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Consiglio Valle il 25 e 26 novembre 2025

Consiglio Valle il 25 e 26 novembre 2025 (©consiglio.vda.it) - Il Consiglio Valle riunito il 25 novembre 2025

Il Consiglio Valle è riunito martedì 25 e mercoledì 26 novembre 2025, per discutere un ordine del giorno composto da 43 punti.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

Il Consiglio Valle si è aperto con un minuto di silenzio in memoria dell’Ami de la Vallée d’Aoste Maurizio Sella, scomparso il 22 novembre.
«Ho avuto modo di conoscerlo personalmente alcuni anni fa – ha detto il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi-: ne ricordo l’apertura al confronto e la grande disponibilità. Con lui scompare un pezzo importante della storia bancaria e finanziaria italiana: figure di questo calibro sono sempre più rare. Per il suo profondo amore per la Valle d’Aosta, nel 2011 gli era stato conferito il titolo di “Ami de la Vallée d’Aoste”, e così lo vogliamo ricordare: grande appassionato delle nostre montagne, del nostro territorio e della nostra comunità.»
L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Speranza Girod, ha parlato di «uno straordinario imprenditore lungimirante e visionario, conosciuto a livello nazionale e internazionale per gli innumerevoli ruoli di responsabilità che ha ricoperto nella sua carriera. Un uomo di grande saggezza con un forte senso di responsabilità, di integrità e di passione per il lavoro. Ci lascia un’eredità di lungimiranza imprenditoriale, di amore per la comunità, per il territorio e anche per la Valle d’Aosta.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ricordato «una persona dai principi profondi, capace di trasmettere sentimenti di genuinità, pur nella complessità di una vita vissuta in un contesto complesso e articolato come quello della finanza nazionale e internazionale. Ho apprezzato in questa figura, dal forte carisma, il sostegno alle comunità locali attraverso la presenza concreta di un gruppo bancario radicato nel nostro territorio: una realtà di grande rilevanza e attenta alle esigenze della comunità e dei suoi problemi quotidiani. Il testimone di una famiglia molto legata alla montagna valdostana che gli ha valso il riconoscimento profondamente meritato di Ami de la Vallée d’Aoste. Esprimiamo il nostro più sincero cordoglio alla famiglia.»

Centro autonomista

Il presidente Aggravi ha annunciato che i consiglieri Marco Viérin, Trione, Aggravi, Lotto e Marzi hanno costituito il gruppo Centro Autonomista – Centre Autonomiste.

Il gruppo consiliare ha preso atto delle dichiarazioni espresse in Consiglio Valle dal consigliere Carrel. 

«Da tempo si rileva – osservano i Consiglieri di Centro Autonomista – una costante alternanza, da parte del consigliere, tra riferimenti a “Pour l’Autonomie” e al progetto degli “Autonomisti di Centro”, utilizzati in modo intercambiabile a seconda delle circostanze. Questa sovrapposizione – già emersa durante la campagna elettorale e nelle trattative per la definizione della maggioranza – ha contribuito a creare ambiguità sul ruolo dei soggetti coinvolti.
È utile ribadire un punto essenziale: gli “Autonomisti di Centro” nascevano come alleanza politica tra tre componenti, Rassemblement Valdôtain, Stella Alpina e Pour l’Autonomie. Poiché questa cornice non esiste più nella sua forma originaria, continuare a richiamarla come se nulla fosse cambiato rischia di generare confusione negli elettori e di attribuire una rappresentanza non più corrispondente alla realtà.
Anche per quanto riguarda il metodo di lavoro internogli accordi prevedevano che le decisioni fossero assunte a maggioranza, un principio che RV e SA non hanno mai voluto forzare, proprio per garantire equilibrio e condivisione. Questo approccio è stato mantenuto anche nei momenti in cui le posizioni politiche divergevano, come nel confronto sulla possibile costruzione di una coalizione con l’Union Valdôtaine, forza politica con la quale, fino alle ultime elezioni, lo stesso Consigliere e “Pour l’Autonomie” hanno condiviso la responsabilità di governo della Regione.»

Per il Centro Autonomista «rimane fondamentale assicurare chiarezza, evitare equivoci e mantenere un comportamento lineare nei confronti delle istituzioni e dell’opinione pubblica. È in questa logica che si inserisce anche la decisione di adottare una denominazione alternativa per il gruppo consiliare, al fine di evitare ulteriori confusioni dopo che il Consigliere Carrel ha presentato la propria adesione al gruppo “Autonomisti di Centro” successivamente alla sua costituzione, sfruttando tra l’altro un vuoto regolamentare e dopo che le parti avevano già preso atto della separazione dei rispettivi percorsi politici.»

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il Consiglio Valle ha celebrato la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre per ricordare le vittime di ogni forma di violenza e ribadire l’impegno delle istituzioni nella tutela dei diritti, nella prevenzione e nel contrasto a questo grave fenomeno.
Il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, ha evidenziato che questa «ricorrenza richiama a una responsabilità condivisa: difendere la libertà e la dignità di ogni donna. Non una battaglia di parte, ma un dovere comune. Come istituzioni e come comunità, dobbiamo creare le condizioni affinché ciascuna donna possa vivere libera dalla paura e pienamente artefice delle proprie scelte. Rinnoviamo il nostro impegno a politiche efficaci, all’educazione al rispetto e a un clima culturale che non tolleri alcuna forma di sopraffazione. Perché una comunità davvero libera è una società in cui nessuna donna deve scegliere tra la propria sicurezza e la propria libertà.»

La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha ricordato che «il numero delle donne vittime di violenza è purtroppo drasticamente in crescita. Non solo le violenze fisiche. Dobbiamo concentrarci sulla natura sistemica di questa violenza che comprende anche l’aspetto economico, con il denaro usato come strumento di controllo, ma anche con una cultura sessista che contribuisce a creare un clima di tolleranza se non di sostegno della violenza di genere. La nostra regione ha registrato 104 accessi al pronto soccorso riconducibili a violenza di genere, in gran parte esercitata su donne, ed è importante attivare tutte le iniziative possibili per far sì che le donne possano sentirsi sicure. Le parole e l’indignazione non bastano, bisogna intervenire concretamente e con investimenti finanziari, con un cambiamento che parta dalla nostra quotidianità.»

Pour le conseiller Corrado Jordan (UV), «cette Journée est un moment de réflexion et de responsabilité collective. La violence contre les femmes n’est pas un phénomène marginal. Elle touche toutes les générations, toutes les catégories sociales, tous les territoires. Elle peut être physique, psychologique, économique, numérique. Elle s’exprime dans les foyers domestiques, sur les lieux de travail, dans la rue, mais aussi dans les discours et dans les mentalités. Chaque acte de violence est non seulement une atteinte à l’intégrité d’une femme, mais une blessure portée à notre démocratie et à nos valeurs fondamentales. Face à cela, nous devons agir avec détermination. Agir pour protéger, agir pour prévenir, agir pour accompagner.»

Il consigliere Eugenio Torrione (AVS) ha voluto sottolineare che «la violenza sulle donne, che rimane fondamentalmente un problema culturale, ha delle ricadute sull’intero contesto familiare. Per questo motivo è importante porre molta attenzione anche ai figli, condannati a crescere in un contesto di violenza. È importante, inoltre, intervenire, in maniera preventiva e successiva alle manifestazioni di violenza, sui potenziali maltrattanti in una logica non solo punitiva, ma anche riparativa. I percorsi per poter tornare a una normalità familiare sono fondamentali e non possono essere sottovalutati.»

La consigliere Luisa Trione (Centro Autonomista) ha rivolto «un pensiero alle vittime e alle famiglie delle vittime di violenza. Queste giornate servono, ma servono soprattutto i fatti: è importante che tutti noi, in quanto rappresentanti delle Istituzioni – e io cercherò di farlo all’interno della quinta Commissione consiliare -, ci assumiamo l’impegno di prevedere delle iniziative, delle norme che possano combattere questa piaga.»

La vicecapogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, ha ricordato che «la violenza di genere non è solo fisica ma anche psicologica ed economica che è spesso sottovalutata. Non siamo di fronte a un problema emergenziale ma strutturale e, come tale bisogna affrontarlo, intervenendo con l’allocazione di risorse importanti per affrontarlo in maniera sistemica. Sul nostro territorio abbiamo associazioni e operatori sociali pubblici che quotidianamente si occupano di questa problematica facendo un lavoro di grande valore. Tutto questo non basta bisogna crescere se vogliamo contenere questo problema.»

Per il capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz, «la violenza di genere non è un episodio isolato, è un processo che cresce nei segnali ignorati, nel silenzio e nella vergogna di chi non viene ascoltata. Riguarda tutti: uomini, istituzioni e comunità. Ci sono famiglie smarrite, ragazze che cercano aiuto, insegnanti che chiedono sostegno. La protezione non può dipendere da un solo settore, perché la violenza è un fenomeno culturale e sociale. Chi denuncia deve trovare una rete accogliente e solida. E accanto alla protezione serve la prevenzione: in Valle d’Aosta i servizi ci sono, ma occorre assicurare continuità e solidità negli organici. Questa giornata è un termometro e serve a interrogarci se stiamo facendo davvero abbastanza.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin,ha parlato di «una data importante: non un semplice momento celebrativo, ma un’occasione per fare il punto sulla situazione. Anche la nostra realtà, influenzata da cambiamenti epocali, è purtroppo interessata da questa tematica. La sensibilità sta crescendo anche tra i giovani: ce lo dimostrano i lavori dei ragazzi del liceo artistico, fatti appositamente per sensibilizzare sull’importanza di contrastare la violenza di genere, e le attività dell’Università della Valle d’Aosta, che ha previsto un programma di lezioni aperte a tutta la cittadinanza dedicate a questa problematica. Tutte queste iniziative rafforzano il nostro sistema sociale e l’Amministrazione regionale sta lavorando e continuerà a lavorare in questo senso.»

Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali

Il Consiglio Valle ha nominato all’unanimità il Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali, introdotto con legge regionale n. 6/2021 modificativa delle disposizioni in materia di autonomia funzionale dell’Assemblea legislativa (n. 3/2011). 

Compito del Comitato, composto da sei Consiglieri regionali in modo da garantire la presenza paritaria di maggioranza e opposizione, è quello di valutare gli effetti delle politiche allo scopo di migliorare la qualità della normazione e i processi decisionali.

Sono stati eletti in seno al Comitato i consiglieri Pierluigi Marquis, Loredana Petey e Luisa Trione per la maggioranza, e i consiglieri Corrado Bellora, Fulvio Centoz e Alberto Zucchi in rappresentanza delle opposizioni.

Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc

Il Consiglio Valle ha designato i rappresentanti della Regione in seno al Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc – Centro internazionale su diritto, società e economia. 

Sono stati eletti: Francesco Pastorino (28 voti), Lorenzo Sommo (25), René Benzo (24), Matteo Dominidiato (24), Andrea Nicola (24), Stefano Distilli (20 voti), Valentina Riente (20), Enrico Vettorato (20), Lukas Plattner (19).
Istituita con la legge regionale n. 18 del 19 aprile 1988, la Fondazione Courmayeur Mont Blanc si propone di approfondire temi di attualità legati al diritto, alla società e all’economia, adottando un approccio interdisciplinare e coinvolgendo in Valle d’Aosta i migliori esperti nei settori oggetto di analisi.

La Fondazione è nata dalla volontà congiunta della Regione autonoma Valle d’Aosta, del Comune di Courmayeur, del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale e del Censis.

Componenti di parte regionale nella Commissione paritetica 

Il Consiglio regionale ha provveduto a rinnovare i rappresentanti della Regione nella Commissione paritetica di cui all’articolo 48-bis dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta.

Sono stati confermati i componenti uscenti della Paritetica: Barbara Randazzo, professore ordinario di istituzioni di diritto pubblico all’Università di Milano (con 24 voti), Aurelio Marguerettaz, consigliere regionale (20 voti), Vincenzo Nunziata, avvocato dello Stato e già consigliere del Ministro della pubblica amministrazione (19 voti). Sono state 9 le schede bianche, 1 la nulla mentre 1 voto è andato a Bertuna.

La Commissione paritetica è organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri che elabora gli schemi dei decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione dello Statuto speciale e di armonizzazione della legislazione nazionale con l’ordinamento della Regione. È composta da sei membri, di cui tre nominati dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta e tre dal Governo italiano.

La nomina sarà ora comunicata al Ministero per gli affari regionali e le autonomie che provvederà con decreto a integrare i tre componenti di parte regionale nella Commissione paritetica. I componenti di parte statale sono Emily Rini, consigliera del Ministro degli esteri, e gli avvocati Andrea Mascetti e Paolo Fabris de Fabris.

Il dibattito in Aula

Il consigliere Marco Carrel (AdC) ha chiesto il rinvio del punto e una sospensione per una riunione dei Capigruppo, «vista la mancata condivisione dei nominativi con i gruppi di minoranza. È grave perché l’importanza della Paritetica richiede un coinvolgimento da parte di tutti.»

Al rientro in Aula, il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha dichiarato: «Abbiamo preso atto della volontà della maggioranza di non avviare una vera concertazione dei nominativi con l’opposizione. È una scelta che rivela una chiusura e che non favorisce una collaborazione capace di superare gli steccati politici. Non possiamo condividere queste modalità operative e, a nome dei gruppi Lega, La Renaissance e Fratelli d’Italia, chiedo il voto in cabina.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha proposto «la continuità dei componenti di parte regionale, al fine di assicurare il suivi dei dossier già all’attenzione della Commissione paritetica. L’avvocato Vincenzo Nunziata, nominato nel 2025 in sostituzione di Francesco Saverio Marini dopo la sua elezione a giudice della Corte Costituzionale, ha dimostrato di conoscere la nostra realtà e di avere a cuore le tematiche che la interessano; la professoressa Barbara Randazzo, già componente di parte regionale da diversi anni, è una profonda conoscitrice dello Statuto speciale e ha mostrato grande interesse nel chiudere le situazioni che interessano la Valle d’Aosta; Aurelio Marguerettaz rappresenta la componente politica ed è un raccordo importante tra la comunità, le sue esigenze e la Paritetica.»

«Questa Commissione ha una funzione di grande rilevanza perché elabora schemi di decreti legislativi di attuazione dello Statuto che, nel tempo, hanno assunto un ruolo non solo attuativo ma anche applicativo, interpretativo e persino correttivo rispetto allo Statuto stesso – ha affermato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. La capacità di usare questo strumento purtroppo si è persa nella scorsa legislatura con zero decreti approvati in cinque anni! Abbiamo assistito a una baraonda di nomine, abbiamo avuto anche la Presidenza della Paritetica, affidata al consulente giuridico della Presidente Meloni, senza ottenere nessun risultato effettivo. Una riflessione sull’operato di quella Commissione sarebbe quindi necessaria. La Paritetica non può essere vista solo come un posto di prestigio, anche ben retribuito, in cui collocare qualcuno: bisogna affrontare la questione con responsabilità verso la comunità e coinvolgere il Consiglio. E invece si continua a tenerlo ai margini, senza neppure informarlo, se non all’ultimo minuto. Un metodo scorretto che non ci consente di scegliere compiutamente figure centrali per il futuro della nostra autonomia. Il Governo ci dice che “non dà spazio a condivisioni” di altri profili, dimostrando arroganza politica su una nomina che – è bene sottolinearlo – è di esclusiva competenza del Consiglio. Cambiano le maggioranze e i Presidenti dell’Assemblea, ma non cambiano i metodi. Non voteremo i soggetti che ci sono stati proposti.»

Il consigliere Eugenio Torrione (AVS) ha sottolineato che «le norme di attuazione degli Statuti di autonomia hanno forza di legge prevalente rispetto alla norma statale. Rivestono quindi un ruolo determinante per la nostra Regione e, di conseguenza, la scelta dei componenti di parte regionale di una Commissione di tale portata non può essere fatta con le modalità proposte – o meglio imposte – oggi dal Governo. Senza alcuna concertazione e coinvolgimento della minoranza. È stata una non necessaria manifestazione muscolare di potere dei numeri. È purtroppo sempre più evidente la politicizzazione di questi incarichi a scapito dell’utilizzo di criteri di competenza tecnica, neutralità, trasparenza e collegialità di nomina.»

Il consigliere Stefano Aggravi (CA) ha sostenuto che «le modalità di elezione della Paritetica sono sempre state molto particolari ma – si sa – fa parte della democrazia trovare dei punti di incontro anche se la sintesi non può soddisfare tutti. In questo momento siamo chiamati a fare una scelta di continuità rispetto al passato. La professoressa Randazzo e il professor Nunziata sono già stati votati anche da qualche Consigliere che oggi siede tra i banchi di minoranza, così anche per il Consigliere Aurelio Marguerettaz. Noi lasciamo agli altri i giudizi di merito e ci concentriamo sul raggiungimento del risultato.»

Per il consigliere del PD-FP, Fulvio Centoz, «la Commissione paritetica ha un ruolo strategico per l’attuazione del nostro Statuto speciale e, pertanto, auspicavamo un metodo diverso. Procedere a maggioranza è per noi sbagliato e segue quanto già avvenuto all’inizio della legislatura con la nomina del Presidente della Regione e della Giunta, nonostante pareri discordanti. Un metodo che non consente un dialogo costruttivo con le minoranze: coinvolgere il Consiglio sarebbe stato un punto qualificante, ma la scelta odierna dice molto sui rapporti che si instaureranno con le opposizioni.»

«È importante procedere oggi con la nomina della Paritetica che ha un ruolo fondamentale per la difesa delle nostre prerogative regionali e per l’attuazione del nostro Statuto – ha osservato il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Già nella scorsa legislatura, pur essendo all’opposizione, abbiamo sostenuto la nomina del professor Nunziata perché questo voto deve travalicare gli antagonismi di barricata. Ci sono in ballo dossier strategici per tutta la nostra comunità che non possono essere rimandati.  Noi sosteniamo la continuità per il buon lavoro svolto e a questo riguardo sottolineo l’importante ruolo di cerniera tra Stato e Regione rivestito da Emily Rini nell’ambito della Commissione nel suo ruolo di componente di nomina statale.»

«Oggi chiediamo semplicemente che questa legislatura si distingua per onestà intellettuale istituzionale – ha evidenziato il consigliere Massimo Lattanzi (FdI) -. Non vogliamo discutere su chi abbia fatto cosa in passato, ma riteniamo che i nominativi dovessero essere comunicati con anticipo, e non mezz’ora prima della discussione. Alziamo il livello del dibattito, a partire dai comportamenti e dallo stile. È un invito che rivolgiamo a tutti affinché vi sia reale correttezza istituzionale.»

