Consiglio Valle del 2 e 3 dicembre 202
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Il consiglio Valle riunito il 2 dicembre 2025
Il Consiglio Valle è riunito in riunione ordinaria per martedì 2 e mercoledì 3 dicembre 2025, per discutere un ordine del giorno composto da 38 punti.
In apertura dell’adunanza consiliare del 2 e 3 dicembre 2025, i lavori sono stati sospesi subito dopo l’appello a seguito della richiesta del presidente della Regione di convocare una Conferenza dei Capigruppo.
Al rientro, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che la richiesta di una Capigruppo era «per condividere con il Consiglio la notizia che abbiamo ricevuto a mezzo stampa e che ci ha portati ad effettuare i primi approfondimenti con la Casa da gioco, che in queste ore è oggetto di un’indagine da parte della Guardia di Finanza. Abbiamo messo a disposizione dei consiglieri le informazioni che la Direzione ci ha fornito, senza entrare nei particolari di cui non si conoscono ancora gli sviluppi, ma ci sembrava opportuno questo tipo di condivisione e sarà nostra cura fornire gli aggiornamenti quando disponibili.»
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Il Consiglio Valle ha poi osservato un minuto di silenzio in memoria di Silvano Vesan, consigliere regionale della Democrazia Cristiana nella IX legislatura (1988-1990), scomparso il 26 novembre scorso.
Bilancio di previsione triennale 2026/28 del Consiglio regionale
Successivamente, l’Aula ha affrontato l’esame del Bilancio di previsione del Consiglio Valle per il triennio 2026-2028, comprensivo del Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio. Il testo è stato approvato all’unanimità.
Il bilancio, approvato dall’Ufficio di Presidenza il 19 novembre e illustrato in Aula dal presidente Stefano Aggravi, si attesta per il 2026 sul valore di 11 milioni 361 mila euro, di cui 8 milioni 656 mila per entrate e spese effettive, 1 milione 805 mila per partite di giro e 900 mila euro quale parte dell’avanzo di amministrazione presunto da restituire all’Amministrazione regionale. Per gli anni 2027 e 2028 il bilancio è pari a 10 milioni 461 mila euro comprese le partite di giro.
«Il bilancio del Consiglio – ha specificato Aggravi-, per sua natura molto tecnico, assume qui il ruolo di bilancio di transizione tra legislature, con l’obiettivo di garantire continuità operativa e trasparenza contabile in attesa di futuri interventi.»
Le entrate e le spese effettive per il 2026 sono decrementate del 2,8% rispetto al 2025. Nel dettaglio, le spese per gli organi istituzionali (trattamento economico dei consiglieri, Difensore civico, Corecom, Consulta pari opportunità, Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso, iniziative istituzionali e culturali, comunicazione istituzionale, compartecipazioni economiche, acquisto pubblicazioni) rappresentano il 72% del bilancio, mentre le spese per i sistemi informativi incidono per il 16% e le spese per la gestione dei beni mobili e di consumo nonché dei servizi per il 10%.
Saranno inoltre designati i componenti effettivi e supplenti della Commissione e Sottocommissione elettorale circondariale di Aosta nonché i rappresentanti della Regione per la nomina nel Comitato misto paritetico per le servitù militari.
Attività legislativa
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità il disegno di legge che contiene interventi regionali a sostegno della manifestazione multisportiva Trofeo Coni Winter che si terrà in Valle d’Aosta dal 18 al 21 dicembre prossimi.
Il provvedimento, depositato dalla Giunta il 14 novembre ed esaminato dalla quinta Commissione “Servizi sociali”, prevede, in particolare, la concessione al Comitato regionale del Coni, in qualità di soggetto organizzatore, di un contributo massimo di 400 mila euro per il 2025.
La consigliere Luisa Trione (CA), nel relazionare all’Aula, ha evidenziato che «si tratta di una manifestazione che vedrà la partecipazione di circa 1.000 ragazzi tra i 10 e 14 anni, più i loro accompagnatori tecnici, provenienti dalle diverse regioni italiane, ma anche dagli Stati Uniti d’America. Le specialità interessate sono: sci alpino, snowboard, sci alpinismo, sci di fondo, winter triathlon, biathlon, pattinaggio artistico di figura, hockey su ghiaccio, curling, short track. Inoltre gli atleti si confronteranno anche nei Giochi del Fair Play, attività incentrate sui valori olimpici. Le competizioni si svolgeranno sui territori di Pila, Cogne, Courmayeur. Sono due gli obiettivi principali della manifestazione: valorizzare lo sport giovanile ad alto livello, offrendo ai ragazzi l’opportunità di socializzare, confrontarsi e crescere attraverso competizioni e sfide; promuovere il territorio valdostano, sfruttando l’evento come vetrina nazionale e internazionale per mostrare le bellezze naturali, le tradizioni e l’offerta turistica della regione.»
Il dibattito in Aula
L’Assessore allo sport, Giulio Grosjacques, ha definito l’evento «una mini Olimpiade per i ragazzi tra i 10 e 14 anni che iniziano a entrare nel mondo dello sport agonistico: una sorta di prova generale delle grandi competizioni, con tutte le gioie e sofferenze del caso, per imparare il rispetto dell’avversario e la grande determinazione per ottenere i risultati. L’approvazione celere da parte del Consiglio denota la grande attenzione che si porta a eventi di questo genere che oltre a sublimare il concetto di sport promuovono l’immagine della Valle d’Aosta che cresce nell’accoglienza e nell’organizzazione di grandi eventi sportivi come la Coppa del Mondo di Snowboard che si terrà il prossimo fine settimana a Breuil-Cervinia, arricchita da un’ulteriore prova rispetto a quelle calendarizzate. La Regione ha dimostrato con i fatti di avere acquisito ottime professionalità, competenza e capacità di organizzare manifestazioni di altissimo livello. Ieri abbiamo presentato a Roma il Giro d’Italia 2026. La tappa di sabato 23 maggio sarà interamente valdostana con partenza da Piazza Chanoux ad Aosta e arrivo a Pila.»
Il consigliere Eugenio Torrione (AVS), nell’esprimere il voto a favore, ha evidenziato: «Concordiamo con il valore di questa iniziativa, sia di socializzazione sia di promozione dei valori sportivi. Tuttavia rileviamo le tempistiche tardive, perché arriviamo solo oggi ad approvare un disegno di legge relativo a una manifestazione di cui si era a conoscenza già a marzo. Inoltre riteniamo che sarebbe stato opportuno includere tra i ragazzi partecipanti anche i ragazzi con disabilità, al fine di proporre una simulazione non solo di Olimpiade, ma anche di Paralimpiade.»
La vicecapogruppo Clotilde Forcellati ha confermato il voto favorevole di PD-FP già espresso in Commissione: «L’impegno economico che la Regione mette in campo è notevole ma la manifestazione ha un grande valore anche simbolico. Poter accogliere ragazzevi e ragazzi da tutta Italia con le loro famiglie consentirà di creare interazioni sane e importanti tra gli allenatori e i ragazzi nel nostro meraviglioso contesto regionale, consentendo agli atleti di sperimentare le modalità più sane della competizione, fatte di gioie e anche di sofferenze.»
Il consigliere Marco Carrel (AdC) si è detto favorevole al provvedimento, «ma, come più volte richiesto anche durante la scorsa legislatura, urge una legge sullo sport: occorre avere una programmazione complessiva di un settore che è fondamentale per lo sviluppo della nostra regione e che non può essere gestito con iniziative singole.»
«È normale che una manifestazione di questa portata abbia dei costi che saranno suddivisi tra la Regione e il Coni – ha commentato la consigliere Cristina Machet (UV) –. Uno sforzo che è utile e necessario compiere, prendendoci l’impegno che i nostri ragazzi possano farlo venendo agevolati quanto più possibile. È quindi normale che questa manifestazione, che vede centinaia di piccoli partecipanti, vada loro incontro anche dal punto di vista economico. Lo sport non deve essere qualcosa di élite.»
Per il capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz, «nella relazione sarebbe stato opportuno valorizzare con maggiore chiarezza il legame tra sport promozionale e scuola. Il Trofeo Coni Winter coinvolge ragazzi under 14 che vivono lo sport, prima di tutto, all’interno dei percorsi scolastici: un contesto educativo che mette al centro l’inclusione, la crescita personale e il benessere psicofisico, ben oltre la dimensione agonistica. Ci auguriamo che le prossime iniziative legislative sappiano riconoscere in modo esplicito questo ruolo fondamentale della scuola, così da restituire pienamente il valore sociale dello sport e della formazione delle giovani generazioni.»
Il vicecapogruppo Marco Sorbara ha ricordato che «Forza Italia è stato uno dei promotori, a livello nazionale, dell’inserimento dello sport all’interno della Costituzione come terzo pilastro dell’educazione, insieme alla famiglia e alla scuola. Plaudiamo a tutte le iniziative rivolte ai giovani, ricordando, tra l’altro, che in tutti i progetti educativi su temi molto gravi come il bullismo e il disagio giovanile lo sport viene sempre preso come esempio.»
La capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha puntualizzato: «Condividiamo l’importanza del provvedimento, ma noi crediamo che ci debba essere anche un investimento per tutte le attività di tipo non agonistico e per tutte le discipline sportive.»
Interrogazioni a risposta immediata
Situazione degli autisti soccorritori del sistema dell’emergenza-urgenza
Nella seduta mattutina del 2 dicembre 2025, con due question time presentati – uno dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine e l’altro dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra -, il tema degli autisti soccorritori del sistema di emergenza-urgenza è tornato all’attenzione del Consiglio.
In particolare, il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha sottolineato che «il 28 novembre scorso la Cgil Funzione Pubblica ha trasmesso una nota sulla legittimità delle delibere di Giunta n. 517/2023 e n. 404/2024, relative alle disposizioni all’Usl per la formazione del personale del sistema regionale dell’emergenza-urgenza sanitaria, sulla base delle quali 10 autisti soccorritori sono stati licenziati. Il Sindacato contesta la previsione del volontariato obbligatorio quale requisito per il mantenimento dell’abilitazione conseguita a seguito della formazione. Si tratta di personale essenziale per il soccorso, soprattutto in vista dell’apertura della stagione invernale, e la situazione ha conseguenze gravi sulla vita dei lavoratori licenziati».
La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha evidenziato «l’opportunità di un tavolo di confronto convocato dalla Regione con la partecipazione di Usl, associazioni di volontariato e organizzazioni sindacali. Il nostro auspicio è che si trovi una soluzione positiva che garantisca il buon funzionamento del servizio di emergenza-urgenza nell’interesse di tutta la comunità»
I gruppi hanno quindi chiesto di conoscere la risposta fornita alla Cgil e se sia prevista l’intenzione di modificare le delibere contestate e di reintegrare il personale.
L’Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha informato che «la nota è giunta agli uffici regionali venerdì scorso, 28 novembre, e forniremo l’opportuno riscontro una volta completati gli approfondimenti richiesti. La formazione dei volontari del soccorso e i requisiti per il personale operante in regime di somministrazione presso l’Ausl è già stata oggetto di un’analisi puntuale e di un confronto approfondito. L’Azienda sanitaria e le organizzazioni di volontariato stanno valutando i singoli casi ai fini dell’applicazione dell’articolo 15, comma 5, delle disposizioni regionali, che consente la gestione di situazioni particolari legate a comprovati motivi personali, familiari, di salute, di lavoro o di studio. Per chi non rientrerà in queste fattispecie, l’Ausl ha evidenziato la possibilità – prevista dalle delibere – di partecipare direttamente agli esami previsti nel prossimo imminente corso, senza quindi dover ripetere l’intero percorso di formazione. In tal modo sarà possibile l’ottenimento di una nuova tessera di volontario del soccorso. Rimane fermo che, per poter ripristinare il requisito necessario all’eventuale reclutamento come Ots in regime di somministrazione, gli interessati dovranno svolgere 12 mesi di attività di volontariato, così come richiesto dalla disciplina vigente. Per quanto riguarda la richiesta di modificare le delibere, ricordo che eventuali proposte di revisione devono necessariamente essere presentate e discusse nell’ambito del Tavolo di lavoro tecnico, istituito proprio per approfondire e valutare in modo condiviso ogni possibile aggiornamento della disciplina. Nel corso dell’incontro dello scorso 10 ottobre, attivato su richiesta delle organizzazioni di volontariato, nessun componente del Tavolo ha manifestato una richiesta in tal senso.»
«La risposta non ci soddisfa nella misura in cui apprendiamo che la delibera non sarà modificata mantenendo una disparità tra lavoratori assunti nello stesso servizio – ha replicato il Capogruppo Manfrin -. Nel caso in cui ci fosse una causa di lavoro crediamo che vedrebbe soccombente chi ha deciso e applicato questa modalità per cui una parte di lavoratori deve fare le 100 ore e un’altra no. Trovo anche poco corretto che alle riunioni sul caso non siano stati convocati i diretti interessati.»
La Capogruppo Minelli ha preso atto «della possibilità di evitare il percorso per ottenere una nuova tessera di volontariato. Tuttavia la migliore soluzione per entrambe le parti, nell’interesse di tutti, si potrà trovare mettendo intorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti e approfondendo le criticità contenute nelle due delibere che potrebbero generare un contenzioso foriero di pesanti conseguenze per tutti.»
Interpellanze
Tunnel del Monte Bianco
L’intesa politica tra Union Valdôtaine e Forza Italia sul futuro assetto del traforo del Monte Bianco è stata al centro di un’interpellanza presentata dal gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA.
«Nel documento politico sottoscritto il 4 novembre dal Presidente dell’UV e dal responsabile nazionale enti locali di Forza Italia, che sta alla base della nuova maggioranza regionale, si indica come priorità condivisa il potenziamento del traforo – ha spiegato il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz -. Tuttavia non risulta alcun atto ufficiale, né regionale né intergovernativo, che confermi l’avvio di una progettazione reale. È una formula che crea l’illusione che qualcosa si stia muovendo, ma di fatto non esiste nulla. Inoltre si tratta di un’infrastruttura binazionale, che dipende dalle scelte politiche dei Governi italiano e francese, non da accordi tra partiti né tantomeno dal Ministero degli Esteri. Per questo chiediamo se siano in corso interlocuzioni ufficiali con Roma o con Parigi, quali posizioni siano state espresse dalle controparti e se la Giunta intenda attivare studi tecnici, valutazioni ambientali o analisi preliminari, riferendo poi in Commissione sullo stato del dossier e sugli sviluppi dell’accordo UV-FI.»
Le président de la Région, Renzo Testolin, a souligné que «l’interpellation semble confondre le plan politique de l’accord de programme du 4 novembre avec les aspects administratifs et techniques d’un éventuel doublement du tunnel du Mont-Blanc.»
Pour le président, «l’accord reflète une vision partagée qui considère le doublement du tunnel comme un enjeu stratégique dans le cadre global du système des transports et des passages alpins pour l’économie de la Vallée d’Aoste et de l’ensemble du territoire national, mais aussi crucial, surtout en termes de sécurité de la circulation, car cela permettrait de ne pas modifier la vitesse ou le volume du trafic. Ces considérations ne sont plus discutables aujourd’hui, comme en atteste la construction du deuxième tube du tunnel du Fréjus, inauguré sans difficultés le 29 juillet dernier.
