Il lago di Lod, a Chamois, è di origine naturale e si è formato in una conca di risorgiva, priva di immissari e a tendenza stagnante, come molti laghetti alpini. Rappresenta, quindi, un gioiello naturalistico e paesaggistico che arricchisce l’immagine della località turistica, nota per il fatto di presentarsi come il paese senz’auto, raggiungibile solo con la funivia.
Il lago svolge una funzione così importante come attrattiva turistica, che è stato collegato al capoluogo da una seggiovia ed è stato attrezzato con un’area pic-nic servita da fontanelle e barbecue. Il luogo è molto frequentato, soprattutto nella stagione estiva, tant’è che sulle sue rive si trovano molti ristoranti e bar. Anche nella stagione invernale la seggiovia, funzionale agli altri impianti sciistici, vede un continuo afflusso di turisti.
Adesso è stato, però, concessionato un progetto di impianto idroelettrico, che utilizzerà il lago come vasca di accumulo per alimentare una centralina a valle del paese. L’acqua sarà prelevata nelle fasce orarie di convenienza di vendita e ripompata nel lago in quelle più economiche.
Legambiente
Per questo motivo, Legambiente Valle d’Aosta ha inviato le proprie osservazioni alla Giunta regionale e agli uffici preposti alla tutela dell’ambiente, in quanto ritiene che l’atto di concessione presenti degli estremi di illegittimità: «Di sicuro siamo di fronte all’ennesima perdita di biodiversità della Valle a favore di interessi privati.
Il fatto che si voglia oggi ridurre il lago a un invaso a servizio di una centralina pare a noi un’idea assolutamente fuori luogo. Tanto più se si considera che la centralina porterà lauti profitti a colui che la realizzerà ma non compenserà in nessun modo gli abitanti e gli operatori della località di una perdita paesaggistica così importante».
Comitato per la Salvaguardia del Lago di Lod e dell’Ambiente a Chamois
Per avere maggiore chiarezza, un gruppo di cittadini, residenti, turisti e frequentatori di Chamois, si è riunito nel Comitato per la salvaguardia del lago di Lod e dell’ambiente a Chamois e ha espresso preoccupazione per gli effetti negativi che la realizzazione di tale progetto potrebbe comportare.
Inoltre il Comitato ha anche lanciato la petizione Salviamo il lago di Lod, che ha raccolto 1.550 firme.
Sabato 12 marzo 20220 si è svolto l’incontro pubblico “Centrali elettriche e lago di Lod”, nel corso del quale il Comitato ha ribadito l’importanza di salvaguardare il lago e illustrato i rischi e gli effetti che il progetto di costruzione di due centrali idroelettriche comporterebbe sul lago di Lod e sull’ambiente circostante.
Tre ore di dibattito, la sala polivalente del Comune affollata, interventi e relazioni di abitanti di Chamois, ingegneri, professori universitari, esponenti di associazioni ambientaliste, contributi di biologi, agronomi, testimonianze di chi sulle rive del lago vive e lavora.
Un confronto che ha evidenziato le criticità del progetto di due centraline idroelettriche che utilizzerebbero il bacino del lago come vasca di accumulo e che si è concluso con con un appello unanime: “Il lago non si tocca”.
All’incontro, ancorché invitati, non hanno partecipato il sindaco di Chamois e i consiglieri comunali.
«Il lago deve rimanere così com’è – ha confermato il presidente del Comitato Vittorio Vicentini, presentando i rischi e le criticità che un pompaggio due volte al giorno fino a 22mila metri cubi d’acqua comporterebbe sull’equilibrio e sull’ecosistema di un lago dal volume complessivo di 30mila metri cubi -. Tanto per avere un termine di paragone, i 22.000 metri cubi corrispondo come volume, a circa 100 appartamenti di 80 metri quadrati, con i soffitti alti 2,80 metri».
