Vai al contenuto

School for village hosts Arvier

School for village hosts Arvier (©Agile Arvier) - School for Village Hosts Arvier

La School for village hosts Arvier, è un percorso formativo teorico e pratico, gratuito, rivolto a chi opera nel territorio dell’Alta Valle e nei comuni compresi tra Aosta e Courmayeur. Il progetto è pensato per chi desidera acquisire nuove competenze nell’attivazione di comunità e nella valorizzazione territoriale, per chi ha già iniziative attive e intende accrescerne l’impatto, e per chi desidera trasformare le proprie idee in azioni concrete. Le iscrizioni, gratuite, erano aperte fino alle ore 23.59 di sabato 29 novembre 2025.

Il percorso prevede sei moduli in presenza ad Arvier tra dicembre 2025 e marzo 2026, con laboratori pratici e interventi di esperti su temi quali storytelling territoriale, progettazione e prototipazione, fundraising, sostenibilità economica, turismo lento, sostenibilità ambientale e benessere comunitario. Seguiranno, nei mesi di aprile e maggio 2026, attività di mentoring personalizzato per trasformare le idee in progetti concreti, e infine un evento pubblico di restituzione ad Arvier con la presentazione dei risultati e un momento di confronto con la comunità.

La School for village hosts è aperta a operatori dell’ospitalità, dell’artigianato, della produzione locale, della cultura e della ristorazione, nonché a chi ha progetti di sviluppo territoriale o desidera valorizzare le proprie idee. Non sono richieste competenze pregresse in progettazione.

Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 si sono svolte le prime due lezioni che hanno accompagnato i 24 partecipanti in un percorso che li ha portati prima a riconoscere e interpretare le risorse del territorio, e successivamente a esplorarne le modalità di racconto come strumento per immaginare e costruire il futuro.

In questa prospettiva, il territorio è stato interpretato come un ecosistema complesso di capitali culturali, ambientali, sociali ed economici, che richiede progettualità contestuali, partecipate e orientate al lungo periodo. È emersa con chiarezza l’importanza di superare modelli standardizzati e interventi frammentati, a favore di strategie integrate capaci di tenere insieme formazione, patrimonio, servizi, esperienze e comunicazione, supportate da una governance chiara e flessibile.

Casi studio: esperienze e modelli territoriali

Durante la prima lezione sono intervenuti diversi ospiti che hanno presentato casi studio provenienti da contesti rurali e montani, con l’obiettivo di offrire spunti concreti e ispirazioni ai partecipanti.

Valentina De Pamphilis di Terre di Siena Lab ha illustrato un modello di turismo inteso come infrastruttura di sviluppo territoriale, in cui governance, animazione territoriale, formazione degli operatori e marketing operano in modo integrato, con un ruolo attivo della comunità nella costruzione della narrazione del territorio.

Alessia Dipietro e Simone Dipietro di Dnart APS hanno presentato il Moon Festival come esempio di ecosistema culturale di comunità: un progetto che, attraverso processi partecipativi, residenze artistiche, co-creazione e formazione, trasforma il borgo di San Raffaele Cimena (TO) in uno spazio di relazione, apprendimento e appartenenza, dimostrando come un evento culturale possa diventare una vera infrastruttura sociale.

Luca Fasano ha portato l’esperienza di Valverbe, azienda di montagna attiva in provincia di Cuneo nella coltivazione e trasformazione di piante officinali biologiche, come esempio di impresa capace di coniugare qualità produttiva, sostenibilità ambientale e valorizzazione territoriale lungo l’intera filiera.

Elena Romano ha infine presentato Landscape Storymovers, un metodo di narrazione territoriale che integra racconto orale, teatro, formazione e turismo esperienziale, con l’obiettivo di attivare i territori attraverso storie autentiche trasformate in esperienze relazionali e dinamiche.

Raccontare il territorio: la narrazione come strumento progettuale

Se la prima lezione ha lavorato sulla lettura del territorio, la seconda ha affrontato un passaggio centrale: la narrazione come parte integrante delle progettualità.

Dopo una breve introduzione di Riccardo Ramello di Fondazione Santagata, project manager del progetto School for Village Hosts Arvier, la giornata ha approfondito il ruolo dello storytelling territoriale nei processi di rigenerazione e sviluppo locale.

Andrea Paoletti, ha presentato l’esperienza di Wonder Grottole come caso di rigenerazione territoriale basata su storytelling, co-progettazione e sviluppo di comunità, mostrando come la narrazione possa accompagnare le fasi del processo, dalla lettura del contesto alla costruzione di nuove opportunità di abitare e lavorare.

Alice Avallone, ricercatrice di small data e immaginari culturali, ha posto l’attenzione sugli immaginari come leva strategica per il posizionamento dei territori, introducendo il concetto di world building applicato ai luoghi come strumento per costruire racconti coerenti, riconoscibili e distintivi.

Infine, l’intervento di Lorenzo Facchinelli, artista del collettivo Mali Weil, ha ampliato il perimetro dello storytelling, sottolineando il valore culturale e politico della narrazione come pratica capace di rendere visibili relazioni interspecie nei territori.

Dalla teoria alla pratica

Entrambe le lezioni si sono concluse con attività laboratoriali, durante le quali i partecipanti hanno tradotto i contenuti teorici in prime ipotesi progettuali. Attraverso esercizi di mappatura comunitaria e lavoro sull’identità territoriale, sono emersi dodici filoni progettuali che spaziano dalla valorizzazione dei percorsi outdoor alla dog hospitality, da festival e musei a cielo aperto a progetti legati a inclusività, benessere, gaming e turismo esperienziale.

Le prime due lezioni della School for Village Hosts Arvier hanno voluto porre le basi di un percorso che mette al centro territorio, comunità e visione di lungo periodo. Lo sviluppo locale è stato restituito come un processo di costruzione collettiva.

La School for Village Hosts Arvier non vuole proporre soluzioni preconfezionate, ma metodologie, linguaggi e strumenti condivisi, capaci di generare competenze e progettualità radicate nel tempo. Un punto di partenza per continuare a leggere Arvier e l’Alta Valle come territori in evoluzione, con uno sguardo nuovo e consapevole.

Coordinato dal Comune di Arvier, in collaborazione con Fondazione Santagata e Netural Coop Impresa Sociale, il programma rientra nel progetto pilota Agile Arvier – La Cultura del Cambiamento, finanziato dal PNRR – Next Generation EU (Misura M1C3, Investimento 2.1, linea A – CUP F87B22000380001). L’iniziativa mira a rafforzare le competenze locali e a sostenere progetti nei settori del turismo sostenibile, della valorizzazione culturale, del community building e dell’innovazione sociale.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere a info@fondazionesantagata.it.

Pubblicato / aggiornato il 11/02/2026 alle 14:03
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione