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Inaugurato l’anno giudiziario 2026 della Corte dei Conti

La Sezione giurisdizionale e la Procura regionale della Corte dei conti, insieme alla Sezione di controllo hanno inaugurato, venerdì 27 febbraio 2026, il nuovo anno giudiziario tracciando un quadro intenso dell’attività svolta in Valle d’Aosta nel 2025 e lanciando due messaggi chiari: servono più persone negli uffici e serve più attenzione, da parte di politica e opinione pubblica, alla comunicazione sulla giurisdizione contabile.

Nella nuova aula di udienza di Aosta, inaugurata a gennaio e già simbolo del legame tra Corte dei conti e autonomia valdostana, la presidente Maria Riolo ha ricordato il ruolo della magistratura contabile come presidio di legalità e di equilibrio dei conti pubblici, in attuazione degli articoli 100 e 103 della Costituzione. L’inaugurazione è stata anche occasione per riportare l’attenzione sulla specificità della Valle d’Aosta, unica Regione a statuto speciale che ancora non ha il giudizio di parifica sul proprio rendiconto regionale.

Il procuratore regionale Quirino Lorelli ha collocato l’attività 2025 in un contesto nazionale segnato prima dall’ennesima proroga dello scudo erariale e poi dall’entrata in vigore, nel gennaio 2026, della legge n. 1/2026 che riforma in profondità la responsabilità amministrativa e le funzioni della Corte dei conti. Una riforma giudicata destinata a incidere sulla tutela delle finanze pubbliche e sul grado di responsabilizzazione di amministratori e funzionari.

Il procuratore della Corte dei conti della Valle d'Aosta, Quirino Lorelli
Il procuratore della Corte dei conti della Valle d’Aosta, Quirino Lorelli

L’attività della Procura regionale nel 2025

Nel 2025 la Procura regionale ha gestito complessivamente 623 procedimenti, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Le denunce e segnalazioni di possibile danno erariale sono salite a 163, quasi il doppio delle 93 dell’anno precedente, un dato che Lorelli legge come segnale di maggiore fiducia della collettività nell’azione della Corte dei conti. Le archiviazioni sono state 301 (erano 181 nel 2024 e 98 nel 2023), mentre gli inviti a dedurre hanno raggiunto quota 24, con 120 soggetti invitati, tre volte quelli dell’anno precedente.

Il rapporto tra fascicoli pendenti e inviti a dedurre è sceso in tre anni da 1:50,1 a 1:10,5, indice di una gestione delle giacenze orientata a privilegiare solo le notizie di danno concrete e attuali, come richiede il Codice di giustizia contabile. Gli importi contestati negli inviti a dedurre notificati nel 2025 ammontano a oltre 6,1 milioni di euro, con un incremento di circa il 40% rispetto al 2024. Le citazioni depositate sono state 11, con 49 convenuti, per richieste risarcitorie complessive pari a circa 3,47 milioni di euro.

In termini pro capite, Lorelli ha quantificato in 28,35 euro la somma che rientrerebbe nelle casse pubbliche se tutte le richieste risarcitorie venissero accolte, e in 1,64 euro per residente l’importo delle condanne effettivamente pronunciate nel 2025 (201.008,59 euro, in crescita di quasi il 15% sul 2024). L’attività istruttoria è stata particolarmente intensa: 378 atti tra richieste di approfondimenti, acquisizioni e impulsi alle indagini, con un rapporto fascicoli totali/fascicoli movimentati sceso a 1,5, segno che ogni notizia di danno viene rapidamente vagliata e o sviluppata o archiviata.

I casi simbolo: PNRR, conti giudiziali e danni ai piccoli Comuni

Nella relazione del procuratore, è forte il richiamo alle scadenze del PnRR, con un focus sulle performance di spesa valdostane. I dati, tratti dalle piattaforme di monitoraggio, mostrano buoni risultati negli investimenti sanitari, in particolare per l’ospedale Parini, dove i pagamenti raggiungono quasi il 100%. Molto più indietro, invece, le infrastrutture: solo tre progetti risultano “movimentati” e, tra questi, supera il 90% dei pagamenti solo l’intervento di efficientamento energetico del Cinema teatro Giacosa, mentre la riqualificazione del quartiere Cogne, uno dei progetti più significativi per Aosta, finanziato con 21,96 milioni di euro, è ferma a poco più del 25%. In forte ritardo anche alcuni interventi sulla scuola, come la demolizione e ricostruzione del nuovo edificio scolastico a Grand Vert, dove i pagamenti non raggiungono il 5% del finanziamento complessivo.

