È durato pochissimo sugli scaffali: il numero 3660 di Topolino, uscito in edicola mercoledì 14 gennaio 2026, è andato esaurito quasi subito ad Aosta nonostante una distribuzione “rinforzata” (50 copie, contro le sei che arrivano di norma).
A fare la differenza è stata soprattutto la curiosità (e l’orgoglio) per la versione in francoprovenzale valdostano della storia Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile e disegnata da Francesco D’Ippolito, in occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, prevista per il 17 gennaio. Insieme alla Valle d’Aosta, per la terza edizione dell’iniziativa, sono state omaggiate l’Emilia-Romagna con il bolognese, la Liguria con il genovese e la Calabria con il catanzarese.
Il progetto, realizzato senza il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale, era stato avviato nel 2025: il primo numero era stato il 3608 del 15 gennaio 2025 con una storia pubblicata in milanese, fiorentino, napoletano e catanese, per poi essere ripetuto il 2 aprile, con il numero 3619 e la storia in torinese, veneziano, romanesco e barese.

A firmare l’adattamento valdostano è stato Fabio Armand, maître de conférences (l’equivalente del professore associato) in antropologia e linguistica all’Université catholique de Lyon, che ha lavorato alla traduzione con una grafia storica ed etimologica ispirata ai riferimenti classici valdostani: il Dictionnaire du patois valdôtain di Jean-Baptiste Cerlogne e il Nouveau dictionnaire di Aimé Chenal e Raymond Vautherin.
Armand, su Topolino, ha ricordato il contesto ampio della lingua «chiamata comunemente patois, sebbene questo termine abbia una connotazione peggiorativa soprattutto oltralpe». Per Fabio Armand il francoprovenzale «è una lingua transfrontaliera», parlata tra Francia (area Auvergne-Rhône-Alpes), Svizzera romanda e Italia (Valle d’Aosta e alcune valli del Piemonte), con una storia legata alle antiche vie di comunicazione alpine.
Armand ha poi spiegato di aver accettato la proposta perché il francoprovenzale è la sua lingua materna e perché l’iniziativa può avvicinare le nuove generazioni a una lingua che continua a perdere parlanti, anche per una trasmissione familiare sempre più rara. Il messaggio, però, non è nostalgico: la traduzione vuole dimostrare che il francoprovenzale è una lingua viva, capace di stare anche dentro un fumetto popolare e contemporaneo.
Non solo: nella storia “valdostanizzata” compaiono anche scelte di adattamento culturale e lessicale come Petsou Paul Papereun e Paperon di Grou Canar, con riferimenti locali e nomi ricalibrati sul contesto regionale, con la Becca Croson dal nome di una moneta in uso in Valle d’Aosta tra il XVII e il XVIII secolo e Paperopoli che diventa Canarveulla.

Il direttore di Topolino, Alex Bertani, ha raccontato che, quando un anno fa avevano lanciato l’Operazione dialetti, l’idea era semplice: valorizzare la varietà linguistica italiana come espressione delle identità locali. Ha ammesso però che c’erano timori per la complessità del lavoro: la redazione ha preparato il progetto per mesi, coinvolgendo esperti, con l’obiettivo di andare oltre la traduzione letterale e ricreare giochi di parole, modi di dire e sfumature tipiche di ogni idioma. Il risultato, ha aggiunto, è stato un successo inatteso, con richieste così alte da costringere ad una ristampa (evento raro), e la conferma che fumetto e cultura pop possono diventare veicoli efficaci di trasmissione culturale. Infine annuncia che si proverà a colmare le assenze promettendo che arriveranno altre traduzioni per le regioni ancora scoperte.
Anche questa volta l’iniziativa si è trasformata in un piccolo caso editoriale: copie aumentate ma comunque finite, segno che quando un prodotto popolare riesce a toccare identità, scuola, memoria e curiosità, la risposta del pubblico è arrivata.
In Valle d’Aosta è stata distribuita esclusivamente la versione con la storia in francoprovenzale, così come nelle altre zone regionali di competenza linguistica, mentre nel resto d’Italia e per gli abbonati è arrivato l’albo con la storia scritta in italiano. Chi volesse recuperare il numero esaurito (anche se è stata richiesta, da più rivenditori, una nuova distribuzione), può recarsi nelle fumetterie o sul sito panini.it, dove sarà possibile ordinare, fino a esaurimento scorte, anche le altre versioni.
