenze biologiche: «per imporre obblighi su malattie emergenti servirebbe un atto di esecuzione della Commissione europea oppure un Piano nazionale d’emergenza adottato con un decreto – ha rimarcato – ma mancano entrambi. Il Piano ministeriale online non avrebbe valore di decreto e dall’Unione europea non è arrivata nessuna decisione mirata sulla Valle d’Aosta».
Inoltre, Raffaele Soddu ha evidenziato come, nel Piano, la tipologia di vaccinazione non sia chiara, distinguendo quella soppressiva, profilattica e preventiva, sostenendo che per la Lsd la vaccinazione preventiva non sia consentita: «il Piano valdostano è ambiguo ed utilizza un lessico misto tra “preventiva” e “profilattica d’urgenza”» ha insistito.
Infine, la decisione dell’Unione europea che definisce la Zona di protezione a 20 chilometri da dove è emerso il focolaio, vale a dire ad Albertville, in Francia, e quella di sorveglianza a 50 chilometri, che lambisce la Valle d’Aosta, avrebbe efficacia limitata e non riguarda specificamente la nostra regione e quindi l’estensione dell’obbligo vaccinale sarebbe «illegittima ed ancor più sproporzionata» rispetto al reale rischio locale e lesiva per il patrimonio genetico e per le razze bovine valdostane: «è improbabile l’arrivo del virus attraverso le Alpi dai focolai francesi – ha spiegato – da vettori come mosche e zecche che al massimo possono volare per un centinaio di metri».
Sulla base delle obiezioni sollevate dall’avvocato Soddu, il passo successivo della platea è quello di intentare un ricorso al Tar di Aosta in primo grado ed eventualmente un appello al Consiglio di Stato, così da sospendere le operazioni di vaccinazione.
«Più si è, meglio è, costa meno a testa ed è più persuasivo per il Tar – ha motivato il legale, chiedendo la preparazione di un elenco con una serie di documenti – i ricorrenti principali devono essere gli allevatori mentre i comitati e i consumatori possono presentare un intervento ad adiuvandum, portando un peso politico ma senza complicare la legittimazione».
Per chi ha già vaccinato i capi potrebbe però essere contestata la “acquiescenza”, la mancanza di interesse a impugnare, potrebbe però rimanere l’interesse ai fini risarcitori per eventuali risarcimenti per danni futuri, non ottenibili se non si ha impugnato l’atto.
L’avvocato ha chiesto un accesso civico alla documentazione sanitaria ma non ha ancora ottenuto risposte, per quanto la Regione abbia trenta giorni di tempo per rispondere, con il reale rischio che alla consegna degli atti si sia concluso il Piano vaccinale: «ci sono già i motivi per depositare subito il ricorso – ha dichiarato Raffaele Soddu ai presenti – ed eventuali documenti si potranno integrare con motivi aggiunti. Potremmo anche chiedere un decreto presidenziale cautelare urgente, ottenibile anche in un paio di giorni per sospendere il Piano in via provvisoria».
I costi richiesti, per una decina di allevatori, prevedono una spesa di circa 2.660 euro a testa. I consumatori che intervengono potranno contribuire alla spesa ma pagheranno una quota ridotta.
Intanto Soddu ha suggerito alcuni “escamotage” per prendere tempo e contestare la procedura, come pretendere dai veterinari dei Dpi e precise procedure d’igiene, come tute pulite, cambio indumenti tra stalle diverse, la disinfezione di calzature e del veicolo utilizzato per spostarsi. L’avvocato suggerisce di chiedere anche l’uso di siringhe monouso, facendole così cambiare per ogni capo vaccinato e, in caso contrario, documentare il tutto con foto e video e non consentire la vaccinazione finché i veterinari non si conformano, così da costringerli a rinviare l’intervento.
Nel caso in cui i proprietari dei bovini non siano presenti, come capita spesso in alpeggio, il suggerimento è stato di segnalare le vaccinazioni eseguite senza preavviso e interloquire con il responsabile del servizio veterinario regionale sull’assoluta necessità di comunicare correttamente con i proprietari.
Il successivo confronto in sala, dopo la chiusura del “meet” con l’avvocato, ha visto circa 40 consumatori e di una mezza dozzina di allevatori interessati a presentare il ricorso al Tar. Valle d’Aosta Futura si occuperà della raccolta centralizzata dei nominativi da comunicare poi all’avvocato Soddu, organizzando due liste: una di allevatori e l’altra dei consumatori. L’obiettivo è di allargare la platea dei ricorrenti facendo scendere l’onere a carico di ognuno sino a 500 euro a testa, attivando anche una raccolta crowdfunding.



