Consiglio Valle del 7 e 8 ottobre 2026
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Il Consiglio Valle riunito mercoledì 7 ottobre 2026
Il Consiglio Valle si riunisce mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre 2026, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, per discutere un ordine del giorno di 116 punti, di cui 86 rinviati da precedenti adunanze.
Comunicazioni del presidente della Regione
Nelle sue comunicazioni all’Aula, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito che «
la Regione ha sottoscritto la convenzione con la Sav (Società autostrade valdostane) e la Rav (Società raccordo autostradale Valle d’Aosta) per l’esenzione temporanea del pedaggio autostradale nel tratto della A5 compreso tra i caselli di Nus e di Aosta Ovest. L’agevolazione, che riguarda i veicoli appartenenti alle classi A e B, dotati di apparato di telepedaggio, rimarrà in vigore fino alla riapertura al traffico del raccordo autostradale A5-SS27 del Gran San Bernardo, conseguente all’ultimazione dei lavori di adeguamento ai requisiti di sicurezza delle gallerie Cȏte de Sorreley e Signayes, prevista per il mese di giugno 2027. La misura, che ha ottenuto il via libera da parte del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, è stata adottata dalla società Sav, che ne sostiene i costi, con l’accordo della società Rav».
In relazione all’inchiesta Cva, il presiente ha detto in aula: «L’Amministrazione regionale ha appreso quanto è stato reso noto dalla stampa circa le iniziative assunte nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Palermo riguardante, tra gli altri, un amministratore e un ex amministratore di società appartenenti al gruppo CVA s.p.a.
Così come già comunicato dalla società stessa lo scorso venerdì agli organi di stampa, anche l’Amministrazione regionale, nel rispetto dell’attività della magistratura e dei soggetti coinvolti nell’inchiesta, seguirà con attenzione gli sviluppi della vicenda, avendo, peraltro, già avuto modo di invitare la società, per il tramite di Finaosta s.p.a, a seguire l’evoluzione della situazione giudiziaria anche al fine di prendere, qualora se ne ravvisasse la necessità, tutte le iniziative utili alla sua tutela e a quella dei soci».
«Proprio due giorni fa, in Capigruppo, avevo chiesto al Presidente della Regione se sarebbe intervenuto in Aula sull’inchiesta della Procura di Palermo, che coinvolge un ex amministratore e un amministratore di Cva, e mi era stato detto di no – ha dichiarato la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli –. Prendiamo atto del ripensamento – non sappiamo se spontaneo o sollecitato – e del fatto che l’Amministrazione regionale stia seguendo una vicenda preoccupante. Per anni, quando segnalavamo criticità nella gestione di Cva, ci è stato risposto che tutto funzionava e che la società doveva agire autonomamente. Oggi emerge invece che autorizzazioni richieste per conto della nostra società, partecipata al 100% dalla Regione, potrebbero avere profili di corruzione. La magistratura farà il suo corso, ma l’indagine ha già conseguenze negative sull’immagine di Cva e della Valle d’Aosta. Ritiriamo quindi il question time sul tema, ma presenteremo una risoluzione. Trovo inoltre sconcertante che non sia stata comunicata in apertura di seduta la pubblicazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche sulla Gazzetta Ufficiale: dopo sette anni e mezzo, si apre finalmente la possibilità di scrivere la legge nei prossimi dodici mesi.»
«Credo che quest’Aula debba interrogarsi sulla governance delle società partecipate regionali – ha evidenziato il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz -. Due delle più importanti, Casinò e Cva, sono state recentemente interessate da indagini, pur avendo modelli di gestione e di controllo differenti. Il fatto che si apprendano dai giornali situazioni di questo tipo impone una riflessione sul rapporto tra la Regione e le proprie partecipate, sul confine tra indirizzo regionale e autonomia gestionale e sugli strumenti di controllo. È quindi necessario interrogarsi su quale debba essere il ruolo della Regione e su come le società partecipate possano contribuire concretamente a una politica industriale seria per la nostra regione.»
Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha sottolineato «due dati politici. Il primo riguarda il fatto che due giorni fa, in Capigruppo, il presidente della Regione aveva detto che non avrebbe parlato della vicenda Cva e come gruppi di minoranza ci eravamo organizzati per intervenire sul punto. Qualcosa è cambiato e nulla ci è stato detto: se ci sono stati ripensamenti o sollecitazioni, ne prendiamo atto, ma non è questo il modo migliore per affrontare questioni così serie. Il secondo dato è ancora più preoccupante: il presidente ha detto di aver appreso dalla stampa certe notizie. Può essere così, ma in questi due o tre giorni avrebbe dovuto fare qualcosa in più e oggi avrebbe dovuto aggiornarci su quanto fatto. Governare la Regione, soprattutto avendo la delega alle partecipate, significa fare qualcosa in più che leggere i giornali.»
Una risoluzione di Avs
Il gruppo consiliare regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato una risoluzione, al termine del dibattito.