A ce jour, il n’existe aucune discussion formelle, technique ou administrative avec les Ministères compétents concernant la conception d’un nouveau tunnel, ni avec les Ministères français correspondants, puisque ces aspects ne relèvent pas des compétences institutionnelles de la Région. De même, les études techniques, les analyses préliminaires, les vérifications ou les évaluations d’impact environnemental sur d’éventuels travaux de ce type ne relèvent pas des compétences régionales, mais bien de celles de l’État, voire des deux États. Nous sommes persuadés que les développements généraux de l’accord politique du 4 novembre seront évidents pour toute la communauté valdôtaine. En tout cas, le Gouvernement régional sera tout à fait disponible pour partager avec le Conseil les progrès du dossier en question, évidemment dans la mesure de ce qui relève de nos compétences et de nos connaissances. Nous considérons comme extrêmement prometteur l’engagement pris par le Ministre Tajani concernant l’organisation de la prochaine rencontre bilatérale France-Italie dans notre région, dans le cadre du Traité du Quirinal. Cette initiative place notre territoire au cœur d’enjeux transfrontaliers majeurs, parmi lesquels le tunnel et la réalisation d’un second tube, qui pourront ainsi bénéficier de l’attention qu’ils méritent.»
Nella replica, il capogruppo Guichardaz ha sottolineato come «il presidente abbia confermato che non esistono interlocuzioni formali con i Governi italiano e francese. L’accordo UV-FI, costruito fuori dalle sedi istituzionali, pretende di impegnare la Regione senza coinvolgere le autorità competenti e finisce per capovolgere l’ordinamento autonomistico. La Valle d’Aosta non può essere trattata come un insieme di lobby partitiche che negoziano privatamente: le relazioni con lo Stato e con la Francia devono avvenire tramite atti formali e percorsi trasparenti. Non è così che si tutela la Valle d’Aosta. In questa vicenda emergono fatti politici che confermano un’idea di politica che speravamo di aver superato: una politica fatta nelle segreterie dei partiti – e nemmeno di tutti i partiti. Pur apprezzando la disponibilità del Presidente a riferire al Consiglio, continueremo a chiedere aggiornamenti puntuali e documentati, perché su temi di questa rilevanza la trasparenza non è un’opzione, ma un dovere verso l’intera comunità valdostana.»
Lavoro povero
Con un’interpellanza, i gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno puntato l’attenzione sul “lavoro povero”.
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha richiamato le recenti dichiarazioni dell’assessore alla formazione e lavoro, Luigi Bertschy, che «ha sottolineato come l’alleanza per il lavoro di qualità in Valle d’Aosta debba misurarsi anche con l’elemento retributivo, perché altrimenti differenziamo ancora di più il gap tra il guadagno dell’impresa e quello della forza lavoro, che invece hanno bisogno di crescere insieme: è necessario ridurre il divario crescente tra profitti delle imprese e salari dei lavoratori. Gli stessi principi magnificati per il privato devono valere anche per la Pubblica amministrazione. Per questo chiediamo alla Giunta se intenda avviare una ricognizione sugli emolumenti dei dipendenti pubblici per verificare eventuali situazioni di “lavoro povero” e valutare adeguamenti retributivi coerenti con l’aumento del costo della vita, così da garantire maggiore serenità alle famiglie.»
«Con l’ultimo rinnovo contrattuale 2022-2024 del comparto unico, che comprende anche enti locali e enti minori della Regione, è stato riconosciuto un incremento di quasi tre volte tanto rispetto agli aumenti nazionali – ha sottolineato il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Per la predisposizione, da parte del Comitato regionale per le politiche contrattuali (Corepoc), delle direttive per i prossimi rinnovi contrattuali del personale del comparto unico per il triennio 2025-2027, il Dipartimento personale e organizzazione di supporto al Comitato avrà cura di verificare i trattamenti economici aggiornati, alla luce degli ultimi rinnovi contrattuali 2022-2024, dei comparti nazionali Funzioni locali e Funzioni centrali. I trattamenti economici del nostro comparto risultano sostanzialmente allineati a quelli delle Funzioni locali e resta da approfondire il confronto rispetto a quelli del comparto Funzioni centrali, notoriamente più interessanti. Generalmente gli aumenti sono agganciati a fenomeni inflattivi con meccanismi di adeguamento al costo della vita. Da aggiungere infine che l’articolo 14 del decreto legge 25 del 2025 ha introdotto meccanismi per armonizzare il trattamento economico accessorio del personale degli enti locali per equipararlo a quello del personale del comparto Funzioni centrali. Il comma 1-bis consente quindi alle Amministrazioni, in deroga ai limiti pregressi della spesa del personale, di incrementare il fondo per il trattamento economico accessorio dei dipendenti con risorse ulteriori a valere sui bilanci degli enti. Queste regole, che non sono banali perché rientrano in valutazioni che poi devono confrontarsi con il dettato normativo, devono essere sempre lette all’interno della capacità di spesa che, nel settore pubblico come in quello privato, non è infinita. Il ragionamento deve essere complessivo e calato sulle diverse realtà che riguardano non solo la Regione ma anche gli enti locali e tutti quelli inseriti nel comparto unico.»
«La risposta va nella direzione auspicata e sono lieto che ci sia questa presa in carico – ha replicato il capogruppo Manfrin -. Tuttavia è necessario ricordare che, ultimamente, si sono verificate importanti criticità nel comparto regionale come quella a scapito degli operatori socio-assistenziali che sono stati esclusi dall’indennità di attrattività sanitaria, ottenendo un trattamento tanto discriminatorio quanto umiliante. Ci sono poi dei progetti di inclusione attiva che prevedono politiche attive realizzate nella forma di cantieri di lavoro destinati a persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa alle quali è riconosciuto un emolumento di 5 euro l’ora! State davvero andando verso una reale politica di contrasto al lavoro povero? L’importo elargito dalle cooperative che si occupano di questi progetti potrebbe essere integrato dalla Regione. Perché non lo fa?»
Operatori scolastici nelle scuole
Con un’interpellanza illustrata dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, è stata discussa la questione della presenza degli operatori scolastici in ogni plesso scolastico del territorio.
«Il Ministero dell’istruzione introdurrà stabilmente dal 2025-2026 la figura dell’operatore scolastico, che sostituirà progressivamente i collaboratori scolastici (bidelli), svolgendo funzioni più qualificate, dall’assistenza agli alunni con disabilità al supporto tecnico-organizzativo – ha ricordato la capogruppo Chiara Minelli -. Oggi, però, molti plessi valdostani, soprattutto nei piccoli comuni sedi di scuola primaria e dell’infanzia, sono privi di collaboratori. Gli insegnanti restano spesso gli unici adulti presenti, obbligati a interrompere le lezioni per svolgere attività legate ad esempio all’accudimento dei minori o alla portineria. Per questo chiediamo quanti siano i plessi senza personale dedicato, quali soluzioni vengano adottate e se il Governo intenda attivare, con gli enti locali, misure che garantiscano al personale docente, agli alunni e alle loro famiglie, adeguate condizioni di assistenza e sicurezza in tutte le scuole della regione.»