Fratelli d’Italia: richiesta di deroga inviata all’interlocutore sbagliato
Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, in un comunicato diffuso venerdì 22 agosto 2025, ha sollevato rilievi in merito alla gestione regionale della profilassi veterinaria contro la dermatite nodulare contagiosa.
Il movimento ha richiamato la lettera dell’assessore Carlo Marzi al Ministero della Salute, citata nella delibera di Giunta n. 1076 del 7 agosto 2025, relativa alla richiesta di deroga sull’abbattimento degli allevamenti in caso di contagio. Secondo Fratelli d’Italia, la competenza in materia non spetterebbe al Ministero bensì alle autorità sanitarie locali (Asl), come previsto dal regolamento UE 2020/687.
Il partito ha inoltre contestato la decisione della Regione autonoma Valle d’Aosta di avviare la vaccinazione obbligatoria di tutti i bovini, anche al di fuori della zona di sorveglianza di 50 km dall’epicentro francese del focolaio. Tale scelta è definita unilaterale e difforme rispetto agli orientamenti adottati da Piemonte e Lombardia, che hanno optato per misure più circoscritte.
Fratelli d’Italia chiede che la Regione si assuma le responsabilità delle conseguenze economiche che potrebbero ricadere sugli allevatori e ha espresso critiche al comportamento dell’assessore all’Agricoltura Marco Carrel che, «pur astenendosi perché in disaccordo sul provvedimento di Giunta di cui fa parte, avente ricadute dirette di potenziale grave impatto sul settore di sua diretta competenza, non ha sentito il dovere morale di dimettersi».
La risposta della Regione
L’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali ha voluto chiarire, con una nota del 22 agosto, la posizione del Governo regionale dopo le critiche mosse da Fratelli d’Italia in merito al piano di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa (LSD).
«Sin dal 18 luglio – sottolinea l’Assessorato – abbiamo avviato un percorso di informazione e condivisione con allevatori, sanitari e trasformatori del latte, portando immediatamente al Ministro della Salute la gravità dei focolai già presenti in Francia e la priorità di tutelare le razze bovine valdostane».
La Regione evidenzia come il Ministero abbia confermato che la malattia, classificata come patologia di categoria A, prevede in caso di focolaio «l’abbattimento totale degli animali colpiti». Per questo, spiegano, «la vaccinazione non è una scelta discrezionale ma l’unico strumento per evitare gli abbattimenti e salvaguardare il nostro patrimonio zootecnico».
Sono già stati vaccinati circa 20.000 bovini, pari al 60% del totale regionale. «Parlare di responsabilità – afferma l’Assessorato – significa aver deciso e agito subito, insieme agli allevatori, per completare nel minor tempo possibile la campagna vaccinale e scongiurare conseguenze drammatiche».
Sulle differenze rispetto ad altre regioni, l’Assessorato precisa: «Il Piemonte non ha zone di sorveglianza, mentre in Valle d’Aosta sono 14 i comuni coinvolti. In Lombardia, invece, un allevamento ha già subito l’abbattimento immediato di 300 capi: è la dimostrazione concreta di ciò che vogliamo evitare».
Una volta completata la campagna vaccinale, conclude l’Assessorato, «La Valle d’Aosta sarà ancora più forte nel reiterare a Bruxelles la richiesta di deroghe all’abbattimento totale in caso di focolaio».
Concessa la deroga
Venerdì 29 agosto 2025, le Direzioni generali dell’Igiene e della sicurezza alimentare e la Direzione generale della salute animale del Ministero della Salute, con il supporto tecnico-scientifico del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche (CeSME), hanno disposto la deroga all’applicazione del Regolamento (UE) 2020/687 autorizzando la nostra Regione all’utilizzo del latte e alla produzione dei relativi prodotti, anche se provenienti da allevamenti situati in zona di sorveglianza.
Con la deroga si è quindi rimosso il blocco che a titolo preventivo era stato imposto alla movimentazione del latte e dei prodotti a latte crudo, pur non essendoci, come già comunicato e ribadito, alcun rischio per la salute umana. “Il latte crudo – riporta il dispositivo – anche se proveniente da zone soggette a restrizione, può ora essere movimentato all’interno del territorio regionale e nazionale, a condizione che sia destinato a impianti di trasformazione che ne assicurino la produzione di formaggi del tipo Fontina DOP e Toma e la relativa stagionatura per un periodo di almeno 60 (sessanta) giorni. Le forme intere possono completare il processo di stagionatura all’interno di più stabilimenti, purché situati nel territorio regionale”.