Per il consigliere Corrado Bellora (Lega VdA), «si è passati da una maggioranza autonomista-progressista a una autonomista di centrodestra, ma i metodi e le scelte di fondo restano gli stessi. E, visto che si vuole esaltare un sedicente nuovo rapporto con Roma – grazie all’apporto di Forza Italia -, mi chiedo perché, in uno degli organi più importanti per il dialogo con lo Stato, vengano riproposte esattamente le stesse persone già indicate dalla precedente maggioranza autonomista-progressista. Vorrei capire cosa sia cambiato.»

«Per noi la Paritetica non è un simbolo né un segno di appartenenza – ha detto il capogruppo PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz –: a suo tempo abbiamo votato queste persone perché ne conoscevamo competenze e solidità giuridica, non per appartenenza politica. La Commissione paritetica non è dei partiti, è della Valle d’Aosta: uno strumento fondamentale per difendere lo Statuto e costruire rapporti seri con lo Stato. La maggioranza parla molto di continuità – sul Defr, sul bilancio, sul programma di legislatura – ma se fosse reale, questo sarebbe stato il luogo naturale per dimostrarlo. Ci aspettavamo una presentazione del lavoro svolto e delle criticità ancora aperte, cosa che non è avvenuta. Non possiamo quindi votare un atto che invoca la continuità senza praticarla.»

A elezione avvenuta, il consigliere Aurelio Marguerettaz ha ringraziato il Consiglio «per aver confermato la Paritetica uscente, che purtroppo non ha visto l’approvazione dei decreti legislativi nonostante il lavoro svolto. La Commissione ha approvato diversi schemi di norme di attuazione: il primo relativo alle grandi concessioni di derivazione d’acqua, poi la revisione dell’ordinamento del Conservatoire e il trattamento pensionistico dei Vigili del fuoco e dei Forestali. Un lavoro volto a tutelare gli interessi della Regione, che auspico possa proseguire su questa linea. Ora spetta al Consiglio dei Ministri muoversi per approvare i decreti legislativi.»

Il Consiglio ha anche preso atto della Relazione annuale sulle attività condotte nel 2024 con riguardo al controllo strategico e a quello di gestione.

Interrogazioni a risposta immediata

Il futuro dell’Autonomia

I gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno illustrato un’interrogazione a risposta immediata riguardante la richiesta di maggiori spazi per l’Autonomia valdostana.

«La recente pre-intesa firmata da quattro Regioni a Statuto ordinario per il trasferimento di nuove funzioni dimostra che il percorso dell’Autonomia differenziata è ormai entrato nel vivo – ha evidenziato il consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. La legge 86/2024 ha individuato 23 materie in cui è possibile ampliare le competenze regionali e anche la Valle d’Aosta, attraverso le norme di attuazione, può rivendicare ulteriori ambiti di responsabilità. Per questo chiediamo se la Regione abbia già avviato i passi necessari per aprire un negoziato con lo Stato: è il momento di tutelare e rafforzare la nostra Autonomia ma mentre le altre Regioni a Statuto speciale hanno già avviato varie interlocuzioni con Roma, la Valle d’Aosta cosa sta facendo?»

«La cosiddetta Autonomia differenziata è prevista, per le Regioni ordinarie al terzo comma dell’art. 116 della Costituzione e per quelle Autonome dal primo comma dello stesso articolo 116 – ha ricordato il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Sono situazioni diverse con percorsi diversi, pur con dei possibili punti di convergenza e di contatto. Guardiamo con grande attenzione all’attuazione della legge n. 86/2024 consapevoli che il percorso è appena avviato e, per il momento, riguarda quattro materie: protezione civile e professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica per le quali Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte hanno sottoscritto delle pre-intese, politicamente importanti ma che non producono effetti giuridici vincolati. Ricordiamo poi a titolo d’esempio che la materia di protezione civile, in Valle è già di competenza regionale. Monitoreremo con attenzione la concretizzazione delle pre-intese per capire se e in che misura vi saranno delle opportunità di miglioramento anche per l’Ordinamento valdostano e accogliamo con grande interesse l’azione del Governo italiano verso la valorizzazione delle competenze delle Regioni e degli enti locali. La nostra priorità resta quella dell’inserimento del principio dell’intesa per l’eventuale revisione dello Statuto, unitamente alla definizione di tempistiche e modalità condivise e certe per la definizione e approvazione delle norme di attuazione che consentono già oggi, d’intesa con Roma, di implementare le nostre competenze attraverso la Commissione paritetica. Sarà pertanto nostra cura verificare con gli Assessori e con le strutture dell’Amministrazione regionale le proposte di norme di attuazione su altre materie da sottoporre alla Paritetica non appena sarà nuovamente operativa

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha definito la risposta «estremamente insoddisfacente. Le interlocuzioni con Roma non sono state avviate nonostante gli annunci del 2024. Voi continuate a monitorare la situazione mentre le altre Regioni si stanno muovendo concretamente e i tempi per i passaggi parlamentari sono agli sgoccioli. Mentre le altre Speciali chiedono più materie di competenza, qui ci si dichiara autonomisti ma non si fanno passi avanti

Interrogazioni

Avanzamento del Pnrr

L’avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato al centro di un’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia.
«Secondo Open Pnrr, la Valle d’Aosta ha presentato circa mille progetti localizzati nel territorio e finanziati con il Pnrr per un totale di 354 milioni di euro a cui si aggiungono 137 milioni di cofinanziamenti – ha affermato il consigliere Massimo Lattanzi -. I dati di cui disponiamo sono aggiornati ad agosto 2024 e vorremo quindi conoscere:  lo stato di avanzamento dei progetti e, in particolare, quelli sui settori sensibili (mobilità, sanità, infrastrutture) e il rispetto delle scadenze 2026-2030; la situazione rispetto alla carenza del personale tecnico qualificato degli enti locali e come il Nucleo Pnrr di supporto istituito dalla Regione stia operando a loro supporto; quali indicatori di performance sono stati istituiti per il monitoraggio del cronoprogramma e quali ritardi e carenze sono stati riscontrati

L’assessore al Pnrr, Leonardo Lotto, ha riferito che «i dati aggiornati al 31 agosto scorso indicano che stiamo gestendo un totale di 1.188 progetti (tra Pnrr e Pnc), per un valore complessivo di circa 582 milioni di euro. Sul totale dei progetti, il 53,7% è già concluso e il 45,7% è attualmente in corso. I pagamenti effettuati si attestano al 33,94% e le rendicontazioni all’11,57%, con un’approvazione, da parte delle Amministrazioni centrali, di solo il 3,13% rispetto ai fondi disponibili, attestando una buona capacità di spesa a livello locale, ma anche una certa difficoltà nella macchina statale dei rimborsi. Per quanto riguarda le strade e la mobilità – il capitolo più pesante, con oltre 136 milioni di euro, inclusa l’elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta (progetto rispetto in cui la Valle è soggetto destinatario e non attuatore) – i progetti conclusi sono quasi il 28%, mentre due terzi sono in pieno svolgimento (66,7%). Sulla sanità territoriale abbiamo 32 progetti per quasi 40 milioni di euro, di cui il 25% già conclusi e il 75% in corso: è il settore con le percentuali di avanzamento più alte sia nei pagamenti (55% dei fondi Pnrr) che nelle richieste di rimborso (45%). Sulla rigenerazione urbana, che comprende anche il progetto di riqualificazione del quartiere Cogne, abbiamo 7 progetti, tutti in corso. Il cluster digitale è quello più numeroso (con 608 progetti), che coinvolge quasi tutti i Comuni e che vede il 74,5% dei progetti conclusi. Anche la scuola prevede interventi molto variegati con interventi in corso per oltre il 93%.»

Ricordando che  «il 2026 sarà un anno crucialevisto che a fine agosto è fissato il termine per il completamento dei lavori e a fine dicembre è prevista la scadenza per il versamento dell’ultima tranche di finanziamenti», l’assessore Lotto ha evidenziato «gli sforzi compiuti dalla Regione per assicurare un concreto supporto ai soggetti attuatori pubblici (Regione, enti locali e Istituzioni scolastiche), sia mediante la  messa a disposizione di esperti che mediante la previsione di percorsi formativi strutturati di formazione che hanno coinvolto complessivamente circa 2.300 persone. Mi preme anche sottolineare che la Valle d’Aosta figura tra le Regioni più trasparenti nella comunicazione dei dati, essendo impegnata non solo ad alimentare il sistema nazionale di monitoraggio Regis, ma anche integrando il proprio prospetto informativo con rilevazioni dirette presso i soggetti attuatori e informazioni raccolte ad hoc.»

Nella replica, il consigliere Lattanzi ha rilevato che «grazie all’intervento del Governo Meloni sono state modificate alcune norme per consentire alle Regioni di utilizzare al meglio gli ingenti fondi messi a disposizione dal Pnrr e, già dal prossimo Bilancio, dovremo fare i conti con la mancanza di disponibilità economica messa a disposizione da questo Piano. Le scadenze sono vicine ed è quindi prioritario far convergere gli sforzi sugli enti locali in modo da assisterli al meglio nelle procedure burocratiche di rendicontazione propedeutiche al ricevimento dei finanziamenti

Telecontract center

Un question time del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e un’interrogazione del gruppo Lega Vallée d’Aoste hanno affrontato la tematica dei lavoratori dell’azienda Telecontact Center.

