Consiglio Valle del 23 e 24 settembre 2026
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Il Consiglio Valle riunito il 23 settembre 2026
Il Consiglio Valle del 23 e 24 settembre 2026 ha esaminato due petizioni popolari, la nomina di un componente del Corecom e la costituzione dell’Osservatorio regionale sulla legalità e la criminalità organizzata. È stata inoltre discussa la relazione 2025 del Casino de la Vallée.
L’Aula ha approvato la terza variazione di bilancio 2026-2028, con 50 milioni di maggiori entrate destinati a sanità, enti locali, ambiente, agricoltura, famiglie e imprese. Il provvedimento ha suscitato un ampio confronto sulla destinazione delle risorse e sull’indennità per i vertici dell’Usl, successivamente soppressa.
Il Consiglio Valle si riunisce mercoledì 23 e giovedì 24 settembre 2026, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, per discutere un ordine del giorno di 95 punti, di cui 39 rinviati da precedenti adunanze.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e Ami de la Vallée d’Aoste, e Giuseppe Nebbia, architetto e Consigliere regionale del Partito socialista italiano dal 1978 al 1983, deceduti lo scorso agosto.
Nelle sue comunicazioni, il presidente del Consiglio Stefano Aggravi ha informato l’Aula che, nella riunione di martedì 22 settembre, l’Ufficio di Presidenza ha giudicato ammissibili due petizioni popolari depositate in Consiglio l’8 settembre. La prima, sottoscritta da 630 cittadini, chiede il mantenimento degli accessi poderali lungo la Statale 26 nei comuni di Arnad e Bard ed è stata assegnata all’esame della terza Commissione. La seconda, corredata da 771 firme, esprime la contrarietà alla realizzazione del nuovo centro commerciale nel quartiere Dora di Aosta ed è stata assegnata all’esame congiunto della terza e della quarta Commissione. Considerato il numero di firme raccolte, superiore a 500, entrambe le iniziative, una volta conclusa l’istruttoria in Commissione, saranno sottoposte all’esame del Consiglio.
Comunicazioni del presidente della Regione
Nelle sue comunicazioni al Consiglio, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito in merito alla risoluzione sulla chiusura del raccordo autostradale A5-strada statale 27, per lavori di adeguamento alle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, approvata dall’Assemblea regionale il 9 giugno. La risoluzione chiedeva anche di attivarsi per ottenere la gratuità o una significativa riduzione tariffaria del pedaggio autostradale per i residenti valdostani nel tratto A5 tra il casello di Nus e il casello di Aosta Ovest/Saint-Pierre, per l’intera durata della chiusura delle gallerie e fino al completo ripristino della normale viabilità sul raccordo A5/strada statale 27.
«Per quanto riguarda le misure di agevolazione tariffarie del pedaggio autostradale – ha detto il presidente Testolin -, informo che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha riscontrato alla Sav in data 28 agosto 2026 la richiesta della Regione del 7 luglio, esprimendo parere favorevole alla stipula di un’apposita convenzione tra Sav, Rav e Regione finalizzata all’applicazione di un’agevolazione tariffaria sulla tratta autostradale in oggetto. Abbiamo pertanto trasmesso opportuna sollecitazione alla Sav, la quale non ha ancora provveduto a una risposta formale che dovrebbe arrivare nei prossimi due o tre giorni. Informalmente, Sav ha indicato la propria disponibilità a procedere nei tempi tecnici necessari alle varie procedure, tenuto conto anche del fatto che la bozza di convenzione dovrà essere preventivamente sottoposta dalla società al Ministero.»
Comitato regionale per le comunicazioni
Il Consiglio Valle ha eletto con 19 voti Jean Pierre Feo, professionista del ramo assicurativo e finanziario, quale nuovo componente del Comitato regionale per le comunicazioni della Valle d’Aosta (Corecom VdA). Feo sostituisce Cristiano Pivato, che ha rassegnato le proprie dimissioni il 29 luglio scorso.
Il Corecom VdA è ora composto da Elena Boschini (Presidente), Laura Mangosio, Simonetta Padalino, Alberto Jorioz e Jean Pierre Feo. Il Comitato resta in carica fino al 2029, per la durata di cinque anni dalla sua elezione, avvenuta nel 2024.
Il Corecom VdA, istituito con legge regionale n. 26/2001, è l’organo di governo, garanzia e controllo del sistema delle comunicazioni a livello regionale e svolge, inoltre, le funzioni delegate dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) sul territorio regionale.
Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso
Il Consiglio Valle ha deliberato all’unanimità la costituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso previsto dalla legge regionale n. 1/2022. I gruppi PD-FP e AVS non hanno partecipato al voto.
L’Osservatorio risulta così composto: il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, che lo presiede; il vicepresidente del Consiglio regionale, Massimo Lattanzi, individuato in modo da garantire l’equilibrio tra la maggioranza e la minoranza in riferimento alla carica di presidente; il presidente della prima Commissione consiliare, Marco Viérin; il presidente della Regione, Renzo Testolin; gli assessori regionali all’istruzione, Erik Lavevaz, e alle politiche sociali, Carlo Marzi; la vicesindaco del Comune di Aosta, Valeria Fadda; il presidente del Consiglio permanente degli enti locali, Alex Micheletto; i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Erika Iamonte e Claudio Albertinelli, delle organizzazioni datoriali Giorgia De Fabritiis e Edoardo Melgara, degli ordini professionali valdostani Adriano Consol e Giampaolo Marcoz, della Chambre Valdôtaine Roberto Sapia, delle associazioni antimafia, antiusura, antiracket, ambientaliste e dei consumatori Giuliana Franchi e Fabrizio Bal.
Il dibattito in Aula
Il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA, Fulvio Centoz, ha annunciato che il gruppo non parteciperà alla votazione: «Eravamo contrari alle modifiche della legge e, in continuità con quella posizione, riteniamo di non partecipare al voto. Ovviamente, la legge deve andare avanti e l’Osservatorio verrà costituito, ma vogliamo così ribadire la posizione politica che avevamo già espresso in Commissione e in Aula.»
Anche il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, ha motivato la decisione del gruppo di non partecipare al voto «in coerenza con la netta contrarietà alla legge già espressa in Commissione e in Aula al momento della sua approvazione. Avevamo proposto di mantenere un Comitato tecnico permanente e di ampliare la partecipazione dell’Osservatorio alle associazioni ambientaliste, ma gli emendamenti sono stati respinti. Ne deriva un organismo più politico e meno tecnico di quanto sarebbe stato utile. Ci auguriamo ora che il regolamento e il lavoro dell’Osservatorio possano recuperare, nella pratica, ciò che non è stato previsto dalla legge.»
Casino de la Vallée SpA nel 2025
Il Consiglio Valle ha preso atto della relazione annuale 2025 sull’andamento della Casino de la Vallée Spa, che gestisce sia la Casa da gioco di Saint-Vincent sia il complesso aziendale del Grand Hôtel Billia.
La relazione è stata illustrata dal presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha ricordato come il 2025 rappresenti «il primo esercizio dopo la fine della procedura di concordato preventivo della società, avviato nel 2020 e modificato nel 2021 anche a causa degli effetti della pandemia. Il periodo concordatario si è concluso il 31 dicembre 2024. Con provvedimento del 28 aprile 2025, il Tribunale di Aosta ha preso atto della completa e puntuale esecuzione degli impegni assunti dalla società, rilevando che l’80% dei crediti chirografari era stato pagato già nell’ottobre 2024 e che, con il quinto e ultimo riparto, era stato raggiunto il pagamento integrale dei crediti di ogni grado, pari al 100%. Il Tribunale di Aosta ha preso atto del pieno adempimento del piano e disposto l’archiviazione della procedura nell’aprile 2025.»
