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Donna, famiglia e lavoro: una riflessione per il futuro in Valle d’Aosta

Giovedì 15 gennaio 2026, il Forum delle associazioni famigliari della Valle d’Aosta ha organizzato il convegno Donna, famiglia, lavoro: equilibri per il futuro.

Il presidente regionale del forum, Renato Marcinelli, ha aperto i lavori illustrando l’obiettivo dell’iniziativa: costruire un contesto in cui le donne possano sentirsi sostenute e crescere in un ambiente di opportunità e fiducia. Marcinelli ha ricordato che l’assegno unico per figlio è stato istituito grazie al forum, pur permanendo alcune limitazioni. L’obiettivo è estenderlo senza discriminazioni finanziarie, tenendo conto del carico delle opere di cura. «Far capire alle aziende che mettere risorse sulle famiglie non è un costo ma un investimento», ha sottolineato il presidente.

Il potenziale inespresso del lavoro femminile

Daniela Fumarola, segretario generale Cisl, ha evidenziato come immettere nel mercato del lavoro le donne possa generare un aumento del Pil superiore al 9%, pari a circa 200 miliardi di euro, secondo dati de Il Sole 24 Ore. Nonostante i progressi nell’occupazione, permangono criticità sulla qualità del lavoro: un terzo delle donne lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio, una pausa che spesso diventa definitiva.

Le motivazioni che spingono le donne ad abbandonare il lavoro sono molteplici: orari incompatibili, carenza di servizi, part-time forzato. Questo fenomeno genera a cascata il gender pay gap indiretto e rende la maternità un costo per la comunità. Fumarola ha sottolineato la necessità di rendere la maternità e la paternità un progetto di vita compiuto, senza scompensi.

Gli strumenti individuati sono la contrattazione e la partecipazione, da sviluppare soprattutto a livello territoriale. La contrattazione di secondo livello dovrebbe diventare un diritto, inserendo la conciliazione tra i bisogni reali delle persone. Fumarola ha ricordato che l’ultima legge di bilancio ha aumentato il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli ma occorre fare di più: gli asili nido devono passare dal 28% al 33%, come richiesto dall’Unione europea.

L’esperienza di GLS Italia: quando le aziende investono sulla cura

Sonia Malaspina, chief people officer e corporate affairs GLS Italia e autore, con Marialaura Agosta, del libro Il congedo originale. Perché le aziende temono la maternità. Come trasformare le organizzazioni con il potere della cura, ha raccontato la sua esperienza di «rivoluzione gentile» che concilia lavoro, maternità e persone.

Nel 2011, quando ha iniziato il suo percorso insieme alla Cisl attraverso il dialogo di secondo livello, annunciare una maternità in azienda «prospettava una disgrazia amministrativa». Malaspina ha sviluppato un metodo basato su supporto psico-affettivo, ascolto delle persone e delle loro esigenze. Il 70% della popolazione è caregiver e le aziende devono esserne consapevoli.

Tra le misure adottate: rendere obbligatori i 5-10 giorni di congedo paternale, liberare gli uomini dallo stereotipo che non devono occuparsi della cura, introdurre flessibilità organizzativa per consentire alle persone di partecipare ai momenti cruciali della vita di un figlio. Malaspina ha stanziato fondi per fornire laptop a tutti i dipendenti, accelerando lo smart working. Ha inoltre sperimentato strumenti di welfare aziendale per il supporto economico alle spese previdenziali.

L’applicazione rigorosa di queste policy ha prodotto risultati sorprendenti, tra cui l’aumento della natalità in azienda. Malaspina ha osservato che più le donne lavorano, più c’è natalità. Ha inoltre notato come le donne che non accedono al mondo del lavoro, soprattutto se di altre etnie, restino «ghettizzate», mentre le famiglie con welfare diventano più resilienti e sviluppano soft skills utilizzabili anche in azienda.