«La questione è preoccupante e il coinvolgimento di Cva è un fatto negativo per l’intera Valle d’Aosta – dicono i consiglieri di AVS, Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro –. Purtroppo dobbiamo constatare che si tratta di un ulteriore episodio collocato in un contesto di totale assenza di controllo da parte di Regione e Finaosta rispetto ad una società interamente pubblica. La gestione di Giuseppe Argirò, designato dalla Giunta regionale ai vertici di Cva e sostenuto senza esitazioni per cinque anni, è stata caratterizzata da un’esasperata rincorsa ad acquisire società in tutto il territorio italiano, perdendo di vista la necessità di operare per l’autonomia e la transizione energetica della Valle d’Aosta.
Sotto la guida dell’ex Amministratore delegato sono stati approvati, senza una reale interlocuzione con Regione e Finaosta, due Piani strategici (2023-2027 e 2025-2029) finalizzati a spostare fuori Valle la maggiore potenza produttiva e a fare di Cva uno dei maggiori competitor del Paese in campo energetico. Una strategia che, fin dal 2023, avevamo indicato come pericolosa e in contrasto con le finalità per cui la Compagnia Valdostana delle Acque era stata costituita. Come avevamo più volte denunciato, la nave Cva è andata fuori rotta e tutto questo è avvenuto nel disinteresse generale della politica valdostana. La Giunta regionale ha scelto di non controllare l’operato di Cva e ha legato le mani a Finaosta, limitando drasticamente le sue possibilità di intervento. La politica dell’ex Amministratore delegato si è conclusa con un naufragio clamoroso, ma ugualmente grave e censurabile è stata la gestione di questo dossier – di enorme rilevanza – da parte della Giunta regionale.
La risoluzione che abbiamo presentato in Aula indica due punti da cui partire per uscire da una situazione quanto mai preoccupante: definizione di un sistema efficace di indirizzo e controllo da parte di Regione e Finaosta; revisione del Piano strategico della società.»
Attività ispettiva
Interrogazioni a risposta immediata
Pagamenti intermedi Fse e Fesr
I programmi Fse+ (Fondo sociale europeo plus) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) sono stati al centro di un’interrogazione a risposta immediata illustrata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste.
«A marzo ci era stato comunicato che le Autorità di gestione prevedevano di presentare due domande di pagamento nel corso del 2026 e che stavano lavorando per massimizzare la spesa rendicontabile – ha spiegato il capogruppo Andrea Manfrin –. Oggi chiediamo di sapere se le domande di pagamento intermedie previste entro il 30 settembre siano state effettivamente presentate, quale sia la spesa dichiarata ammissibile dal 1° gennaio e quali siano i nuovi target finanziari dopo la riprogrammazione.»
L’assessore agli affari europei, Leonardo Lotto, ha riferito che «la risposta è positiva sia per il Fesr che per il Fse+. Il 28 maggio 2026 – quindi entro il 30 settembre – l’Autorità con funzione contabile ha presentato due domande di pagamento, una per il Programma Fesr e una per il Programma Fse+. Inoltre, il 2 settembre 2026, l’Autorità di gestione del Programma Fesr ha trasmesso all’Autorità con funzione contabile un’ulteriore proposta di certificazione, la cui trasmissione alla Commissione è avvenuta lo scorso 24 settembre. A questo proposito, posso aggiungere che l’altro ieri, il 5 ottobre, la Commissione ha già accettato questa domanda di pagamento.
L’ammontare della spesa dichiarata definitivamente ammissibile dal 1° gennaio 2026 al 5 ottobre 2026 dal Controllore di primo livello, è pari a complessivi 6.627.713,83 euro per il Fesr e 6.179.423,21 euro per il Fse+. Infine, gli importi dei target finanziari annuali aggiornati a seguito delle riprogrammazioni approvate dalla Commissione europea sono i seguenti: 8.368.550,77 euro per il Programma Fesr e 8.788.423,98 euro per il Programma Fse+. Preciso che questi dati riguardano la parte della spesa finanziata con fondi dell’Unione europea. Per il Fesr, la quota UE certificata e ammessa dalla Commissione europea, dall’inizio della programmazione, tenuto conto dell’accettazione dell’ultima domanda di pagamento, risulta pari a 11.176.713,93 euro. Pertanto, il target finanziario previsto per l’anno 2026 risulta già superato. Per quanto riguarda il Fse+, la quota UE certificata e ammessa dalla Commissione europea, dall’inizio della programmazione, risulta pari a 6.659.634,25 euro che, tenuto conto delle previsioni di certificazione entro il 31 dicembre 2026, consente, anche in questo caso, di prevedere il superamento del target.»
«Un’operazione trasparenza andrebbe fatta – ha replicato il consigliere Manfrin –: le banche dati nazionali disponibili riportano infatti informazioni riferite a periodi diversi e non consentono di avere un quadro aggiornato dell’effettivo avanzamento dei programmi. Fse+ e Fesr rappresentano risorse fondamentali per la Valle d’Aosta: per questo sarebbe utile rendere i dati disponibili senza doverli richiedere in Aula. Ci auguriamo che ci sia anche una semplificazione perché le Regioni e i Comuni faticano a spendere queste risorse.»
