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I bandi del Gal Valle d’Aosta: Pour Tous e Spazi attivi, comunità connesse

I bandi del Gal Valle d’Aosta: Pour Tous e Spazi attivi, comunità connesse presentazione bando GAL primavera 2026: spazi attivi comunità connesse

Nel pomeriggio di giovedì 23 ottobre 2025, è stato presentato del percorso di accompagnamento promosso dal GAL Valle d’Aosta in collaborazione con il Politecnico di Torino e denominato PouR TouS: Percorsi di Rigenerazione per Territori sensibili. L’iniziativa è rivolta a Enti pubblici, associazioni e cooperative interessate a sviluppare progetti di co-progettazione per il recupero e la riqualificazione di spazi pubblici destinati alla collettività.

pour tous accompagnamento alla progettazione per recupero di spazi pubblici
PouR TouS: accompagnamento alla progettazione per recupero di spazi pubblici

Gli interventi ammissibili, realizzabili esclusivamente all’interno delle aree di copertura del GAL Valle d’Aosta (con l’esclusione del centro urbano di Aosta), potranno avere un importo fino a 300.000 euro e beneficiare di un finanziamento fino all’80%, per un contributo massimo pari a 240.000 euro. Tali interventi sono inoltre cumulabili con altri strumenti di finanziamento. La spesa minima prevista è di 100.000 euro. Sono considerate ammissibili tutte le spese correlate, incluse quelle per promozione, arredi e allestimenti, purché strettamente connesse alla fruibilità finale dell’edificio.

I saluti e l’introduzione ai lavori sono stati affidati a Camillo Rosset, presidente del GAL Valle d’Aosta, che ha aperto l’incontro sottolineando il valore del tema centrale della giornata: «Il tema di oggi è lo spazio ibrido di comunità, uno spazio che potrebbe essere messo a disposizione dall’Ente e restituito alla collettività. È un’esigenza che nasce soprattutto nelle testate di valle, in bassa stagione, quando la comunità sente il bisogno di luoghi d’incontro per creare coesione, attivare servizi di telemedicina, attività di pre e post scuola, oppure momenti di aggregazione. La domanda che sorge spontanea è: come fare? Chi lo gestisce? L’obiettivo è immaginare nuove formule e formare la cittadinanza a partecipare al bando. Un’attenzione particolare sarà data alle aggregazioni intercomunali, per aumentare la copertura con i fondi disponibili.»

Rosset ha inoltre aggiunto un commento in merito al recente bando sui muretti a secco, osservando che: «Dopo un’ampia manifestazione di interesse da parte dei Comuni, il numero effettivo di domande presentate è stato sorprendentemente basso. Consapevoli delle difficoltà legate alla rendicontazione e temendo un rischio di disaffezione, stiamo lavorando a un alleggerimento burocratico e amministrativo, concordato con l’Autorità di gestione».

A seguire, Alessandro Rota, dirigente dell’Autorità di Gestione del PSR 2014/22 e del CSR 2023/27, ha ricordato l’avvio di un’analisi esterna sui controlli degli appalti comunali, precisando che: «La sintesi di questo lavoro sarà resa pubblica. L’obiettivo è ripartire con il piede giusto, perché una buona partecipazione ai bandi inizia da una buona programmazione: il vostro successo è anche il nostro. La programmazione 2023/27 si concluderà presto, quindi i tempi sono più stretti di quanto sembrino: cooperiamo e cerchiamo insieme di capire se i progetti che abbiamo in mente siano adatti a questa programmazione o se, eventualmente, altre forme di finanziamento possano essere più indicate».