Il presidente Testolin ha poi riferito che «nel 2025 la società ha proseguito il percorso di crescita e consolidamento dell’offerta. I ricavi della gestione caratteristica hanno raggiunto 78,98 milioni di euro, in aumento del 2,97% rispetto ai 76,70 milioni del 2024, con una crescita sia delle attività di gioco (+1%) sia dei servizi alberghieri (+30%). L’utile netto si è attestato a 8,46 milioni di euro, rispetto ai 16,41 milioni del 2024. La riduzione, secondo quanto evidenziato nella relazione, non è riconducibile a un peggioramento della gestione caratteristica, ma principalmente all’assenza di componenti straordinarie positive presenti nel 2024, all’incremento dei costi di gestione e alla maggiore attività di promozione e marketing. Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 91,09 milioni di euro, rispetto agli 82,63 milioni dell’anno precedente. Anche la posizione finanziaria netta ha registrato un miglioramento, raggiungendo 62,35 milioni di euro, contro i 56,05 milioni del 2024.
Nel corso dell’anno sono proseguite le attività di rinnovo tecnologico, il rafforzamento dell’accoglienza e dell’offerta di intrattenimento, con l’organizzazione di tornei e gare, lo sviluppo dell’attività alberghiera, il potenziamento della comunicazione e la stipula di nuovi accordi per il Gioco online. Sono inoltre state poste le basi per nuovi interventi di efficientamento energetico e per la riqualificazione di alcune aree del Casinò e della struttura alberghiera, oltre alla prosecuzione dell’inserimento di giovani croupier. Alla fine del 2025, Casinò de la Vallée contava 447 dipendenti, di cui 336 presso la Casa da gioco e 111 nei Servizi alberghieri. La società evidenzia infine, alla luce dell’andamento dei ricavi e dei risultati, l’assenza di particolari criticità tali da compromettere l’equilibrio economico e finanziario e la prosecuzione della gestione.
Una Casa da gioco quindi che ha confermato le proprie capacità di fare impresa, creando posti di lavoro e opportunità per il territorio. Un’azienda che presenta margini di miglioramento e che necessita di un nuovo percorso che, con la nuova governance di recente nominata, è stato già avviato, con l’auspicio che le prospettive per il 2026 possano essere altrettanto confortanti.»
Il dibattito in Aula
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha definito la relazione «una mera fotografia di dati e numeri relativi al periodo concordatario, che non restituisce ai Consiglieri un quadro completo e coerente, come previsto da un preciso obbligo di legge. Siamo stupiti che non sia stato fatto alcun cenno alle indagini che interessano la Casa da gioco dalla fine del 2025 e che hanno avuto ripercussioni sulla gestione. Questa poteva essere l’occasione per aggiornare il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Ribadisco inoltre quanto sottolineato più volte dal nostro gruppo: per tre anni la relazione non è stata sottoposta al Consiglio regionale, in contrasto con quanto previsto dalla legge 36 del 2001, sulla base di una motivazione legata alla procedura concordataria. Riteniamo necessario un chiarimento sul fondamento normativo di questa scelta, anche alla luce della relazione odierna, che riconosce la continuità della governance regionale durante il concordato. Quanto all’amministrazione giudiziaria, chiediamo di chiarire il perimetro delle competenze del Consiglio di amministrazione rispetto a quelle degli amministratori giudiziari. Infine, sugli investimenti, la relazione non offre un quadro sufficientemente dettagliato degli interventi, né indica in modo organico costi, fonti di finanziamento, tempi di realizzazione e risultati attesi.»
Per il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, «sul piano strettamente economico, la gestione caratteristica non evidenzia un peggioramento: crescono i ricavi e si rafforzano patrimonio netto e disponibilità finanziaria. Il punto politico, però, è un altro. Il bilancio 2025 del Casinò è stato approvato il 29 giugno 2026, un mese dopo il provvedimento del Tribunale di Torino che ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società, poi confermato a luglio. Si tratta di un fatto di assoluto rilievo, tanto più perché rappresenta, a quanto ci risulta, la prima applicazione di questo strumento previsto dal Codice antimafia ad una Casa da gioco in Italia. Eppure, nella relazione trasmessa dal Presidente della Regione non vi è alcun riferimento a questo passaggio, neppure nella parte dedicata all’evoluzione prevedibile della gestione. È un’omissione che riteniamo politicamente grave e difficile da comprendere. Per questo chiediamo chiarezza: perché tale fatto rilevante è stato ignorato? Se la Regione rivendica la responsabilità sulla governance, deve garantire trasparenza nell’informazione al Consiglio regionale.»
«Con il concordato questa maggioranza non c’entra nulla – ha sottolineato il consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. È stato voluto e portato avanti dall’attuale Presidente del Consiglio Aggravi, all’epoca Assessore della Lega, e dalla Giunta Spelgatti. Se è stato una buona cosa, e noi ne siamo fermamente convinti, è giusto ricordare da chi è stato proposto e realizzato. Preoccupa però che, nell’esercizio 2025, il primo dopo la conclusione del concordato, l’utile netto sia stato dimezzato rispetto al 2024, passando da 16,4 a circa 8 milioni di euro. Un risultato legato soprattutto all’aumento dei costi del personale, cresciuti di 2,4 milioni per maggiori oneri retributivi. Questo dovrebbe farci riflettere, perché l’eccesso di personale era stato una delle cause del dissesto del Casinò, diventato una fabbrica di assunzioni degli amici degli amici. Stanno forse tornando le vecchie abitudini? Anche alla luce dell’aumento dei ricavi, sono dati che preoccupano. Condivido inoltre che non si possa ignorare un’indagine e l’amministrazione giudiziaria a cui per la prima volta è stato sottoposto un Casinò: nella relazione, su questo, due parole andavano dette. Quanto alla nuova governance, mi chiedo se fosse opportuno affidarne la gestione a due avvocati e un professore universitario, senza integrare competenze specifiche del settore. La sensazione è che nella composizione del Cda abbia prevalso una logica di spartizione tra forze politiche.»
Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha osservato: «Ci sono alcuni aspetti che ci preoccupano e sui quali chiederemo un approfondimento in Commissione, anche attraverso l’audizione dei nuovi vertici del Casinò de la Vallée. Sul personale, preoccupano i 430 mila euro di incentivi all’esodo per 25 dipendenti. Ci arrivano voci, da confermare o smentire, secondo cui alcune persone uscite con questi incentivi sarebbero oggi nuovamente assunte dal Casinò con altri contratti. Se fosse così, sarebbe un problema da chiarire. Preoccupa poi l’aumento dei nuovi clienti legato, come si legge nella relazione, a una maggiore concessione di credito. Il credito non è sempre esigibile: serve quindi massima attenzione sulle procedure, sull’ufficio Fidi e sui criteri di concessione. Infine, va approfondito il 30% di incremento dell’attività alberghiera del Grand Hotel Billia: è crescita reale o deriva anche da rapporti interni tra Casinò e hotel? Sono tre temi che non possiamo lasciare sullo sfondo: la nuova governance deve avere obiettivi chiari e agire nell’interesse del Casinò e del territorio. La situazione è complessa e dobbiamo evitare che ci sfugga di mano.»
