Assemblea degli Enti locali del 28 agosto 2026
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
L'Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali del 28 agosto 2026
L’Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali è convocata per venerdì 28 agosto 2026, alle ore 10, ad Aosta.
L’Assemblea si è astenuta sulla proposta di legge regionale n. 24 concernente la Disciplina e interventi a sostegno dei distretti del commercio.
Il sindaco di Ayas Alex Brunod ha spiegato i contenuti della proposta, sottolineando che assume particolare rilievo per i Comuni l’impatto sugli strumenti urbanistici, da adeguare entro 12 mesi dall’approvazione del Distretto. La disciplina attuativa sarebbe definita dalla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta, sentito il Cpel.
Ha aggiunto che la Consulta ha ampiamente discusso il tema e ha deciso di proporre all’Assemblea la seguente osservazione:
«L’Assemblea ritiene che la proposta presentata presenti alcuni elementi di miglioramento rispetto a quella precedentemente sottoposta al parere del Cpel nel 2023, in particolare con riferimento a una più puntuale definizione del ruolo e del coinvolgimento dei Comuni nella costituzione e nell’attuazione dei distretti del commercio.
Inoltre, l’Assemblea condivide le finalità generali della proposta, riconoscendo nei distretti del commercio un possibile strumento di contrasto alla problematica della desertificazione commerciale. Tuttavia, permangono alcune criticità e profili di incertezza che, allo stato attuale, non consentono di esprimere un parere favorevole.
In primo luogo, a distanza di tre anni, l’Assemblea ribadisce l’assoluta esigenza di un confronto preventivo con gli enti locali e con gli altri soggetti interessati, volto a verificare l’effettiva sostenibilità e applicabilità del modello dei distretti del commercio nel contesto valdostano.
Tale esigenza assume particolare rilievo, considerato il ruolo primario che i Comuni sarebbero chiamati a svolgere, sia nella fase di costituzione sia in quella di gestione dei distretti, nonché in considerazione degli adempimenti che la proposta pone a loro carico. In tale prospettiva, l’Assemblea auspica che tale questione possa essere approfondita nell’ambito degli incontri con la cabina di regia per la definizione di misure per il contrasto della desertificazione commerciale, istituita dall’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Commercio.
Tale sede potrebbe costituire un utile momento di confronto per valutare l’opportunità, la sostenibilità e le concrete modalità di attuazione dei distretti del commercio in Valle d’Aosta, tenendo conto delle diverse esigenze e specificità dei singoli Comuni.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la previsione relativa all’obbligo per i Comuni di introdurre, nei propri strumenti urbanistici comunali, una limitazione all’insediamento di nuove grandi strutture di vendita nelle aree limitrofe al distretto.
La proposta non definisce, infatti, in cosa consista l’impegno formale assunto dal Comune, né precisa i termini entro i quali debba essere adottato il procedimento di variante urbanistica, ovvero se debba essere concluso l’intero procedimento con la definitiva approvazione della modifica dello strumento urbanistico.
Considerati i tempi tecnici e amministrativi propri dei procedimenti di approvazione degli strumenti urbanistici, l’Assemblea ritiene opportuno prevedere una maggiore flessibilità nella definizione dei termini e delle modalità di perfezionamento del documento urbanistico, evitando che eventuali ritardi dovuti alla complessità dell’iter amministrativo o a circostanze non imputabili al Comune possano determinare la decadenza dell’intero distretto e la conseguente revoca dei contributi, con effetti anche nei confronti degli enti locali che abbiano correttamente adempiuto agli obblighi previsti.
Infine, con riferimento alla possibilità di ridurre le aliquote Imu e Tari applicate agli immobili a uso commerciale, l’Assemblea condivide la previsione di questa misura, ma evidenzia i potenziali effetti sui bilanci comunali.
Il ristoro regionale, infatti, risulta subordinato alla disponibilità di bilancio ed è soggetto al limite massimo annuo stabilito dalla proposta di legge.
Poiché gli elementi necessari a determinare l’entità effettiva del ristoro, nonché i relativi criteri di riparto, sono demandati a una successiva deliberazione della Giunta regionale, allo stato attuale l’Assemblea non dispone di elementi sufficienti per poter valutare completamente l’effettivo impatto finanziario della misura sui bilanci comunali e, conseguentemente, la sua sostenibilità nell’impiego effettivo».
È stato espresso parere negativo sulla proposta di legge regionale n. 25 di Istituzione della polizia locale regionale. La sindaco di Verrayes Wanda Chapellu ha illustrato l’articolato e ha segnalato che l’articolo 3 evidenzia le maggiori criticità per i Comuni, perché non sono ricomprese funzioni di prevenzione degli illeciti amministrativi: si creerebbe un vuoto normativo. Non sono inoltre disciplinate le modalità con le quali il sindaco potrà interfacciarsi con il personale della Polizia locale.
È stato proposto all’Assemblea di esprimere parere negativo con queste motivazioni: «L’Assemblea non condivide l’impostazione complessiva della proposta, che trasferisce alla Regione la titolarità, l’organizzazione e la gestione del servizio di polizia locale, incidendo direttamente sulle competenze e sulle responsabilità oggi attribuite ai Comuni e, in particolare, ai sindaci. Con la sostituzione dell’attuale Capo II della legge regionale 11/2005, la proposta riforma integralmente l’attuale assetto, rischiando di indebolire il ruolo degli enti locali e di allontanare la gestione della polizia locale dalle specificità del territorio.