Ha infine preso la parola Marta Anello, coordinatore del GAL Valle d’Aosta, che ha posto l’accento sul fattore tempo e sulla necessità di un approccio più strategico e aggiornato: «Ciò di cui ha parlato Rota è fondamentale: il fattore tempo. La tendenza è di vedere un bando e rispolverare un progetto nel cassetto da anni, senza chiedersi se sia ancora attuale. Dopo la pandemia, il nostro mondo è cambiato: vogliamo promuovere un percorso di valutazione attenta dei contenuti, per verificare che siano davvero rispondenti ai bisogni di oggi».Anello ha concluso sottolineando la necessità di valorizzare gli spazi esistenti e di puntare sulla sostenibilità a lungo termine: «Molte strutture sono state rinnovate ma restano vuote, e questo rappresenta uno spreco di risorse pubbliche. È importante trovare momenti di confronto per capire come, anche con piccoli interventi architettonici, questi spazi possano cambiare il futuro del territorio. Siamo pieni di ex-qualcosa pieni di potenzialità ma abbandonati. Attenzione però: ciò che si propone deve avere una prospettiva pluriennale, almeno per la durata imposta dall’avviso».

A seguire, Roberto Dini, docente dell’Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino, ha illustrato il percorso svolto finora e le prospettive future del progetto. «Il lavoro è iniziato con una mappatura delle strutture di interesse per la progettazione, dando vita a un atlante aperto che oggi comprende circa cinquanta siti, destinati ad aumentare nel tempo – ha spiegato -. A questo primo passo è seguito l’approfondimento di un territorio pilota, scelto per valutare il livello di consapevolezza degli Enti locali rispetto al proprio patrimonio architettonico».

Da questa fase di analisi sono emerse diverse esigenze comuni, tra cui la necessità di sviluppare strategie concrete per contrastare lo spopolamento e migliorare l’abitabilità delle aree montane. «Le statistiche mostrano timidi segnali di inversione di tendenza – ha aggiunto Dini – e il nostro auspicio è che questo processo prosegua, sostenuto da interventi mirati e condivisi».

Sul valore del processo partecipativo, Dini ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato e comunitario: «Per il Politecnico di Torino non è la prima esperienza di questo tipo: abbiamo già visto altri territori affrontare sfide simili. Oggi sappiamo che non vogliamo più vedere, in montagna, le cattedrali nel deserto. La qualità architettonica è importante ma, da sola, non basta: serve partecipazione, coinvolgimento e una visione olistica capace di mettere davvero al centro la comunità».

A seguire, Silvia Lanteri, ricercatrice post-doc dell’Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino, ha illustrato nel dettaglio le attività e gli incontri previsti sul territorio, presentando come riferimento il “case study” della Valle del Lys, sviluppato nell’ambito del progetto Nodes e utilizzato come modello metodologico per i futuri percorsi di accompagnamento. «La Valle del Lys è stata individuata come territorio pilota – ha spiegato – dove sono stati organizzati tre incontri basati su materiali elaborati nei mesi precedenti, come cartografie e analisi delle risorse architettoniche non utilizzate e del tessuto economico circostante».

Gli incontri avevano l’obiettivo di riavvicinare le diverse componenti della comunità, promuovendo un dialogo aperto e partecipato. «Più eterogeneo è il gruppo, più ricco diventa il confronto», ha sottolineato Lanteri, evidenziando come la discussione sia stata sorprendentemente partecipata e abbia permesso di mettere a fuoco le vere necessità di chi vive quotidianamente quei luoghi.

I temi trattati, che fungeranno da base anche per i prossimi incontri, sono stati due:

  • utilizzo, con l’esplorazione di nuovi usi per edifici e spazi esistenti
  • mobilità e collegamenti, con una riflessione sui legami fisici e funzionali tra i diversi centri della valle.