«Per l’Amministrazione regionale, il Casino di Saint-Vincent è un valore aggiunto che dà lavoro a centinaia di persone e che, proprio per questo, abbiamo sempre cercato di tutelare – ha dichiarato il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz -. Ascoltando il collega Bellora, ho avuto l’impressione che, da parte della Giunta estiva della Lega, si sia voluto in qualche modo accreditare il merito del fatto che il Casinò esista ancora. Ricordo che la prima proposta di concordato era stata bocciata e se oggi possiamo continuare ad avere questa azienda, è perché negli anni sono state messe in campo azioni che hanno consentito di tutelare questo patrimonio. Non sarà, infatti, sfuggito a nessuno che nella relazione del Presidente Testolin, è stato detto che sono stati pagati tutti i debiti. Ciò significa che abbiamo realizzato un concordato da record. Credo, quindi, che l’approccio nei confronti della casa da gioco dovrebbe essere più sobrio, più aziendale e meno orientato alla polemica politica. Dovremmo ragionare su un bene che è di proprietà regionale e che rappresenta un valore per l’Amministrazione: perché dà lavoro a centinaia di persone, perché offre l’opportunità di realizzare iniziative di promozione turistica e perché può essere uno strumento importante per lo sviluppo del territorio.»
Il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha sottolineato come «il Casino fosse ritenuto fondamentale dai padri fondatori della nostra Autonomia già nel 1946, con il decreto di apertura. Da allora si sono susseguite scelte e interventi diversi, ma negli atti del Consiglio è sempre prevalsa la volontà politica di mantenere in piedi la Casa da gioco, considerata fondamentale per il turismo, l’occupazione e anche per i proventi destinati al bilancio regionale. Ricordo inoltre gli investimenti sostenuti dalla politica, compreso il finanziamento di 60 milioni con legge speciale per completare i lavori della Casa da gioco, una vicenda che portò anche a un lungo procedimento davanti alla Corte dei Conti e al sequestro dei beni a chi la votò in quest’Aula con il silenzio assordante di Sindacati e dipendenti che per anni l’avevano sollecitata. Quando parliamo di vicenda Casinò è una cosa delicata. Possiamo discutere sulle scelte e sui tempi, ma credo che tutti concordiamo sull’indispensabilità della Casa da gioco per il nostro territorio. Partiamo da dove siamo oggi e guardiamo al futuro, affinché questa attività sia sempre più forte e consolidata, a sostegno del turismo e dell’occupazione.»
Il Consiglio ha anche preso atto della relazione annuale 2025 sull’attuazione dei principi in materia di controllo strategico e di gestione, prevista dal titolo II della legge regionale n. 30/2009.
Variazione al Bilancio
Il Consiglio Valle ha approvato il terzo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2026-2028. Il disegno di legge ha ottenuto 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC).
Sul testo sono stati approvati dieci emendamenti, di cui due della seconda Commissione in materia di enti locali, tre emendamenti dell’assessore al bilancio in materia di Confidi e di iscrizione di un fondo speciale per un provvedimento legislativo a favore del settore agricolo, cinque dell’assessore alla sanità che sopprimono la disposizione relativa all’indennità per la direzione strategica dell’Azienda Usl. Sono stati invece respinti o sono decaduti 6 emendamenti dei gruppi Lega VdA e Renaissance, 2 di AVS e 1 di PD-FP.
Il disegno di legge è composto da 41 articoli. Prevede l’iscrizione a bilancio di maggiori entrate per 50 milioni di euro nel 2026, derivanti da un gettito della compartecipazione all’imposta Iva superiore a quello previsto nel bilancio di previsione. Le risorse saranno destinate a finanziare interventi che interessano la quasi totalità dei settori dell’Amministrazione regionale, tra cui finanza locale, istruzione e cultura, sport e turismo, ambiente e difesa del suolo, sanità e politiche sociali, sviluppo economico, agricoltura e servizi istituzionali e generali.
L’Aula ha anche approvato due ordini del giorno proposti dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine.
Il primo, approvato con 32 voti a favore e 3 astensioni del gruppo AVS, riguarda l’esenzione della tassa automobilistica per i veicoli non superiori a 80 kW. L’iniziativa impegna la Giunta ad avviare l’interlocuzione con il Governo per la conclusione dell’accordo previsto dal decreto legge approvato il 16 settembre 2026, affinché l’esenzione sia operativa in Valle d’Aosta dal 1° gennaio 2027; a verificare che lo Stato compensi integralmente il minor gettito regionale e quantificare veicoli e contribuenti interessati, riferendo poi alla Commissione competente prima della sessione di bilancio.
Il secondo, emendato in accordo con l’assessore al territorio, è stato adottato all’unanimità e impegna la Giunta a definire, insieme al Cpel, i criteri per finanziare studi, progettazioni e documenti di fattibilità degli Enti locali; a fare il punto in Commissione consiliare sulle richieste già presentate e sugli avanzi di amministrazione 2025 dei Comuni, oltre a lavorare, nei primi sei mesi del 2027, alla definizione di uno strumento che permetta agli enti locali di rappresentare i propri fabbisogni.
Sono stati respinti 9 ordini del giorno presentati dai gruppi AVS, AdC, FdI e Lega VdA con La Renaissance. Due ordini del giorno sono stati ritirati dopo la discussione, di cui uno di PD-FP sul finanziamento strutturale del nido aziendale dell’Usl e uno di FdI su trasparenza e tempi certi per l’impiego degli 11,3 milioni di euro accantonati nei fondi speciali a sostegno di famiglie e imprese. Altre 12 iniziative di Lega VdA e La Renaissance sono state ritirate senza essere discusse.
Le tre iniziative di AVS respinte chiedevano la risoluzione dei problemi di viabilità della valle del Lys e gli interventi di riqualificazione e sicurezza per il centro abitato di Fontainemore; l’istituzione di un’indennità di attrattività per gli operatori socio-sanitari; la trasparenza e l’accessibilità dei dati sulla qualità dell’acqua potabile per le utenze del Servizio idrico integrato.
L’ordine del giorno di AdC riguardava i progetti di sperimentazione e ricerca zootecnica.
Tre gli ordini del giorno del gruppo FdI che sono stati respinti: riduzione della tassa automobilistica regionale tramite l’introduzione della domiciliazione bancaria; elaborazione di un piano operativo per i 13 milioni di euro accantonati per il contrasto del cambiamento climatico; sostegno alle misure contro la desertificazione commerciale.
Respinte, infine, due iniziative di Lega VdA e La Renaissance relative alla riqualificazione del quartiere Dora di Aosta evitando un’ulteriore concentrazione della media e grande distribuzione; la sicurezza urbana e il presidio del territorio attraverso il rafforzamento degli organici di Polizia locale, degli impianti di videosorveglianza, dell’illuminazione pubblica.