Il Comitato ha inoltre sottolineato le lacune e le criticità di un progetto del 2005 con Valutazione di Impatto Ambientale presentata del 2007, più volte prorogata. Un progetto che, sostiene il Comitato, con le leggi in vigore, non sarebbe approvato e che rischia di alterare l’equilibrio ambientale non solo del lago ma anche di ampie zone circostanti e con effetti sulla pastorizia e su altri comuni confinanti, come ha osservato il sindaco di La Magdeleine, Mauro Duroux.
Durante l’incontro sono state presentate le relazioni di:
- Attilio Ducly, ex sindaco di Chamois, haa ricordato e ripercorso i flussi dell’acqua, i torrenti, i laghetti che costellavano il territorio e ha manifestato la preoccupazione di un progetto che va a intaccare il lago.
- Rosetta Bertolin, del direttivo di Legambiente Valle d’Aosta, ha evidenziato che non esistono studi su come diventerà il lago quando sarà utilizzato come vasca di carico delle centraline, perché l’ormai datato provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale non aveva previsto l’opzione che potesse essere utilizzato a servizio dell’impianto.
- Vittorio Vicentini ha spiegato i lavori e i meccanismi di pompaggio delle acque, che necessitano lavori di scavo, tubazioni, interramenti e opere edili di forte impatto e della durata di anni.
- Chiara Minelli, consigliere regionale del Progetto civico progressista, ha dettagliato la sua interrogazione in consiglio regionale sul progetto delle centrali idroelettriche a Chamois, specificando che si è trattato di un iter confuso, di una Valutazione di Impatto Ambientale più volte prorogata anche in seguito all’emergenza Covid e della necessità di una rivalutazione in nome di una sensibilità e coscienza sociale in tema ambientale diverse e profondamente cambiate.
- Antonio Beck Peccoz hatestimoniato la sua battaglia in difesa dell’alta valle del Lys e il suo impegno con la vicenda del Courtlys, osservando che si tratta di una lotta impari, come Davide contro Golia.
Ci sono poi stati interventi e contributi di:
- Vanda Bonardo, presidente della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi Italia (Cipra), ha fermamente difeso la necessità di tutelare il delicato ecosistema del lago, scrigno di biodiversità, accusando il progetto delle centrali idroelettriche..
- Gilberto Forneris, ittiologo e co-autore del “Disegno della carta ittica della Valle d’Aosta”, ha espresso preoccupazione per un intervento che porterebbe a ridurre a metà la superficie del lago.
- Luca Maria Battaglini, professore presso il Dipartimento di scienze agrarie, forestali, alimentari dell’Università di Torino, ha affrontato il tema del paesaggio zootecnico e il rischio dell’impoverimento del lago anche da un punto di vista socio culturale.
- Ronni Bessi, erpetologo ed educatore ambientale, ha ricordato l’alto valore simbolico delle zone umide, considerate ambienti sacri in epoche primordiali e la necessità di rivalutarle e gestirle, come sta succedendo con i progetti di “Aule verdi” diffuse in Valle d’Aosta e nella vicina Valtournenche.
Nel dibattito che si è svolto dopo le relazioni, hanno perso parola cittadini di Chamois, residenti e proprietari di seconde case, frequentatori e turisti che hanno evidenziato dubbi e perplessità sul progetto.
Contrarietà per un intervento che prevede un forte impatto, anche per il traffico di mezzi pesanti, ruspe e escavatori, con conseguente inquinamento ambientale e acustico; allarme per lo scarso rispetto verso un ecosistema fragile e ricco di specie protette; domande sui costi economici e ambientali e sulle responsabilità in caso di danni o errori; perplessità sull’opportunità di cedere una concessione di utilizzo dell’acqua (bene pubblico) a un soggetto privato, fino a interrogarsi sulla verifica di garanzie dell’impresa a cui è stata data la concessione.
In chiusura dell’incontro, il presidente del Comitato Vicentini ha detto: «Vigileremo costantemente e agiremo con tutti gli strumenti che la legge ci permette per evitare che il lago di Lod venga trasformato in una vasca di accumulo di centrali idroelettriche».

