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Consiglio comunale a Saint-Vincent il 30 luglio 2026

Il Consiglio comunale di Saint-Vincent si è riunito giovedì 30 luglio 2026.

La seduta si è aperta con le comunicazioni del sindaco Francesco Favre, che ha ringraziato l’amministratore unico uscente della Casino de la Vallée SpA Rodolfo Buat per il lavoro svolto e ha espresso il compiacimento del Comune per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, presieduto dall’avvocato Sara Bordet.

È seguita l’approvazione dei verbali della seduta precedente.

Il Consiglio ha quindi esaminato un’interpellanza presentata dalla minoranza sui lavori di revisione generale dell’ascensore inclinato che conduce alla Fons Salutis. Il consigliere Mauro Cometto ha illustrato l’interpellanza ricordando che, nel 2024, erano stati approvati la revisione, la verifica di fattibilità e l’affidamento dell’appalto, con una stima di 210 giorni lavorativi. Secondo il cronoprogramma allora previsto, i lavori si sarebbero dovuto concludere entro maggio 2025. Cometto ha definito la funicolare un punto fondamentale di connessione per il paese e, dato il ritardo accumulato, ha chiesto una spiegazione sulle cause del rallentamento.
Ha risposto il sindaco Favre, che ha ripercorso la storia del dossier, arenato fin dal settembre 2020. Favre ha spiegato che i preventivi dell’epoca erano quasi dimezzati rispetto a quelli attuali. Nel 2023, il Comune ha ottenuto un contributo dell’80% da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta per avviare i lavori e, alla fine del 2024, è stato firmato un appalto integrato, comprendente sia la progettazione sia l’esecuzione dei lavori a carico dell’operatore economico individuato. Il 9 giugno 2025, la Regione ha richiesto una variante suppletiva al progetto. Il sindaco ha quindi dato lettura della relazione del responsabile del procedimento, secondo il quale la variante è giustificata da circostanze  collegate al deterioramento di alcune parti dell’impianto – non sostituibili agevolmente al momento dello smontaggio – e a interventi necessari per certificare la conformità alla normativa sugli impianti a fune. Tali varianti richiedono un secondo parere. Favre ha precisato che normative distinte disciplinano gli impianti a fune e gli ascensori, con un conseguente incremento dei criteri di sicurezza. La variante prevede di trasformare l’impianto esistente in un ascensore inclinato, così da semplificarne la gestione. Il confronto tra gestore, impresa, progettista e Comune ha portato all’approvazione della variante nel giugno 2026, dopo il parere regionale. Questo iter che ha determinato il ritardo accumulato. Il cronoprogramma aggiornato prevede la conclusione dei lavori entro la fine dell’anno e la conclusione dei collaudi entro la fine dell’inverno 2026/27. Il sindaco ha riferito che alcuni interventi di restyling delle cabine sono già stati realizzati, così come i lavori sulle rotaie, mentre restano da completare gli impianti elettrici e altri interventi. Resta inoltre da definire la modalità di funzionamento della funicolare: se a orari fissi o a chiamata.
Nella replica, il consigliere Cometto non ha nascosto il proprio dispiacere per l’assenza della funicolare in paese, riconoscendo l’impatto economico dei lavori e proponendo un confronto con gli ascensori del forte di Bard. Cometto ha detto di attendere fiduciosamente la conclusione dei lavori e ha ringraziato per i chiarimenti fornitigli.