La relazione di maggioranza
«Questa manovra finanziaria nasce da una maggiore entrata di 50 milioni di euro derivante dal ricalcolo della compartecipazione regionale al gettito Iva, grazie sia alla dinamica positiva dei consumi in Valle d’Aosta sia all’aggiornamento dei parametri di riferimento – ha specificato il relatore di maggioranza Loredana Petey (UV) -. Si tratta di risorse importanti che vengono ora trasformate in interventi concreti per la Valle d’Aosta: 31,7 milioni (63%) sono destinati alla spesa corrente, 15,3 milioni (31%) agli investimenti e 3 milioni alle attività finanziarie (6%). Una parte significativa delle risorse è destinata agli enti locali mettendo al centro le persone: anche il Cpel ha evidenziato con viva soddisfazione la costante attenzione dell’Amministrazione regionale verso i Comuni. Per il 2026 vengono incrementati i trasferimenti alla finanza locale di 2 milioni 757 mila euro, con interventi per la disabilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’assistenza alle persone con disabilità gravissima, il sostegno agli anziani e alle strutture residenziali. Sul fronte delle infrastrutture, sono previsti contributi per studi e progettazioni relativi a opere prioritarie, dalla viabilità (accessibilità al Forte di Bard e messa in sicurezza della strada regionale 44) alla protezione civile e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
La manovra investe inoltre sull’istruzione e sulla cultura, con risorse per l’adeguamento degli stipendi del personale docente delle scuole paritarie, circa 1,6 milioni di euro per il potenziamento degli operatori di sostegno scolastico e finanziamenti per la continuità delle attività del MegaMuseo e del Castello Gamba. Per lo sport e il turismo, i sostegni alle realtà agonistiche (165 mila euro) e alle professioni della montagna (25 mila euro all’Unione valdostana delle guide di alta montagna) esprimono un chiaro orientamento di governo per la valorizzazione delle eccellenze territoriali, cui si affiancano gli interventi per riqualificare il patrimonio sportivo regionale, con oltre 390 mila euro per la piscina coperta di Aosta. Particolare attenzione viene riservata alla tutela del territorio e all’agricoltura, con 13 milioni di euro accantonati per gli interventi legati al cambiamento climatico, alla sicurezza idraulica e alla crisi idrica, di cui 5 milioni destinati al sostegno straordinario del comparto agricolo. A queste risorse si aggiungono gli interventi per il Corpo forestale e i Vigili del fuoco e quelli per il monitoraggio del permafrost (250mila euro per l’area della Skyway Monte Bianco).
Sul fronte sanitario, la manovra prevede 6 milioni di euro in più nel 2026 per i trasferimenti correnti all’Azienda Usl, necessari alla copertura dei Livelli essenziali di assistenza e alla continuità dei servizi sanitari, completando la copertura del disavanzo del bilancio di previsione dell’Usl, oltre a un contributo straordinario per il mantenimento del nido aziendale. Vengono inoltre destinate risorse per rafforzare la competitività del territorio e sostenere le nuove generazioni, a partire dalla formazione (più di 200 mila euro per i voucher formativi), alla ricerca scientifica (gettando le basi per la creazione del nuovo Centro unificato della ricerca della Valle d’Aosta superando la frammentazione di enti), ai mutui prima casa e alla residenzialità giovanile (3 milioni di euro per il fondo di rotazione di Finaosta, fissando un tasso agevolato allo 0,5% per gli under 35) e al sostegno alle imprese, mentre 11,3 milioni di euro vengono accantonati in due fondi speciali per futuri interventi a favore di famiglie, privati e imprese. Nel suo insieme, quindi, questa manovra trasforma un’entrata straordinaria in una serie di interventi che guardano sia alle esigenze immediate sia alla capacità della Valle d’Aosta di programmare il proprio futuro: sostenere le persone e i servizi, rafforzare il territorio, accompagnare famiglie e imprese e creare condizioni per sviluppo, innovazione e coesione sociale.»
La relazione di minoranza
«Questa non è una relazione di una minoranza, ma una visione plurima delle minoranze che hanno voluto unire, forse per la prima volta, alcune osservazioni condivise: una relazione che non nasce per dire semplicemente di no, ma per mettere a disposizione una riflessione su come utilizzare al meglio le risorse disponibili – ha sottolineato il consigliere Massimo Lattanzi (FdI), a nome dei gruppi di minoranza -. Il primo elemento che ci preoccupa è che quasi metà della manovra, 24,3 milioni di euro, non ha ancora una destinazione concreta. 13 milioni sono accantonati per interventi legati al cambiamento climatico, senza un elenco di opere, un cronoprogramma o criteri di priorità; altri 11,3 milioni sono destinati a due fondi speciali per provvedimenti legislativi ancora da definire. Sono strumenti previsti dalla normativa, ma riteniamo che il Consiglio debba conoscere con maggiore precisione obiettivi, beneficiari e modalità di utilizzo delle risorse che è chiamato ad autorizzare.»
Entrando nel merito, il consigliere ha osservato: «Sul fronte della sanità, riconosciamo l’importanza dei 6 milioni destinati ai livelli essenziali di assistenza per il 2026, ma chiediamo obiettivi e indicatori che permettano di verificarne concretamente i risultati, dalla riduzione delle liste d’attesa alla medicina territoriale, dalla copertura dei turni alla mobilità sanitaria. Per i Comuni, i quattro contributi straordinari, per complessivi 494 mila euro, rispondono a esigenze concrete e condivisibili, ma riteniamo preferibile sostenere la progettazione attraverso regole generali, criteri trasparenti e procedure aperte a tutti gli enti locali, anziché attraverso deroghe e contributi nominativi. Sull’agricoltura, riteniamo doveroso garantire agli agricoltori valdostani le risorse loro spettanti per i problemi del sistema informativo nazionale. Ma, proprio perché la Regione è costretta ad anticipare risorse proprie, chiediamo un’azione nei confronti dello Stato e un percorso che renda pienamente operativo il sistema regionale di erogazione, rafforzando così concretamente la nostra Autonomia. Ci sono infine misure che riconosciamo e condividiamo: i 528 mila euro per le scuole paritarie, i 3 milioni per il fondo di rotazione destinato alla prima casa e al recupero dei centri storici, i rifinanziamenti per il Corpo forestale e i Vigili del fuoco, i 200 mila euro aggiuntivi per i voucher formativi, il sostegno agli esercizi di vicinato e ai centri polifunzionali, le risorse per la diffusione delle reti televisive in lingua francese e il contributo al nido aziendale dell’Usl.
La critica senza alternativa è sterile. Per questo, a parità di risorse, proponiamo un’impostazione diversa: valutare innanzitutto la possibilità di restituire una parte delle risorse a cittadini e imprese (attraverso interventi fiscali mirati sull’Irap per le imprese che assumono a tempo indeterminato, sull’addizionale regionale Irpef per i redditi medio-bassi, sulle tariffe dei servizi), perché questi 50 milioni non sono il frutto di una politica, sono prodotti dai consumi delle famiglie valdostane, dal lavoro delle nostre imprese, dai bilanci di chi ogni giorno apre una saracinesca in un fondovalle o in un villaggio di montagna. Inoltre, occorre concentrare le risorse restanti su interventi con destinazioni precise e risultati verificabili. Una manovra, quindi, che restituisca dove possibile, programmi prima di spendere e renda verificabile il risultato di ogni scelta: è così che si rafforza, nei fatti, la nostra Autonomia. Questo provvedimento non è una cattiva legge ma, secondo noi, rinuncia a scegliere. È il prodotto di un’amministrazione che gestisce con ordine, ma che non indica una direzione. La Valle d’Aosta ha conquistato la propria Autonomia perché ha saputo dimostrare di essere migliore nell’amministrare. Quella dimostrazione non è acquisita una volta per tutte: va rifatta ogni anno, in ogni bilancio, davanti a chi guarda i nostri conti da fuori. Approvare 24 milioni senza destinazione non è il modo migliore di sostenere quella causa.»
Discussione generale
Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha criticato l’istituzione dell’indennità di attrattività per i vertici dell’Usl: «Una misura definita urgente che prevede fino a 5 mila euro in più al mese per il Direttore generale, sanitario e amministrativo, a cui ci siamo opposti con nettezza e che oggi l’Assessore alla sanità propone di cancellare con un emendamento per maggiori approfondimenti. Ci è stato detto che questi soldi servivano per attirare i migliori talenti, ma il bando per il Direttore generale era già stato fatto e aveva raccolto oltre 30 candidature, con 31 persone risultate idonee. Peraltro, ad oggi, del nuovo Direttore generale non c’è ancora traccia. Inoltre, lo stesso giorno in cui la Giunta approvava la variazione con l’aumento per i vertici Usl, la maggioranza votava contro un ordine del giorno per aumentare gli stipendi agli operatori socio-sanitari, gli unici esclusi dall’indennità di attrattività, perché ritenuto non sostenibile per il bilancio regionale. Un vero paradosso. Contestiamo anche gli 11,3 milioni di euro accantonati nei fondi speciali, di cui 9 milioni per famiglie e privati e 2,3 milioni per le imprese: nessuno degli Assessori ha saputo chiarirci come verranno spesi questi soldi. Per questo, proponiamo di destinare i 9 milioni dedicati alle famiglie al Bon Chauffage, una misura già pronta e immediatamente attivabile, senza attendere l’iter di un nuovo provvedimento.»
