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Consiglio comunale a Saint-Vincent il 23 giugno 2026

Consiglio comunale a Saint-Vincent il 23 giugno 2026 (©Comune di Saint-Vincent) - Il Consiglio comunale di Saint-Vincent, riunito il 23 giugno 2026

Il Consiglio comunale di Saint-Vincent si è riunito martedì 23 giugno 2026.

La seduta si è aperta con le comunicazioni del sindaco, che ha annunciato due aggiornamenti riguardanti i Servizi comunali. Il primo ha riguardato l’entrata in funzione di una nuova spazzatrice per la pulizia del paese: è stato selezionato un operatore dedicato esclusivamente alla conduzione del macchinario, con il compito specifico di raggiungere gli angoli più difficili del centro. Il secondo ha riguardato la riapertura del Palais, con il completamento degli interventi di messa in sicurezza e il rinnovo dei materiali interni, inclusa l’installazione di nuovi pannelli.

La consigliere di minoranza Carmen aJcquemet si è complimentata con la vicesindaco Maura Susanna per l’organizzazione del Concours Cerlogne. La vicesindaco ha ringraziato e ha ricordato l’importanza della manifestazione, svoltasi a Saint-Vincent per la terza volta, dopo le edizioni 1968 e 2002.

È seguita l’approvazione dei verbali della seduta precedente.

Il Consiglio ha quindi esaminato l’istanza presentata dal Gruppo di minoranza per la convocazione di una seduta straordinaria avente a oggetto la sicurezza e l’ordine pubblico, con riferimento alla situazione attuale e alle misure di prevenzione e correzione da adottare. La richiesta era stata avanzata in vista della stagione estiva e richiedeva la presenza dei Carabinieri e della Polizia locale, affinché il Consiglio e le forze dell’ordine potessero individuare insieme soluzioni concrete.
La consigliere ha distinto la questione in due ambiti: da un lato le zone del paese più esposte a situazioni problematiche; dall’altro la sicurezza delle persone fisiche. Ha precisato che la situazione a Saint-Vincent non è paragonabile a quella delle grandi città ma che alcune recenti segnalazioni da parte di cittadini relative a gruppi di giovani e meno giovani che si riunirebbero per compiere attività illecite hanno indotto la minoranza ad approfondire e a verificare di persona. 

La consigliere Beatrice Arditi ha elencato una serie di episodi segnalati in vari luoghi del paese. In particolare ha descritto la situazione dei giardini pubblici, dove gruppi di ragazzini occuperebbero spazi destinati a famiglie e bambini piccoli con comportamenti molesti (urla, bestemmie, musica ad alto volume, consumo di sostanze), reagendo in modo aggressivo agli adulti che cercassero di fare loro osservazioni. Ha aggiunto che alcuni giovani sfreccerebbero in bicicletta o in monopattino per le vie del centro mettendo a rischio anziani e bambini, e che alcune risse si sarebbero verificate di recente. Ha segnalato come alcune zone, tra cui piazza Zerbion, la piazzetta e l’area del bar tennis non siano coperte da videosorveglianza e ha riferito che video e fotografie sarebbero disponibili come documentazione. Ha concluso affermando che non è accettabile che le donne abbiano timore di frequentare i luoghi pubblici.

La vicesindaco Susanna ha osservato che la Commissione consiliare sarebbe potuta essere più adatta per questo tipo di confronto, poiché avrebbe consentito alle forze dell’ordine di intervenire attivamente nel dibattito anziché limitarsi ad ascoltare. Ha chiesto alla minoranza se le segnalazioni raccolte fossero già state portate all’attenzione delle forze dell’ordine.

La consigliere Jacquemet ha risposto che il Consiglio è stato preferito alla Commissione perché è l’unico organo in grado di deliberare, mentre le commissioni potranno essere istituite in un secondo momento. Ha precisato che i cittadini che hanno inoltrato i video lo hanno fatto dopo l’annuncio del Consiglio straordinario e che non è noto se abbiano provveduto autonomamente a sporgere segnalazione. Ha aggiunto che l’aggregazione in gruppo tende a modificare i comportamenti individuali, amplificando atteggiamenti che altrimenti non si manifesterebbero. Ha segnalato casi di spaccio nei dehor di alcuni bar, per i quali le forze dell’ordine sono già state avvisate e i soggetti allontanati. Tra le proposte concrete, ha indicato l’utilizzo sistematico delle telecamere con lettura delle targhe e l’introduzione di una sorveglianza più sistematica, sottolineando che alcune zone (i giardinetti e l’area verde sopra il parcheggio pluripiano) non sono coperte in modo adeguato. Ha inoltre segnalato problemi di illuminazione pubblica in alcune aree, tra cui i giardini di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e la scala al livello -2 del parcheggio. Ha infine chiesto che chiunque abbia la possibilità di intervenire lo faccia o, almeno, segnali a chi di dovere.

