Vai al contenuto

50 anni di attività per la Fédération des Coopératives valdôtaines

50 anni di attività per la Fédération des Coopératives valdôtaines (©Laua Agostino per bobine.tv) - La celebrazione dei 50 anni di fondazione della Fédération des Coopératives valdôtaines

La Fédération des Coopératives Valdôtaines ha celebrato 50 anni di attività con un incontro dedicato alla storia e al futuro della cooperazione in Valle d’Aosta. Il presidente Davide Casola ha ricordato il ruolo di 85 cooperative, 143 Consorzi di miglioramento fondiario e altri enti, che coinvolgono circa 60mila soci.

Gli interventi istituzionali e le testimonianze degli associati hanno evidenziato il contributo della cooperazione allo sviluppo economico, sociale e territoriale, insieme alle sfide legate a clima, transizione digitale, energia e ricambio generazionale. La giornata si è conclusa con riconoscimenti a soci fondatori, ex presidenti e direttori.

La Fédération des Coopératives Valdôtaines ha celebrato, sabato 26 settembre 2026, i suoi 50 anni di attività con un appuntamento dedicato alla storia della cooperazione valdostana, alle sfide del presente e alle prospettive per il futuro.

Cinquant’anni al servizio delle cooperative e dei Consorzi di miglioramento fondiario sono stati ripercorsi attraverso immagini, testimonianze, ricordi e riflessioni, coinvolgendo direttamente anche i rappresentanti degli enti associati, chiamati a restituire esperienze e passaggi significativi della vita della Fédération e del movimento cooperativo valdostano.

L’intervento del presidente Casola

Il presidente della Fédération, Davide Casola, ha ricordato come la Fédération sia nata da un’intuizione straordinaria: «Unire le voci per dare voce al singolo. Oggi rappresentiamo 85 cooperative, 143 Consorzi di miglioramento fondiario e altri enti; complessivamente 60mila soci. È stato generato un fatturato complessivo di 109 milioni di euro nel 2025. Ma è più importante ancora l’impatto sociale che i soci offrono al territorio. 27 cooperative sono del settore lattiero-caseario, viticolo e ortofrutticolo, che garantiscono un’agricoltura eroica e combattono lo spopolamento della montagna. Il nostro modello è da approfondire e portare nelle scuole. I Cmf sono un presidio insostituibile per la tutela della risorsa idrica e il mantenimento dei ru: un’attività realizzata esclusivamente su base volontaria. Gli operatori del sociale hanno un’offerta differenziata di servizi sanitari, assistenziali, educativi e di accompagnamento dei soggetti fragili. Non voglio dimenticare la Bcc e i suoi oltre 10mila soci, così come i Consorzi di garanzia fidi. Alle autorità in sala voglio dire che noi ci offriamo come un partner strategico per costruire il futuro della Valle d’Aosta, poiché l’autonomia trova la propria forza su una base sociale coesa e solida. Per quanto ci riguarda, affronteremo le sfide dei cambiamenti climatici, della transizione energetica e digitale e del ricambio generazionale con la stessa forza con cui lo ha fatto chi ci ha preceduto. Vive la Vallée d’Aoste et vive la coopération valdôtaine».

La celebrazione dei 50 anni di fondazione della Fédération des Coopératives valdôtaines
La celebrazione dei 50 anni di fondazione della Fédération des Coopératives valdôtaines

I saluti istituzionali

Nel suo videomessaggio, il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha detto: «Cinquant’anni di storia sono cinquant’anni di persone che hanno scelto di lavorare insieme, generazione dopo generazione. È una storia di lavoro silenzioso ma concreto, capace di lasciare un segno concreto sul territorio».

L’assessore allo Sviluppo economico della Regione autonoma Valle d’Aosta, Luigi Bertschy, è intervenuto con un saluto: «Il termine che ora più degli altri riempie le narrazioni quotidiane è l’intelligenza artificiale. Ma ricordiamoci che le nostre imprese hanno bisogno di lavorare con l’intelligenza artificiale, ma soprattutto con le persone, senza le quali nulla è veramente radicato sul territorio e utile al suo sviluppo e presidio in risposta ai bisogni».

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, ha dichiarato: «La coopération appartient profondément à la culture valdôtaine, surtout dans les petits centres. En 1966, la naissance de la Fédération a donc été la conséquence d’une tradition. L’Amministrazione regionale trova in essa un forte alleato. Oggi parliamo di comunità energetiche, ma queste organizzazioni le avevamo sul territorio già cent’anni fa. Bisogna avere la forza di andare avanti e l’Amministrazione garantisce la propria attenzione, poiché la cooperazione rappresenta la parte più sana di quell’imprenditorialità ancora ancorata a un modo di vita che lascia segni tangibili sul territorio».