Per il consigliere della Lega VdA Corrado Bellora, «l’articolo 21 sugli aumenti per i vertici dell’Usl è un momento molto imbarazzante per i banchi della maggioranza e, in particolare, per l’Assessore che prima lo ha proposto e poi lo ha ritirato. Non è una questione di principio sugli stipendi dei dirigenti: chi ricopre ruoli apicali deve essere adeguatamente retribuito. Ma servono criteri chiari e, possibilmente, un legame con i risultati. Il problema più serio, però, è un altro: mentre discutiamo di aumenti prima concessi e poi ritirati, l’Usl continua a non avere un direttore generale. Un’azienda sanitaria con problemi delicatissimi non può restare in questa situazione, con persino lo spettro del commissariamento. Il vero tema, quindi, non è il balletto dell’articolo 21, ma la direzione strategica che ancora manca.»
«Questo provvedimento racconta soprattutto un problema di metodo – ha evidenziato il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione –. È arrivato in Commissione come urgentissimo, mentre l’unica urgenza, quella degli operatori di sostegno, è stata risolta con altri strumenti. Sull’articolo 21 la maggioranza ha prima difeso un’indennità di attrattività riservata ai vertici dell’Usl e poi ne ha disposto la soppressione, a seguito delle richieste emerse in audizione. Come gruppo non ci siamo limitati a chiederne la cancellazione: abbiamo proposto di destinare quelle risorse al personale Oss del sistema sanitario e socio-assistenziale, raccogliendo una richiesta che il mondo sindacale porta avanti da anni. Rileviamo poi che metà della manovra non ha una destinazione e che si votano prima le cifre delle leggi: il rischio è che quei soldi finiscano nell’avanzo di bilancio. Il punto, quindi, non sono solo i singoli articoli, ma il percorso con cui questa legge è stata costruita. Senza le audizioni di Assessori e portatori di interesse, sarebbero rimaste troppe domande senza risposta. Una maggioranza ha diritto di decidere, perché questo è il gioco democratico, ma il metodo dovrebbe cambiare: ascolto del territorio, condivisione, lavoro delle Commissioni e confronto non sono un ostacolo, ma il modo per fare leggi migliori. Trentacinque teste pensanti possono produrre più di una sola parte del Consiglio.»
«È difficile per noi portare un contributo a un disegno di legge in cui è ancora da definire come verrà impegnata quasi la metà delle risorse – ha osservato il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel -. I 12,5 milioni di euro per contrastare il cambiamento climatico e gli 11,3 milioni, di cui 9 milioni per le famiglie e 2,3 milioni per le imprese, rappresentano il 47,6% dell’intera variazione, ma in Commissione nessuno degli Assessori ci ha saputo dire come saranno utilizzati, per quali misure e con quali criteri. Da un comunicato dell’Union Valdôtaine, inviato poco fa, scopriamo ora che i 9 milioni saranno destinati a 55 mila famiglie, pari a circa 163 euro a famiglia. Critichiamo anche l’urgenza con cui è stata presentata la variazione: sono passati oltre cinquanta giorni dal parere della Commissione. Se era davvero urgente, avrebbe dovuto essere approvata prima e in queste settimane si sarebbe dovuto discutere delle leggi attuative per famiglie e imprese. Invece regna il silenzio perché ormai a causa delle scelte miopi della vostra politica anche negli uffici si manda avanti l’ordinario e si attende. Non ci stupisce, infine, la scelta dell’Assessore alla sanità, che prima istituisce un’indennità di attrattività per i vertici dell’Usl e poi propone di cancellarla in attesa di nuove valutazioni. È l’ennesima dimostrazione di un metodo di governo che non funziona e che continuiamo a criticare, perché noi di Pour l’Autonomie al verbo attendere preferiamo sempre i verbi: lavorare, produrre e agire.»
Il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, si è soffermato sull’istituzione dei fondi speciali a favore di famiglie e imprese: «Lo stanziamento di 9 milioni per le famiglie valdostane non è una risorsa senza destinazione: la maggioranza lavora da tempo a un provvedimento che ne definisca l’utilizzo, che sarà sottoposto all’Aula attraverso il normale iter legislativo. Riteniamo prioritario intervenire sulla riduzione dei costi energetici, con una misura orientata alla transizione energetica e non a una distribuzione a pioggia delle risorse. Non siamo favorevoli a riproporre il Bon de Chauffage così come concepito in passato: il sostegno alle famiglie deve accompagnarsi a un obiettivo ambientale, favorendo il passaggio a energia pulita e rinnovabile e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. È una misura che sostiene le famiglie in una fase delicata e, al tempo stesso, contribuirà agli obiettivi di decarbonizzazione della nostra regione. Rivendichiamo come Forza Italia di aver portato questo proposta nel programma di legislatura e siamo soddisfatti che sia diventato un obiettivo condiviso dell’intera maggioranza che lo ha sposato, superando le resistenze passate. A breve sarà definito un intervento concreto a favore di tutte le prime case dei valdostani, che vedranno ridurre significativamente le loro bollette elettriche: misure di questa portata richiedono confronto, approfondimento e condivisione, non slogan e fughe in avanti.»
«La vicenda dei 9 milioni destinati alle famiglie è emblematica – ha sottolineato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli –: apprendiamo da un comunicato dell’Union Valdôtaine che quelle risorse dovrebbero essere utilizzate per una misura legata alla transizione energetica e all’obiettivo Fossil Fuel Free. È un obiettivo sul quale possiamo confrontarci, ma trovo singolare che il Consiglio ne venga informato attraverso il comunicato di una forza politica della maggioranza – e non di tutta la maggioranza – mentre sta ancora discutendo la variazione che quelle risorse le stanzia. Nella manovra, infatti, non c’è ancora alcun contenuto della misura annunciata. Non è serio questo modo di procedere: è un sistema che noi rifiutiamo, perché è totalmente irrispettoso dell’istituzione Consiglio regionale e del lavoro delle Commissioni. Nel merito, invece, ricordo che proprio sul Piano aria avevamo proposto incentivi alle famiglie per sostituire gli impianti tradizionali con sistemi a basse emissioni, ma quella proposta era stata respinta. Aspettiamo di conoscere il provvedimento, ma certo rileviamo l’incoerenza di questa maggioranza e la totale mancanza di rispetto del Consiglio regionale e del lavoro delle Commissioni, che hanno ragionato su un testo che oggi vede modifiche importanti.»
Per il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Tuccari, «questo provvedimento non deve essere valutato solo per le risorse impegnate, ma soprattutto per i risultati concreti che si vogliono ottenere perché i cittadini non si domandano quanti milioni siano stati stanziati, ma se, grazie a quelle risorse, la loro vita sia realmente migliorata. Da questo criterio nascono i nostri ordini del giorno. Il primo riguarda la desertificazione commerciale. La Regione ha scelto di affrontare il tema attraverso una cabina di regia, di cui faccio parte. Chiediamo che le proposte concrete che individueremo siano considerate nella programmazione regionale con le risorse necessarie per essere attuate. Il secondo riguarda la riduzione del bollo auto tramite la domiciliazione bancaria, alla luce delle recenti novità nazionali. La proposta regionale dovrà verificare quale spazio esista, sul piano normativo e finanziario, per intervenire a favore di chi continuerà a essere assoggettato al tributo regionale. Due temi diversi, ma un unico filo conduttore: utilizzare le risorse e gli strumenti dell’Autonomia non soltanto per finanziare una spesa, ma per produrre risultati concreti e verificabili.»