Aiuti previsti con la terza variazione al Bilancio
Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Autonomisti di Centro ha chiesto informazioni sui tempi di approvazione delle leggi con gli aiuti per le famiglie, le imprese e il settore agricolo finanziate con la terza variazione di bilancio.
«La terza variazione di bilancio, approvata dal Consiglio lo scorso 24 settembre, stanzia dei fondi speciali per tre nuovi provvedimenti legislativi: 9 milioni di euro a sostegno delle famiglie, 2,3 milioni di euro per le imprese e 5 milioni di euro per il settore agricolo – ha ricordato il capogruppo Marco Carrel -. Vogliamo sapere entro quando le risorse dovranno essere impegnate e quale sia il cronoprogramma della maggioranza per l’approvazione degli atti mancanti al completamento dell’iter legislativo e amministrativo.»
«La legge relativa alla terza variazione al bilancio della Regione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale domani, giovedì 8 ottobre. Gli importi dei fondi, che saranno disponibili da domani, sono pervenuti alla Regione da pochi mesi e dovranno essere impegnati entro il 31 dicembre 2026 – ha risposto l’assessore al bilancio, Mauro Baccega -. Riguardo alle imprese, a breve la Giunta regionale approverà un disegno di legge a sostegno delle imprese di trasporto pubblico locale. A seguito dell’iter legislativo è ragionevole ipotizzare che l’iter amministrativo possa essere completato entro la fine dell’anno. Lo stesso vale per il disegno di legge a sostegno delle imprese agricole.
In riferimento all’iter legislativo del provvedimento a sostegno di privati e famiglie, è in corso di predisposizione una proposta di legge da parte di un gruppo di lavoro composto da alcuni Consiglieri di maggioranza, con il coinvolgimento dell’Assessorato al bilancio per la stesura delle disposizioni finanziarie -ha aggiunto –. Promotrice del provvedimento è la maggioranza e il lavoro del gruppo è stato presentato anche agli Assessorati e alle strutture organizzative che dovranno darne attuazione. La maggioranza intende prevedere questo provvedimento anche per il futuro ed è in corso, nell’ambito della formazione del bilancio di previsione, la valutazione delle modalità di finanziamento e della relativa copertura. Nel prossimo Consiglio dimostreremo quanto è stato fatto e quanto si farà.»
«Il prossimo Consiglio sarà a fine ottobre e i fondi sono disponibili da fine giugno: ad oggi, però, non vediamo risultati – ha replicato il consigliere Carrel -. Dalle parole dell’Assessore apprendiamo che i fondi destinati alle imprese saranno, in realtà, destinati al trasporto pubblico. Ci aspettavamo risorse a sostegno delle aziende, non di un singolo settore. Continuiamo ad attendere e, con noi, attenderanno anche i cittadini. Entro la fine dell’anno dovranno essere liquidati tutti i fondi e abbiamo seri dubbi sulla capacità di rispettare queste tempistiche.»
Utilizzo del Castello di Introd per la festa dell’Union valdôtaine
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, con un’interrogazione a risposta immediata, ha chiesto chiarimenti sull’utilizzo del Castello di Introd e delle sue pertinenze interne in occasione delle celebrazioni per l’81° anniversario della fondazione dell’Union Valdôtaine, che si sono svolte il 13 settembre scorso.
«A seguito dell’acquisizione del Castello, nel 2023, da parte della Regione, è stato approvato un Protocollo d’intesa con il Comune di Introd che disciplina le modalità di utilizzo degli spazi del bene pubblico, e non si parla di banchetti politici – ha ricordato il consigliere Andrea Campotaro –. Dalle immagini delle celebrazioni per l’anniversario dell’UV risulta che siano state utilizzate alcune pertinenze interne del Castello, con strutture destinate al buffet collocate sotto il porticato e nel cortile interno. Vengo inoltre a sapere, dopo una richiesta di accesso agli atti, che la richiesta alla Soprintendenza era stata fatta l’8 settembre – a soli cinque giorni dall’evento – e che veniva comunicata la sola visita del Castello. Riteniamo quindi necessario avere dei chiarimenti in merito all’uso di un bene pubblico regionale per una manifestazione celebrativa di un movimento politico.»
L’assessore all’istruzione e cultura, Erik Lavevaz, ha spiegato: «La risposta non può che essere quella già fornita in seguito all’accesso agli atti. La Soprintendenza, infatti, non ha rilasciato alcuna autorizzazione per lo svolgimento delle celebrazioni dell’anniversario dell’Union presso il Castello di Introd. Il Comune aveva comunicato alla Soprintendenza la visita al Castello in occasione dell’anniversario, ma non aveva fornito elementi tali da consentire all’Amministrazione di esprimere un parere sulle modalità di svolgimento dell’iniziativa. Successivamente, dalla documentazione fotografica acquisita, è emerso che le celebrazioni si erano svolte con modalità diverse da quelle comunicate. La Soprintendenza ha quindi scritto al Comune, rilevando alcune questioni.
Da parte mia, in qualità di membro dell’Union valdôtaine e a nome del movimento – ha aggiunto l’assessore –, porgo le mie scuse per la leggerezza commessa nell’organizzazione, in particolare per aver spostato il catering all’interno delle pertinenze del Castello.»