L’intervento di Confcooperative

La direttrice generale di Confcooperative, Fabiola Di Loreto, è intervenuta dicendo: «Confcooperative è nata nel 1919 e la nostra storia è stata quella del Paese, con i traguardi e le difficoltà. È stata ricostituita il 24 maggio 1945, un giorno prima della nascita della Repubblica. Sette costitutori di Confcooperative li troviamo fra i costitutori della Repubblica. La cooperativa è l’unica impresa che trova dignità costituzionale, all’articolo 45. La resilienza della cooperazione è dovuta al fatto che nasce e si sviluppa dove ci sono i bisogni delle comunità e delle persone. Noi siamo convinti che il nostro compito sia sviluppare economia e lavoro dando priorità alle persone prima ancora che ai capitali. In Italia, 10 milioni di persone ogni giorno affrontano la povertà e rispondiamo con un italiano su cinque socio di una cooperativa, per un totale di 1,8 milioni di soci. Il dato negativo è il decremento nel numero delle cooperative, e ciò accade perché il Paese invecchia, nascono pochi bambini, i giovani trovano difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, viviamo in un contesto internazionale di difficoltà, conflittualità e costi crescenti. Ma le cooperative che resistono sono più forti, frutto di processi di aggregazione, e hanno capacità di investimento maggiore rispetto alle società di capitali. Abbiamo l’obbligo di mantenere e migliorare ciò che abbiamo ricevuto per trasmetterlo. Per questo chiediamo allo Stato di non tassare i nostri utili, perché non sono distribuiti ma sono riserva di crescita, in modo da poter continuare a essere sussidiari nella costruzione del futuro. Lo sviluppo sostenibile è possibile ed è fatto di coesione».

Il ruolo di Irecoop nella formazione

Nel corso della mattinata è stato inoltre dedicato uno spazio specifico a Irecoop, per richiamarne il ruolo nell’ambito della formazione e delle attività a servizio del mondo cooperativo. Giancarlo Toscano ha evidenziato che le proposte formative sono numerose e che «cerchiamo di proporre il mondo cooperativo nelle scuole, anche per contrastare l’individualismo crescente. Ogni anno coinvolgiamo un migliaio di studenti nella creazione di cooperative simulate e parliamo loro anche del valore sociale della cooperazione».

Le testimonianze delle cooperative e dei consorzi

Una parte centrale dell’appuntamento è stata affidata alle cooperative, ai consorzi e agli altri enti associati alla Fédération, protagonisti di un momento di ricordi e riflessioni che ha permesso di ricostruire, attraverso le voci di chi ne ha fatto parte, alcuni dei passaggi che hanno segnato questi cinquant’anni. Hanno preso la parola Raffaella Roveyaz (Cooperativa sociale La Libellula), André Gerbore (cooperativa agricola Cave des Onze Communes), Erika Galassi (rappresentante dei Consorzi di miglioramento fondiario nel Direttivo di Fédération), Fabio Bolzoni (Bcc valdostana), Lino Savin (Cooperativa Forza e Luce di Aosta) e Nathalie Grande (Cooperativa Piùpress).

Le conclusioni

La vicepresidente nazionale di Confcooperative, Anna Manca, ha chiuso la mattinata con un pensiero: «Siate orgogliosi di ciò che fate tutti i giorni, perché è un patrimonio che non appartiene solo alla cooperazione ma all’intera regione, perché aiutate lo sviluppo economico e sociale. Siate riconoscenti a chi vi ha preceduto. Non stancatevi di raccontare quello che siete e che fate. Dobbiamo essere attrattivi per le nuove generazioni, che hanno bisogno di un grande coraggio per raccogliere le sfide. Noi abbiamo un modo differente di fare impresa, organizzando risposte a bisogni mutevoli e crescenti».

I riconoscimenti

Sono stati infine consegnati riconoscimenti ai soci fondatori e agli ex presidenti e direttori della Fédération: Cofruits (Renzo Bionaz), Svap (Christian Fusinaz), Cooperativa elettrica Gignod (Davide Casola e Roberto Jordaney), Forza e Luce di Aosta (Lino Savin), Châtel Argent (Ido Chabod), Producteurs de Fruits de Jovençan (René Curtaz), Valdigne-Mont Blanc (Mirko Silvani), Agricole Valgrisenche (Marino Denarier); assenti Luigi Cerise, Lea Lugon e Germano Gorrex.

Pubblicato / aggiornato il 26/09/2026 alle 12:43
Visualizzato volte

Categoria: Economia e Lavoro