È seguita la trattazione di un’interpellanza sugli impianti a fune e sull’utilizzo del patrimonio del Col de Joux. La consigliere Carmen Jacquemet ha ricordato che il Comune ha destinato risorse a una sciovia la cui apertura estiva, dedicata alle biciclette, era stata annunciata ma non si è verificata. Ha chiesto come si giustifichino i 400mila euro di fondi regionali stanziati a fronte di una struttura, gestita da un soggetto privato, che non garantisce l’apertura né in estate né in inverno, domandando inoltre come si giustifichi la vendita dei battipista e come il Comune intenda raggiungere gli obiettivi di sviluppo dello sci da discesa previsti dalla legge regionale del 2004.
Il sindaco Favre ha risposto ricordando che il tema del Col de Joux è discusso da anni, tra interpellanze in Consiglio comunale, interpellanze in Consiglio regionale e toni via via più accesi. Ha ricordato che l’Amministrazione ha ereditato un impianto chiuso ed è riuscita a far confluire su Saint-Vincent quasi 1,5 milioni di euro di finanziamenti regionali, indicando nella destagionalizzazione l’obiettivo perseguito, con il coinvolgimento di giovani imprenditori del territorio interessati a un progetto della durata di 15 anni. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di mantenere aperte le infrastrutture e ha precisato che eventuali dubbi sulla gestione amministrativa, qualora configurino un’ipotesi di illegittimità, non trovano sede appropriata nel Consiglio comunale.
Sulla vendita dei battipista, il sindaco Favre ha spiegato che un mezzo era fermo da tempo e non recuperabile, un secondo (revisionato l’ultima volta nel 2018) risultava anch’esso non recuperabile, mentre il terzo era funzionante. Non sussisteva alcun obbligo di comunicare la vendita alla Regione.
Nella replica, la consigliere Jacquemet ha sostenuto che il sindaco non ha risposto al quesito centrale, precisando se lo sci non sia più contemplato nelle delibere dell’Amministrazione. Vorrebbe sapere come siano stati giustificati investimenti che ritiene siano legati allo sci a fronte di delibere che ne escludono la ripresa. Jacquemet ha inoltre osservato che, nella delibera di vendita dei battipista, non risulta indicata l’inutilità dei mezzi come motivazione della cessione.

È stata quindi discussa una mozione di iniziativa popolare, presentata dal consigliere Stefano Capano, relativa alla gestione di uno spazio dedicato ad attività di ballo per gli anziani. Il consigliere Capano ha illustrato la richiesta, sottolineando come tali attività contribuiscano a contrastare la solitudine e a favorire il benessere psicofisico dei partecipanti. Il consigliere ha ricordato che il Centro anziani offre solo occasionalmente iniziative di ballo e che i residenti promotori dell’istanza si sono detti disponibili a contribuire economicamente alla realizzazione del progetto, chiedendo l’individuazione di una sala dedicata.
È intervenuta la vicesindaco Maura Susanna, che ha ringraziato i cittadini per la partecipazione alla seduta, esprimendo comprensione per la richiesta di uno spazio dedicato al ballo. Ha riferito che l’Amministrazione si è già attivata in tal senso, escludendo la sala A del Centro congressi come opzione praticabile: la struttura, che ha una capienza di 160 posti a sedere, è soggetta a normative specifiche in caso di spettacolo pubblico e gli stage di tango già ospitati sono stati autorizzati per un massimo di 30 persone: l’introduzione di un tal limite d’ingressi genererebbe malcontento. La vicesindaco Susanna ha citato, tra le alternative valutate, la bocciofila (dove sarebbe possibile installare una pedana da ballo), segnalando tuttavia i costi di montaggio e smontaggio – fino a 40.000 euro – e le criticità legate alle elevate temperature estive. Tra le ipotesi al vaglio anche la terrazza adiacente. La vicesindaco ha precisato che l’Amministrazione è favorevole all’iniziativa e ha proposto di trasferire la questione in Commissione, per individuare soluzioni condivise, suggerendo che il Comune si faccia da tramite tra la cittadinanza e la Parrocchia per l’utilizzo, quantomeno temporaneo, della sala grande dell’oratorio.
La consigliere Jacquemet ha osservato che le Commissioni consiliari sono meno partecipate rispetto al Consiglio.
La vicesindaco Susanna ha chiesto il ritiro della mozione poiché superata dai fatti.
Dopo una sospensione dei lavori necessaria per un confronto con i proponenti della mozione, la richiesta di ritiro è stata rifiutata.
Posta ai voti, la mozione è stata respinta con 11 voti contrari e 5 favorevoli.