Per il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «in questa terza variazione di bilancio tra le priorità ci sono ambiente, difesa del suolo e agricoltura: i 13 milioni destinati agli interventi legati al cambiamento climatico testimoniano una scelta politica chiara, orientata alla prevenzione e alla gestione strutturale del territorio. I 7 milioni per gli interventi infrastrutturali e i 5 milioni per sostenere il comparto agricolo nella crisi idrica rappresentano una prima risposta concreta a una situazione che non possiamo più affrontare soltanto nell’emergenza. Ma, come ho già ribadito più volte, dobbiamo definire un piano complessivo per i Consorzi di miglioramento fondiario, che sono fondamentali per la gestione del territorio, un piano per completare gli impianti irrigui e definire quelli mancanti, puntando sul risparmio della risorsa idrica e su un minor rischio alla capacità produttiva delle nostre aziende agricole. Agricoltura e turismo sono strettamente legati: tutelare la prima significa investire anche nel futuro del secondo. Sui fondi destinati a famiglie e imprese, riduzione delle bollette di energia elettrica per la prima casa dei valdostani, come maggioranza stiamo lavorando in questi ultimi due mesi per arrivare a una proposta il più possibile condivisa, idea da noi storicamente sostenuta come lo è per Forza Italia. Essere maggioranza vuol dire che il lavoro di tutti va rispettato, evitando fughe in avanti come abbiamo assistito oggi da un comunicato stampa dell’UV, convinti come siamo che più idee arrivano al confronto, meno si rischia di sbagliare.»
Per la capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «50 milioni di euro sono una cifra importante, che avrebbe potuto indicare una chiara direzione politica. Invece, resta la sensazione di una manovra composta da interventi diversi, alcuni necessari e condivisibili, ma privi di un disegno complessivo. Il primo problema è il metodo: le maggiori entrate erano note dall’inizio di giugno, ma il Consiglio ha esaminato 41 articoli con tempi compressi e documentazione arrivata a ridosso dell’esame. Non è così che si valorizzano Commissioni, parti sociali e funzione legislativa. I 13 milioni stanziati per contrastare il cambiamento climatico sono ora ridotti di 5 milioni, senza conoscere ancora opere, priorità e cronoprogramma. Siccità, dissesto, permafrost e scarsità d’acqua richiedono un vero piano regionale di adattamento climatico, trasparente e condiviso. Positivo il passo indietro sull’indennità per i vertici Usl, ma resta una domanda: se è bastato così poco per fare inversione, perché ci è stato detto con tanta sicurezza che quella fosse la strada giusta? Per la scuola arrivano 1,6 milioni per l’assistenza, ma serve una programmazione stabile: nessun alunno può iniziare l’anno senza le ore riconosciute. Infine, vengono accantonati 16 milioni per futuri provvedimenti su famiglie, imprese e agricoltura, senza criteri e tempi definiti.»
«Trovo surreale che, mentre stiamo discutendo questo provvedimento, il partito di maggioranza relativa, l’Union Valdôtaine, abbia diffuso un comunicato che anticipa i contenuti della misura a sostegno dei costi energetici delle famiglie, di interesse del gruppo di Forza Italia – ha aggiunto il capogruppo di FdI, Alberto Zucchi –. Sui contenuti siamo favorevoli: da quanto abbiamo appreso, si tratta di un intervento capace di dare ossigeno alle famiglie e che si iscrive nella logica del centrodestra. Aspettiamo però di vedere il testo e che venga portato quanto prima nelle Commissioni. Quello che non condividiamo è il metodo. Se si lavora insieme in una maggioranza, non è rispettoso che un partito anticipi pubblicamente un provvedimento ancora all’esame del Consiglio. Se gli alleati non sono nelle condizioni di chiedere rispetto, allora il rispetto lo chiediamo noi per loro.»
Il vicecapogruppo Simone Perron ha rivendicato il fatto che «la Lega VdA, ormai da anni, chiede misure concrete per ridurre i costi energetici e dei carburanti, compreso il bollo. Se oggi arriva una misura in questa direzione, non possiamo che esserne soddisfatti, perché a beneficiarne saranno i valdostani. Vogliamo però capire come sarà costruita e come si concilierà con il Fossil Fuel Free, visto che si parla di circa 55 mila famiglie. Da tempo proponiamo un intervento organico, attraverso strumenti come lo sconto diretto alla pompa, il Bon de Chauffage e il ristoro sulla componente energia delle bollette. Ora attendiamo di conoscere le modalità concrete della misura e, se sarà all’altezza degli obiettivi, saremo i primi a collaborare.»
Il consigliere del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha osservato che «con vari provvedimenti, in nove mesi, sono stati movimentati circa 360 milioni di euro. Impossibile accusare la maggioranza di immobilismo: il problema è quasi opposto. L’amministrazione si muove molto, ma quello che non emerge con chiarezza è la direzione. Questa variazione porta 50 milioni di maggiori entrate, ma oltre 24 milioni sono concentrati in due articoli che non individuano ancora interventi concreti. Anche sulla finanza locale si continua a procedere in deroga, senza criteri e programmazione chiari per gli enti locali. Un Comune dovrebbe poter conoscere prima le regole e i criteri per accedere alle risorse, non scoprirli dopo, guardando l’elenco dei beneficiari. Con l’emendamento sull’agricoltura, gli accantonamenti per future leggi salgono a 16,3 milioni per delle leggi che non esistono, sapendo che a metà ottobre la legislatura potrebbe fermarsi. Il nostro gruppo ha presentato un emendamento che rende immediatamente disponibili le risorse: 9 milioni alle famiglie e 2,3 milioni alle imprese, compreso il settore agricolo, per contrastare l’aumento dei costi dell’energia, con tempi certi per l’attuazione, qualunque cosa accada. Se sarà respinto, non sarà per una ragione di bilancio, sarà una scelta politica.»
Il vicecapogruppo dell’UV, Michel Martinet, ha criticato la relazione di minoranza sul provvedimento: «Questa non è una legge che rinuncia a scegliere. Al contrario, sceglie e risponde alle esigenze del territorio e dei cittadini: dalle assunzioni negli enti locali e nelle scuole al contributo all’Usl per i Lea e il nido aziendale; dai finanziamenti per infrastrutture, viabilità, difesa del suolo e agricoltura, fino alla creazione del Centro unificato di ricerca e alla valorizzazione del patrimonio sportivo regionale. Sulla modifica della legge regionale 48 sui contributi agli enti locali, più volte invocata dal PD-FP, ricordo che, anche con la migliore modifica possibile, resterà sempre la necessità di prevedere contributi straordinari per esigenze specifiche del territorio. Infine, sul comunicato dell’UV di ieri relativo al disegno di legge a sostegno dei costi energetici delle famiglie attraverso la decarbonizzazione del territorio, forse intempestivo, chiarisco che non c’è alcuna primogenitura: è un lavoro corale di tutti i gruppi di maggioranza.»