Tra i progetti emersi, diversi Comuni hanno proposto idee di riqualificazione concreta:

  • Il Comune di Fontainemore ha lavorato sulla trasformazione dell’ex casa parrocchiale, prevedendo spazi ibridi di comunità e aree destinate a soggiorni di breve e medio termine
  • Il Comune di Perloz, nell’ex Osteria, ha ipotizzato la creazione di un avamposto per la valorizzazione dei prodotti locali, pensato come punto vendita e sede per associazioni del territorio
  • Il Comune di Gressoney-Saint-Jean, ha individuato la Casa Fantonlin e l’edificio a lei adiacente da destinare a spazi ibridi di comunità e a un punto di appoggio abitativo per lavoratori stagionali, con l’obiettivo di favorirne la permanenza stabile. I due Comuni di Gressoney hanno espresso la volontà di collaborare, adottando una visione sistemica intercomunale per rispondere alla crescente domanda abitativa di giovani famiglie.

L’esperienza della Valle del Lys ha fatto emergere tre tematiche centrali che guideranno anche i prossimi percorsi di progettazione:

  • nuove forme di abitabilità per lavoratori, residenti e stagionali
  • turismo lento e creazione di avamposti per la valorizzazione territoriale
  • spazi di supporto all’agroalimentare locale.

Come ha concluso Lanteri, le parole chiave di questo approccio sono visione sistemica per la vallata, incisività sociale e ibridazione delle destinazioni d’uso, elementi fondamentali per costruire comunità più resilienti e spazi condivisi realmente vivi.

Il bando mira a selezionare fino a otto idee progettuali che avranno accesso a un percorso di accompagnamento tecnico e metodologico, realizzato con il supporto del Politecnico di Torino e del GAL Valle d’Aosta. Il processo prevede la costituzione di tavoli di lavoro che coinvolgeranno Amministratori locali, professionisti, associazioni, operatori economici e cittadini. Le proposte dovranno riguardare edifici o spazi situati nelle aree GAL, ossia in tutti i Comuni valdostani ad eccezione del centro urbano di Aosta, e potranno successivamente essere presentate in risposta al bando AS.2-SRD09, la cui pubblicazione è prevista nei prossimi mesi.

Il percorso si rivolge a:

  • enti pubblici sovracomunali (Unité des Communes, Comuni in convenzione);
  • partenariati pubblico-privati, composti da enti pubblici valdostani e da associazioni senza fini di lucro o cooperative sociali.

Il percorso di accompagnamento sarà articolato in due fasi principali.

1. Definizione dell’idea progettuale

Questa prima fase prevede momenti di confronto e co-progettazione finalizzati a sviluppare e consolidare le proposte selezionate:

  • un incontro in plenaria, previsto per gennaio 2026, rivolto a tutti i proponenti ammessi, durante il quale saranno presentati gli obiettivi generali e le modalità operative del percorso
  • tre mezze giornate di lavoro in loco, organizzate tra febbraio e aprile 2026, con focus progressivi sui diversi livelli di approfondimento del progetto:
  1. primo incontro: discussione in scala territoriale, dedicata all’analisi del contesto, delle risorse locali e delle possibili sinergie tra enti e comunità.’
  2. secondo incontro: confronto in scala architettonica, orientato alla co-progettazione e alla definizione di soluzioni spaziali e funzionali, con la presentazione di esempi virtuosi provenienti da altri territori
  3. terzo incontro: riflessione sulla sostenibilità dell’intervento, con attenzione agli aspetti gestionali, economici e ambientali per garantire la durata e l’impatto nel tempo delle iniziative.

2. Consulenza specialistica e affiancamento tecnico

La seconda fase sarà dedicata all’assistenza personalizzata ai proponenti. Saranno offerti supporto tecnico e consulenze specialistiche per affinare la proposta progettuale e definirne i contenuti operativi, coinvolgendo personale degli uffici tecnici, professionisti incaricati e amministratori locali. 