L’assessore all’istruzione, Erik Lavevaz, ha riferito che «le 18 istituzioni scolastiche di base (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) contano 106 plessi ripartiti su tutto il territorio. A seguito di una ricognizione effettuata nei giorni scorsi, 73 plessi risultano senza un collaboratore scolastico per tutta la durata delle attività, circa il 69%. Il Comune di Aosta supplisce alle carenze ricorrendo a ditte esterne per la “guardiania” che, in alcuni plessi, è integrata con i lavoratori dei Progetti di inclusione attiva (Pia). Uno strumento per sostenere l’inserimento lavorativo e il riavvicinamento al mercato del lavoro ordinario di persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa, utilizzato anche dalla maggior parte degli altri Comuni. I dirigenti scolastici giudicano questi progetti utili, pur non garantendo sempre la copertura integrale dell’orario né la sostituzione in caso di malattia. Dove non sono disponibili né ditte né lavoratori dei Pia, i Comuni concordano con le scuole momenti di compresenza del personale comunale e installano sistemi di sicurezza dedicati.»
L’assessore ha concordato sull’utilità «di aprire un confronto con il Celva per affrontare le situazioni più delicate legate alla presenza di alunni con disabilità, in particolare durante la pausa mensa, tema già segnalato da diversi Comuni. Ricordo inoltre che, mentre a livello nazionale è prevista l’introduzione dell’operatore scolastico dal 2025-2026, in Valle d’Aosta il personale Ata (amministrativo, tecnico ed ausiliario) rientra nel comparto unico regionale: contratto e inquadramenti sono quindi definiti dalla normativa regionale e non da quella del mondo della scuola. La Regione gestisce anche il personale ausiliario (bidelli) delle scuole superiori, mentre per le scuole di base la competenza è degli enti locali.»
«Questa è un’annosa questione che si ripresenta negli anni, apparentemente senza trovare una soluzione definitiva, e i dati che lei ha riportato lo confermano – ha replicato la capogruppo Minelli -. Continuiamo a raccogliere un fortissimo disagio sul territorio con insegnanti unici che devono gestire situazioni complicate, anche in assenza di alunni con disabilità. Di concerto con gli enti locali sono state adottate delle misure tampone, ma bisogna mettere mano alla questione e intervenire in maniera strutturale sul problema dell’assistenza nelle scuole. L’anno scolastico è già iniziato e speriamo di vedere presto qualche proposta da parte di questo Governo che sia concertata non solo con i sindacati ma anche con le istituzioni scolastiche. Monitoreremo attentamente le future azioni.»
Società unica per lgi impianti a fune
Ol gruppo Fratelli d’Italia ha interrogato il Governo regionale sulla creazione di una società unica degli impianti a fune in Valle d’Aosta.
Il capogruppo Alberto Zucchi ha richiamato «l’aggiornamento dello studio della società Deloitte Financial Advisory, affidato da Finaosta su mandato della Regione, che individua, in linea con quanto già indicato nel 2022, come opzione preferibile e vantaggiosa la creazione di una società unica organizzata in tre divisioni in base alla localizzazione degli impianti. Questa soluzione garantirebbe maggiore coordinamento, una gestione unitaria delle risorse, strategie di marketing integrate ed economie di scala, valorizzando l’intero comparto, con particolare riguardo ai comprensori minori. Chiediamo quindi in che tempi la Giunta intenda conferire a Finaosta il mandato per avviare le attività tecniche necessarie alla fusione delle attuali società.»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha confermato che «il Governo intende procedere verso una maggiore razionalizzazione degli impianti. Al termine del primo studio, e dopo un ampio confronto in quarta Commissione consiliare, il Consiglio ha chiesto un’integrazione per approfondire alcuni aspetti e integrare quelli mancanti per assumere decisioni di una tale rilevanza sui territori. Il secondo studio è stato concluso a luglio 2025, a fine legislatura: a breve invierò il documento alla quarta Commissione e ai gruppi consiliari che non ne fanno parte, perché obiettivi di questo tipo devono essere condivisi in un percorso di valutazione, dopodiché spetterà al Governo assumere le decisioni. Nel frattempo abbiamo proseguito il lavoro: il settore è cresciuto negli investimenti – non da ultimo la Stella del Couis, che sarà inaugurata giovedì – così come nel fatturato e negli ingressi. Abbiamo dedicato particolare attenzione anche ai piccoli comprensori, per sostenere l’economia locale e rispondere alle esigenze degli operatori. L’obiettivo del Defr e del programma di legislatura, oltre alla gestione unitaria delle società, è quello di continuare a crescere, rafforzando le politiche di gestione e di attrattività turistica per affrontare la sfida della competitività, anche grazie ai nostri comprensori di alta quota e alla possibilità di entrare, con nuovi accordi commerciali, in nuovi mercati come è avvenuto recentemente con quello americano.»
«L’Assessore ha fatto riferimenti alle scadenze che restano molto vaghe – ha replicato il capogruppo Zucchi -. Noi riteniamo che non si possa più attendere: sono stati impiegati fondi pubblici, lo studio integrativo è stato consegnato e ora bisogna procedere. Ci aspettiamo che, oltre alla convocazione della quarta Commissione, si dia finalmente seguito alle attività delineate nello studio. Di fronte a una volontà così manifesta, è indispensabile arrivare in tempi brevi alla conclusione di questo dossier, definendo un cronoprogramma certo.»
Economia circolare e gestione rifiuti
Il gruppo Autonomisti di Centro ha presentato un’interpellanza sull’economia circolare e la gestione dei rifiuti.
«La questione è di grande rilievo, sia per le imprese che per i singoli cittadini valdostani – ha sottolineato il capogruppo Marco Carrel -. Sono note le criticità legate alla discarica di Brissogne. Chiedo di sapere se vi siano dei rifiuti prodotti in Valle che vengono trasportati fuori dalla regione e con quali costi; se sia intenzione di questo Governo valutare altri sistemi di smaltimento come ad esempio un termovalorizzatore per produrre energia e ridurre i costi per l’utenza.»
«Nel rapporto annuale di Cittadinanzattiva risulta che in Valle d’Aosta, oltre Molise e Sardegna, la spesa per la gestione dei rifiuti ha registrato una riduzione, che nella nostra regione è stata dell’8,4% – ha segnalato l’assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet -. Il tempo di esaurimento della discarica è spostato al 2035 poiché stiamo diminuendo la percentuale di rifiuti conferiti. Una parte dei rifiuti prodotti in Valle è conferita fuori regione. Si tratta principalmente delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata come Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano), imballaggi in plastica e plastica dura, verde e legno, Raee, pneumatici fuori uso, materassi, farmaci, toner, vernici, altre frazioni minori e lo spazzamento stradale che, per legge devono essere inviate a Consorzi di riferimento e impianti specializzati non presenti sul nostro territorio. La concessione in essere con la società EnVal, gestrice dell’impianto, si basa su un Piano economico finanziario (Pef). In questo modello, i costi di dettaglio non vengono formalizzati in atti amministrativi annuali, ma sono oggetto di verifica in occasione delle procedure di riequilibrio o revisione del Pef. L’onere complessivo stimato sulla base dei dati gestionali comunicati dal concessionario per il 2024 relativi a trasporto e conferimento extra-regionale è pari a circa 2 milioni 265 mila euro. In una concessione basata su un Pef il margine dell’impresa non è un guadagno libero, ma è definito dal contratto. Se in un anno l’impresa dovesse risultare in utile maggiore o minore rispetto alle previsioni, questo non significa automaticamente che stia guadagnando di più o che la Regione stia perdendo qualcosa: nelle fasi di revisione o riequilibrio del Pef, gli scostamenti vengono corretti e si torna ai parametri previsti. Il gestore non è in un mercato libero e non può fare profitti variabili, ma il sistema è regolato e i conti si aggiustano in modo trasparente affinché vengano rispettati gli equilibri stabiliti dalla concessione.