Sul fronte dei conti giudiziali, nel 2025 sono stati avviati 60 giudizi per resa del conto (erano 15 nel 2024), a conferma di una maggiore attenzione verso la corretta tenuta delle contabilità degli enti locali. La Procura riconosce segnali di riallineamento dei Comuni ai principi di contabilità, aggiornamento dei regolamenti, nomina degli agenti contabili, deposito dei conti, ma sottolinea che, a fine 2025, nessuna Amministrazione risulta perfettamente in regola con il deposito di tutti i conti giudiziali. Su questo tema pesa ancora il conflitto di attribuzione pendente davanti alla Corte costituzionale (ricorso n. 2/2024) promosso dalla Regione contro lo Stato e la stessa Corte dei conti, che contesta l’esercizio della giurisdizione in materia di resa del conto in assenza di norme di attuazione dello Statuto speciale.

Tra le fattispecie di danno erariale più rilevanti, la relazione del Procuratore segnala un’azione da quasi 2 milioni di euro nei confronti di un «piccolo comune montano» [Pontboset, n.d.r.], per un debito fuori Bilancio legato alla condanna civile subita dopo la morte di un automobilista travolto da una frana su strada comunale. Oltre al risarcimento, la Procura contesta «gli esborsi aggiuntivi derivanti dal protrarsi di giudizi ritenuti pretestuosi, finalizzati a rinviare il pagamento e a coprire gravi omissioni del sindaco e del segretario comunale dell’epoca».
È stata richiamata una citazione da circa 1,1 milioni di euro contro l’Unité des Communes valdôtaines Grand Combin e due soggetti (un libero professionista e un funzionario) per la parziale revoca di finanziamenti europei FESR, FEASR e FSE dovuta a mancati controlli. In questo caso la sentenza di primo grado, depositata a fine 2025, ha già condannato i convenuti a rimborsare una parte del danno.
Un’ulteriore citazione, di importo più contenuto, ancora sui debiti fuori bilancio di piccoli Comuni, dove emergono condotte «di colpa gravissima» negli uffici tecnici e finanziari e si richiama la responsabilità dei consiglieri comunali che deliberano i riconoscimenti senza adeguata verifica degli atti.
Inoltre è stato ricordato un giudizio per assenteismo a carico di due addetti al controllo dei parcheggi nelle “aree blu” dell’azienda APS di Aosta, indagati anche in sede penale per truffa aggravata, per false attestazioni di presenza e conseguente danno patrimoniale pari alle retribuzioni percepite senza prestare servizio ed un citazione anche su un caso di reiterato impiego a termine di un dipendente, con “precarizzazione” del rapporto: la Procura ricorda che in queste fattispecie il risarcimento ha natura anche sanzionatoria e prescinde dalla prova di uno specifico pregiudizio.

Nel 2025 gli importi effettivamente recuperati in esecuzione di sentenze di condanna, anche di anni precedenti, sono stati pari a 104.323,27 euro, in calo rispetto al 2024.

Il presidente della Corte dei conti della Valle d'Aosta, Maria Riolo con a fianco, il collega Giancarlo Astegiano
Il presidente della Corte dei conti della Valle d’Aosta, Maria Riolo con a fianco, il collega Giancarlo Astegiano

Il controllo: fari accesi su PnRR e bilanci regionali

Nel suo intervento, il presidente della Sezione regionale di controllo Cristiana Rondoni, ha ricordato che la funzione di controllo della Corte dei conti serve a far emergere anomalie gestionali e a stimolare percorsi di autocorrezione negli enti, per garantire una gestione sana delle risorse pubbliche e il buon andamento delle amministrazioni. Nel 2025 la Sezione ha adottato 27 delibere, con analisi che spaziano dai bilanci regionali ai rendiconti dei Comuni, dai gruppi consiliari alle partecipate, fino ai fondi europei e al servizio sanitario.

Particolare attenzione è stata dedicata al PnRR, con due referti: sulle Case di comunità, dove i ritardi evidenziati in passato risultano in gran parte recuperati dalla Regione e dall’Azienda Usl, e su Agile Arvier, il progetto da 20 milioni per la rigenerazione del borgo di Arvier. Su quest’ultimo, la Sezione segnala criticità procedurali, finanziarie e fisiche: a tre anni dall’assegnazione del finanziamento le progettazioni esecutive non sono concluse, nessuna opera è cantierata e, al 31 luglio 2025, i pagamenti si fermano a circa 1,72 milioni di euro, pari all’8,6% del totale. La presidente parla di «forti perplessità» sulla possibilità di utilizzare tutte le risorse entro le scadenze del PnRR e formula una serie di raccomandazioni al Comune, dal presidio dei cronoprogrammi alla trasparenza verso i cittadini.