«L’azienda, controllata direttamente da Tim, sarà ceduta alla società di nuova costituzione Dna Srl, il cui capitale sociale parrebbe essere di 10mila euro e che ha presentato un piano industriale fumoso e poco articolato – ha dichiarato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. I lavoratori valdostani interessati da questa operazione sono ben 75, di cui 32 presso la sede di Aosta e 43 a Ivrea. Inoltre, la maggioranza sono donne in fascia di età medio alta (45-55 anni) con maggiori difficoltà di ricollocarsi sul mercato. Quali azioni ha intrapreso la Regione per tutelare questi lavoratori?»

«A marzo 2023 – ha ricordato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -, la revoca del contratto di affitto della sede di Pont-Saint-Martin aveva già disperso lavoratori in altre sedi: in quell’occasione vi erano stati dei confronti con il Governo regionale.»

L’assessore alla formazione e al lavoro, Luigi Bertschy, ha spiegato: «Abbiamo cercato di costruire una relazione sul territorio con tutti i soggetti istituzionali coinvolti per accompagnare, con una presenza attiva, le preoccupazioni dei lavoratori in questa fase delicata dell’azienda. Già nel 2022 c’era forte preoccupazione e, grazie all’impegno del Governo regionale, si era trovata una soluzione che aveva garantito la continuità occupazionale ad Aosta e Ivrea dopo la chiusura della sede di Pont-Saint-Martin. Ringrazio il Deputato Manes per aver interrogato il Governo italiano, che ha assicurato attenzione sulla cessione. Siamo in contatto con le Istituzioni: il Sindaco di Ivrea si sta facendo promotore di un tavolo di lavoro, mentre io ho parlato direttamente con l’azienda per avere chiarimenti sul futuro, per far sentire la voce della Regione e richiedere massima attenzione per i lavoratori e per i servizi che l’azienda deve garantire sul territorio valdostano a cittadini e imprese. Nelle prossime settimane incontreremo nuovamente le parti sociali e l’azienda

L’assessore ha poi fornito le informazioni ricevute da Tim: «Il contesto del settore delle telecomunicazioni è in crisi con una perdita del 35% del valore di mercato e del 30% dell’occupazione negli ultimi anni. In questo scenario nasce Dna, nuovo polo italiano innovativo dei contact center, dedicato alla Pubblica amministrazione derivante dall’unione tra Gruppo Distribuzione e Tim. Dna avrà un patrimonio di circa 12 milioni, il 70% di Gdi e il 30% di Tim, e sarà soggetto prioritario per l’affidamento delle attività svolte per conto di Tim. Conferiti anche i contratti per grandi clienti come Enel, Eni, Poste, Sky e Acea. Il progetto garantisce tutele per oltre 3.300 lavoratori, con applicazione del Contratto collettivo di lavoro Telecomunicazioni e un piano di formazione di almeno 200 ore per l’aggiornamento digitale, mentre il piano industriale prevede investimenti in tecnologia, innovazione e sviluppo delle competenze.»

L’assessore ha concluso il suo intervento esponendo le richieste formulate all’azienda: «Abbiamo chiesto garanzie per i lavoratori, la stabilità delle sedi – in particolare quella di Aosta – e un piano industriale che renda l’azienda competitiva. Se la cessione avverrà, deve garantire tutela e continuità. Faremo tutto il possibile per proteggere i lavoratori, in piena trasparenza, senza compromettere servizi essenziali per il territorio.»

«È importante che vengano mantenuti questi contatti, che devono essere diretti – ha replicato la capogruppo Minelli – ed è condivisibile che si vada in questa direzione. Sarebbe però utile anche approfondire se sia previsto un aumento di capitale sociale da parte di Tim, altrimenti un’azienda con quelle caratteristiche non può che dare da pensare ai lavoratori.»

Il capogruppo Manfrin ha parlato di «una situazione nota, che però nessuno aveva affrontato prima che il nostro gruppo depositasse questa interrogazione due settimane fa. Ringraziamo comunque l’Assessore per il lavoro di sintesi svolto e per aver preso contatti con l’azienda e con i lavoratori: è importante mantenere alta l’attenzione sul tema e avere un’interlocuzione diretta con il Governo nazionale. Noi siamo dalla parte dei lavoratori e auspichiamo che queste azioni possano portare a un esito positivo.»

Realizzazione del presidio unico ospedaliero

Con un’interrogazione, il gruppo Fratelli d’Italia ha chiesto informazioni sul completamento della progettualità del nuovo ospedale di Aosta.

Il capogruppo Alberto Zucchi, evidenziando che «ad oggi sono stati disattesi tutti i parametri contenuti nella delibera di Giunta del 2021 con la quale si prevedevano costi e tempi certi per il completamento del presidio unico ospedaliero», ha chiesto se siano stati predisposti «tutti i documenti progettuali delle cinque fasi, con particolare riferimento al Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), come previsto dal Codice degli appalti.»

«Quello che per l’immaginario collettivo dei valdostani è il nuovo ospedale Parini corrisponde al lotto 4 della fase 3 – ha risposto l’assessore alla sanità, Carlo Marzi -. Il lavoro svolto dal 2021 al 2025 ha permesso di passare dal progetto originario del 2012, fermo dal 2014, all’approvazione, nel novembre 2024, della variante della progettazione esecutiva del nuovo ospedale Parini. Per l’aggiudicazione del lotto 4 della fase 3 sono arrivate sei offerte, segno del forte interesse verso un’opera strategica per il territorio e l’intera comunità. La Commissione sta ora valutando le offerte tecniche. Questa fase comprende il nuovo ospedale per acuti (corpo K), l’Hospital Street (corpo L, futuro accesso principale) e il nuovo parcheggio a est (corpo P).
La realizzazione è stata programmata per lotti funzionali, come solitamente avviene nel caso di interventi di tale grande rilevanza e complessità: una modalità che consente di articolare le diverse fasi in maniera ordinata e progressiva, assicurando la continuità dei servizi, e di gestire con flessibilità le tempistiche esecutive. Come previsto dalle delibere di Giunta 1180 del 2021 e 707 del 2022, per le fasi 4 e 5 (Polo materno-infantile, psichiatria e riqualificazione dei rimanenti servizi esistenti), il mandato conferito alla società Siv prevede la redazione del solo progetto di fattibilità tecnico-economica. Le varianti progettuali della fase 3 e delle fasi 4 e 5 trovano copertura finanziaria nel bilancio regionale.
La società Siv sta aggiornando il progetto preliminare del 2012 e ha avviato un puntuale lavoro di approfondimento per analizzare possibili alternative di cantierizzazione ed esecuzione delle fasi 4 e 5. Questo delicato lavoro coinvolgerà progressivamente Governo e Consiglio regionale. Siv prevede di concludere l’istruttoria della progettazione preliminare delle fasi 4 e 5 entro il 2027, dopo di che saranno definiti i percorsi tecnici e procedurali successivi.»

Il capogruppo Zucchi si è detto «sbigottito dall’assenza di certezze sui tempi. Rinnoviamo la nostra preoccupazione: sostenere un progetto che dovrebbe essere considerato nella sua unicità e vedere ancora la formalizzazione dei progetti soltanto a fine 2027 ci lascia davvero perplessi. Ci auguriamo che l’Assessore porti queste evidenze in Commissione consiliare, perché su un tema di tale importanza strategica devono esserci la massima trasparenza e le massime garanzie sui tempi e sui costi. Proprio per questo abbiamo presentato anche una mozione in questo Consiglio.»

Interpellanze

Vigili del fuoco e Corpo forestale

Con un’interpellanza, il gruppo Autonomisti di Centro ha chiesto conto dei disegni di legge riguardanti il Corpo valdostano dei Vigili e del fuoco e il Corpo forestale della Valle d’Aosta approvati dalla Giunta regionale nella scorsa legislatura.

In particolare, il capogruppo Marco Carrel, ha ricordato che «i due disegni di legge erano stati presentati al Consiglio e già assegnati alle Commissioni consiliari, ma il loro iter non si era concluso entro fine legislatura. In campagna elettorale, alcune forze politiche avevano sottoscritto l’impegno proposto dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Savt e Conapo di approvare le leggi entro la fine dell’anno. Chiediamo quindi se il Governo intenda riproporre gli stessi testi già definiti nella scorsa legislatura o se vi siano modifiche e quali.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ribadito che «come da impegni espressamente assunti nel programma di legislatura, il 21 novembre scorso, la Giunta ha approvato, il disegno di legge “Disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco” e lo ha prontamente inviato al Presidente del Consiglio che, in questi giorni, sta terminando l’iter per l’assegnazione alla Commissione competente, in modo da renderlo fruibile per un’analisi approfondita in vista della presentazione e delle dovute audizioni. Il disegno di legge sul Corpo forestale regionale è al vaglio delle strutture competenti per le ultime valutazioni e, nelle prossime settimane, è prevista la presentazione per poi avviare l’iter nella Commissione consiliare

Il capogruppo Carrel ha parlato di «una risposta per niente soddisfacente. Avevo chiesto di conoscere le modifiche eventualmente apportate alla norma sui Vigili del fuoco. Si mormora che anche in maggioranza la posizione sulla questione non sia univoca e che abbia prevalso la volontà di 7 persone (contro sei) per mantenere il testo originario. L’insussistenza della sua risposta ci porterà ad affrontare con ancora maggior attenzione questa situazione e spero che l’iter delle due norme proceda di pari passo.»

Digitalizzazione e connettività

La digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione e la connettività della Valle d’Aosta sono stati oggetto di un’interpellanza illustrata dal gruppo Fratelli d’Italia.

Definendola «una delle principali sfide per la Regione», il vicecapogruppo Massimiliano Tuccari ha ricordato che «l’Ue ha individuato la digitalizzazione come priorità strategica mettendo a disposizione ingenti risorse. Altre Regioni hanno già avviato progetti strutturati di trasformazione digitale anche con l’obiettivo di sperimentare l’uso dell’intelligenza artificiale per ottimizzare i servizi pubblici. Parliamo di connessioni, ma parliamo innanzitutto di diritti, che in Valle d’Aosta non sembrano concretizzarsi per cittadini e imprese. Quali azioni concrete, collaborazioni con centri di ricerca o università e quante risorse ha destinato la Valle d’Aosta a questo tipo di progetti? Con quali tempi e modalità i valdostani potranno disporre di un servizio stabile di fibra o banda larga, attualmente non fruibile nonostante i costi sostenuti?»

«La volontà politica è quella di portare la Valle d’Aosta verso una frontiera di innovazione e tecnologia il più avanzata possibile, preparando la nostra regione ad essere nel futuro già oggi – ha dichiarato l’assessore all’Innovazione, Leonardo Lotto -. La nostra filosofia si fonda sulle tre S: semplificazione, sicurezza e servizi, partendo da una digitalizzazione sempre più profonda della Pubblica amministrazione per lavorare con maggiore efficienza. Nel mondo che verrà, l’interazione con la PA passerà sempre più attraverso strumenti come i chatbot. L’obiettivo è trasformare la Valle in un vero e proprio laboratorio alpino intelligente. Ci sarà modo di collaborare con tutti gli attori presenti sul territorio, a partire dall’UniVdA e da Inva, ma anche con il Politecnico di Torino.
Tanto è già in essere: il progetto VdA Web, per il rifacimento del sito istituzionale regionale; il progetto VdA Pay, per la gestione della riscossione tramite Pagopa per la Regione e altri enti regionali, attivo da pochi giorni; il progetto VdA doc, sull’evoluzione del sistema di gestione documentale e di conservazione digitale. Complessivamente, le risorse dedicate alla digitalizzazione sono: 12 milioni a valere sulle risorse Pnrr, 6 milioni a valere sul Piano nazionale complementare e 10 milioni a valere sul Fesr. L’intelligenza artificiale sarà sempre più al centro di diversi progetti: stiamo definendo un chatbot per il geoportale regionale, uno per il turismo e strumenti di supporto alla pianificazione territoriale basati su algoritmi di deep learning. Sono state avviate collaborazioni con Dinova del gruppo Maggioli e con il Cineca (Consorzio inter universitario italiano), per accedere a tecnologie avanzate e a modelli italiani più aderenti al nostro contesto linguistico e normativo. È partita anche la sperimentazione degli assistenti AI di Microsoft per migliorare la produttività.»

L’assessore Lotto ha poi specificato gli interventi per portare la fibra ottica nelle cosiddette “aree bianche”.«Questi sono stati affidati dal Governo italiano a Infratel spa, che in Valle d’Aosta gestisce tre piani: il Piano Banda ultra larga, per la realizzazione di collegamenti Ftth (fibra fino a casa) e Fwa (collegamento via radio); il Piano Italia 1 Giga e il Piano Italia 5G. Ad oggi 59 comuni sono già collaudati, con il 99,7% delle unità immobiliari collegabili, con il 5% di contratti attivi in Ftth. Con Italia 1 Giga, saranno collegati circa 9.000 civici in 69 comuni entro giugno 2026. Il punto di partenza è soddisfacente, ma la connessione veloce e la banda ultra larga sono una priorità assoluta se vogliamo avere una Valle d’Aosta proiettata nel futuro.»

«Il Piano va molto piano – ha replicato il vicecapogruppo Tuccari –: dobbiamo dare tempi certi ai valdostani. L’assessore ha parlato di Pubblica amministrazione, ma noi parliamo di cittadini e imprese, che oggi non riescono a connettersi perché mancano i collegamenti. La modernizzazione si misura su risultati concreti, che i cittadini possano toccare con mano.»

Prevenzione da furti e atti vandalici

NSsono state trattate congiuntamente due interpellanze, presentate rispettivamente dai gruppi Fratelli d’Italia e PD – Federalisti Progressisti VdA, sul tema della sicurezza urbana e della prevenzione dell’ondata di furti e atti vandalici sul territorio regionale.  

«Garantire la sicurezza di cittadini è uno dei ruoli fondamentali della politica perché nessuna politica di crescita delle risorse economiche, sociali e culturali può verificarsi senza garantire la sicurezza del territorio – ha osservato il consigliere Aldo Domanico (FdI) -.  Il vostro programma elettorale, a differenza del nostro, non ha speso una parola su questo tema centrale. Per questo vi chiediamo se intendete avviare un piano regionale e sovracomunale per il rafforzamento della sicurezza insieme a enti locali e forze dell’ordine; quali misure di prevenzione o contrasto siano state finanziate o promosse negli ultimi due anni e se siano previste nuove iniziative per migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini nei periodi dell’anno in cui i reati risultano più frequenti.»

«La sicurezza rappresenta un valore civile e sociale che influisce sulla qualità della vita – ha aggiunto il consigliere Fulvio Centoz -. Negli ultimi mesi si è registrato un preoccupante aumento di furti nelle abitazioni, furti di autovetture e atti vandalici. Oltre alla recente convocazione del Cosp serve un approccio ampio e strutturale e chiediamo al Governo quali azioni intenda mettere in atto per contrastare questi fenomeni e come intenda coinvolgere i Comuni e le associazioni in azioni di educazione civica e cura degli spazi pubblici

«Si tratta di fenomeni di forte impatto sociale il cui contrasto esula dalla competenza specifica e diretta di questo Consiglio che comunque lo ha sempre valutato nella sua complessità e con attenzione – ha affermato il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Le forze dell’ordine, che sono competenti in ambito di sicurezza pubblica e prevenzione, hanno sempre garantito massima competenza e disponibilità agli enti locali attraverso un confronto costante e la Regione, per quanto di sua competenza, è sempre a disposizione dei Comuni per definire politiche ed interventi specifici. A questo proposito il Governo regionale ha deciso di farsi promotore presso le Amministrazioni comunali più coinvolte di un tavolo di confronto e approfondimento puntuale insieme alle forze dell’ordine per condividere le azioni che sono già state attivate e per valutare quelle che, invece, si potrebbero realizzare, nella consapevolezza di tutte le iniziative già presenti sul territorio e per informare le comunità locali sul lavoro svolto dalle forze dell’ordine già da tempo. La sicurezza del territorio potrà anche essere oggetto di valutazione nelle prossime settimane con il Comitato esecutivo del Cpel. Ricordo anche che, sul tema di legalità ed educazione civica, gli enti locali partecipano al Tavolo tecnico permanente legalità e inter-generazionalità e al Piano corresponsabilità educativa e legalità che da anni svolge attività divulgativa-informativa e predispone attività specifiche sulla legalità. Fin dal 2018, la Presidenza della Regione ha assistito gli enti locali nella partecipazione alle procedure per il finanziamento statale di sistemi di videosorveglianza di cui si sono avvalsi i Comuni di Ayas, Charvensod, Saint-Vincent, Verrès (2019), Pollein (2020) e recentemente anche l’Unité des Communes Grand Combin e i Comuni di Verrayes e Saint-Denis. Hanno partecipato alle procedure anche altri enti locali, che non si sono però collocati in graduatoria perché i loro indici di delittuosità – fortunatamente – sono nettamente inferiori alla media. La Regione è comunque sempre a disposizione degli enti locali per esaminare le situazioni presentate anche in questo particolare ambito e la tematica sarà sicuramente oggetto di ulteriori valutazioni nelle prossime settimane

«Ringraziamo le forze dell’ordine per il loro operato – ha replicato il consigliere Domanico -, ma resta da capire cosa sta facendo concretamente la politica. La costituzione di tavoli tematici non è sufficiente soprattutto alla luce del ripetersi annuale di questi eventi. I Comuni usufruiscono di fondi statali ma potrebbero anche accedere a quelli regionali: servono meno tavoli e più risposte

Il consigliere Centoz ha rilevato che «il problema non è solo di ordine pubblico ed è compito delle amministrazioni locali e soprattutto della Regione costruire una rete virtuosa per contrastare il fenomeno. Ci sono situazioni che stanno creando allarme e non devono essere sottovalutate

Educazione sessuale nelle scuole

Si è parlato di educazione affettiva e sessuale nelle scuole con un’interpellanza presentata dal gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA. 