La sfida demografica: numeri e prospettive

Giancarlo Blangiardo, professore emerito di demografia alla Bicocca e già presidente Istat, ha fornito dati sulla crisi demografica. Il 4 settembre 2025 sono nati 8 bambini in un giorno in Valle d’Aosta ma i numeri complessivi raccontano una storia ben diversa. Il saldo negativo è di 290mila unità.

«Per quanto ci possiamo dare da fare nel mantenere la forza lavoro attiva, i numeri di nati che mancano mancheranno strutturalmente» ha affermato Blangiardo. Le donne in età fertile stanno diminuendo e la popolazione invecchia, con conseguenze strutturali reali.

Il docente ha individuato quattro ambiti di intervento: costo, cura, conciliazione, cultura. Gli imprenditori possono fare molto perché l’azienda conosce i propri dipendenti. Blangiardo ha sottolineato che la donna che lavora ha condizioni di vita più alte, quindi una delle C, il costo, si attenua. Ha inoltre evidenziato l’importanza di rilanciare la figura dei fratelli: metà dei bambini che nascono sono figli unici, e se spariscono i fratelli la cura degli anziani diventa ancora più costosa per il figlio unico.

«Il valore della genitorialità non può più essere considerato un fatto privato» ha concluso Blangiardo.

Famiglia, lavoro e partecipazione sociale

Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni famigliari, ha sottolineato come le famiglie oggi siano chiamate a tenere insieme tanti pezzi con «antifragilità», rispondendo a nuovi problemi e dinamiche ineludibili. «Le famiglie non possono scioperare se qualcosa non va, questo erode capacità e reti relazionali» ha affermato.

Bordignon ha evidenziato la necessità di rendere il lavoro il luogo dove emanciparsi e contribuire a una comunità, considerando il tema non come antagonista della famiglia. Il lavoro femminile deve crescere in tutte le sue variabili.

Il presidente ha richiamato l’attenzione sul fatto che i figli non cessano di esistere tra gli 8 e i 19 anni e le persone non spariscono quando prendono la pensione. Troppe famiglie sono costrette a lavorare con doppio stipendio, il che comprime i tempi di cura sociale e civica: partecipazione alla vita associativa, alla scuola, alla vita politica.

Bordignon ha annunciato uno studio su come mettere in pratica il sistema delle grandi aziende sulle micro e piccole medie imprese, attraverso un indice delle famiglie per fare benchmark dei lavori già realizzati. Ha richiamato l’importanza della sussidiarietà e della necessità di pensare a sussidi che funzionano (abitare, costi della vita, scuole) senza erodere troppo il reddito da lavoro.

Conclusioni: coesione e corresponsabilità

Nel suo secondo intervento, Daniela Fumarola ha ribadito i concetti di coesione e corresponsabilità. «Non basta fare analisi per contestualizzare, ma devono seguire proposte e azioni. Insieme, unendo le forze, riusciamo a dare la prospettiva che il nostro paese necessita» ha affermato.

La contrattazione deve essere «sartoriale» per ottenere i risultati attesi, considerando i diversi contesti, dalle grandi aziende ai braccianti agricoli. Fumarola ha notato un cambiamento culturale: i ragazzi che fanno colloqui di lavoro oggi sono loro a dire «le farò sapere». Il lavoro vuole essere realizzazione personale, metodo di contribuzione alla vita sociale e sviluppo personale.

«Equilibri per il futuro significa capacità di tenere insieme le generazioni, non contrapporre giovani e anziani. Gli anziani sono una forma di welfare» ha concluso Fumarola.

Bordignon ha chiuso i lavori sottolineando che in un sistema di fragilità demografica bisogna lavorare nell’intergenerazionalità. «Siamo ingaggiati in una grande sfida. Non bastano azioni di contenimento, ma dobbiamo nutrirci di speranza» ha affermato il presidente del forum.

locandina convegno Donna, famiglia, lavoro: equilibri per il futuro
locandina convegno Donna, famiglia, lavoro: equilibri per il futuro

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