«Da consigliere contesto questo uso senza senno e senza rispetto delle istituzioni – ha replicato il consigliere Campotaro –. Non è leggerezza: questa è la méthode dell’Union valdôtaine, dalla quale bisogna prendere le distanze. Lo dico soprattutto alle giovani generazioni che si avvicinano alla politica. Siamo andati ancora una volta oltre le regole, allora forse “rinnovare, resistere, reinventare” – tema dell’edizione di quest’anno di Plaisirs de Culture – sarebbe un buon consiglio, ma questa volta non per il patrimonio, ma per la politica, questa politica.»
Impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri della norma regionale sui Livelli essenziali di assistenza
È stata discussa un’interrogazione a risposta immediata de La Renaissance Valdôtaine riguardante l’impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge regionale sulla regolare erogazione e la qualità dei Livelli essenziali di assistenza approvata dal Consiglio Valle 23 luglio.
La capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, ha osservato che «il primo rilievo riguarda l’adozione del bilancio preventivo dell’Azienda Usl entro il 28 febbraio 2027 e la sua approvazione da parte della Giunta entro il 30 aprile. Il Governo contesta questa proroga rispetto alla scadenza del 31 dicembre dell’anno precedente prevista dalla normativa statale. Il secondo riguarda l’autorizzazione alla gestione ordinaria delle attività e dei servizi nel periodo di attesa, disposizione che, secondo il Governo, verrebbe meno come conseguenza dell’eventuale dichiarazione di illegittimità. L’Assessore ha spiegato che il rinvio dell’approvazione del bilancio consentirebbe all’Usl di predisporre il documento sulla base delle risorse effettivamente assegnate dalla Regione. Comprendiamo l’esigenza, ma vogliamo sapere quali iniziative saranno assunte dalla Giunta regionale e con quali tempi, per assicurare la continuità e l’attuazione degli interventi sanitari e sociali interessati, indicando le eventuali criticità operative e finanziarie individuate.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha spiegato che «i rilievi posti non intaccano né pongono in discussione le restanti parti della legge, né tanto meno il rifinanziamento del servizio sanitario regionale già perfezionato per il 2026. È infatti prevista una clausola di salvaguardia che, nelle more della definizione del bilancio di previsione, garantisce per il 2027 l’erogazione dei Lea e dei Lea aggiuntivi regionali.
La proroga dei termini per l’adozione del bilancio Usl 2027 al 28 febbraio è stata introdotta in via eccezionale per garantire coerenza tra il bilancio dell’azienda e le risorse effettivamente assegnate dalla Regione. Nell’ambito delle ordinarie procedure di controllo sulle leggi regionali, i Ministeri hanno contestato la deroga rispetto ai termini ordinari previsti dal decreto legislativo 118/2011, ma l’Amministrazione regionale ha formalizzato le proprie osservazioni a sostegno della misura sottolineandone la natura eccezionale e straordinaria, in quanto limitata al 2027, il fatto che la Valle d’Aosta finanzia la propria sanità con risorse interamente regionali, senza alcun carico sulla finanza pubblica statale, e che una misura analoga era già stata adottata nel 2020 con la legge di stabilità regionale senza aver visto sollevare impugnative, proprio in virtù della sua natura straordinaria e temporanea. La normativa statale ci ha posto di fronte ad una scelta: rispettare le scadenze previste per il bilancio dell’azienda Usl, oppure privilegiare la veridicità delle risorse necessarie a finanziare i Lea e i Lea aggiuntivi regionali. Poiché tali risorse potranno essere definite con il bilancio regionale solo a dicembre 2026, abbiamo scelto di privilegiare la certezza della copertura finanziaria rispetto al mero rispetto delle scadenze.
Preso atto che il Consiglio dei Ministri ha comunque voluto procedere con l’impugnativa, la Giunta regionale valuterà con gli uffici competenti le azioni da intraprendere, compresa la costituzione in giudizio davanti alla Corte Costituzionale. Nel pieno rispetto della gerarchia delle fonti, intendiamo, infatti, tutelare la nostra specificità e autonomia finanziaria. Siamo consapevoli che per lo Stato centrale, abituato a finanziare tra mille difficoltà la sanità pubblica a consuntivo, cioè l’anno dopo per l’anno prima, ci sono attenzioni diverse, rispetto alle quali auspichiamo si verifichi la consueta convergenza.»
«Mi pare di capire che non sia ancora stata individuata una strada e si è in balia degli eventi – ha replicato la consigliere Baccini -. Negli ultimi tempi percepisco un po’ di passività nell’atteggiamento dell’Assessore: mi riferisco all’emendamento sull’indennità dei dirigenti nella terza variazione di bilancio e soprattutto alla nomina del direttore dell’Usl, in entrambi i casi ha dovuto subire le decisioni degli altri. Forse è il caso, per il bene della Valle e della sanità valdostana, prendere le redini in mano e condurre il gioco.»
Interrogazioni e interpellanze
Sono state iscritte 40 interrogazioni e 60 interpellanze, di cui 81 rinviate dalla scorsa adunanza.