Il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha ricordato che «il Ddl Valditara, nella sua formulazione attuale, vieta le attività relative alla sfera sessuale nella scuola dell’infanzia e primaria. Durante l’esame alla Camera era stato persino presentato un emendamento – poi ritirato dalla Deputata Latini (Lega) – che avrebbe esteso il divieto anche alla scuola secondaria di primo grado, un segnale evidente della direzione politica che si sta tentando di imprimere. In Valle d’Aosta, da anni sono attivi percorsi strutturati e professionali dedicati al rispetto reciproco, alla consapevolezza emotiva e corporea, alla prevenzione dei comportamenti violenti e alla promozione di relazioni sane: percorsi fondati su basi scientifiche e condotti da figure qualificate, non da associazioni improvvisate e nemmeno da operatori mossi da intenti ideologici. Chiedo alla Giunta se intenda effettuare una ricognizione aggiornata delle attività svolte nelle scuole di ogni ordine e grado e quali valutazioni siano state fatte rispetto alle possibili ricadute del disegno di legge nazionale sull’organizzazione dei percorsi educativi, sul coinvolgimento delle famiglie e sull’utilizzo di esperti esterni, e se si prevedono misure di accompagnamento per garantire continuità e qualità ai progetti in essere. E qual è l’orientamento politico degli Assessorati competenti rispetto al dibattito nazionale, con la disponibilità a riferire in Commissione sugli indirizzi che si intendono assumere?»

«Attendiamo le disposizioni attuative per capire meglio le indicazioni ministeriali da seguire, in particolare nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione – ha premesso l’assessore all’istruzione, Erik Lavevaz -. Per ora, le scuole continuano a operare seguendo quanto riportato nelle Indicazioni nazionali che prevedono la “centralità della persona”: i docenti realizzano i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. Il tema dell’educazione sessuale è presente all’interno delle materie scientifiche e vi sono specifici riferimenti sia nelle attuali Indicazioni nazionali sia in quelle nuove in vigore dal prossimo anno scolastico. Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, si parla di “saper riconoscere le principali differenze sessuali e di sviluppo”, di “acquisire le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità”. Alle medie, in biologia si trattano anche l’anatomia e la fisiologia dell’uomo, lo sviluppo puberale. Gli interventi di promozione e di educazione alla salute con gli adolescenti rientrano, da diversi anni, nelle competenze dell’Ausl Vda e si è cercato progressivamente di arricchire i progetti, offrendo agli adolescenti un’esperienza di partecipazione attiva e condivisa. I principali attori sociali (ragazzi, scuole e famiglie) devono quindi essere coinvolti come soggetti protagonisti nelle diverse fasi progettuali. La sessualità in adolescenza è al centro dell’interesse sanitario per almeno tre tipi di rischi: contrarre malattie, contrarre gravidanze indesiderate e/o precoci, essere coinvolti in rapporti sessuali troppo precocemente. La motivazione del progetto consiste quindi nel continuare a offrire alle scuole medie corsi sulla sessualità adolescenziale, così come avviene da più di dieci anni, con buon consenso di gran parte delle Istituzioni scolastiche della Valle; proseguire con un’offerta (sul tema della sessualità) coerente con quella della scuola superiore, da parte del Consultorio adolescenti; utilizzare le risorse ostetriche (come avvenuto nei primi 6 – 7 anni di attivazione dei corsi), in modo da poter affrontare tematiche tecniche e informative sulla sessualità.
L’emendamento proposto prevede il consenso informato scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni, nelle scuole medie e superiori per attività relative all’ampliamento dell’offerta formativa su temi nell’ambito della sessualità, sensibilizzando le famiglie sull’importanza dell’educazione all’affettività e alla sessualità e rafforzando l’alleanza scuola-famiglia. L’educazione all’affettività e al rispetto non viene citata esplicitamente nel disegno di legge, che parla di “temi attinenti all’ambito della sessualità”. Quindi, in attesa delle disposizioni attuative, si possono continuare a svolgere le varie azioni di sensibilizzazione messe in campo con un percorso continuo che coinvolge attivamente famiglia, istituzioni e società

«Alla fine – ha osservato il capogruppo Guichardaz – la domanda è semplice: che scuola vogliamo? La risposta, non è solo giuridica, ma profondamente politica. Il Governo nazionale sta cercando di mettere la sordina su tutto ciò che riguarda affettività, corporeità e libertà individuali, limitando il ruolo educativo della scuola ogni volta che emergono temi complessi, evocando presunte ideologie gender o woke che non hanno alcuna attinenza con i percorsi reali presenti nelle aule. Nel mondo reale, le famiglie sono le prime a chiedere aiuto: sanno di non avere sempre gli strumenti e chiedono alla scuola interventi seri e professionali. Una scuola che non affronta questi temi abdica al suo compito fondamentale: formare persone e cittadini, non solo studenti. Il rischio è che da Roma si comprometta un lavoro costruito negli anni con serietà e responsabilità. È positivo constatare che la Regione sta proseguendo con attenzione e rigore sulla strada intrapresa, nonostante le parole del Senatore Gasparri, che ha definito la Valle d’Aosta “una piccola regione secondaria”. Noi continueremo a difendere una scuola libera, competente e capace di costruire consapevolezza.»

Velostazione Montfleury

Con un’interpellanza, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto informazioni sulla velostazione di località Montfleury ad Aosta.

Ricordando che «la struttura è stata finanziata con fondi europei del Programma Interreg Italia-Francia», il consigliere Eugenio Torrione ha voluto sapere se «la velostazione è in funzione ed è utilizzabile con l’App Weelo. oppure per quali motivi non sia ancora accessibile a due anni dalla sua costruzione; se sia intenzione della Giunta provvedere in tempi brevi alla sua attivazione; quali sono i motivi per cui le competenze sulla velostazione non sono state trasferite al Comune di Aosta, in una logica di gestione unica della rete ciclabile di Aosta.»

L’assessore alla mobilità sostenibile, Luigi Bertschy, ha confermato che «la velostazione è operativa, anche se al momento presenta un problema di alimentazione elettrica. Sono già state avviate le procedure per il ripristino, che dovrebbero richiedere tempi brevi. Riteniamo inoltre opportuno trasferire al Comune di Aosta la gestione della velostazione, perché non compete alla Regione occuparsi di una struttura di questo tipo. Ricordo, per altro, che la sua posizione era stata individuata dal Comune. Evidenzio, infine, che è stata costituita la Consulta per la mobilità ciclistica, che sarà di supporto e confronto su tutti i temi che riguardano la mobilità sostenibile.»

Il consigliere Torrione ha condiviso «la necessità di trasferire le competenze al Comune di Aosta al fine di rendere più organica la gestione e la comunicazione dell’intera rete ciclabile.»

Conferimento rifiuti con ecotessera

Il sistema di conferimento dei rifiuti con ecotessera e App è stato oggetto di un’interpellanza presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine. 

Il vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha ricordato che «in risposta a nostre iniziative sul nuovo sistema di gestione dei rifiuti nelle Unités Valdigne-Mont-Blanc e Grand-Paradis, la Giunta riconosceva alcune criticità in fase di risoluzione tramite l’installazione di nuove postazioni. Inoltre, le segnalazioni ricevute, soprattutto da anziani, turisti e proprietari di seconde case, evidenziano difficoltà nell’utilizzo delle nuove modalità. Il sistema è stato avviato dal 3 novembre anche nei Comuni dell’Unité Mont-Emilius e, dal 10 novembre, nell’Unité Grand-Combin, dove i contenitori informatizzati si aprono solo con ecotessera o App per smartphone. Chiediamo quindi alla Giunta quante postazioni aggiuntive siano state necessarie nelle Unités Valdigne-Mont-Blanc e Grand-Paradis e se il sistema esclusivamente a tessera abbia prodotto risultati concreti sulla raccolta differenziata. Vorremmo anche sapere quando si sia riunito il tavolo tecnico istituito nel 2023, quali valutazioni abbia espresso e come il Governo regionale intenda monitorare l’applicazione del nuovo metodo nell’Unité Grand-Combin.»

L’assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha ricordato che «il nuovo sistema di raccolta, operativo da quest’anno nel subAto A (Valdigne-Mont-Blanc e Grand-Paradis), prevedeva una riorganizzazione delle postazioni con una loro riduzione, compensata dall’uso di contenitori più capienti e, dove possibile, dall’installazione di punti aggiuntivi. Le criticità emerse – soprattutto nelle aree turistiche e in zone con difficoltà di accesso – sono state monitorate insieme ai Comuni e hanno portato all’attivazione di tre ulteriori postazioni stradali nelle aree periferiche.
La nuova gestione dei rifiuti non si basa solo sull’uso della tessera, ma su un sistema flessibile che integra diverse modalità, tra cui il porta a porta, in linea con il Piano regionale di gestione dei rifiuti 2022-2026 (Prgr) e le relative linee guida. L’organizzazione è stata differenziata nelle varie zone per adattarsi alla forte eterogeneità territoriale e alla presenza turistica. Nel subAto A il sistema ha prodotto risultati positivi in tempi brevi: secondo la relazione trimestrale di EnVal, il gestore del Centro regionale di Brissogne (ottobre 2025), la raccolta differenziata è passata da una media 2024 del 58,85% (61,48% Grand-Paradis e 56,23% Valdigne-Mont-Blanc) al 72,44% nel terzo trimestre 2025, con un incremento di 13,89 punti percentuali. Il subAto B (Mont-Emilius e Grand-Combin) sta intanto avviando le nuove modalità di gestione previste dal Piano. In passato, nell’Unité Grand-Combin erano informatizzati solo i flussi di rifiuto indifferenziato e organico, con conseguenti criticità sulla qualità degli imballaggi in plastica e metalli. Per superare il problema, tutti i contenitori stradali (tranne il cartone) sono stati informatizzati e dal 10 novembre sono accessibili solo tramite ecotessera o App.»