In Tribunale
Lunedì 29 gennaio 2024 si è svolta, al Tribunale di Aosta, l’udienza predibattimentale riguardante il prelievo non autorizzato di acqua dal lago Lod di Chamois. Nel periodo da marzo a giugno 2022, il dirottamento delle acque del Ru Novales ha causato un abbassamento anomalo del livello del lago, danneggiando flora e fauna protette.
Gli imputati, tra cui il sindaco di Chamois e l’ex presidente del Consorzio di Miglioramento Fondiario, affrontano accuse legate ai prelievi per l’innevamento. Nell’udienza precedente, svoltasi il 19 ottobre 2023, i difensori avevano presentato delle eccezioni. Il giudice si è anche espresso sulla richiesta di Legambiente di partecipare al processo come parte civile a difesa dell’ambiente: l’ammissione è stata concessa nella parte di procedimento che riguarda il danneggiamento.
L’udienza si è conclusa con l’assoluzione, in corso di rito abbreviato, per due dei tre imputati (il tecnico della Cervino SpA e l’ex presidente del Consorzio di miglioramento fondiario Chamois Chamois). Il terzo imputato, il sindaco di Chamois Lorenzo Mario Pucci, è stato rinviato a giudizio con rito ordinario.
Pucci condannato
Il Tribunale di Aosta ha condannato, dopo l’udienza di lunedì 13 maggio 2025, il sindaco di Chamois Lorenzo Mario Pucci per danneggiamento di bene paesaggistico in relazione all’abbassamento del livello del Lago Lod . La sentenza, pronunciata dal giudice Marco Tornatore, prevede una multa di 1.800 euro, il pagamento delle spese legali e un risarcimento all’associazione Legambiente, costituitasi parte civile nel processo. L’entità del risarcimento sarà stabilita in separata sede.
Durante il dibattimento è stato esaminato l’abbassamento drastico delle acque del lago, ritenuto riconducibile non solo alle condizioni di siccit ma anche a una deviazione volontaria delle acque del Ru Novales. Il flusso del ru è gestito da un sistema artificiale attivo da oltre vent’anni e realizzato dal Comune con fondi regionali, che ha il compito di garantire il ricircolo e il mantenimento del livello del lago.
Nel corso della primavera del 2022, la situazione aveva suscitato una mobilitazione tra turisti e popolazione locale, in seguito alla diffusione delle informazioni relative a una concessione idroelettrica rilasciata dalla Regione. La licenza, ancora in vigore ma attualmente sospesa, prevedeva la possibilità per un privato di prelevare fino a due terzi del volume del Lago Lod, pari a circa 22mila metri cubi d’acqua su un totale di 30mila.
La sentenza di Cassazione
Il 15 gennaio si è svolta a Roma, presso la Corte di Cassazione, l’udienza relativa al ricorso presentato dall’ex sindaco di Chamois, Mario Pucci. Il ricorso era stato promosso per chiedere l’annullamento della condanna inflittagli dal Tribunale Penale di Aosta il 13/5/2025. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna a una pena pecuniaria è stata confermata.
«La decisione della Corte di Cassazione conferma un principio fondamentale: il patrimonio naturale non è un bene sacrificabile e va tutelato con fermezza, soprattutto in territori fragili e preziosi come l’arco alpino – così commentano in forma congiunta Alice De Marco, presidente Legambiente Piemonte Valle d’Aosta, e Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano – Siamo soddisfatti che la giustizia abbia fatto chiarezza su una vicenda che ha profondamente ferito la comunità locale e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del lago. Ringraziamo il Comitato Salvalod, i cittadini e le cittadine, i residenti e i tanti frequentatori di Chamois che si sono mobilitati per difendere questo luogo straordinario.
Ora è essenziale guardare avanti: la Regione porti a termine nel minor tempo possibile gli interventi già finanziati per preservare l’equilibrio ecologico del lago. È un passo importante, che accogliamo positivamente.
Continueremo a vigilare affinché il lago Lod resti un patrimonio integro per le generazioni future e un simbolo del valore del paesaggio alpino e della sua tutela”