Quando nel programma di Governo si parla di “valutare altri sistemi di smaltimento”, occorre partire dal quadro definito dal Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2022 che non si limita a confermare l’impiantistica esistente, ma individua altre alternative ritenute sostenibili (trattamento integrato aerobico-anaerobico della Forsu e dei fanghi; ottimizzazione dei processi di digestione per produrre biogas e ridurre i conferimenti esterni; recupero di materia tramite selezione spinta e compostaggio di qualità) – ha spiegato Sapinet -. A questo percorso si affianca il confronto avviato nell’Osservatorio regionale rifiuti, dove è già iniziata la discussione sulle possibili implementazioni e sul miglioramento dell’impianto esistente. Dall’ultima riunione emerge che l’impianto assolve alle finalità per cui è stato progettato – garantire il pretrattamento del rifiuto residuo prima dell’invio in discarica – e che esistono margini di ottimizzazione per aumentare i tassi di recupero. Sono state anche evidenziate: la necessità di valutare con attenzione i costi e i benefici di eventuali nuove linee; l’importanza di migliorare la qualità dei materiali differenziati conferiti, elemento che incide direttamente anche sulla qualità del rifiuto residuo; il ruolo decisivo della riorganizzazione dei sistemi di raccolta differenziata e delle politiche di riduzione dei rifiuti a monte. Questi sono gli “altri sistemi” che la Regione ha già scelto di approfondire. È legittimo interrogarsi anche su ulteriori ipotesi, come la valorizzazione termica dei rifiuti. Questa tecnologia, pur essendo efficace per grandi bacini di rifiuti, presenta per la Valle limiti strutturali: richiede investimenti molto elevati, un funzionamento continuo a pieno regime e quantità di rifiuti che noi non produciamo. Impianti di termovalorizzazione troppo piccoli rischiano di non essere sostenibili. Ad esempio sotto le 20mila tonnellate/anno (in Valle la parte di indifferenziata è di 18/20 mila t/a in diminuzione) non garantiscono continuità operativa né equilibrio economico. Più raccolta differenziata, riciclo, selezione e compostaggio diventano efficienti, meno rifiuto residuo rimane da avviare a valorizzazione termica rendendo difficile mantenere a pieno regime un inceneritore dimensionato per quantità maggiori, con conseguente aumento dei costi e peggior rapporto costi/benefici. Gli impianti di taglia intermedia (50/100mila t/a) hanno minori economie perché i costi per tonnellata sono più alti, il recupero energetico più modesto e di conseguenza l’impatto potenziale sulle tariffe è più significativo rispetto agli impianti grandi. È doveroso proseguire l’importante attività, portata avanti con gli enti locali, che vede una costante diminuzione della percentuale di componente indifferenziata e, parallelamente, continuare a monitorare i progressi tecnologici relativi ai sistemi di raccolta, valorizzazione e riciclo delle varie tipologie di rifiuto differenziato in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica.»
«Questa legislatura scade nel 2030 e, anche se il 2035 sembra lontano, è compito di questo Consiglio scegliere la strategia di gestione dei rifiuti più opportuna – ha sottolineato il capogruppo Carrel -. Bisogna decidere in fretta per arrivare pronti alla scadenza. La prevenzione sicuramente aiuta a ridurre il numero dei rifiuti ma non basta perché sotto una certa soglia di produzione rifiuti è impossibile scendere. Dobbiamo avere un quadro chiaro delle possibili soluzioni e dei relativi costi senza perdere tempo ed evitando di continuare ad ammucchiare rifiuti riempiendo la Valle di discariche.»
Discarica di Pompiod
La discarica di Pompiod è stata al centro di un’interpellanza illustratadal gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA.
«Il provvedimento dirigenziale di giugno 2025 stabilisce la non assoggettabilità a procedura di Via (Valutazione impatto ambientale) del progetto di rinnovo dell’autorizzazione alla discarica – ha detto il consigliere Fulvio Centoz -. Il documento è stato impugnato dal Comune di Jovençan e dal Comitato “Discarica sicura Pompiod”, i quali evidenziano che, nei codici Eer (Elenco europeo dei rifiuti) per cui è stata richiesta l’autorizzazione, figurano anche rifiuti pericolosi, come fanghi rossi e mercurio, incompatibili con una discarica per inerti. Questo è un tema che non è più solo amministrativo, è politico e riguarda la fiducia dei cittadini: la vicenda di Pompiod mette in luce il fatto che la Regione non ha una visione sui temi più complessi e più importanti. Interpelliamo quindi il Governo per sapere se conferma questa circostanza e se sia stata valutata sotto il profilo della coerenza con l’autorizzazione per la discarica di Pompiod; se la Giunta intenda intervenire in autotutela nel caso in cui ritenga che la presenza dei codici di rifiuti pericolosi sia contraria al quadro autorizzatorio; quali siano gli intendimenti sul futuro del sito di Pompiod, anche alla luce degli indirizzi per la riorganizzazione del sistema delle cave e delle discariche per inerti, delle esigenze espresse dai Comuni e dal territorio e del contenzioso amministrativo in corso.»
L’assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha spiegato che «l’atto richiamato non è un’autorizzazione, ma una valutazione ambientale, utile esclusivamente a verificare la presenza di potenziali impatti negativi derivanti dal rinnovo dell’autorizzazione della discarica. L’autorizzazione vera e propria sarà rilasciata solo con un successivo provvedimento, nel quale verranno definiti i codici Eer dei rifiuti ammessi. La verifica di assoggettabilità a Via riguarda esclusivamente gli impatti ambientali di una discarica per rifiuti inerti ed è quindi indipendente dai codici richiesti, purché compatibili con tale tipologia. Il proponente ha già ridotto i codici Eer richiesti da 129 a 68. Il provvedimento dirigenziale del 10 giugno 2025 prescrive inoltre un maggiore raccordo tra la vocazione del sito e i fabbisogni territoriali, anche per accogliere le richieste dei Comuni interessati, oltre alla possibilità di ridurre ulteriormente i codici in fase autorizzativa. Nella documentazione erano stati inseriti anche due codici Eer errati, successivamente rimossi con un provvedimento dirigenziale dell’ottobre 2025. La procedura Via ha valutato gli impatti del rinnovo dell’autorizzazione in essere per la gestione di una discarica di rifiuti inerti, senza possibilità di modificarne la classificazione, come previsto dalla legge.»
L’assessore ha quindi specificato che «cave e discariche sono attività distinte, regolate da strumenti di programmazione diversi: le cave dal Prae e le discariche dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr). Il Prgr 2022-2026 prevede una riorganizzazione delle discariche di inerti, effettuata di concerto tra Amministrazione regionale ed enti locali. A supporto è stato elaborato uno studio da Arpa, che ha raccolto le osservazioni dei Comuni. Gli enti locali hanno condiviso l’ipotesi di includere anche i siti di proprietà privata nella riorganizzazione, sottolineando la necessità di soluzioni specifiche per alcuni territori. In particolare, i Sindaci dell’Unité Grand-Paradis hanno chiesto che la discarica di Pompiod diventi il sito di riferimento in attesa dell’attivazione di quella di Arvier. Nel processo di revisione organizzativa degli impianti di smaltimento degli inerti, lo studio Arpa evidenzia l’importanza di tenere in considerazione anche i siti privati come Pompiod. In questa revisione, l’Amministrazione regionale svolge un ruolo di supporto alle decisioni del Celva. Nella programmazione strategica regionale – come indicato nel Defr 2026 e nel programma di legislatura 2025-2030 – rientra anche la possibilità di acquisire discariche private, all’interno di una pianificazione complessiva condivisa con gli enti locali. Questo è un primo passo che potrà garantire una risposta alle comunità, perché una proprietà pubblica potrà generare la tranquillità che i cittadini di Aymavilles et Jovençan meritano. C’è quindi una grande attenzione su questo dossier, frutto di una visione complessiva sulla tematica, rafforzata dagli studi di Arpa.»