Casa circondariale di Brissogne
Con un’interrogazione, il gruppo La Renaissance Valdôtaine ha voluto far luce su alcune aggressioni avvenute nella Casa circondariale di Brissogne.
«Secondo quanto denunciato dall’Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria e riportato dagli organi di informazione, nelle scorse settimane un agente sarebbe stato nuovamente aggredito da un detenuto – ha dichiarato la capogruppo Eleonora Baccini -. L’episodio si aggiunge ad altre situazioni critiche già segnalate nell’Istituto e desta preoccupazione per la sicurezza degli agenti, degli operatori e dei detenuti. L’Osapp ha parlato di una situazione “fuori controllo”, legata anche alla mancanza di un Direttore titolare sempre presente, alla carenza di personale e alla presenza di detenuti con patologie psichiatriche, per i quali mancherebbero risorse per una presa in carico adeguata. Vogliamo sapere se siano state acquisite informazioni sulle recenti aggressioni e quali iniziative siano state intraprese nei confronti del Ministero della giustizia e degli organismi competenti, anche attraverso un confronto con la direzione e le organizzazioni sindacali, per sollecitare interventi urgenti e garantire un’adeguata presa in carico sanitaria dei detenuti psichiatrici.»
«Abbiamo appreso dei recenti fatti avvenuti nella Casa circondariale di Brissogne dalle notizie di stampa, anche perché bisogna considerare che gli istituti di pena non riferiscono alle autorità territoriali e sono direttamente incardinati sotto il Ministero della giustizia», ha risposto il presidente della Regione, Renzo Testolin.
«Fin dai primi anni 2000, la Presidenza della Regione, in raccordo con il Difensore civico, oggi anche Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, ha promosso e rinnovato il protocollo d’intesa tra Regione e Ministero della giustizia relativo alla Casa circondariale di Brissogne. Il protocollo rappresenta uno strumento di raccordo tra le esigenze del territorio, dei detenuti, della Polizia penitenziaria e dell’amministrazione carceraria. Per renderne effettive le iniziative è però necessario un rapporto stabile con la direzione dell’Istituto, che attualmente manca. La Presidenza ha più volte sollecitato il Ministero ad assicurare una direzione stabile e continuativa in Valle d’Aosta, ottenuta finora solo per brevi periodi.»
Riguardo ai detenuti con problemi psichiatrici, il presidente ha specificato che «la loro presa in carico è garantita dai servizi di salute mentale dell’Usl, integrati dall’assistenza medica e infermieristica e, quando necessario, da specialisti ospedalieri. Il modello, definito dalle linee guida regionali, sarà rafforzato con particolare attenzione alle situazioni più fragili e al raccordo tra Usl e direzione del carcere. Un ruolo centrale spetta alla Commissione paritetica prevista dal protocollo tra Regione e Ministero della giustizia, riunitasi il 2 ottobre per monitorare le situazioni più complesse e individuare eventuali interventi organizzativi.
Inoltre, lo scorso 29 luglio, in attesa della prossima convocazione dell’Osservatorio previsto dal protocollo di intesa, come Presidenza della Regione abbiamo provveduto ad inviare al provveditore regionale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta una nota con la quale è stata richiesta la trasmissione di osservazioni, esigenze e proposte riferite alle problematiche o comunque alle situazioni generali dell’Istituto – ha concluso il Presidente -. Sottolineo la necessità di un confronto più frequente con la direzione del carcere, per garantire interventi tempestivi e un supporto più efficace.»
«Liquidare le aggressioni nel carcere di Brissogne come una questione di esclusiva competenza ministeriale è riduttivo – ha replicato la consigliere Baccini -. Una parte delle criticità riguarda infatti competenze regionali, in particolare sul fronte sanitario. La carenza di personale e di una direzione stabile, insieme alla sofferenza degli organici della Polizia penitenziaria, richiedono interventi urgenti. Chiediamo quindi alla Regione di assumere un ruolo più attivo nei confronti del Ministero, sia su direzione, organici e sicurezza, sia sull’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.»
Linea politica per le partecipate di Cva
Con un’interrogazione, il gruppo Autonomisti di Centro ha chiesto informazioni sulla linea politica indicata dalla maggioranza regionale alla Compagnia Valdostana delle Acque per il rinnovo dei consigli di amministrazione delle sue partecipate dirette e indirette.