Il Consiglio ha quindi verificato la salvaguardia degli equilibri di Bilancio.

È seguita la ratifica della variazione d’urgenza al Bilancio di previsione pluriennale 2026/28. Il sindaco Favre ha illustrato la variazione, riconducibile al progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) di accoglienza per famiglie e persone provenienti dall’estero da inserire nella comunità. Il sindaco Favre ha precisato che si tratta di una rimodulazione che non incide sugli equilibri complessivi, in quanto le risorse restano le stesse ma sono redistribuite tra i capitoli di Bilancio. La variazione d’urgenza deriva dalla tardiva comunicazione miisteriale del proseguimento del progetto, con finanziamento semestrale, e si è resa necessaria per garantire la continuità del progetto medesimo. 
Nella dichiarazione di voto, la consigliere Jacquemet ha annunciato l’astensione poiché la minoranza conosce il progetto e lo valuta positivamente ma non ha piena contezza delle vicissitudini amministrative che hanno causato la variazione d’urgenza.

Il Consiglio ha quindi approvato l’assestamento generale del Bilancio, comprensivo della quarta variazione al Bilancio di previsione pluriennale 2026/28 e al correlato Documento unico di programmazione semplificato (Dups). Per la spesa in conto capitale, la variazione riguarda il completamento degli interventi sul Palais, per un importo complessivo di 806.060,63 euro, finanziato con un contributo regionale di 731.060,63 euro e con l’applicazione di 75mila euro di avanzo libero. Le risorse sono destinate al completamento del piano meno tre del Municipio, alla realizzazione del collegamento tra Comune e Palais, alla riqualificazione della copertura e all’adeguamento degli impianti tecnologici, per 731.060,63 euro; a investimenti su beni immobili comunali per 60mila euro e a interventi sulla rete stradale, tra cui l’installazione di pali per la pubblica illuminazione, per 15mila euro.

Il Consiglio è stato inoltre chiamato a esaminare l’intervento di valorizzazione e riqualificazione dell’area turistica del Col de Joux, che prevede la permuta, in località Palud, dei fondi catastali distinti al foglio 39, particelle 124, 126, 128 e 132, e di una porzione del fondo catastale al foglio 67, particella 57/BBB, con il contestuale aggiornamento del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
Il sindaco Favre ha spiegato che gli atti consentono di acquisire terreni al Col de Joux attraverso un accordo con i proprietari, con un conguaglio economico legato alla diversa valutazione delle aree interessate. Ha definito l’operazione un primo tassello per l’utilizzo di tutte le aree del Col de Joux, sia nella stagione estiva sia in quella invernale.

Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità la convenzione con la Regione autonoma Valle d’Aosta per la concessione gratuita di alcuni locali all’interno dell’immobile regionale di via Monsignor Alliod, a Saint-Vincent. Il sindaco Favre ha spiegato che l’Amministrazione comunale ha diritto di utilizzare parte dell’edificio a fini scolastici e che, in relazione ai lavori in corso nella scuola media, si era resa necessaria l’individuazione di spazi temporanei per gli studenti. Con l’avvicinarsi del completamento dei lavori, volti a migliorare la fruibilità degli spazi, è emersa la necessità della Regione di rientrare in possesso di parte dei locali per insediarvi temporaneamente gli studenti dell’Ipra. L’immobile sarà quindi condiviso tra le due istituzioni, con alcuni spazi in comune (tra cui la palestra). Il sindaco Favre ha annunciato che l’inaugurazione della sede rinnovata della scuola media coinciderà con l’evento di l’apertura dell’anno scolastico, organizzato con l’Assessorato regionale all’Istruzione e previsto per il 10 settembre. 