Il sindaco Francesco Favre ha replicato precisando che l’Amministrazione mantiene un confronto costante con le forze dell’ordine ed è quindi a conoscenza degli arresti e delle situazioni in corso. Ha ribadito che Saint-Vincent è un paese sicuro, pur riconoscendo l’esistenza di episodi sporadici di spaccio, che ha definito non riconducibili a una rete organizzata. Ha sottolineato la distinzione tra sicurezza effettiva e percezione della sicurezza, osservando che lavorare sulla seconda è parte integrante dell’impegno dell’Amministrazione. Ha aggiunto che, storicamente, la presenza del Casino e dei locali notturni ha sempre comportato un certo movimento e che questo contesto va tenuto presente nella valutazione della situazione. Sul tema dell’illuminazione, ha confermato che sono stati aggiunti nuovi punti luce in diverse zone tra cui le fermate degli autobus e piazza Aosta,  riconoscendo che il problema è reale ma che gli interventi richiedono tempo. Ha riferito che i sistemi di lettura targhe sono già attivi e sufficienti nelle zone dove servono, poi ha indicato tra le aree di lavoro in corso la sistemazione del parcheggio multipiano, della fermata degli autobus e dell’area delle betulle dietro la Cva. Ha invitato la popolazione a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi situazione critica, senza attendere giorni.

La consigliere Jacquemet ha condiviso l’invito a segnalare senza indugi e ha ribadito la necessità di un messaggio forte alla cittadinanza in tal senso. Ha segnalato ulteriori criticità: rue de la Plaine (a suo avviso in progressivo degrado); la necessità di interventi nelle scuole; l’opportunità di attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani, che spesso si trovano in situazioni di noia e mancanza di alternative. Ha osservato che certi comportamenti non sono nuovi ma che la loro frequenza e intensità sono aumentate.

L’assessore Maurizio Castiglioni ha risposto elencando una serie di iniziative già in corso, distinguendo tra quelle di competenza comunale e quelle che ricadono sotto la responsabilità delle Istituzioni scolastiche. Ha escluso l’esistenza di baby gang a Saint-Vincent, precisando tuttavia che i ragazzi coinvolti nelle situazioni segnalate non sono anonimi: frequentano le scuole e sono conosciuti. Con la doppia veste di insegnante e amministratore, ha espresso perplessità sull’utilità di affiancare un agente a ogni ragazzo problematico quando il nodo centrale è la disattenzione familiare: le segnalazioni partono dalla scuola, ha spiegato, ma i genitori non si presentano ai colloqui, salvo poi opporsi attivamente quando intervengono i servizi sociali.
Sul fronte scolastico, ha evidenziato che il dialogo con gli istituti è quasi quotidiano e che i contenuti di educazione civica e legalità sono già ampiamente presenti nella programmazione didattica  dalla Settimana della legalità agli interventi della polizia di Stato sui rischi legati all’abuso di alcol. Ha evidenziato che molto è già fatto e che margini di miglioramento esistono ma ha spostato parte della responsabilità sugli adulti in generale, citando come esempio il mancato rispetto del verde pubblico da parte di chi non raccoglie le deiezioni dei propri animali. Ha concluso ricordando le iniziative che puntano a ricostruire un senso civico più solido (la Cittadella, l’Oratorio, la Consulta dei giovani) riconoscendo che la rete, per quanto fitta, lascerà sempre sfuggire qualcosa.

Il capogruppo di minoranza Corrado Zani ha colto l’occasione per sollevare un tema distinto, osservando che la situazione generale richiede una spinta concreta e che anche i ritardi nelle opere pubbliche contribuiscono a erodere la fiducia dei cittadini: aveva ricevuto assicurazioni che il viale sarebbe stato completato entro il 30 giugno, ha riferito, ma così non è.

La vicesindaco Susanna ha replicato che, in quella sede, la data era stata indicata con riserva e il ritardo è frutto delle necessarie procedure. Ha quindi ricondotto il dibattito all’istanza in discussione, invitando a mantenere le proporzioni: i ragazzi problematici rappresentano un’esigua minoranza, ha sottolineato, e il rischio è di oscurare la grande maggioranza di giovani che si comporta correttamente.

