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Il Comitato Quartiere Dora verde deposita la petizione in Consiglio Valle

Mercoledì 26 agosto 2026, si è costituito il Comitato Quartiere Dora verde, un’associazione spontanea promossa dai residenti del quartiere sotto lo slogan Meno cemento più futuro. Il comitato nasce per fermare la costruzione di una media struttura di vendita e parcheggi nell’area compresa tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont, via Berthet e via Buthier, definita «l’ultima vera oasi verde rimasta nel quartiere».

Al centro della contestazione c’è la recente variante al Piano Urbanistico di Dettaglio approvata dal Comune di Aosta, che ha trasformato la destinazione d’uso dell’area da residenziale a commerciale. Il progetto originario del 2012 (rinnovato nel 2022) prevedeva la realizzazione di complessi abitativi.

«Il Comitato ci tiene a sgomberare il campo da qualsiasi equivoco – sottolineano Liliana Verre e Svetlana Duhaniuc, portavoce e vice portavoce del Comitato –: su quell’area privata non potranno in alcun modo sorgere case popolari, poiché la destinazione consentita è esclusivamente quella legata all’edilizia residenziale privata. Di fronte alla scelta tra un nuovo insediamento della grande distribuzione e la salvaguardia dell’area verde, la priorità assoluta per il quartiere deve essere la tutela dell’ambiente e della qualità della vita». 

Svetlana Duhaniuc
Svetlana Duhaniuc portavoce del Comitato Quartier Dora Verde

Le ragioni del “No”

Le referenti del Comitato argomentano la loro posizione sulla base di queste considerazioni:

  • crisi abitativa ignorata: Aosta soffre da anni di una grave carenza di immobili a canone accessibile; convertire spazi potenzialmente residenziali in zone commerciali va nella direzione opposta ai bisogni reali della cittadinanza.
  • morte del commercio di vicinato: l’apertura dell’ennesima struttura di grande distribuzione aggraverà la desertificazione dei negozi di vicinato, sia nel centro storico che nei quartieri, senza creare nuova occupazione ma spostando soltanto quella esistente.
  • impatto ambientale: il quartiere Dora e la cintura urbana sono già ampiamente serviti. Privare i residenti dell’ultimo spazio verde significa cancellare una preziosa fascia di separazione e mitigazione rispetto allo stabilimento industriale Cogne Acciai Speciali.

Depositata la petizione

Dopo le due altre giornate di raccolta firme di sabato 29 agosto e sabato 5 settembre, martedì 8 settembre la petizione sottoscritta da 823 cittadini è stata depositata alla Segreteria del Consiglio Valle.

Con questo atto formale, i firmatari chiedono con al Consiglio regionale di farsi promotore di un’interlocuzione con il Comune di Aosta per il ritiro della variante urbanistica e l’apertura di un confronto reale e trasparente con i residenti del Quartiere Dora, le associazioni di categoria del commercio e le realtà locali. L’obiettivo è individuare per l’area una destinazione che risponda alle vere priorità della città: nuove abitazioni a prezzi accessibili, spazi verdi e di aggregazione o servizi di prossimità realmente utili, dicendo un fermo “no” all’insediamento di un’ulteriore grande struttura di vendita.

Le risposte ad Augusta Investimenti: “Servono chiarezza e trasparenza”

Il deposito delle firme giunge all’indomani del documento con cui Augusta Investimenti, società proprietaria dei terreni, ha difeso il progetto che prevede la sostituzione degli alloggi con un supermercato.

Il Comitato accoglie favorevolmente il dibattito pubblico ma ritiene doveroso fare chiarezza su alcuni argomenti e numeri presentati dall’azienda, che non troverebbero riscontro nei documenti ufficiali del Comune di Aosta (consultabili fino al 24 settembre):

  • Abitazioni vs Supermercato e motivazioni contraddittorie: Augusta sostiene che non costruire le case previste sia un “favore” al quartiere per evitare di sovraccaricare scuole e asili nido. Tuttavia, la delibera comunale d’adozione giustifica lo stesso stop alla residenzialità con motivi opposti, citando presunti rischi per la salute dovuti alla vicinanza dell’acciaieria Cogne. Una contraddizione evidente tra chi dice che “c’è troppa gente” e chi sostiene che “è pericoloso viverci”.
  • I numeri sulle volumetrie: l’azienda parla di un risparmio di cemento confrontando il nuovo progetto con 6.513 mq residenziali e 1.918 mq direzionali. Ma la Delibera di Consiglio Comunale n. 112 del 22 luglio scorso indichi per il progetto del 2012 tutt’altri numeri ufficiali (3.296,84 mq residenziali e 1.316,62 mq direzionali), praticamente dimezzati rispetto a quelli dichiarati dal privato.
  • I pareri degli enti: non corrisponde al vero che tutti gli enti abbiano espresso un “sì” definitivo. Arpa Valle d’Aosta (nota del 3 dicembre 2025) ha richiesto integrazioni fondamentali su rumore ambientale e rocce da scavo mai pervenute dopo mesi, con il Comune che ha deciso di procedere ugualmente rinviando la questione al permesso di costruire.
  • Nove volte un negozio di vicinato: presentata come un “servizio di prossimità”, la struttura prevista è in realtà un supermercato di quasi 2.500 metri quadrati di superficie di vendita: circa nove volte il limite massimo (250 mq) fissato dalla normativa regionale per gli esercizi di vicinato.
  • I terreni ceduti: dei 4.000 mq che verrebbero ceduti gratuitamente al Comune, oltre 900 mq – già acquisiti a titolo gratuito dalla città nel 2018 – tornerebbero in mano ai privati. Il guadagno netto per la collettività risulta quindi ampiamente ridimensionato rispetto a quanto sbandierato.

La richiesta del Comitato

«Non chiediamo ai cittadini e alle istituzioni di crederci sulla parola, ma di andare a verificare di persona i documenti ufficiali e le delibere pubbliche – dichiara il Comitato Quartiere Dora Verde -. Chiediamo rispetto per i residenti e per il futuro di questa area. Oggi con 823 firme chiediamo alla Regione e al Comune di fermare questo progetto, di ascoltare i cittadini e di scegliere la strada di un quartiere con meno cemento, più verde e servizi reali per le famiglie».

Pubblicato / aggiornato il 08/09/2026 alle 17:03
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video