Dalle premesse del documento ministeriale risulterebbe che, per il rilascio della deroga, si sia tenuto conto dei risultati estremamente positivi raggiunti nell’attuazione del piano vaccinale obbligatorio contro la dermatite nodulare contagiosa avendo completato, in meno di venti giorni, la vaccinazione dei capi presenti nella zona di sorveglianza e raggiunto circa l’82% di copertura vaccinale sull’intero territorio regionale.
Chiusura del Piano vaccinale
L’Assessorato alla Sanità della Regione autonoma della Valle d’Aosta ha chiuso il piano vaccinale obbligatorio contro la Dermatite Nodulare Contagiosa (DNC), iniziato lo scorso 9 agosto 2025 con l’obiettivo unico e prioritario di garantire la tutela del patrimonio zootecnico e la salvaguardia della filiera lattiero-casearia valdostana.
Dalla prossima settimana saranno gestite le 500 bovine rimaste, alcune eccezioni e le manifestazioni di diniego da parte di singoli allevatori. Tali situazioni verranno prese in carico dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. Si ribadisce, in tal senso, la volontà condivisa dall’intero comparto di affrontare con fermezza eventuali dinieghi, perché la copertura totale è fondamentale per garantire l’efficacia del piano vaccinale, sempre per la tutela e la salvaguardia del patrimonio zootecnico regionale.
Il raggiungimento della copertura vaccinale del 100% dei capi è necessario anche per il tema movimentazioni che, al di fuori del territorio regionale, sono autorizzate esclusivamente alla condizione che tutti gli stabilimenti e i capi della regione siano stati vaccinati da almeno 60 giorni.
Alla luce del completamento della campagna vaccinale, la prossima settimana, l’Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali incontrerà le associazioni e gli enti coinvolti per condividere le modalità di gestione delle movimentazioni interne alla regione e la partecipazione dei capi alle numerose manifestazioni zootecniche previste per l’autunno.
L’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali ha in corso interlocuzioni con il Ministero della salute al fine di ottenere la revoca anticipata di parte della Zona di sorveglianza -e quindi delle misure restrittive ivi previste- il cui termine è attualmente fissato per il 27 settembre 2025.
Agli allevatori piemontesi che non hanno aderito alla vaccinazione è stato richiesto di procedere con la demonticazione dei capi entro il 12 settembre 2025, come previsto dalla normativa regionale vigente e in attuazione di quanto già stabilito con la Determinazione dirigenziale della Regione Piemonte del 21 agosto 2025.
La RaVdA ribadisce che il piano vaccinale, finalizzato alla tutela della salute animale e della sicurezza delle produzioni lattiero-casearie locali, è stato completato in meno di un mese e rende ora possibile valutare la ripresa della normale programmazione autunnale delle attività.
Demonticazione anticipata: ristori da RaVdA
Le strutture competenti del dipartimento agricoltura della Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura della Valle d’Aosta (Area VdA), hanno predisposto la modulistica che gli allevatori possono presentare ad Area VdA per il riconoscimento della causa di forza maggiore legata alla necessità di demonticare anticipatamente le mandrie o i singoli animali. Tale necessità è determinata dalle disposizioni sanitarie stabilite congiuntamente dalle Regioni Valle d’Aosta e Piemonte.
Il riconoscimento della causa di forza maggiore da parte dell’Autorità di gestione del PSR 2014/22 e del CSR 2023/27 consente agli allevatori di richiedere deroghe a determinati impegni collegati ai premi dei pagamenti diretti e dello sviluppo rurale. Per i pagamenti diretti è necessario presentare un’istanza all’organismo pagatore territorialmente competente, Agea o Arpea a seconda dei casi. Per le misure e gli interventi dello sviluppo rurale, invece, la domanda deve essere inoltrata ad Area VdA compilando l’apposito modulo allegato.
L’Amministrazione regionale e la Regione Piemonte hanno definito un quadro normativo che prevede il rientro anticipato, negli allevamenti di fondovalle, dei capi provenienti dal Piemonte e presenti in Valle d’Aosta. Questa disposizione potrebbe comportare il mancato rispetto degli impegni richiesti dai premi europei e regionali, con possibili conseguenze economiche per gli allevatori. Per questo motivo è stato ritenuto opportuno introdurre adattamenti amministrativi in grado di garantire agli interessati la conservazione degli aiuti spettanti, evitando penalizzazioni dovute a circostanze indipendenti dalla loro volontà.