L’assessore ha quindi concluso: «Il tavolo tecnico interistituzionale, istituito per attuare il Prgr, si è riunito otto volte: tre nel 2023, due nel 2024 e tre nel 2025. Le riunioni si sono concentrate soprattutto sulla qualità della raccolta, valutata tramite analisi merceologiche del rifiuto conferito a Brissogne, più che sulle percentuali di raccolta differenziata, così come previste dalle recenti norme europee. Il tavolo ha inoltre discusso e condiviso linee guida operative per uniformare i servizi nei diversi subAto e ha esaminato possibili misure correttive per gestire le criticità. Oltre alle riunioni formali, è attivo un confronto quasi settimanale tra Celva e i Presidenti delle Unités, competenti per materia: Regione e subAto mantengono alta l’attenzione sul contenimento dei costi e sull’aumento della raccolta differenziata. I risultati sono confermati anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, che riconosce la Valle d’Aosta tra le regioni più virtuose, nonostante le difficoltà legate alla conformazione del territorio.»

«La risposta conferma che c’era la necessità di nuovi punti di conferimento nelle Unités Valdigne-Mont-Blanc e Grand-Paradis – ha replicato il vicecapogruppo Perron , così come ci era stato segnalato da numerosi cittadini. Attendiamo di vedere nel dettaglio i dati e continueremo a monitorare la situazione nell’ottica di migliorare il servizio di raccolta e di supportare la popolazione, che si trova a dover affrontare grandi cambiamenti, non sempre di facile comprensione e attuazione.»

Liste d’attesa in sanità

Le liste d’attesa in sanità sono state al centro di un’interpellanza del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. 

«L’annoso problema delle liste d’attesa è sempre più presente nelle statistiche, ma soprattutto nel disagio dei cittadini – ha sottolineato la capogruppo Chiara Minelli -. Ora, risulta che vari utenti collocati in lista d’attesa per esami diagnostici siano stati richiamati dopo mesi per effettuare gli stessi in una struttura fuori Valle. A fronte dei costi complessivi del viaggio, paragonabili a quelli praticati da strutture private locali, e dei disagi di trasferimento a Torino, hanno rinunciato e sono stati cancellati dalle liste, falsando così verosimilmente i dati sulla reale situazione delle stesse. Chiediamo quindi di conoscere i tempi di attesa per l’esecuzione di esami diagnostici strumentali e se sia vero che le persone che rinunciano a spostarsi fuori Valle per gli esami vengono depennate dalle liste. Quali sono le prime misure concrete che questo Governo intende adottare per migliorare la situazione, in particolare rispetto ai progetti di “Ospedale flessibile” contenuti nel Programma di legislatura? Inoltre, avete intenzione di incrementare ulteriormente il ricorso alle strutture private accreditate invece di potenziare il servizio sanitario pubblico?»

«Questo tema non può trovare soluzioni a breve termine: la complessità e la multifattorialità rendono le liste di attesa il problema più avversato a livello nazionale dai cittadini – ha ricordato l’assessore alla sanità, Carlo Marzi -. Abbiamo messo in atto una serie di misure che intendiamo continuare a sviluppare in coerenza con la normativa nazionale, per ridurre i tempi di attesa, tra cui il rafforzamento dell’organico del personale dipendente, l’attrattività, il reclutamento di personale specialista convenzionato o in libera professione e l’attività in regime di Libera professione aziendale (Lpa), l’estensione degli orari di erogazione delle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche e l’Ospedale adattabile. Rispetto a quest’ultimo, l’Ausl ha già avviato una gestione maggiormente dinamica e adattiva delle risorse ospedaliere, a seconda delle specifiche esigenze della stagione, sia rispetto ai picchi influenzali che all’affluenza turistica. Questo modello permette di dare particolare attenzione alle aree chirurgiche e alla diagnostica ad alta complessità. La flessibilità organizzativa si traduce infatti nella capacità di modulare la distribuzione di personale, spazi e risorse in funzione delle priorità cliniche, garantendo un sistema ospedaliero più efficiente e reattivo.»

Sui tempi di attesa, l’assessore Marzi ha precisato che «sono correlati al codice di priorità assegnata dal medico sulla prescrizione solo per le prestazioni di primo accesso e non per le visite di controllo. I tempi di prenotazione cambiano anche a seconda del tipo di esame da eseguire e della sede di erogazione visto che, spesso, la prima proposta viene rifiutata e le sedi più richieste, come quelle di Aosta, hanno tempi maggiori di attesa. In presenza di problematiche contingenti (improvvise carenze di personale o riorganizzazioni necessarie per garantire la copertura delle urgenze), l’Ausl può ricorrere alle liste di galleggiamento da utilizzare esclusivamente in maniera eccezionale, temporanea e motivata, quando l’agenda ordinaria di una prestazione risulta momentaneamente indisponibile. Gli utenti inseriti in lista vengono ricontattati secondo ordine cronologico, non appena si rendono disponibili nuovi spazi. In caso di rifiuto della data proposta o della sede di erogazione in strutture extraregionali, l’utente viene cancellato dalla lista. Siamo consapevoli del disagio di doversi recare fuori Valle, ma si tratta dell’unica risposta possibile quando in regione le agende sono sature o i tempi di attesa non sono compatibili con il codice di priorità assegnato.Trasparenza e correttezza nella rappresentazione delle liste d’attesa sono sempre garantite. L’Ausl si avvale stabilmente della collaborazione di strutture private accreditate, con l’obiettivo di garantire la più ampia e capillare offerta di servizi sanitari ai cittadini. Questa collaborazione non costituisce una sostituzione del Servizio sanitario pubblico, ma un supporto integrativo e complementare. L’Azienda sanitaria mantiene la centralità, con il controllo e il monitoraggio di tutta la rete dei servizi e resta il perno strategico del Servizio sanitario regionale. Il supporto del privato è necessario per far fronte alla situazione attuale e consente all’Ausl di assicurare il rispetto dei Lea e tutelare il cittadino da tempi di attesa lunghi in un contesto di difficoltà, non modificando in alcun modo la volontà di investire sul potenziale della struttura pubblica, che rimane la priorità. Attualmente, la Valle d’Aosta è la regione che fa meno ricorso al privato accreditato, sia per i tetti di spesa autorizzati che sono contenuti, che per l’attuale limitata capacità produttiva del sistema privato accreditato locale, che a sua volta sconta difficoltà a reperire alcune professionalità sanitarie e mediche

«Abbiamo una popolazione che è sempre più anziana e dislocata in vallate laterali e capisco la loro difficoltà a spostarsi fuori Valle, come anche quella di chi non può perdere intere giornate per spostarsi – ha osservato la capogruppo Minelli -. Il fatto che gli utenti vengano cancellati tout court dalle liste è scorretto, perché è una rinuncia forzata. Il galleggiamento, creato per far diminuire le liste di attesa, doveva terminare nel 2025 ma così non sarà e le liste d’attesa si allungano. Mi chiedo anche come vengano calcolate le urgenze. Un cittadino che ha fatto lo screening è stato convocato per una colonscopia dopo due mesi: un tempo decisamente lungo per chi è in ansia, tanto che si rivolgerà altrove. Appare sempre più evidente il ricorso generalizzato alla sanità privata a scapito di quella pubblica.  Una situazione sconfortante. Sui progetti di ospedale flessibile non ho ricevuto risposta.»

Le altre iniziative del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra erano su: problemi all’impianto di riscaldamento del Liceo Bérard di Aosta; cronoprogramma dell’elettrificazione della ferrovia; licenziamenti di autisti soccorritori interinali; professione sanitaria intramuraria nella sanità regionale; iter della norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d’acqua; applicazione di misure del Piano di tutela delle acque in materia di concessioni idroelettriche.

Le atre iniziative degli Autonomisti di Centro erano sui tempi e le modalità di condivisione per la costituzione del nuovo ente strumentale gestore dei servizi alla persona nonché gli intendimenti in merito all’organizzazione della gestione delle emergenze.

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato un’interpellanza sui rimborsi per ritardi o mancata percorrenza dell’autostrada.

Le altre iniziative congiunte di Lega VdA e La Renaissance Valdôtaine erano su: le sospensioni della didattica dovute al freddo; le prestazioni sanitarie prenotate e non erogate; gli affitti e le spese per le case popolari; il licenziamento di dieci autisti soccorritori.

Infine, sono dieci le iniziative – un’interrogazione e nove interpellanze del gruppo PD – Federalisti Progressisti VdA: stato di avanzamento del nuovo Piano di marketing strategico del turismo regionale; riforma del sistema degli enti locali e revisione delle norme sul riparto delle risorse finanziarie; stato di attuazione della riforma della macchina amministrativa regionale; governance della Fondation Émile Chanoux e criteri per le prossime nomine; servizio di psicologia scolastica e procedure per l’estensione alle scuole secondarie di primo grado; misure di contrasto alle povertà; iniziative in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; azioni per affrontare le criticità delle politiche abitative.

