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Assemblea degli Enti locali del 3 marzo 2026

Assemblea degli Enti locali del 3 marzo 2026 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Un momento dell'Assemblea del Cpel di martedì 3 marzo 2026

L’Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta (Cpel) si è riunita nel pomeriggio di martedì 3 marzo 2026.

L’Assemblea ha esaminato anzitutto il disegno di legge regionale n. 9 Disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva. Abrogazione di leggi regionali.
Il testo era già stato trasmesso al Cpel a fine della legislatura precedente ma, allora non era stato espresso parere, visto il mancato completamento dell’iter consiliare. Il procedimento è ora ripartito e il Cpel è chiamato a pronunciarsi sugli articoli che riguardano direttamente gli Enti locali. Il disegno di legge dà attuazione al Codice del terzo settore, riconoscendo gli enti del terzo settore come “agenti attivi di sviluppo e coesione sociale” e definendo le modalità di coinvolgimento nella programmazione e realizzazione di interventi e servizi di interesse generale.
Un ampio spazio è riservato all’amministrazione condivisa, con due strumenti chiave: la co-programmazione, intesa come definizione condivisa degli obiettivi e mappatura dei bisogni del territorio valdostano per orientare gli interventi, e la co-progettazione, che riguarda le modalità concrete con cui Enti locali e terzo settore attuano le politiche individuate. Borbey ha sottolineato che questi strumenti non sono alternativi al Codice degli appalti ma complementari: una diversa modalità per raggiungere alcuni obiettivi, nel rispetto della normativa sugli affidamenti.
Il testo disciplina anche i patti per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, già sperimentati da alcuni Comuni, e consente agli Enti locali di concedere in comodato gratuito beni immobili o mobili non più destinati a fini istituzionali, per progetti di interesse generale promossi da soggetti del terzo settore. Il disegno di legge traccia le cornici, rinviando a successive delibere attuative la definizione puntuale di regolamenti, modulistica e procedure; è inoltre prevista la possibilità di stipulare convenzioni, già praticata da alcune Amministrazioni, per attività sociali d’interesse generale.
Nella mattinata, la Consulta del Cpel aveva esaminato il testo con il supporto della dirigente regionale Katia Zanello, esprimendo parere positivo ma evidenziando una criticità: molti uffici comunali non sono strutturati per gestire co-programmazione e co-progettazione, che richiedono competenze specifiche e una certa abitudine alle nuove procedure. Nelle osservazioni al parere positivo espresso dall’Assemblea, si chiede quindi alla Regione, in particolare all’Assessorato alle politiche sociali, di garantire agli Enti locali un adeguato supporto specialistico e operativo, non solo attraverso modulistica e schemi di regolamento ma con accompagnamento «in itinere», soprattutto per i Comuni più piccoli; fa eccezione il Comune di Aosta, che ha già avviato entrambe le modalità.

L’Assemblea ha quindi affrontato la proposta di legge regionale n. 10, che modifica la legge n. 1/2022 sull’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e la criminalità organizzata e la legge n. 11/2010 in materia di politiche per la legalità e la sicurezza.
Il testo, già esaminato dalla Consulta senza rilievi formali (salvo alcune osservazioni sulla composizione e la durata dell’Osservatorio, ritenute però estranee al perimetro degli Enti locali), amplia la composizione dell’organismo e ne precisa funzioni e strumenti. Oltre al presidente e al vicepresidente del Consiglio regionale, al presidente della Commissione competente, al presidente della Regione e ai rappresentanti degli Enti locali già previsti, sono inseriti gli assessori regionali all’istruzione e alle politiche sociali, il sindaco o il presidente del Consiglio comunale di Aosta, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali, degli ordini professionali, della Chambre Valdôtaine e delle associazioni antimafia, antiusura, antiracket e dei consumatori operanti sul territorio.
Una novità significativa riguarda le iniziative rivolte al mondo della scuola: l’Osservatorio potrà promuovere, d’intesa con l’Assessorato all’istruzione e altri Enti, progetti educativi, bandi per borse di studio e premi per studenti che si distinguano per ricerche e tesi sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata. Il presidente Alex Micheletto ha sottolineato il valore della partecipazione diretta degli Enti locali in questo organismo: «è uno di quei tavoli a cui sediamo a buon diritto – ha osservato – perché consente una presa di coscienza condivisa su fenomeni delicati e preoccupanti, e dimostra che l’attenzione va tenuta alta non solo a livello regionale ma su tutto il territorio». Il parere favorevole sulla proposta di legge n. 10 è stato approvato all’unanimità.

