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Supermercato Quartiere Dora: Uniti a Sinistra presenta 19 osservazioni alla variante al PUD

Uniti a Sinistra ha presentato 19 osservazioni alla variante del PUD del Quartiere Dora di Aosta, che prevede una struttura commerciale di circa 2.260 metri quadrati, una struttura sanitaria, parcheggi e opere viarie su un’area destinata originariamente a uso residenziale.

Le osservazioni chiedono verifiche su consumo di suolo, rischio idraulico e industriale, traffico, parcheggi, ambiente, commercio di prossimità e fabbisogno abitativo, oltre a maggiore partecipazione pubblica. In caso di criticità, il gruppo propone di non approvare la variante e di rivalutare il piano.

Uniti a Sinistra (M5S, ADGA, PRC, RS) ha presentato al Comune di Aosta e ai consiglieri comunali 19 osservazioni alla variante al Piano urbanistico di dettaglio del Quartiere Dora, relativa all’area compresa tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont e via Aimé Berthet.

Le osservazioni sono firmate dalla senatore Elisa Pirro, da Raimondo Davide Donzel, Francesco Lucat e Guido Aiazzi, in qualità di rappresentanti legali delle forze politiche. La variante modifica la destinazione urbanistica dell’area, originariamente destinata a funzioni residenziali, introducendo destinazioni commerciali e di servizio. Il progetto prevede una media struttura di vendita di circa 2.260 metri quadrati, una struttura sanitaria, un parcheggio da 180 posti e le relative opere viarie.

Secondo i promotori, la trasformazione deve essere valutata sotto il profilo della conformità agli strumenti urbanistici ma anche per gli effetti sul quartiere, sulla mobilità, sul commercio di prossimità, sull’ambiente e sul fabbisogno abitativo della città.

Le 19 osservazioni affrontano il rischio idraulico, la conservazione delle opere di protezione dalle esondazioni, il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione delle superfici e gli effetti sul microclima urbano. È chiesta una valutazione della compatibilità dell’intervento con il tessuto residenziale del Quartiere Dora e una valutazione cumulativa degli effetti, considerando anche le attività commerciali e le infrastrutture già presenti.

Un capitolo riguarda la modifica della destinazione residenziale dell’area, per la quale viene chiesto di chiarire le motivazioni urbanistiche e di tenere conto del fabbisogno abitativo di Aosta. Sul versante commerciale, le osservazioni chiedono di documentare il fabbisogno di una nuova struttura di circa 2.260 metri quadrati e di analizzarne l’impatto sulla rete commerciale esistente, in particolare sugli esercizi di vicinato.

È inoltre richiesta una verifica della procedura di pubblicazione e partecipazione, con la pubblicazione delle osservazioni di cittadini, associazioni, comitati e categorie economiche, e una risposta motivata da parte del Comune a ciascun rilievo.

Per quanto riguarda la mobilità, Uniti a Sinistra chiede una nuova e approfondita valutazione dell’impatto sulla viabilità di via Lavoratori Vittime del Col du Mont, via Aimé Berthet e della rete circostante, considerando anche i picchi di traffico negli orari di maggiore affluenza, nei fine settimana e nei giorni festivi. Sono inoltre chieste verifiche sulla dotazione di parcheggi, sull’accessibilità pedonale e ciclabile, sul trasporto pubblico e sulla sicurezza stradale.

Infine, le osservazioni richiamano la vicinanza alla Cogne Acciai Speciali e chiedono di verificare l’attualità e l’adeguatezza della pianificazione di emergenza esterna e la compatibilità della nuova destinazione urbanistica con gli scenari di rischio industriale.

Nella conferenza stampa di presentazione delle osservazioni, svoltasi giovedì 10 settembre 2026, Raimondo Donzel, per Area democratica, ha sottolineato che l’iniziativa non intende essere alternativa alle altre iniziative di opposizione alla trasformazione dell’area,ma nasce, ha spiegato, da «ragioni particolari» che rafforzano la critica nei confronti dell’atteggiamento del Comune. «Apparentemente è già tutto bloccato. Se non dal supermercato da edifici residenziali», ha affermato, definendo la vicenda «fortemente simbolica» perché, a suo giudizio, riguarda la tutela delle grandi aree verdi di Aosta, città che rischierebbe di essere progressivamente cementificata.

Guido Aiazzi, di Risorgimento socialista, ha richiamato la presenza di «pochissimi grandi prati di queste dimensioni» e ha criticato l’ipotesi di sacrificarli, con il taglio di alberi e la perdita di spazi verdi per il quartiere. Ha posto inoltre il tema della destinazione di queste aree in relazione al cambiamento climatico e alla diminuzione della popolazione, chiedendo se sia possibile far convivere tutte le strutture commerciali già presenti e quelle previste. «Oltre alla nostra osservazioni tecniche spero sia fatta anche una valutazione morale», ha aggiunto.

Carlo Zanotto, di Rifondazione comunista, ha sostenuto che il progetto non risponderebbe alle esigenze del quartiere e che la presenza di un’ampia dotazione di parcheggi avrebbe la funzione di attrarre utenti anche dall’esterno. Ha inoltre richiamato la collocazione dell’area in una zona soggetta ad alluvioni e la questione del sovrappasso, che a suo giudizio non è stata risolta né realmente affrontata, collegando questi aspetti a quello che ha definito un progetto di «pura speculazione».

Per Ivan Palmieri, del Movimento 5 Stelle, il progetto rappresenterebbe la realizzazione di «un’ennesima isola di calore per logiche di profitto». Palmieri ha sostenuto che i residenti non sono stati coinvolti nelle scelte e ha definito il prato «spartiacque dalla Cogne», proponendo di estendere le aree verdi come filtri naturali per la qualità dell’aria. Ha inoltre parlato di progressiva «cannibalizzazione commerciale» a danno dei negozi di prossimità.

Francesco Lucat, di Rifondazione comunista, ha inserito la questione all’interno del più ampio tema degli effetti del cambiamento climatico. «Dobbiamo rispondere con la natura e il verde, piantando alberi», ha affermato, sostenendo che la tutela del suolo dovrebbe essere orientata all’interesse collettivo. Secondo Lucat, «la gente sta riprendendo coscienza del fatto che la politica deve lavorare per l’interesse comune».

Walter Manazzale, anch’egli di Rifondazione comunista, ha ricordato che in passato un’iniziativa analoga è stata bloccata e ha posto l’accento sulla necessità di ascoltare i residenti del quartiere: «Se no questa democrazia non mi piace».

In conclusione, Donzel ha precisato che l’obiettivo non è sottrarre la proprietà al privato ma mantenerne la destinazione agricola, esprimendo anche sorpresa per quello che ha definito il silenzio degli agricoltori. Secondo Donzel, la politica dovrebbe «dare un segnale di cambiamento e non rifugiarsi dietro le norme», intervenendo anche sulla normativa con il supporto della Regione.

Nelle richieste finali, i sottoscrittori chiedono che siano acquisiti agli atti tutti gli studi e le osservazioni, siano resi disponibili gli elaborati progettuali e le valutazioni relative a traffico, rischio idraulico e industriale e siano pubblicati i pareri degli Enti competenti. Chiedono inoltre nuove valutazioni sull’impatto ambientale, commerciale e viabilistico e sulla trasformazione della destinazione residenziale.

In via principale, qualora dalle verifiche emergano incompatibilità, criticità non adeguatamente compensate o carenze nella documentazione tecnica, Uniti a Sinistra chiede che la variante non sia approvata e che sia avviata una nuova valutazione del PUD.

Pubblicato / aggiornato il 10/09/2026 alle 18:41
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video