Il Consiglio ha quindi preso atto e approvato la convenzione quadro per l’esercizio in forma associata delle funzioni e dei servizi comunali, da svolgere in ambito territoriale regionale tramite il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta (Celva).

È stato quindi approvato il nuovo Regolamento comunale del servizio di refezione scolastica. L’assessore Maurizio Castiglioni ha spiegato che il documento definisce il ruolo della Commissione Mensa nel confronto con l’assessore competente e con la ditta appaltatrice, i criteri di correttezza e puntualità dei pagamenti e i principi di comportamento cui devono attenersi gli utenti. Tra le novità, il divieto di utilizzo del cellulare durante il servizio mensa, dato che il richiamo alla responsabilità individuale non si è rivelato sufficiente. Il Regolamento prevede che, in presenza di reclami scritti in caso di comportamenti scorretti, si possano contattare le famiglie e si possa arrivare alla sospensione dal servizio. Un disciplinare più puntuale sul funzionamento della Commissione mensa sarà definito dalla Giunta.
L’assessore Giacinta Merlin è intervenuta sull’adeguamento dei menù, ricordando che le precedenti proposte non erano gradite dai ragazzi e che il nuovo menù, concordato con l’Usl, è stato valutato positivamente anche se permangono criticità. Al proposito, ha colto l’occasione per ricordare il medico che ha curato il nuovo menu scolastico: Pier Eugenio  Nebiolo, recentemente scomparso.
Il consigliere Stefano Capano ha osservato che la sospensione dal servizio mensa non risolve il problema alla radice e rischia di mettere in difficoltà le famiglie, chiedendo che tale misura sia accompagnata da un percorso formativo. L’assessore Merlin ha risposto che l’intento non è escludere singoli studenti ma tutelare la generalità degli utenti a fronte di episodi che, per quanto isolati, si sono verificati. L’assessore Castiglioni ha aggiunto che il Regolamento, per sua natura astratto e generale, deve prevedere anche i casi di maggiore gravità, come le violazioni della privacy tramite smartphone, da valutare comunque caso per caso.
La consigliere Jacquemet ha sostenuto che un Regolamento non dovrebbe limitarsi a prevedere sanzioni ma che la sospensione, anche solo come possibilità, dovrebbe essere preceduta da supporto e formazione specifica, considerando l’allontanamento come extrema ratio, poiché colpisce più la famiglia che il minore. Ha poi annunciato il voto contrario del proprio gruppo. Il consigliere Cometto ha dichiarato di aver approvato il Regolamento in Commissione, ritenendo necessario incentivare la disciplina, pur condividendo l’invito alla vicinanza verso le famiglie in difficoltà.
Il sindaco Favre è intervenuto ricordando che il Regolamento non prevede esclusioni automatiche e che la refezione scolastica, pur essendo un servizio a supporto della scolarità, non è un servizio essenziale, non è obbligatoria. L’esclusione, ha specificato, arriverebbe solo al termine di una serie di passaggi, con l’obiettivo di stabilire regole condivise e non di escludere. L’assessore Castiglioni ha concluso ribadendo la disponibilità a soluzioni alternative alle sanzioni ma anche la necessità di punti fermi, indicando nel dialogo con le famiglie il caposaldo dell’azione amministrativa. 

L’assessore Bréan ha quindi illustrato le modifiche al Regolamento per l’applicazione della Tari per l’anno 2026, per l’inserimento del bonus sociale. 

La seduta si è conclusa con la discussione di una proposta di sostegno all’iniziativa promossa da Coldiretti Valle d’Aosta per la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.
La vicesindaco Susanna ha illustrato la richiesta di adesione, spiegando che la normativa europea rischia di generare confusione o di fuorviare il consumatore sulla reale provenienza degli alimenti commercializzati con il marchio “Made in Italy“, pur provenendo da altri Paesi.
Nella dichiarazione di voto, il consigliere Cometto ha accolto favorevolmente l’iniziativa a nome della minoranza. La proposta è stata approvata all’unanimità.

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