Per la consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Clotilde Forcellati, «la variazione di bilancio evidenzia innanzitutto un problema di metodo. Non si può presentare un disegno di legge che per il 60% non ha una copertura legislativa: significa mettere a disposizione delle risorse senza sapere ancora come e per cosa verranno utilizzate. Inoltre, dimostra i dimostra i rischi di procedere di corsa: a seguito delle rimostranze delle minoranze e dei sindacati, l’Assessore è stato costretto a sopprimere un articolo, quello relativo all’indennità di attrattività dei vertici strategici dell’Usl. Un altro elemento di criticità riguarda i futuri contributi destinati a famiglie e imprese. Come è stato sottolineato anche dal mondo imprenditoriale, questi rischiano di tradursi in un lavoro inutile. Infine, concordo con il collega Martinet che ha giudicato “intempestivo” il comunicato diffuso ieri dall’Union Valdôtaine: una maggioranza è coesa e si rispetta quando si lavora insieme, non quando si fa la corsa a chi arriva primo della classe.»
«Ce projet de loi met d’importantes ressources à disposition du système valdôtain – a déclaré le conseiller de l’UV Corrado Jordan –. En tant que majorité, avec sérieux et responsabilité, nous fixons des priorités, en intervenant là où il existe des situations critiques et en soutenant des services qui ont des effets concrets sur la vie quotidienne des citoyens. Le cœur politique réside dans la réponse concrète au changement climatique, à la sécheresse et aux coûts de l’énergie: nous allouons des ressources dans le but de légiférer dans un deuxième temps. Et nous travaillons déjà sur des projets de loi. È dimostrazione di serietà affrontare il tema dei costi energetici: non lo facciamo in modo demagogico, richiamando soluzioni del passato. Lo facciamo laddove possiamo agire in autonomia, valorizzando le risorse della nostra regione e depositando, come maggioranza, una proposta di legge. Abbiamo molte idee e lo dimostriamo con la nostra attività in Consiglio e di Governo: al di là delle polemiche pretestuose su ciò che succederà a breve, noi rispondiamo con i fatti e garantiamo continuità nell’azione politica. E lo faremo anche dopo il 13 ottobre.»
Definendo la misura per la riduzione dei costi energetici «un provvedimento importante, capace di produrre un beneficio concreto per le famiglie», il vicecapogruppo di Forza Italia, Marco Sorbara, ha ribadito che il suo partito «non ha scoperto oggi questo tema: nel luglio 2023, il gruppo ha depositato una proposta di legge respinta dal Consiglio regionale e nel febbraio 2024 FI ha poi presentato pubblicamente una proposta, portandola all’attenzione dei cittadini, ma anche quel percorso non arrivò al risultato. Oggi Forza Italia fa parte di questa maggioranza anche per trasformare le battaglie portate avanti in opposizione in provvedimenti concreti. Una proposta può nascere da una forza politica, ma quando viene discussa, costruita e approvata all’interno di una maggioranza diventa un risultato comune. Mi rivolgo quindi anche alle opposizioni: riconosco il contributo di chi ha posto questo tema negli anni e raccolgo con favore la disponibilità manifestata a sostenere l’iniziativa. Quando un provvedimento è utile ai cittadini, non dovrebbe interessarci da quale parte dell’Aula sia partita per prima l’idea perché è sui fatti che si misura la politica.»
Le repliche della Giunta
L’assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha riassunto il ruolo dell’Assessorato nella variazione di bilancio, che «unisce interventi concreti sui territori e programmazione sulle sfide ambientali. Da un lato, avviamo percorsi progettuali su opere strategiche, attraverso un confronto costante con gli enti locali: penso al finanziamento al Comune di Lillianes per risolvere una criticità della viabilità che non coinvolge solo il livello comunale, ma l’intera Valle del Lys; alla valorizzazione del Forte di Bard e alla struttura polivalente di Challand-Saint-Anselme. Sono risorse che guardano ai territori nel loro insieme. Dall’altro, con l’articolo 16 mettiamo a disposizione strumenti concreti per affrontare gli effetti del cambiamento climatico, che è ormai una realtà con cui dobbiamo confrontarci. Le risorse saranno indirizzate alla sicurezza e alla resilienza della rete acquedottistica, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al monitoraggio della risorsa idrica e dei ghiacciai, grazie alla collaborazione con il Bim, l’Arpa, la Fondazione Montagna Sicura e il Cnr. È un approccio pragmatico, fondato sulla conoscenza scientifica e sul confronto con il territorio. La priorità è dare risposte rapide alle criticità di oggi, costruendo al tempo stesso le condizioni per una Valle d’Aosta più resiliente domani. L’attenzione resta alta e continuerà anche nei prossimi mesi il lavoro dell’Osservatorio sulla crisi idrica.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha chiarito che «la proposta di indennità per i vertici dell’Azienda Usl si inserisce nel solco del percorso di attrattività sanitaria avviato con le due leggi che il Consiglio ha approvato nell’ambito delle proprie potestà statutarie, e completato con le risorse aggiuntive regionali, per un impegno complessivo a bilancio regionale di 16 milioni di euro destinati a favore dei professionisti sanitari, che sta dando dei riscontri positivi su più fronti. Rispetto a questa proposta si è inteso provocatoriamente accostare l’indennità di tre figure a quelle di centinaia di lavoratori: abbiamo percepito che questo atteggiamento ha l’effetto, che non condividiamo, di far emergere contrapposizioni tra le diverse categorie di lavoratori che operano nella sanità, e di generare divisioni nell’opinione pubblica su una scelta di valorizzazione del personale che ha già dato dei riscontri pratici e concreti. Per questo, distinguendoci da chi riesce a far credere che remunerare tre lavoratori e centinaia di lavoratori sia la stessa cosa, sottraendoci a ulteriori strumentalizzazioni che nulla risolvono, abbiamo deciso con tutta la maggioranza e nel rispetto del confronto avuto in Commissione, di rinviare la questione ad un quadro normativo più ampio e condiviso con tutti gli attori coinvolti. Una legge quadro che punti a stabilizzare e a rafforzare le iniziative sull’attrattività sanitaria valdostana come auspicato dalle organizzazioni sindacali e condiviso con il Ministro della salute.»
«Fra pochi giorni celebriamo il primo anno di attività in questo Consiglio – ha dichiarato l’assessore al bilancio, finanze e politiche creditizie, Mauro Baccega –. Le leggi finanziarie adottate in questo anno delineano uno scenario politico di “resilienza espansiva”: guardare avanti nonostante gli eventi per essere più efficaci. Con questa ulteriore variazione, il bilancio 2026 ammonterà a 3 miliardi e 238 milioni di euro, destinando la maggior parte delle risorse a famiglie, imprese, enti locali e territorio. Con questa variazione diamo grandi risposte per gli investimenti e ulteriori sostegni per la spesa corrente. La direzione politica resta quella del programma di governo. Interveniamo sull’Usl non solo per coprire delle perdite ma per modernizzare l’apparato sanitario. La transizione climatica e il dissesto idrogeologico sono al centro della nostra attenzione, così come lo sono l’agricoltura di montagna, l’aumento dei fondi per i mutui prima casa per soddisfare le richieste pervenute. Che Forza Italia sia particolarmente attenta all’energia e al costo per le famiglie è cosa nota. Accogliamo, per altro, con favore il provvedimento del Ministro Pichetto Fratin sul nucleare, approvato ieri. Sulla riduzione del costo dell’energia per le famiglie valdostane, la nostra è una battaglia che portiamo avanti dal maggio 2022 e che abbiamo condiviso con i partner di governo. È parte del nostro programma e di quello di governo. E non è certamente un incidente di percorso a demolire il percorso virtuoso tracciato in questo primo anno. Altri hanno sdoganato il raggruppamento liberal progressista tra destra e sinistra, noi facciamo parte dei liberal centristi autonomisti. È la politica seria che guarda alle esigenze della gente.»