Particolarmente rilevante è il venir meno del rapporto funzionale diretto tra sindaco e polizia locale previsto dalla disciplina vigente. Attualmente il sindaco può avvalersi direttamente del servizio di polizia locale e impartire le direttive necessarie. Nel nuovo modello, invece, viene delineata una struttura gerarchica tra Regione, Comando centrale e Comandi territoriali, senza definire il ruolo del sindaco, i suoi poteri di indirizzo e le modalità attraverso cui poter continuare a impiegare gli agenti di polizia locale.
Il rischio, infatti, è quello di privare il sindaco degli strumenti operativi necessari per esercitare il proprio ruolo istituzionale. Ulteriore criticità riguarda le funzioni amministrative oggi svolte dai Comuni attraverso la polizia locale. La proposta non chiarisce chi ne assuma la titolarità e secondo quali modalità saranno esercitate nel nuovo modello regionale, con il rischio di creare incertezze operative e un ulteriore svuotamento delle competenze comunali.
L’Assemblea ritiene, inoltre, che una riforma di tale importanza, che incide sul personale, sull’organizzazione e sulle responsabilità degli enti locali, debba essere preventivamente condivisa con i Comuni. Non risulta sufficientemente valutata la sostenibilità dell’operazione e il trasferimento del personale previsto dal 1° gennaio 2027 appare prematuro in assenza di un progetto definito sulle strutture, sui comandi territoriali, sulle sedi, sui mezzi, sulle dotazioni, sul fabbisogno di risorse umane e finanziarie.Una riforma così rilevante non può prescindere da una preventiva valutazione dei costi e della fattibilità, nonché da un adeguato confronto con gli enti direttamente coinvolti. Gli enti locali stanno già valutando la possibilità di rafforzare le forme di gestione associata del servizio tra Comuni con esigenze simili, così da migliorarne l’organizzazione e l’efficienza.
L’Assemblea, infatti, ritiene che, anziché procedere ad un accentramento regionale della polizia locale, sia necessario perseguire un modello che rafforzi le capacità organizzative dei Comuni e la cooperazione tra gli enti locali, nonché investire nella formazione, nelle dotazioni e nel personale e rafforzare il coordinamento con le altre forze di polizia già presenti sul territorio».
Il sindaco di Nus Camillo Rosset ha suggerito di invitare i proponenti della legge a «sopralluoghi per conoscere realmente l’attività della Polizia locale. Sull’aggregazione si può lavorare, ma la gravissima incompetenza che pervade il testo è imbarazzante».
Il presidente del Cpel Alex Micheleto ha aggiunto: «Pervengono proposte di legge legittime sull’organizzazione degli enti locali. Siamo disponibili a confronti preventivi perché la comprensione reciproca è utile, diversamente è difficile lavorare. Parlare di Polizia locale regionale è contraddittorio. La delegazione trattante si è recentemente riunita per affrontare le difficoltà di questo servizio fondamentale. È stato deciso di avviare un percorso per investire sulla formazione, dotare gli addetti degli strumenti necessari a svolgere al meglio il loro lavoro ed è stata avviata una ricognizione sul numero di addetti e sulle mansioni svolte. In settembre si svolgerà un nuovo incontro per affrontare la questione con cognizione di causa, affinché il servizio sia garantito in maniera efficiente».
È stato espresso parere favorevole sul disegno di legge regionale n. 23, con le Disposizioni in materia di energia.
Ancora la sindaco Chapellu ha spiegato che la normativa regionale deve recepire i recenti aggiornamenti della normativa nazionale vigente. I requisiti minimi saranno definiti con una prossima delibera di Giunta.
Il sindaco di Valsavarenche Roger Georgy ha formulato un’osservazione rispetto al fatto che l’articolo 9 esclude alcuni edifici dall’applicazione dei requisiti minimi, ma non gli alpeggi, che, se dovessero soggiacere alla normativa nel caso di impianti utilizzati per tre mesi, si troverebbero a fronteggiare un onere eccessivo. L’Assemblea ha espresso un’osservazione chiedendo di approfondire il tema in sede di predisposizione della predetta delibera.
Infine, è stato espresso parere favorevole sulla proposta di deliberazione della Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di approvazione dell’avvio di un’istruttoria pubblica per la concessione di contributi in favore di organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per il triennio 2026-2028.
Il sindaco di Charvensod Ronny Borbey ha spiegato che si possono stipulare convenzioni ed erogare contributi agli enti del Terzo settore per attività culturali. A queste si aggiungono lo stoccaggio e la distribuzione di beni di prima necessità a persone in difficoltà. Sono previsti 80mila euro nel triennio. Le proposte devono essere presentate entro il 12 ottobre 2026.
È stato espresso parere favorevole sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale di approvazione delle modalità di concessione dei contributi straordinari all’Arer per la realizzazione di interventi di investimento di edilizia residenziale pubblica.
Il presidente Micheletto ha nuovamente espresso il proprio dissenso rispetto all’inutilità di questo passaggio, poiché si tratta di questioni che non hanno attinenza sull’attività degli Enti locali.
Pubblicato / aggiornato
il 28/08/2026 alle 10:58
Categoria:
Politica e Amministrazione