Nelle comunicazioni, Micheletto ha ricordato che, il 2 agosto 2026, si svolgerà a Valtournenche la 50ª edizione della Rencontre valdôtaine, l’incontro tra la comunità valdostana e gli emigrati, occasione «di convivialità, cultura, folklore e riflessione» sul legame con le origini. Il presidente ha rivolto ai colleghi sindaci l’invito a garantire, per quanto possibile, una presenza ampia e visibile alla cerimonia, sottolineando il valore istituzionale ed umano dell’evento.
È stato poi richiamato il progetto “Comunitas – Identité et racines”, recentemente presentato, che raccoglie racconti e materiali sul patrimonio identitario valdostano. In attesa della pubblicazione cartacea, i testi e i podcast sono già disponibili in formato digitale sul sito del Celva e possono essere scaricati, utilizzati e diffusi dai Comuni.

Davide Ramires e Roberto Bonin durante l'intervento all'Assemblea del Cpel
Davide Ramires e Roberto Bonin durante l’intervento all’Assemblea del Cpel

Spostato alla fine dell’Assemblea, rispetto a quanto previsto dall’ordine del giorno, si è quindi tenuto l’incontro con il presidente dell’Association régionale amis des Batailles de reines, Roberto Bonin, accompagnato dal vice presidente Davide Ramires. Micheletto ha ricordato che si tratta del seguito di un primo confronto già avvenuto con il Consiglio del Celva, legato ad alcune novità significative nella programmazione annuale dell’associazione.
Bonin ha illustrato «la nuova visione» del direttivo, rinnovato il 10 gennaio 2026, che punta a valorizzare le Batailles non solo come momento di svago ma come elemento culturale e identitario, con ricadute sull’offerta turistica. L’associazione intende essere più presente sul territorio, sostenendo la nascita di nuovi comitati e accompagnando le manifestazioni esistenti: è prevista, ad esempio, la partecipazione alla Festa del lardo di Arnad, con l’obiettivo di arricchire l’evento e offrire ai Comuni un’ulteriore attrattiva.
Bonin ha ricordato il valore di inclusione sociale delle Batailles, «la prima volta che siamo andati a Gressoney, alcuni valdostani non ci erano mai stati: è stata un’occasione per far conoscere un’altra valle», e il ruolo che queste iniziative possono avere per i giovani, come contesto in cui crescere e radicarsi. In vista del 70° anniversario dell’associazione nel 2027, sono allo studio un logo dedicato, una Bataille notturna il 15 agosto all’Arena Croix Noire di Saint-Christophe, filmati commemorativi, emozionali e promozionali e un nuovo volume che prosegue il lavoro editoriale realizzato per il 60°.
Tra le novità territoriali, Bonin ha citato per il 2026 una tappa ad Ayas e, negli anni successivi, l’intenzione di portare eliminatorie a Saint‑Pierre, Saint‑Nicolas, Torgnon e in altre realtà, in una logica di “copertura” più equilibrata della Valle. Dopo le lamentele del sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, Davide Ramires ha spiegato che la riduzione delle eliminatorie da 18 a 15 e il passaggio della Bataille del Piccolo San Bernardo da biennale a triennale, deciso con voto ampio dell’assemblea dei soci, sono stati scelte difficili ma rese necessarie dal calo del numero di allevamenti e di bovine partecipanti: «non abbiamo la verità in tasca – ha aggiunto Roberto Bonin – ma se tra tre anni vedremo che i numeri crescono e le 15 eliminatorie non bastano, avremo il coraggio di rivedere le decisioni».
Dal confronto con i sindaci è emersa anche la questione del rapporto tra Comuni e Comitati locali, spesso privi di personalità giuridica: il sindaco di Nus, Camillo Rosset, ha invitato l’associazione a promuovere la costituzione di veri e propri soggetti associativi, con statuti semplici ma chiari, per consentire agli Enti locali di interagire correttamente, soprattutto in tema di contributi e coperture assicurative. Bonin ha riconosciuto la criticità, legata anche alla fatica del volontariato, e ha annunciato l’intenzione di predisporre modelli di statuto e di richiamare con forza il tema nella prossima assemblea, anche con una lettera ai presidenti di sezione.
La discussione si è chiusa con l’impegno comune a rafforzare la collaborazione tra Amis des Batailles e Comuni, sia sul piano organizzativo, sia su quello promozionale, anche attraverso la digitalizzazione degli archivi video, la realizzazione di serate tematiche e la produzione di contenuti per raccontare le storie delle famiglie allevatrici e dei territori che fanno da sfondo alle Batailles.

Pubblicato / aggiornato il 04/03/2026 alle 11:27
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Categoria: Politica e Amministrazione