«In questi giorni, si dovranno rinnovare tutti i consigli di amministrazione delle controllate dirette e indirette di Cva – ha detto il capogruppo Marco Carrel –. Visto che la Giunta ha optato per un totale rinnovamento dei componenti del CdA della società energetica di cui è proprietaria tramite Finaosta, vogliamo sapere se la maggioranza abbia dato l’indicazione di un cambio radicale anche in merito al rinnovo dei CdA delle controllate dirette e indirette. Chiediamo, inoltre, quali siano gli organi che sono già stati rinnovati e con quale esito e se, nelle assemblee che si sono già tenute, i risultati di bilancio approvati sono in linea con quanto previsto nel consolidato della Capogruppo Cva.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ricordato che «nel 2025, la durata dell’incarico a componente del Consiglio di amministrazione di Cva Spa era stata prevista in via transitoria solo per un anno, con due obiettivi: il primo, di allineare le scadenze degli organi amministrativi della Capogruppo e delle società controllate e, il secondo, di procedere alla revisione dello Statuto di Cva. Nel 2026 lo Statuto è stato modificato e, con l’Assemblea del 21 agosto scorso, è stato nominato il nuovo Consiglio di amministrazione. Ciò posto, l’allineamento temporale delle scadenze degli organi amministrativi lascia purtuttavia impregiudicate le competenze riguardanti le rispettive nomine. Infatti, Finaosta Spa può proporre la nomina nelle assemblee nelle quali ha titolo a partecipare in qualità di socio e, quindi, non in quelle delle società controllate da Cva spa delle quali Finaosta non è socio. Spetta pertanto agli organi di Cva valutare il rinnovo degli organi delle proprie società controllate, anche sulla base dell’attività svolta dal Comitato endoconsiliare Nomine e Remunerazioni.
In merito al rinnovo delle sue società partecipate, Cva comunica che, ad oggi, l’unico organo amministrativo delle società del Gruppo che è stato rinnovato è quello di Cva Eos Srl. Il 23 settembre scorso, l’assemblea dei soci di Cva Eos ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, con Presidente Enrico De Girolamo e Consiglieri Marco Malacarne Gentile e Angelo Biagini. Cva ci ha poi comunicato che, in data 6 ottobre 2026, il dott. Malacarne ha presentato le proprie dimissioni dalla carica di Amministratore di Cva Eos e dalle altre società del gruppo Cva in cui ricopriva cariche analoghe. Infine, in merito ai risultati di bilancio approvati, questi sono in linea con quanto previsto nel consolidato della Capogruppo Cva.»
«Prendiamo atto della risposta, ma ci dispiace che ci venga detto che, trattandosi di società controllate da Cva, la Regione non abbia competenza e quindi non possa fare nulla – ha replicato il consigliere Carrel –. Dal nostro punto di vista, parliamo comunque di partecipate, dirette o indirette, della Regione. Per questo riteniamo legittimo chiedere quale sia l’indirizzo politico che la maggioranza intende dare all’intero sistema delle partecipazioni che fanno capo a Cva. Non si tratta soltanto di una questione di competenze formali: dietro queste società c’è un patrimonio della Regione e, di conseguenza, una responsabilità politica che riteniamo debba essere esercitata e resa chiara.»
Quindici interrogazioni e sedici interpellanze sono del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra: utilizzo del Castello di Introd per la celebrazione dell’81° anniversario dell’Union valdôtaine; situazione del complesso Courmaison di Pré-Saint-Didier; intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel comune di Cogne; chiarimenti sulla mancata emanazione del decreto relativo alla norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d’acqua; attivazione delle convenzioni per la Disability Card; collaboratori scolastici nei plessi regionali; aggiornamento sul rischio di perdita dei finanziamenti per i laboratori professionali dell’Istituto Manzetti di Aosta; avanzamento del progetto Fattoria solare Pioule a Saint-Vincent; ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria elettrificata Ivrea/Aosta; ampliamento del bacino artificiale del Leissé a Pila; blocco dei lavori al parco giochi tematico al Crest di Ayas; aggiornamento dei dati dei suicidi in Valle d’Aosta; riparazioni degli ausili per persone con disabilità; inaugurazione della Casa della Salute ad Aosta; stato di attuazione della Maison de la Montagne; carico di lavoro e problemi di dotazione organica degli uffici tecnici comunali; integrazione degli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche nell’ambito del “progetto Bandiera”; antenna di Arpuilles ad Aosta e pianificazione regionale; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; buoni pasto per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP; assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico; costruzione di un bike park al col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant’Orso; mancata costituzione di comunità di energia rinnovabile di iniziativa pubblica; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; stato dell’acqua potabile in Valle; impianto di tiro a volo di Châtillon; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; carenza di operatori socio-sanitari e programmazione del fabbisogno di personale; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale.
le altre iniziative degli Autonomisti di Centro ha depositato erano su: novità del protocollo lupi; l’intervento della Regione per fare luce sulla morte di Corrado Gex; l’avviso per la ricerca di personale interno al Casino di Saint-Vincent; lo stato di utilizzo delle sale operatorie dell’ospedale; carenza di organico all’ufficio stampa della Giunta regionale.
Un’interrogazione e due interpellanze sono state sottoscritte congiuntamente dai gruppi AdC e La Renaissance: efficacia della promozione turistica della Regione e coordinamento con la gestione della viabilità; tempistiche e modalità degli investimenti sui bacini idrici; azioni per risolvere le criticità relative alla potabilità delle acque.