Mozioni e risoluzioni

Legge sul consenso

Il Consiglio ha approvato, con 25 voti a favore (UV, AC, FI, PD-FP, AVS) e 8 astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC), una risoluzione depositata in Aula dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ed emendata in accordo con l’Assessore alle politiche sociali, che invita il Governo regionale a sensibilizzare i Parlamentari valdostani nell’adoperarsi in Parlamento per sostenere la celere e trasversale approvazione di una legge che rafforzi la tutela della libertà e dell’integrità sessuale, introducendo esplicitamente il principio del consenso libero e attuale, quale elemento costitutivo del reato di violenza sessuale, in linea con la Convenzione di Istanbul del 2011.

«Il Consiglio – ha ricordato la capogruppo Chiara Minelli – nella giornata di ieri ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: i vari interventi hanno evidenziato la necessità di andare oltre il momento simbolico, sostenendo iniziative concrete contro la violenza di genere. Nello stesso giorno la Camera ha approvato all’unanimità il disegno di legge che introduce nel Codice penale il reato di femminicidio come fattispecie giuridica a sé stante: un traguardo importante e condiviso. La scorsa settimana, sempre all’unanimità, è stata approvata anche la legge che modifica l’art. 609-bis del Codice penale, inserendo in modo esplicito il consenso libero e attuale come elemento centrale nel reato di violenza sessuale; il testo è ora in attesa dell’esame del Senato, dove però l’iter ha subito uno stop per ulteriori approfondimenti. Vi è l’urgenza di una rapida approvazione bipartisan della norma: quindi chiediamo anche al Presidente del Consiglio di trasmettere rapidamente la risoluzione ai Parlamentari valdostani.»

L’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha evidenziato che «la proposta di legge nazionale modifica integralmente l’articolo del codice penale, introducendo in modo esplicito che qualsiasi atto sessuale compiuto senza il “consenso libero e attuale” della persona coinvolta costituisce violenza sessuale. Il testo approvato alla Camera mantiene l’impianto tradizionale del reato ma rafforza la tutela inserendo il principio del consenso come elemento centrale della fattispecie e la “particolare vulnerabilità” tra le condizioni che rendono invalido il consenso. La riforma recepisce gli standard della Convenzione di Istanbul, secondo cui la violenza sessuale non richiede più la prova di violenza fisica o minaccia, ma si fonda sull’assenza di un consenso libero, attuale e contestuale all’atto. Il dossier della Camera evidenzia che il nuovo impianto è coerente con la giurisprudenza europea e italiana, che già valorizza la centralità del consenso e la revocabilità in ogni momento.»

Revisione dello Statuto

L’Assemblea ha approvato all’unanimità una risoluzione depositata in Aula dai gruppi Lega VdA, La Renaissance e Fratelli d’Italia, così come emendata in accordo con il presidente della Regione, che impegna il Presidente della Regione a condividere in un’apposita seduta della prima Commissione consiliare le modifiche che si intendono proporre per l’aggiornamento dello Statuto speciale e ad aggiornarla in merito alle interlocuzioni a livello nazionale finalizzate a procedere con la revisione dello Statuto.

Richiamando la pre-intesa firmata da quattro Regioni a Statuto ordinario per il trasferimento di funzioni in base alle disposizioni sull’Autonomia differenziata, il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha ricordato che «la legge 86/2024 consente il trasferimento di funzioni in 23 materie alle Regioni ordinarie, aprendo di fatto anche alle Regioni a Statuto speciale la possibilità di richiedere maggiori competenze. Il Presidente della Regione, lo scorso 31 ottobre, ha ribadito al Ministro per gli affari regionali la volontà della Valle d’Aosta di proseguire nel percorso di revisione dello Statuto speciale. Ci risulta, inoltre, che le altre Regioni a Statuto speciale – Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Sicilia – abbiano già avviato o concluso l’esame delle rispettive riforme statutarie. È il momento di mettere a frutto questo percorso.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, nel proporre l’emendamento, ha convenuto «sull’utilità di esplicitare all’interno della prima Commissione l’esito dei confronti che abbiamo avuto con il Governo italiano, e di condividere un percorso per la revisione dello Statuto speciale.»

Ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona

Con una mozione, i gruppi Lega VdA e La Renaissance chiedevano al nuovo Governo regionale di sospendere la realizzazione dell’ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona, proponendo di attuare ogni azione utile per la valorizzazione dell’attuale servizio, unitamente a un assorbimento dei dipendenti della Società di Servizi nell’Amministrazione regionale. Il testo è stato respinto con 24 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, AdC) e 9 a favore (Lega VdA, Renaissance, FdI, AVS).

Il capogruppo Andrea Manfrin ha ricordato che «l’ente strumentale dovrebbe incorporare il personale socio sanitario assistenziale ed educativo della Società di Servizi (assistenti sociali, educatrici, Oss e operatori di sostegno) insieme a quello dei Cea regionali (centri diurni, disabili) e delle microcomunità per anziani delle Unités des Communes. Anche i sindacati hanno manifestato la contrarietà rispetto alla realizzazione dell’ente strumentale e alla privatizzazione dei servizi socio-sanitari ed educativi. La realizzazione di questo nuovo ente comporterebbe, infatti, una serie di gravi criticità: dal mancato passaggio automatico del personale attualmente impiegato nella Società di Servizi, che dovrà affrontare una nuova selezione, alla disparità di trattamento tra lavoratori assunti nella pubblica amministrazione, alla precarizzazione del lavoro con il rischio concreto di perdere figure professionali con esperienza decennale. Noi ci auguriamo che su questo percorso si possa tornare indietro, perché altrimenti a perderci saranno i lavoratori nonché il servizio e gli utenti e ci stupisce che chi, come Forza Italia, aveva sostenuto la stessa battaglia adesso faccia l’opposto.»

L’assessore alla Sanità, Carlo Marzi, ha ricordato «i profondi cambiamenti degli ultimi anni nella nostra Comunità: l’aumento dell’età media senza aumento delle nascite, bisogni socio-sanitari più complessi e costi in forte crescita a fronte di una popolazione in diminuzione. Il nostro modello si distingue per capillarità, quantità e qualità dei servizi socio-sanitari, ma per mantenerne i livelli generali occorre trovare soluzioni sostenibili, perché oggi i servizi alla persona richiedono un approccio che divida la loro progettazione dalla loro gestione. Abbiamo commissionato un’analisi del territorio e avviato un percorso condiviso tra gli enti coinvolti per individuare possibili soluzioni, tra cui c’è anche l’ente strumentale. Tuttavia, il processo amministrativo e politico è ancora in corso: garantire una soluzione alla difficile situazione professionale e reddituale dei dipendenti della Società dei Servizi è un obiettivo primario. Nel frattempo il problema della residenzialità anziani sollevata dagli Enti locali non può essere affrontato semplicemente sospendendo l’ente strumentale: la mozione risulta quindi inapplicabile e non votabile perché mischia i problemi con le soluzioni senza che di soluzioni ne vengano proposte manco per sbaglio.»

Educazione affettiva-sentimentale nelle scuole

L’Assemblea ha respinto, con  8 voti contrari (AVS, PD-FP, Consiglieri Lotto, Machet e Trione), 17 astensioni e 8 voti a favore (FdI, Lega VdA, AdC, La Renaissance), la risoluzione depositata dai gruppi Lega VdA, FdI e La Renaissance che sollecitava la Giunta a disincentivare l’uso strumentale delle tematiche sull’educazione affettiva e sentimentale a opera di soggetti inidonei e politicizzati e a effettuare la ricognizione delle attività svolte e da svolgere nelle scuole valdostane sul tema, aprendo un approfondimento nella competente Commissione consiliare.

Il vicecapogruppo Simone Perron ha parlato delle «distorsioni che alcune parti politiche, a livello regionale e nazionale, stanno scientemente veicolando sulla legge sul consenso informato in ambito scolastico attualmente in discussione in Parlamento. Il consenso informato è un passaggio centrale che consentirà alle famiglie di sapere cosa sarà insegnato ai loro figli in materia di educazione affettiva. Non si tratta di oscurantismo, anzi vogliamo fare in modo che vi sia la più grande trasparenza possibile su un tema così delicato, superando le strumentalizzazioni e la propaganda di una certa politica.» 

L’sssessore all’istruzione, Erik Lavevaz, ha definito la risoluzione «ultronea. Ieri nel corso di un’iniziativa ispettiva ho dichiarato espressamente che avrei fatto quanto oggi mi viene richiesto con questo documento. Non era una dichiarazione di intenti ma un impegno preciso che sono deciso a portare avanti.»

È stata ritirata una mozione del gruppo Fratelli d’Italia sulla riforma della legge elettorale, presentata dal capogruppo Alberto Zucchi, che chiedeva di considerare prioritario il tema all’interno della prima Commissione. Il ritiro è avvenuto a seguito dell’impegno della maggioranza, espresso dal consigliere dell’UV Laurent Viérin, ad affrontare la questione, nel rispetto dell’autonomia funzionale della Commissione.

Ritirata anche la mozione, illustrata sempre dal capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, che chiedeva di dare evidenza dei costi e dei tempi di realizzazione delle fasi 4 e 5 del presidio unico ospedaliero, a fronte dell’impegno preso dall’assessore alla sanità, Carlo Marzi, di portare in Commissione la documentazione disponibile.  

Il Consiglio si riunirà nuovamente martedì 2 e mercoledì 3 dicembre 2025.

Pubblicato / aggiornato il 03/12/2025 alle 16:00
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Categoria: Politica e Amministrazione