«Prendo atto che sono stati corretti i refusi – ha replicato il consigliere Centoz –, ma soprattutto a noi interessava la risposta politica, perché è importante dare rassicurazioni e certezze alle comunità locali.»
Legge per il terzo settore
A che punto è la redazione della legge regionale sul Terzo Settore? È quanto ha chiesto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra con un’interpellanza.
Il vicecapogruppo Eugenio Torrione, nel ricordare che «il disegno di legge per il sostegno del Terzo Settore – depositato in Consiglio a giugno 2025 – non è stato approvato entro la fine della legislatura», ha richiamato l’attenzione sull’urgenza che «la legge regionale sia portata in V Commissione e celermente condotta alla sua approvazione, come peraltro molte Regioni hanno già fatto. Leggi che possono diventare un riferimento importante per la loro stratificazione successiva. L’importanza di tale legge per gli enti del Terzo Settore è ben chiarita dall’art. 55 del Codice del Terzo Settore che esplicita in modo chiaro che le Pa e gli Ets non sono antagonisti, concorrenti, ma alleati naturali uniti dall’intento comune di realizzare attività di interesse generale della comunità in una logica di sussidiarietà. Si precisa inoltre che l’urgenza di approvazione di tale legge risiede anche nella congiuntura in cui versa il Centro servizi volontariato che con la riforma del Ts ha dovuto ampliare significativamente le proprie attività di supporto agli associati. Il suo finanziamento dipende quasi interamente dal Fondo unico nazionale, che negli ultimi anni si è drasticamente ridotto, limitando le risorse disponibili. In Valle d’Aosta il volontariato è molto diffuso, con 240 associazioni per lo più medio-piccole, spesso prive delle strutture e del personale necessari per adempiere agli obblighi del Runts e dunque fortemente dipendenti dal supporto del Csv. Ci chiediamo quindi quando si arriverà al disegno di legge e se vi sia l’intenzione di prevedere adeguati finanziamenti strutturali, alla luce dell’importante – e crescente – richiesta di supporto da parte delle associazioni di volontariato.»
«Si prevede di concludere l’iter di questo disegno di legge entro il primo semestre dell’anno prossimo – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi -. Appena insediati abbiamo immediatamente riavviato l’iter del disegno di legge: il documento è stato inviato agli uffici regionali per la valutazione degli aspetti finanziari e legislativi, a seguito dei quali sarà riapprovato in Giunta e re-inoltrato al Consiglio regionale. Il testo del disegno di legge è frutto della concertazione svolta nella precedente legislatura – oltre che con le varie strutture regionali competenti sul tema – nei vari tavoli di lavoro nell’ambito del Piano di zona, che hanno coinvolto gli enti del Terzo Settore e gli enti locali in un continuo confronto con cooperative sociali, fondazioni, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato, tra cui il Coordinamento Solidarietà della Valle d’Aosta, l’ente attualmente accreditato per la gestione del Centro servizi di volontariato. Nella redazione del testo, l’Amministrazione è stata supportata dalle competenze di un giurista della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa. Il testo è stato costruito sulla base dei fabbisogni espressi dai vari enti, per renderlo il più possibile rispondente ai bisogni territoriali e recepisce le osservazioni e i fabbisogni presentati dagli interessati. In coerenza con gli indirizzi e i principi del decreto legislativo del Codice del Terzo Settore si potenzia e si rende strutturale il sostegno dato dalla Regione agli enti del Terzo Settore, con particolare attenzione alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale e al Centro servizi di volontariato. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, infatti, svolgono indispensabili funzioni solidaristiche che, come Amministrazione regionale, intendiamo promuovere per sostenere e diffondere la cultura e le attività del volontariato. Il testo contempla spazi strutturati di confronto tra l’Amministrazione regionale e il Terzo Settore e l’istituzione di specifici organi, quali: la Consulta regionale del Terzo Settore e l’Osservatorio regionale sul Terzo Settore, sull’economia sociale e sull’amministrazione condivisa. Sono anche previsti sostegni economici strutturali in favore degli enti del Terzo Settore, quali: contributi per le iniziative finalizzate all’innovazione sociale e di particolare interesse regionale; finanziamenti per la promozione della cultura e delle attività di volontariato; finanziamenti al Centro servizi per il volontariato al fine di sostenere le funzioni di promozione del volontariato e di supporto che il Centro assicura alle associazioni sul territorio regionale. Sul bilancio finanziario della Regione, per il triennio 2026-2028, si prevede uno specifico stanziamento complessivo di 750 mila euro.»
«Se la legge è già praticamente pronta ed è il frutto di ampia concertazione, sei mesi per la conclusione dell’iter mi sembrano davvero tanti – ha considerato il vicecapogruppo Torrione -. Non ho avuto inoltre chiarimenti se sia intenzione della Regione di inserire nella legge il ruolo di entrambi gli attori, ovvero cooperative sociali e volontariato e in particolare con riguardo al tema della co-programmazione e co-progettazione.»
Gestione patrimonio edilizia residenziale pubblica
La gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica è stata oggetto di un’interpellanza illustrata dal gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA.
La consigliere Clotilde Forcellati ha segnalato «diverse criticità nella gestione da parte dell’Arer, tra cui le spese poco leggibili, ma soprattutto la bollettazione congiunta tra spese condominiali e canone d’affitto che rende difficile verificare i costi e può generare morosità per le famiglie con redditi minimi, con il rischio di perdere la casa. Sono numerose anche le carenze manutentive nonostante gli obblighi previsti dalla legge regionale 3/2013, con segnalazioni continue su infissi deteriorati, infiltrazioni e dispersioni termiche negli alloggi non interessati dai lavori di efficientamento energetico attraverso il Superbonus. Chiediamo quindi di chiarire le ragioni della bollettazione congiunta e se si intenda verificare il rispetto degli obblighi informativi verso gli utenti. Vorremmo anche conoscere gli interventi di manutenzione straordinaria programmati nei fabbricati Erp non interessati dal Superbonus e capire se in un futuro disegno di legge siano previste misure di sostegno per le famiglie in difficoltà.»
L’ssessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha spiegato «che la bollettazione congiunta, utilizzata da anni nella gestione dell’edilizia residenziale pubblica, garantisce trasparenza e permette di riunire in un unico documento il canone mensile di locazione, gli acconti delle spese condominiali e altre eventuali voci (affitto box, registrazione contrattuale, manutenzioni). Dal 2018 questa modalità è stata estesa anche al patrimonio del Comune di Aosta, con vantaggi in termini di riduzione dei costi gestionali, razionalizzazione amministrativa e semplificazione per gli utenti, che ricevono un’unica comunicazione con tutte le informazioni. Le bollette riportano separatamente importi, scadenze e dettaglio delle spese. Ricordo che l’art. 44 della legge regionale 3/2013 stabilisce la decadenza per morosità dopo quattro mensilità non pagate, siano esse riferite al canone o alle spese. Arer assicura il rispetto dei principi di trasparenza e di accessibilità alla documentazione: ogni ottobre invia ai locatari il consuntivo della stagione termica precedente, mette a disposizione copie cartacee o digitali dei documenti e consente appuntamenti per visionare nel dettaglio le fatture. L’Assessorato, da parte sua, rafforzerà l’attività di verifica su puntualità e correttezza delle comunicazioni, delle bollette, dei consuntivi e sulla tracciabilità delle spese, garantendo la disponibilità dei documenti giustificativi su richiesta degli utenti.»