Il gruppo Fratelli d’Italia ha proposto due interrogazioni e dodici interpellanze: tutela della cascata di Lenteney nel comune di La Salle; tempi di intervento della Sev (Service des eaux valdôtaines) sul territorio regionale; diffusione delle reti televisive francofone; coordinamento delle politiche di prevenzione e sicurezza sul territorio; assetto della governance della società Sitrasb e direzione di esercizio del tunnel del Gran San Bernardo; requisiti di competenza del nuovo Consiglio di amministrazione della Casino de la Vallée Spa e motivazioni del superamento dell’Amministratore unico; evoluzione dei fenomeni di criminalità e strumento di monitoraggio della sicurezza; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; esiti del Rapporto Invalsi 2026 e contrasto della dispersione scolastica; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri; prospettive di recupero e valorizzazione del complesso storico della Fons Salutis di Saint-Vincent; gestione del rischio glaciologico, accessibilità e continuità economica della Val Ferret a Courmayeur; prevenzione delle perdite, qualità dell’acqua e risultati degli investimenti nel servizio idrico integrato; verifica della fattibilità di una linea in vetro per la valorizzazione dell’acqua minerale valdostana nella ristorazione, nella formazione alberghiera e nell’offerta turistica.
Le altre iniziative di La Renaissance valdôtaine erano su: disservizi presso gli uffici della Motorizzazione civile di Aosta; copertura sanitaria integrativa del personale scolastico; sedi idonee allo svolgimento degli esami finali del Conservatoire de la Vallée d’Aoste; aumento delle rette a carico degli utenti e delle famiglie per i servizi socio-sanitari residenziali.
La Renaissance ha anche presentato un’interrogazione congiunta con il gruppo Lega VdA riguardante la Commissione disciplinare del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.
Il gruppo Lega VdA discuterà dieci interrogazioni e diciotto interpellanze: pagamenti intermedi Fse+ e Fesr; mancata erogazione di borse di studio nell’anno scolastico 2024-2025 e adeguatezza delle risorse stanziate; patrocinio e oneri dell’ufficio del Consigliere di parità in merito al Gay Pride 2026; accesso ai voucher di conciliazione vita-lavoro; tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell’Usl; misure adottate a tutela della custodia dei farmaci stupefacenti a base di Fentanyl o di altri farmaci ad alto rischio; prevenzione del suicidio e valutazione dell’efficacia dei percorsi dei servizi di salute mentale; criticità del servizio di riparazione degli ausili per persone con disabilità; mancanza di un odontoiatra specializzato in proteistica dentaria presso il servizio sanitario regionale; pubblicazione online dei nominativi degli ospiti del JB Festaz; informazioni sulla nuova governance del Casino di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; aumento della criminalità ad Aosta e in altri comuni della regione; possibili provvedimenti nei confronti dei professionisti componenti la task force del Casino di Saint-Vincent; confronto sull’installazione di una stazione radio base ad Arpuilles nel comune di Aosta; azioni per invertire il calo del Pil in Valle d’Aosta; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025-2027 per gli insegnanti; dispositivi di servizio per l’identità digitale dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole; tutela del Fleyé come patrimonio folkloristico e culturale immateriale esclusivo della Valle d’Aosta; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario; carenze del sistema di emergenza-urgenza 118; stato dei rapporti con le associazioni di volontariato al canile-gattile regionale; assistenza sanitaria alla Casa circondariale di Brissogne; bilancio dell’estate 2026 del Pronto soccorso; aumento del fenomeno del camping sauvage.
Un’interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguarda la farmacovigilanza in Valle d’Aosta.
Con quattro interrogazioni e sette interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiede informazioni su: dati di traffico e impatto sulla viabilità a seguito della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes; stato di avanzamento dei lavori di elettrificazione e tempi di riapertura della linea ferroviaria Aosta/Ivrea; tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell’Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l’Usl; ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell’area della Vecchia centrale del latte di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta.
Mozioni
Ristoro dei costi energetici alle famiglie
Con 26 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e 9 voti a favore (Lega VdA, Renaissance, FdI, AdC), è stata respinta una mozione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine che chiedeva alla Giunta regionale di predisporre una misura organica e strutturale di ristoro dei costi energetici a favore delle famiglie residenti in Valle d’Aosta.
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha evidenziato che «l’Osservatorio della Cgia di Mestre ha quantificato in 76 milioni di euro (+15,7%) l’aggravio della spesa energetica a carico delle famiglie e delle imprese valdostane nel 2026 rispetto al 2025. Inoltre, la Valle d’Aosta risulta prima in Italia per l’aumento della spesa per il gas (+15,4%), penultima per quella dell’energia elettrica (+12,8%) e al 14° posto per l’aggravio della spesa per i carburanti (+20,2%). La Regione dispone, per il tramite di Finaosta e della produzione idroelettrica regionale, di risorse proprie che potrebbero essere destinate a misure di ristoro. Chiediamo quindi di valutare, anche in forma combinata, gli strumenti che abbiamo già proposto in Consiglio regionale a più riprese: lo sconto diretto alla pompa, il bon chauffage e il ristoro della componente energia della bolletta. Nonostante gli annunci della maggioranza su una prossima legge di aiuti alle famiglie, ipotizzata nell’ambito della terza variazione di bilancio, ad oggi non c’è ancora nulla, con il rischio che le risorse stanziate vadano in avanzo. La nostra mozione è quindi quanto mai attuale: siamo alle porte dell’inverno, le famiglie devono far fronte a nuove spese e vi è l’urgenza di sostenerle. Il bon chauffage che proponiamo sarebbe immediatamente applicabile: è previsto da una legge in vigore che non è più stata finanziata. A nostro avviso, questa misura consentirebbe di intervenire concretamente e in tempi rapidi, senza aspettare che il sostegno non sia più necessario alle famiglie.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, annunciando il voto di astensione, ha osservato: «Il percorso che si è cercato di mettere in piedi è già stato in qualche modo anticipato nello scorso Consiglio regionale, quando si è affrontata la terza variazione di bilancio. A breve si potrà entrare nel merito e analizzare le proposte che la maggioranza metterà a disposizione, con l’obiettivo di abbinare un provvedimento di carattere ambientale a una misura di sostegno alle famiglie valdostane, nel rispetto di quanto previsto dalle norme ai diversi livelli. Speriamo che questa proposta possa trovare la condivisione di tutti. Riteniamo che si stia lavorando seriamente per individuare una misura in grado di dare risposte che non siano uno spot, ma qualcosa di tangibile e concreto, affrontando la tematica nel modo più coerente e puntuale possibile.»