Per il presidente della Regione, Renzo Testolin, la terza variazione di bilancio rispecchia «una chiara visione della maggioranza, con l’obiettivo di dare risposte a settori diversi ma complementari tra loro, garantendo equilibrio negli interventi e risposte efficaci e puntuali alla comunità. Il confronto in Aula ha evidenziato una difficoltà della minoranza nel riconoscere il merito delle scelte, contestando sia l’introduzione che l’eliminazione dell’indennità di attrattività per i vertici dell’Usl sia degli investimenti a favore delle famiglie perché non si conoscono ancora gli elementi del provvedimento. Su questi provvedimenti, la maggioranza ha le idee chiare e sta lavorando in modo serio e condiviso, certa che dalle difficoltà possa emergere un rafforzamento del gruppo di lavoro. Le nostre scelte tengono conto delle risorse disponibili e della loro sostenibilità nel tempo. Non servono spot destinati a esaurirsi, ma misure che possano essere mantenute nel tempo per dare risposte il più possibile strutturali. Governare significa assumersi responsabilità e fare scelte, anche quando queste possono comportare delle critiche: è una responsabilità che chi governa conosce e accetta. E, quando si sbaglia, la responsabilità è di tutti, così come lo è il merito delle scelte positive per la comunità.»
Attività ispettiva
Interrogazioni a risposta immediata
La prima iniziativa, depositata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, chiedeva conto dei pagamenti intermedi dei programmi europei Fse+ e Fesr; la seconda, presentata dal gruppo Autonomisti di Centro, voleva conoscere le novità introdotte dal Piano di controllo del lupo, approvato a settembre 2026, rispetto al Protocollo adottato a luglio 2025; la terza, infine, del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, riguarda l’utilizzo del castello di Introd per la celebrazione dell’81° anniversario dell’Union valdôtaine.
Interrogazioni e interpellanze
In merito all’attività ispettiva erano state iscritte 28 interrogazioni e 50 interpellanze, di cui 37 rinviate dalla precedente adunanza.
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra aveva presentato undici interrogazioni e tredici interpellanze: situazione del complesso Courmaison di Pré-Saint-Didier; intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel comune di Cogne; attivazione delle convenzioni per la Disability Card; collaboratori scolastici nei plessi regionali; avanzamento del progetto Fattoria solare Pioule a Saint-Vincent; ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria elettrificata Ivrea/Aosta; ampliamento del bacino artificiale del Leissé a Pila; blocco dei lavori al parco giochi tematico al Crest di Ayas; aggiornamento dei dati dei suicidi in Valle d’Aosta; riparazioni degli ausili per persone con disabilità; stato di attuazione della Maison de la Montagne; integrazione degli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche nell’ambito del “progetto Bandiera”; antenna di Arpuilles ad Aosta e pianificazione regionale; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; costruzione di un bike park al col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant’Orso; mancata costituzione di comunità di energia rinnovabile di iniziativa pubblica; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; stato dell’acqua potabile in Valle; impianto di tiro a volo di Châtillon; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; carenza di operatori socio-sanitari e programmazione del fabbisogno di personale; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale.
Due interrogazioni e un’interpellanza erano state depositate dal gruppo Autonomisti di Centro: intervento della Regione per fare luce sulla morte di Corrado Gex; stato di utilizzo delle sale operatorie dell’ospedale; carenza di organico all’ufficio stampa della Giunta regionale.
Un’interrogazione e due interpellanze erano state sottoscritte congiuntamente dai gruppi AdC e La Renaissance: efficacia della promozione turistica della Regione e coordinamento con la gestione della viabilità; tempistiche e modalità degli investimenti sui bacini idrici; azioni per risolvere le criticità relative alla potabilità delle acque.
Il gruppo Fratelli d’Italia aveva proposto una interrogazione e dieci interpellanze: tutela della cascata di Lenteney nel comune di La Salle; diffusione delle reti televisive francofone; coordinamento delle politiche di prevenzione e sicurezza sul territorio; assetto della governance della società Sitrasb e direzione di esercizio del tunnel del Gran San Bernardo; requisiti di competenza del nuovo Consiglio di amministrazione della Casino de la Vallée Spa e motivazioni del superamento dell’Amministratore unico; evoluzione dei fenomeni di criminalità e strumento di monitoraggio della sicurezza; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; esiti del Rapporto Invalsi 2026 e contrasto della dispersione scolastica; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri; prospettive di recupero e valorizzazione del complesso storico della Fons Salutis di Saint-Vincent; gestione del rischio glaciologico, accessibilità e continuità economica della Val Ferret a Courmayeur.
Due interrogazioni e un’interpellanza rtano del gruppo La Renaissance Valdôtaine: situazione nella casa circondariale di Brissogne; disservizi presso gli uffici della Motorizzazione civile di Aosta; aumento delle rette a carico degli utenti e delle famiglie per i servizi socio-sanitari residenziali.
La Renaissance aveva anche presentato un’interrogazione congiunta con il gruppo Lega VdA riguardante la Commissione disciplinare del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.
Il gruppo Lega VdA era chiamato a discutere sei interrogazioni e quindici interpellanze: mancata erogazione di borse di studio nell’anno scolastico 2024/25 e adeguatezza delle risorse stanziate; patrocinio e oneri dell’ufficio del Consigliere di parità in merito al Gay Pride 2026; accesso ai voucher di conciliazione vita-lavoro; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; misure adottate a tutela della custodia dei farmaci stupefacenti a base di Fentanyl o di altri farmaci ad alto rischio; prevenzione del suicidio e valutazione dell’efficacia dei percorsi dei servizi di salute mentale; informazioni sulla nuova governance del Casino di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; aumento della criminalità ad Aosta e in altri comuni della regione; possibili provvedimenti nei confronti dei professionisti componenti la task force del Casino di Saint-Vincent; confronto sull’installazione di una stazione radio base ad Arpuilles nel comune di Aosta; azioni per invertire il calo del Pil in Valle d’Aosta; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025/27 per gli insegnanti; dispositivi di servizio per l’identità digitale dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario; carenze del sistema di emergenza-urgenza 118; stato dei rapporti con le associazioni di volontariato al canile-gattile regionale; aumento del fenomeno del camping sauvage.
Un’interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguardava la farmacovigilanza in Valle d’Aosta.
Con quattro interrogazioni e sette interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiedeav informazioni su: dati di traffico e impatto sulla viabilità a seguito della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes; stato di avanzamento dei lavori di elettrificazione e tempi di riapertura della linea ferroviaria Aosta/Ivrea; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l’Usl; ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell’area della Vecchia centrale del latte di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta.
Mozioni
L’Assemblea avrebbe dovuto trattare cinque mozioni, di cui due rinviate dalle scorse adunanze. Una era del gruppo AVS e riguarda la tutela delle specie vulnerabili della fauna alpina. Tre erano congiunte dei gruppi Lega VdA e Renaissance: predisposizione di misure di ristoro dei costi energetici a sostegno delle famiglie; domiciliazione bancaria della tassa automobilistica regionale e riduzioni a favore dei contribuenti; salvaguardia della rete di distribuzione dei carburanti nelle vallate laterali. Una mozione era del gruppo PD-FP per chiedere la trasmissione al Consiglio dell’esito della revisione dell’impairment test richiesta a Cva Spa e l’audizione dei nuovi vertici societari.
I lavori sono conclusi. Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre 2026.
Pubblicato / aggiornato
il 24/09/2026 alle 21:31
Categoria:
Politica e Amministrazione