Sul fronte dei conti regionali, la Sezione ha esaminato il bilancio di previsione 2025/27, il bilancio consolidato 2024 e il rendiconto 2024, ribadendo il rispetto degli equilibri di bilancio ma richiamando la Regione a maggiore trasparenza sulla gestione speciale Finaosta e sulle tecniche di quantificazione degli oneri nelle leggi di spesa. Rondoni richiama anche il parere delle Sezioni riunite sul decreto legislativo 179/2010, che apre la strada, almeno potenzialmente, all’introduzione, anche per la Valle d’Aosta, del giudizio di parificazione del rendiconto regionale, invitando la Regione ad adeguarsi al quadro costituzionale e a quanto già avviene in tutte le altre Regioni.

Per gli Enti locali, i controlli sui rendiconti 2023 dei Comuni valdostani, compreso Aosta, non hanno messo in luce situazioni tali da mettere a rischio gli equilibri di bilancio, pur con alcuni richiami su ritardi nei rendiconti, riscossioni deboli e gestione dei residui. Positivo, nel complesso, il giudizio sulle partecipate pubbliche regionali e locali, con equilibrio economico garantito nella quasi totalità dei casi e senza perdite tali da riflettersi sui conti degli enti

Le criticità: personale insufficiente e comunicazione pubblica debole

Sul versante organizzativo, sia il presidente Riolo sia il procuratore Lorelli insistono sul nodo delle risorse umane. Lorelli parla esplicitamente di «costante carenza di risorse umane e organizzative», dovuta alla penuria di personale di supporto e amministrativo e al mancato rimpiazzo di chi è andato in pensione. A sostenere l’attività della Procura vi sono una sola sostituta, tre unità amministrative e un piccolo nucleo di sottufficiali della Guardia di Finanza, cui si aggiunge la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e, per una rilevante indagine sul crollo di un’opera pubblica, dell’Esercito e del Centro addestramento Alpini. Un assetto che, sottolinea il procuratore, consente comunque di garantire un’intensa attività istruttoria, ma che rende più fragile la capacità di risposta in un contesto normativo diventato più complesso.

L’altra criticità riguarda la comunicazione e il rapporto con l’opinione pubblica. Lorelli osserva come la riforma della responsabilità amministrativa, culminata nella legge n. 1/2026, non abbia avuto la risonanza che meriterebbe, malgrado incida direttamente sulla tutela delle risorse pubbliche. A suo giudizio l’opinione pubblica, già provata da crisi internazionali e sommersa da flussi informativi superficiali, fatica a cogliere la portata delle scelte legislative che riducono responsabilità e controlli. Lo stesso mondo accademico viene richiamato per la quasi totale assenza di prese di posizione pubbliche, mentre il dibattito politico tende a rappresentare la Corte dei conti come un intralcio all’azione amministrativa, idea definita «sbagliata e perniciosa» per il corretto equilibrio dei poteri.

Da qui l’insistenza sulla necessità di una comunicazione più consapevole: per il procuratore occorrerebbe discutere non solo del «messaggio politico», ma della capacità reale delle riforme di migliorare la qualità dei servizi, la puntualità dei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni, il completamento delle opere pubbliche. In questo quadro, la Corte dei conti rivendica il proprio ruolo di garante, non di ostacolo, rispetto all’efficienza e alla correttezza della spesa.

Le autorità presenti alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario 2026 della Corte dei conti della Valle d'Aosta
Le autorità presenti alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 della Corte dei conti della Valle d’Aosta

Le prospettive per il 2026 in Valle d’Aosta

Per il 2026 la Procura regionale annuncia la volontà di proseguire con lo stesso impegno nell’azione di accertamento e tutela del bilancio pubblico, pur nel quadro della «sterilizzazione» di molti profili della responsabilità amministrativa determinata dalla nuova legge. L’attenzione resterà alta sul completamento degli interventi PnRR, sul recupero dei debiti fuori bilancio e sulle situazioni in cui la scarsa programmazione o il venir meno dei controlli producono danno erariale.

Maria Riolo, da parte sua, richiama l’esigenza di definire rapidamente, anche sul piano normativo e costituzionale, i nodi ancora aperti per la Valle d’Aosta: dal giudizio di resa del conto per gli agenti contabili regionali al possibile estendersi del giudizio di parifica al rendiconto della Regione. Questioni che incrociano in pieno i temi della specialità statutaria e del coordinamento della finanza pubblica e che, nel 2026, potrebbero ridefinire ulteriormente il perimetro dell’azione della Corte dei conti sul territorio valdostano.

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