La consigliere Arditi ha risposto che riconoscere la dimensione contenuta del fenomeno non equivale a minimizzarlo: se i cittadini percepiscono un pericolo, ha affermato, è compito dell’Amministrazione intervenire. Ha precisato che l’obiettivo dell’incontro non era sminuire quanto già realizzato quanto aprire il dibattito a nuove forme di soluzione. «Se i cittadini non si sentono sicuri – ha aggiunto – vuol dire che il pericolo lo percepiscono e questo è già sufficiente per agire».

La vicesindaco Susanna ha concluso il proprio intervento osservando che invitare i cittadini a denunciare è un consiglio ovvio, che serve solo a ribadire l’obbligo di esercitare un diritto e un dovere civico.

Il consigliere di minoranza Mauro Cometto ha invitato a non sottovalutare un fenomeno che, a suo avviso, rischia di degenerare. Ha elencato una serie di episodi recenti verificatisi in quelle che ha definito «zone grigie» di Saint-Vincent: una rissa che aveva coinvolto una decina di ragazzini il giorno precedente, un giovane picchiato, una signora molestata in rue de la Plaine. Ha riferito di aver verificato di persona alcune delle zone segnalate e di aver riscontrato situazioni documentate che non ha esitato a definire preoccupanti. Ha precisato che, nelle ore notturne, i Carabinieri intervengono regolarmente e ha osservato che stabilire se il fenomeno costituisca o meno una criticità strutturale dipende dal momento e dall’angolazione da cui lo si osserva. Ha concluso con un appello ai colleghi: «Non è più la Saint-Vincent di quando eravamo ragazzini». Ha aggiunto che i genitori di oggi non esercitano la stessa autorità di un tempo. «Noi come consiglieri dobbiamo essere attenti – ha avvertito – perché il salto è più breve di quanto pensiamo».

La consigliere Jacquemet ha ribadito che minimizzare non serve. Ha ricordato che certi comportamenti si modellano seguendo la dinamica del gruppo e ha avanzato una proposta concreta: convocare le famiglie dei ragazzi coinvolti alla presenza delle forze dell’ordine. Ha precisato che l’obiettivo della richiesta di Consiglio straordinario non era individuare nella seduta stessa l’unica soluzione possibile ma ottenere un punto di accordo condiviso tra maggioranza e minoranza.

L’assessore Leo Bréan ha ridimensionato quello che ha definito il mito di una Saint-Vincent più sicura in passato, ricordando che prostituzione e risse hanno sempre fatto parte del tessuto della cittadina e che al contrario, oggi, la situazione è assai migliorata. Ha tuttavia riconosciuto che, in retrospettiva, si sarebbe potuto scegliere un approccio diverso nella gestione del confronto.

Il consigliere di minoranza Stefano Capano ha proposto di inviare segnali concreti alla cittadinanza, come la chiusura dei giardinetti oltre una certa ora.

La consigliere Jacquemet ha cercato di tirare le fila del dibattito, chiedendo di verificare se esistesse una convergenza su alcuni punti specifici: il potenziamento dell’illuminazione nelle zone più buie, l’istituzione di una Commissione dedicata e il riconoscimento che lo spaccio, pur non essendo un fenomeno nuovo, si stia normalizzando attraverso l’ostentazione, il che rappresenta un salto qualitativo rispetto al passato. Ha aggiunto che il fatto stesso di aver affrontato l’argomento in sede consiliare è già un segnale positivo per la comunità. Ha quindi annunciato l’apertura della seconda parte dell’istanza, relativa ai luoghi fisici su cui intervenire per migliorare la sicurezza.

Il sindaco Favre ha precisato di non voler assumere impegni formali sull’illuminazione in quella sede, ricordando che i lavori in quella direzione sono già in corso in quanto parte della programmazione amministrativa in essere e che, in assenza di fatti tangibili, non ritiene utile proseguire una discussione fondata esclusivamente sulle percezioni.

Il capogruppo Zani ha concluso la seduta con una riflessione di carattere generale, osservando che i cambiamenti sociali e la commistione di tradizioni diverse rendono più complesso il mantenimento di regole condivise. Ha auspicato che la società sappia far rispettare le norme per evitare che in paese si verifichino episodi spiacevoli.

Pubblicato / aggiornato il 24/06/2026 alle 13:23
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Categoria: Politica e Amministrazione