Tutela fauna alpina
Respinta con 32 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, Lega VdA, La Renaissance, FdI, AdC) e tre voti favorevoli (AVS), una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che voleva impegnare il Governo a verificare gli strumenti per sospendere o limitare – già dalla stagione venatoria 2026-2027 – il prelievo delle specie maggiormente vulnerabili, in particolare lepre variabile, pernice bianca, coturnice, gallo forcello, e ad escluderne il prelievo nel prossimo calendario venatorio, salvo che dati scientifici indipendenti e pubblicamente verificabili ne dimostrino la compatibilità con lo stato di conservazione delle popolazioni. Chiedeva inoltre di valutare l’adozione immediata di misure più restrittive sull’uso e sulla detenzione di munizioni contenenti piombo e di riorganizzare i censimenti faunistici secondo criteri di terzietà e validazione scientifica, evitando che i dati dipendessero in modo prevalente da soggetti direttamente interessati all’attività venatoria.
«Le decisioni in materia venatoria – ha detto la capogruppo Chiara Minelli, ricordando le numerose iniziative presentate sul tema – devono fondarsi su solide evidenze scientifiche, ispirate al principio di precauzione e orientate alla tutela delle specie maggiormente vulnerabili ai cambiamenti climatici. La gestione della fauna selvatica non può limitarsi a stabilire il numero di capi da abbattere, ma deve interrogarsi sull’opportunità stessa di consentire il prelievo venatorio di specie che rappresentano un elemento qualificante della biodiversità alpina, anche in considerazione del fatto che la Valle d’Aosta fonda una parte significativa della propria identità e della propria attrattività turistica sulla conservazione del proprio patrimonio naturale. Inoltre, riteniamo che il superamento delle munizioni di piombo, oggi vietate solo nelle zone umide e nelle aree Natura 2000, debba essere attuato in modo più generale, con tempi certi, perché il piombo disperso nell’ambiente rappresenta una causa riconosciuta di contaminazione degli ecosistemi e di avvelenamento della fauna selvatica – in particolare degli uccelli rapaci e necrofagi – e non riguarda solo le zone umide.»
Annunciando l’astensione della maggioranza, l’assessore alle risorse naturali, Speranza Girod, ha sottolineato che «gli impegni proposti sono già disciplinati dal Piano regionale faunistico-venatorio. I piani di prelievo non rispondono a impostazioni ideologiche, ma sono definiti attraverso modelli scientificamente validati e recepiti nelle linee guida del Piano, approvate con il parere favorevole di Ispra e coerenti con la letteratura scientifica e con i Piani d’azione nazionali disponibili per le diverse specie. I contingenti sono quindi determinati sulla base di parametri oggettivi, quali consistenza, densità e successo riproduttivo delle popolazioni. È inoltre confermato il sistema dei centri di controllo, presidiati dal Corpo forestale, per la raccolta dei dati sugli abbattimenti e il monitoraggio delle popolazioni. La Valle d’Aosta ha esteso l’obbligo delle munizioni atossiche a tutti i siti Natura 2000 ed è in corso la riorganizzazione dei censimenti, anche attraverso nuove tecnologie, quali droni e sistemi video georeferenziati. Con il lupo abbiamo dei problemi di tutela degli animali domestici, di allevamento e di alcune specie della fauna selvatica.»
Altre te mozioni sono congiunte dei gruppi Lega VdA e Renaissance: domiciliazione bancaria della tassa automobilistica regionale e riduzioni a favore dei contribuenti; salvaguardia della rete di distribuzione dei carburanti nelle vallate laterali; indennità di attrattività sanitaria. Una mozione è del gruppo PD-FP per chiedere la trasmissione al Consiglio dell’esito della revisione dell’impairment test richiesta a Cva Spa e l’audizione dei nuovi vertici societari; un’altra è del gruppo FdI e riguarda l’applicazione nel sistema scolastico valdostano del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre 2026 in materia di integrazione linguistica e composizione delle classi.
Pubblicato / aggiornato
il 07/10/2026 alle 16:53
Categoria:
Politica e Amministrazione