Riguardo agli interventi di manutenzione, Marzi ha riferito quanto comunicato dall’Assessorato delle opere pubbliche, che ha la competenza sulla programmazione: «È in corso un appalto per la completa sostituzione di serramenti e oscuranti in sette fabbricati, per un totale di 76 alloggi non ancora interessati da interventi di efficientamento energetico. Per gli altri immobili, Arer ha indicato che: i serramenti obsoleti saranno inseriti nella programmazione futura compatibilmente con le risorse; le infiltrazioni vengono gestite con urgenza per evitare danni strutturali agli edifici; nei condomini misti (Erp e proprietà privata) le decisioni sugli interventi straordinari dipendono dalle assemblee condominiali, limitando l’autonomia di Arer; la dispersione termica è spesso dovuta a serramenti non performanti, che richiedono interventi graduali. La maggior parte delle spese condominiali è imputabile ai consumi energetici, dipendenti dall’uso dei sistemi di regolazione del riscaldamento entro i limiti delle disposizioni comunali.
L’Assessorato sta inoltre valutando nuove misure di sostegno, tra cui contributi mirati alle famiglie in maggiore difficoltà per le spese condominiali, incentivi all’efficientamento energetico, strumenti informativi per ridurre i consumi e regole più chiare nei rapporti tra gestore e assegnatari, con particolare attenzione alla trasparenza documentale e alle tutele per i soggetti fragili. Questi temi confluiranno nella nuova normativa organica sulle politiche abitative, evoluzione dell’attuale legge regionale 3/2013.»
«Apprezzo che siano previsti interventi di manutenzione e di ammodernamento negli alloggi Erp, con la posa di valvole termostatiche che permettono il controllo della temperatura – ha replicato la consigliere Forcellati –. Ma per quanto riguarda la bollettazione, benché chiara, gli assegnatari non possono distinguere tra il pagamento delle spese di condominio e quello delle spese di affitto e quindi si trovano in difficoltà: su questo noi continueremo ad attivarci. Perché le bollette congiunte sono una modalità per affamare la gente e, in particolare, le persone più fragili. A noi poco interessa che ci sia una bollettazione congiunta perché ci sono dei risparmi gestionali. A noi interessa che i cittadini non entrino nel tunnel maledetto della morosità che porta a più ansia, difficoltà e molto spesso a perdere l’alloggio che era stato assegnato.»
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra aveva depositato alter iniziative: rapporto Fitch e peggioramento affidabilità Cva; organizzazione del servizio di navetta straordinario per il Beauregard; rischio idrogeologico da fusione del ghiaccio del Permafrost; riapertura della sala dialisi di Donnas; coinvolgimento di enti locali, operatori e popolazione nella scelta fra le due opzioni di chiusura del tunnel del Monte Bianco; abbonamenti alla Saison Culturelle; tratto ciclabile fra la Torre Piezometrica e la Dora Baltea dalla strada Pont-Suaz in direzione quartiere Dora; criticità nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica al quartiere Cogne di Aosta.
Prevenzione dei suicidi
Con un’interpellanza, il gruppo Fratelli d’Italia ha affrontato il tema della prevenzione del suicidio.
«Il fenomeno presenta numeri drammaticamente elevati – ha evidenziato il consigliere Aldo Domanico -. La Regione ha annunciato o avviato iniziative di prevenzione, anche attraverso la creazione di tavoli di lavoro che, però, ad oggi non hanno prodotto i risultati sperati. Chiediamo quindi quante volte si sia riunito nel 2025 il Tavolo interistituzionale per la prevenzione del suicidio e quali effetti abbia generato, quali ulteriori misure si intendano mettere in campo e quali siano le intenzioni rispetto al potenziamento del personale psichiatrico, soprattutto in relazione al percorso di dimissione dei pazienti dalle strutture sanitarie.»
L’assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi, ha evidenziato che «il fenomeno dei suicidi è stato preso in carico da vari anni ed è stato affrontato attraverso un percorso strutturato. Una prevenzione efficace non è solo sanitaria ma passa attraverso la capacità di tutta la comunità nel saper intercettare precocemente il disagio e sostenere le persone nelle diverse fasi della vita. In questa prospettiva multidimensionale, nel 2022 è stato avviato il Progetto regionale per la prevenzione del suicidio con la costituzione del Tavolo interistituzionale che favorisce un coordinamento stabile tra ambiti sanitari, sociali, educativi e territoriali, di presidio e sicurezza in un’azione continua, coordinata e strutturata. Il grande lavoro messo in piedi ha come primo obiettivo di combattere lo stigma, parlare di un tema spesso considerato un tabù. Le iniziative di sensibilizzazione su questo aspetto sono risultate efficaci e oggi si comincia apertamente a parlare di suicidio facendo crescere la coscienza collettiva e la volontà di contrastare insieme questo fenomeno. Alla data dello scorso 24 novembre, il numero dei suicidi registrati in Valle d’Aosta nel 2025 era pari a 13 in sensibile riduzione rispetto a quello dell’anno precedente (21). Ma non sono i numeri, né le loro oscillazioni che sintetizzano l’attenzione che stiamo rivolgendo a questo tema, in quanto anche dietro un solo unico caso si cela una tragedia familiare. Il Tavolo interistituzionale si è riunito il 6 maggio scorso e il metodo di lavoro deciso al suo interno consiste nell’incontrarsi al massimo una o due volte all’anno per dare indirizzi e tirare le fila sul lavoro che, nel contempo, si svolge in continuità. Il Tavolo è composto trasversalmente da: Assessorati regionali, Ausl, Organizzazione dei volontari del soccorso Grand-Paradis, attraverso la sezione il Mandorlo fiorito dei familiari superstiti, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, Corpo forestale, Diocesi di Aosta, Università della Valle d’Aosta, Celva, Chambre Valdôtaine e organi di informazione. Il Tavolo ha portato avanti numerose attività sulla prevenzione e benessere psicologico di adolescenti e adulti, oltre a programmi di formazione dedicati a operatori sanitari, sopravvissuti, sentinelle sul territorio, forze dell’ordine. Già nel 2021 abbiamo avviato anche la messa in sicurezza dei luoghi a rischio (ponti ritenuti più sensibili), a cura della competente struttura regionale che all’epoca era sotto la mia guida. Abbiamo anche implementato la rete nazionale con collaborazioni in corso con le altre Regioni e Province autonome (in particolare Trento). La Valle è stata la prima in Italia ad aver avviato una politica specifica e programmata su questo tema e stiamo diventando, di fatto, la Regione di riferimento in una rete sempre più ampia di Regioni interessate a sviluppare, come stiamo facendo noi, un programma condiviso.»
Marzi ha proseguito segnalando che «il potenziamento dell’offerta assistenziale del Dipartimento strutturale di salute mentale dell’Ausl ha consentito la realizzazione di azioni di grande rilievo, tra cui: l’apertura di un ambulatorio dedicato; l’attivazione di un ambulatorio rivolto ai familiari dei soggetti a rischio; l’adozione di una procedura di dimissione protetta tra Psichiatria e Centro di salute mentale, per assicurare continuità assistenziale e presa in carico tempestiva sul territorio; il monitoraggio telefonico quotidiano; la costituzione di un’équipe dipartimentale dedicata. Inoltre, il nuovo Atto aziendale ha riorganizzato e potenziato i servizi della salute mentale, qualificando la Struttura semplice del Serd come Struttura complessa e potenziando la Psichiatria con la creazione di una nuova Struttura semplice, dedicata al Centro di salute mentale. Queste azioni testimoniano l’impegno costante dell’Azienda Usl che proseguirà la sua azione di prevenzione, accoglienza e riabilitazione che anche nel tema che stiamo trattando riveste fondamentale importanza».