Valle d’Aosta Futura rilancia la sua richiesta di risposte
Mercoledì 10 settembre 2025, nel dibattito sulla gestione della dermatite nodulare, Valle d’Aosta Futura torna a sollevare dubbi e criticità legate al piano di vaccinazione obbligatoria approvato dalla Giunta regionale. L’associazione evidenzia la contraddizione tra le dichiarazioni rese dall’assessore Marzi, che in un comunicato ufficiale aveva escluso la natura “coattiva” della vaccinazione, e la delibera regionale che invece prevede l’obbligo per l’intero patrimonio bovino, comprese le mandrie provenienti da altre regioni in alpeggio sul territorio valdostano, con sanzioni severe per chi non vi si sottopone e senza alcun indennizzo in caso di reazioni avverse.
Secondo Vda Futura, «Restano aperti diversi interrogativi: il destino dei 3.933 capi provenienti dal Piemonte e rientrati senza vaccinazione, la piena osservanza dei protocolli veterinari, l’insistenza nel vaccinare i circa 600 bovini ancora esclusi nonostante le soglie fissate dalle norme europee siano già state ampiamente superate, le condizioni di rientro per i capi che svernano abitualmente in Piemonte, la previsione di controlli sugli eventuali effetti avversi e le modalità con cui i vaccini sono stati ordinati e distribuiti».
Valle d’Aosta Futura sottolinea inoltre che, al momento dell’avvio del Piano, sul territorio regionale non vi erano focolai di dermatite nodulare. Secondo il movimento, se si fosse atteso qualche settimana, la Valle sarebbe uscita dalla zona di sorveglianza senza dover ricorrere a misure così drastiche. L’utilizzo di vaccini a virus attenuato, autorizzati al commercio ma non ancora accompagnati da solide evidenze di sicurezza, è ritenuto un rischio per la salute animale. Molti allevatori avrebbero accettato la vaccinazione non per convinzione ma per timore delle sanzioni o per l’impossibilità di isolare le proprie mandrie in alpeggio.
Una situazione che, conclude il movimento, avrebbe alimentato un clima di coercizione e paura, più che un’azione di tutela realmente condivisa con il mondo agricolo.
Ripresa delle movimentazioni
A seguito della conclusione del Piano di vaccinazione obbligatorio contro la dermatite nodulare contagiosa, sono state definite le modalità di movimentazione dei capi vaccinati, sia all’interno del territorio regionale sia verso il territorio nazionale e di altri Stati Membri. Dopo aver ascoltato le richieste avanzate dalle associazioni di categoria durante l’incontro del 10 settembre, sono state avviate interlocuzioni con il Ministero della Salute. Da questo confronto sono emerse soluzioni concrete e condivise per la gestione delle movimentazioni, così da dare risposta alle problematiche sollevate dal settore. Una comunicazione è stata inviata a tutte le associazioni e a tutti gli enti regionali interessati, affinché possano dare immediata e corretta applicazione alle disposizioni stabilite.
Le modalità applicative prevedono che siano autorizzate, unicamente per i capi vaccinati provenienti da stabilimenti vaccinati, le seguenti movimentazioni: dopo un periodo di 28 giorni per le movimentazioni interne alla regione e dopo almeno 60 giorni per quelle esterne. Le movimentazioni verso i territori indenni in Italia e verso altri Stati membri saranno possibili a partire dal 5 novembre, ovvero 60 giorni dopo la chiusura del Piano vaccinale. Il Regolamento (UE) 2023/361 prevede infatti che queste movimentazioni possano avvenire solo se, entro un raggio di 50 chilometri (nel nostro caso l’intero territorio regionale), tutti gli allevamenti risultano vaccinati. Nel nostro caso, poiché il Piano vaccinale è stato completato e dichiarato chiuso il 5 settembre, la Regione potrà aprire le movimentazioni dal 5 novembre.
Per quanto riguarda la zona di sorveglianza, la nota specifica le condizioni di movimentazione che saranno autorizzate per necessità di benessere animale o esigenze di alimentazione e che resteranno in vigore fino al 27 settembre 2025 incluso. A partire dal 28 settembre, invece, saranno applicate le stesse condizioni previste per il territorio libero regionale. All’interno delle zone di sorveglianza, permane anche il divieto di manifestazioni zootecniche, manifestazioni che al contrario riprenderanno normalmente nel resto del territorio regionale. Infine, i capi appartenenti a stabilimenti che hanno rifiutato di aderire al Piano vaccinale sono soggetti a blocco delle movimentazioni e gli operatori, oltre ad essere sanzionabili, dovranno rispettare puntuali prescrizioni in materia di biosicurezza, oltre ad essere sottoposti ad un aumento della frequenza dei controlli sanitari.
Pubblicato / aggiornato
il 16/09/2025 alle 13:32
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Categoria:
Salute / Video