Per prendere parte al percorso di accompagnamento, i soggetti interessati dovranno seguire le seguenti modalità di partecipazione:

  • Compilare e firmare il modulo di manifestazione di interesse, disponibile sul sito ufficiale del GAL Valle d’Aosta: www.gal.vda.it 
  • Trasmettere il modulo, insieme all’eventuale documentazione progettuale di supporto, tramite PEC all’indirizzo: protocollo@pec.gal.vda.it 
  • Identificare eventuali necessità di approfondimenti giuridici, finanziari o altri per richiedere consulenza 

I soggetti ammessi dovranno:

  • individuare un referente del progetto che si interfacci con il GAL
  • collaborare nell’individuazione delle sedi per gli incontri
  • garantire il coinvolgimento degli attori locali e la diffusione delle informazioni relative alle attività
  • partecipare attivamente agli incontri e alle attività di co-progettazione.

Oggi è stato publicato l’avviso di manifestazione d’interesse e le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12.00 di lunedì 15 dicembre 2025.

Gli interventi sono cumulabili con altri finanziamenti.

Il nuovo bando: Spazi attivi, comunità connesse

Giovedì 26 febbraio 2026, il Gal Valle d’Aosta ha presentato il bando As.2 «Spazi attivi, comunità connesse – Interventi per l’attivazione e lo sviluppo di servizi rivolti alla popolazione, alle imprese e ai turisti», relativo all’intervento Srg06 del Csr (Complemento di sviluppo rurale) della Regione autonoma Valle d’Aosta 2023-2027. Il presidente del Gal, Camillo Rosset, e la coordinatrice, Marta Anello, hanno illustrato le opportunità di finanziamento rivolte a enti pubblici e associazioni del territorio valdostano.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% del valore del progetto, per un importo massimo di 240.000,00 euro, a fronte di una spesa ammissibile compresa tra 100.000,00 e 300.000,00 euro. La dotazione finanziaria complessiva disponibile ammonta a 1.300.000,00 euro. Il tempo massimo per realizzare l’intervento è fissato in 24 mesi, in ragione dei tempi stringenti della programmazione. La finestra di partecipazione al bando è aperta dal 26 febbraio al 15 settembre 2026, data entro cui le domande di contributo dovranno essere presentate entro le ore 12.00.

Il bando finanzia la realizzazione di interventi co-progettati per il recupero e la valorizzazione di edifici, complessi e spazi aperti di pertinenza già esistenti, da destinare all’erogazione di servizi per la popolazione, le imprese e i turisti in risposta ai fabbisogni espressi dal territorio. Rientrano tra gli esempi indicati spazi polifunzionali per servizi socio-assistenziali, ludico-ricreativi, culturali, nonché spazi di co-living e co-working.

Si rivolgono al bando gli enti pubblici sovracomunali (Unité des Communes valdôtaines, Comuni in convenzione), le associazioni riconosciute senza scopo di lucro e i partenariati pubblico-privati con capofila un ente pubblico, operanti sul territorio valdostano. Gli interventi dovranno riguardare immobili localizzati nell’area del Gal Valle d’Aosta, ovvero in tutti i Comuni valdostani a eccezione del centro urbano del Comune di Aosta.

Per poter accedere al bando, il richiedente deve attestare la disponibilità dei beni immobili oggetto di intervento, a titolo di proprietà, usufrutto, comodato d’uso o locazione per una durata minima di 10 anni, realizzare un intervento ubicato in area Gal, ottenere un punteggio minimo di 20 punti, non aver ricevuto altri finanziamenti pubblici per lo stesso intervento e disporre delle autorizzazioni e dei titoli necessari alla realizzazione dell’intervento.

Tra le spese ammissibili figurano gli interventi edili per la ristrutturazione e la riqualificazione di edifici e loro pertinenze, l’acquisto di attrezzature (incluso hardware), arredi e cartellonistica descrittiva, le spese immateriali per software, licenze e brevetti, le spese tecniche connesse al progetto sostenute anche nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda fino a un massimo del 12% del totale dell’investimento, l’Iva non recuperabile dal richiedente e le spese per la costituzione di polizze fidejussorie per le associazioni senza scopo di lucro.

Il presidente Camillo Rosset ha ricordato che il direttivo del Gal, attualmente in fase di rinnovo, con le elezioni previste per martedì 4 marzo, ha approvato il bando, e ha inquadrato l’iniziativa nell’obiettivo di favorire la cooperazione tra Comuni, Unité des Communes e soggetti del terzo settore. Ha evidenziato come il territorio valdostano abbia una tradizione consolidata in questo senso, citando le consorterie come luoghi storici di incontro e condivisione: il bando, ha aggiunto, vuole rappresentare l’evoluzione naturale di questo patrimonio culturale radicato nella Valle d’Aosta.

Rosset ha inquadrato il bando nel contesto delle fragilità demografiche del territorio: «I nostri piccoli Comuni sono sempre più soggetti a fenomeni di spopolamento. Mantenere attiva l’offerta di servizi sul territorio è fondamentale per contrastare questa problematica, per tale motivo il bando mira alla creazione di spazi ibridi e polifunzionali aperti tanto alla comunità, quanto ai turisti che visitano le nostre località».

In precedenza alla pubblicazione del bando, il Gal aveva avviato un percorso di avvicinamento rivolto ai Comuni che avevano manifestato interesse: tra questi, a titolo di esempio, il Comune di Quart è stato selezionato e ha già svolto il primo incontro. La coordinatrice Marta Anello ha precisato che, a fronte di 14 idee progettuali pervenute in risposta alla manifestazione di interesse, ne sono state selezionate 8 per la formazione propedeutica. I soggetti non selezionati potranno comunque partecipare al bando e saranno supportati dal Gal in ogni caso. Chi non ha preso parte al percorso formativo non è escluso dalla possibilità di presentare domanda, ma non avrà accesso ai punti derivanti dalla partecipazione alla formazione.

Rosset ha infine accennato al prossimo bando dedicato alle filiere, su cui il Gal sta già preparando incontri di presentazione presso le aziende del territorio. Per ragioni tecniche la pubblicazione non avverrà prima dell’estate: l’obiettivo degli incontri in corso è rendere gli operatori consapevoli degli strumenti disponibili in vista della pubblicazione, attesa per settembre.

La coordinatrice Marta Anello ha illustrato le finalità del bando, che rappresenta il secondo strumento attivato dal Gal nell’ambito della programmazione 2023/27. L’obiettivo, ha spiegato, è finanziare investimenti per il recupero di edifici, complessi e spazi già esistenti sul territorio valdostano, senza consumo di suolo, destinati a ospitare servizi per la comunità. Ha ricordato che la Valle d’Aosta conta numerosi manufatti che, a seguito dei cambiamenti socioeconomici degli ultimi decenni, hanno perso la loro destinazione d’uso originaria: il bando intende restituirli alla comunità con nuove finalità.

Anello ha posto l’accento sulla necessità di evitare interventi privi di una reale domanda territoriale: «I progetti finanziati dovranno rimanere operativi per almeno 10 anni. Da qui la necessità di presentare un piano di gestione pluriennale che preveda il coinvolgimento e la collaborazione tra più partner con ruoli e responsabilità definite, al fine di evitare che i beni riqualificati si trasformino in “cattedrali nel deserto” per la mancata fruizione». La qualità del piano di gestione, ha aggiunto, costituirà un elemento determinante nella valutazione delle domande. Tra i criteri di premialità figurano la co-progettazione partecipata, la sostenibilità economica, sociale e ambientale, e la presenza di interventi su impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Le domande devono essere presentate esclusivamente in forma dematerializzata tramite il portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale). Il Gal garantisce supporto ai potenziali richiedenti attraverso lo sportello informativo presso la propria sede, accessibile su appuntamento al numero 0165-524302 o all’indirizzo e-mail info@gal.vda.it. Per chi non fosse in zona Aosta, è previsto un webinar informativo martedì 10 marzo 2026 alle ore 11.00. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.gal.vda.it.

Pubblicato / aggiornato il 05/06/2026 alle 15:29
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Categoria: Politica e Amministrazione