«L’approccio multifattoriale – famiglia, scuola, sport, rete sociale – è fondamentale per prevenire e affrontare questo tema, prendendo in carico anche i familiari delle persone coinvolte – ha osservato il consigliere Domanico -. Il suicidio è un evento sentinella che segnala, non solo un forte disagio sociale, ma anche il malfunzionamento di più livelli istituzionali: molte persone restano sole e questo è il vero fallimento. Rivolgo un appello ai nuovi Assessori Lotto e Lavevaz per la realizzazione di tavoli congiunti per trovare finalmente una strategia efficace. Non possiamo più accontentarci di progetti sperimentali e di interventi emergenziali, serve una svolta politica non cosmetica.»
Il gruppo Autonomisti di Centro ha anche chiesto informazioni sul futuro degli impianti a fune e sugli investimenti necessari per permettere i grandi collegamenti.
Le altre interpellanze del gruppo Fratelli d’Italia erano su: potenziamento delle reti di telefonia mobile sulle strade regionali; annullamento delle circolari regionali sulle indicazioni operative del “decreto Lorenzin” in materia di obblighi vaccinali per i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia.
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato un’interrogazione sul rinnovo del Consigliere di parità evitando le strumentalizzazioni politiche di chi ricopre l’incarico.
I gruppi Lega VdA e La Renaissance Valdôtaine avevano proposto altre iniziative congiunte: degrado dell’area verde attrezzata di Tzamberlet ad Aosta; ripristino del corretto uso degli stalli riservati alle persone con disabilità; revoca dell’alloggio popolare in caso di violenze o uso irregolare; futuro del canile-gattile regionale.
Le altre iniziative del gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA erano su: Commissione di monitoraggio dei rapporti con il Governo;situazione della rete sentieristica valdostana a seguito dell’evento meteorologico del 14 e 15 aprile 2025; liste d’attesa nel sistema sanitario regionale.
Mozioni
Sostegno ai padri separati
Il Consiglio Valle ha approvato, con 28 voti a favore (Lega VdA, La Renaissance, AC, UV, FI, FdI, AdC) e 5 astensioni (PD-FP, AVS), una mozione riguardante il sostegno ai padri separati nelle difficoltà abitative.
Il testo, presentato dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine ed emendato su proposta dell’assessore alle politiche sociali, impegna la quinta Commissione consiliare ad avviare, con il supporto delle strutture regionali competenti, un percorso di analisi volto a valutare l’applicabilità e la sostenibilità sul territorio regionale del progetto “La Casa dei Papà” o di altre iniziative dirette a sostenere i padri separati nelle difficoltà abitative.
«L’aumento esponenziale dei divorzi ha dato voce a una nuova richiesta di assistenza da parte dei padri separati, spesso parte soccombente nelle cause di separazione – ha affermato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Varie amministrazioni in tutto il territorio nazionale hanno dato vita al progetto “La Casa dei Papà” che prevede l’offerta di alloggi in locazione temporanea gratuita a favore dei papà separati legalmente, con difficoltà abitative ed economiche, destinando loro interventi specifici di accompagnamento verso una nuova autonomia. La Valle d’Aosta non può rimanere indietro: non si tratta di un privilegio, ma di colmare una lacuna per dare un segnale concreto ad una fascia di popolazione che spesso rimane invisibile.»
L’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, nell’accogliere l’iniziativa, ha proposto di «integrare il testo al fine di cogliere tutte le possibilità, considerata la rilevanza che il Consiglio regionale riconosce al tema, anche rispetto al percorso avviato nell’ambito del tavolo delle politiche familiari e per ribadire l’importanza affinché la regia nella gestione di questi servizi sia e rimanga pubblica. Siamo tutti consapevoli della delicatezza della situazione.»
Autisti-soccorritori
È stata, invece, respinta, con 21 voti di astensione (UV, AC, FI) e 11 a favore (Lega VdA, La Renaissance, FdI, PD-FP, AVS), una risoluzione depositata in Aula dai gruppi Lega VdA e La Renaissance che chiedeva di modificare le disposizioni che prevedono il volontariato obbligatorio quale requisito per il mantenimento dell’abilitazione di autista-soccorritore a seguito della formazione e a prevedere ogni atto utile per reintagrare gli operatori a cui è stato interrotto il contratto, anche utilizzando le deroghe previste dalla delibera n. 404 del 2024.
«Pur comprendendo le motivazioni addotte per l’interruzione dei contratti, legate al mancato completamento delle 100 ore annue di servizio di volontariato previste dalle Dgr 404/2024 e 517/2023 – ha evidenziato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin –, pare fosse possibile derogare a questo requisito, ma tale possibilità non è stata applicata. In risposta al nostro question time l’Assessore ha annunciato la possibilità di reintegro dei lavoratori, subordinato al completamento di un corso che, però, non si svolgerà a breve. Stiamo entrando nella stagione invernale, davvero possiamo privarci di queste figure professionali? Davvero questi operatori hanno necessità di queste ore per dare il servizio? Vari lavoratori hanno fornito i giustificativi che segnalavano la presenza di gravi motivi familiari e personali e sono ancora a casa ad aspettare che voi decidiate. State giocando con la vita di tutte le persone: quelle che chiedono soccorso e quelle che i soccorsi potrebbero darli ma sono state fermate per la vostra mancanza di volontà.»
L’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha ribadito che «non abbiamo detto che gli operatori potranno essere reintegrati dopo l’effettuazione del corso, ma abbiamo affermato che, verificando le disposizioni regionali in materia, riteniamo, come tra l’altro sostenuto anche dall’Azienda Usl, che gli stessi potranno sostenere direttamente l’esame finale del corso che si terrà a breve termine. Rimane fermo il principio, come espressamente previsto dalle disposizioni regionali, che per maturare il requisito necessario alla stipula di un contratto di somministrazione è necessario aver svolto almeno 12 mesi di attività di volontariato del soccorso. Il 1° novembre scorso non è stato rinnovato il contratto a 9 lavoratori somministrati. È la perdita della tessera regionale di volontario del soccorso, dovuta al mancato svolgimento del monte ore minimo previsto, che ha comportato il venir meno del requisito necessario per poter operare tramite il reclutamento da parte dell’agenzia di somministrazione. Quindi, quando la tessera non è più valida, viene a mancare il requisito che dà titolo a svolgere questa attività e non è più possibile operare in somministrazione per l’azienda Usl. Questa è una situazione ormai pregressa non sanabile e chiunque continui a dare informazioni diverse non fa il bene di questi operatori che si trovano in difficoltà. Noi non possiamo non dire le cose come stanno anche per rispetto di un ambito così importante per l’Emergenza-urgenza della sanità valdostana. Per dare una dimensione al tema che stiamo trattando riportiamo i dati degli operatori che alla data odierna prestano servizio presso l’Azienda Usl: sono assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato 44 autisti di ambulanza. risultano in servizio, con contratto di somministrazione, 38 operatori tecnici specializzati autisti di ambulanza. Complessivamente, sono 529 i volontari che operano in ambulanza sul territorio regionale.»
Il Consiglio si riunirà nuovamente da lunedì 15 a giovedì 18 dicembre per l’adunanza dedicata principalmente all’esame del Documento di economia e finanza regionale e delle leggi di bilancio della Regione 2026-2028.
Pubblicato / aggiornato
il 03/12/2025 alle 09:10
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Categoria:
Politica e Amministrazione