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Consiglio Valle del 28 e 29 ottobre 2026

Consiglio Valle del 28 e 29 ottobre 2026 (©consiglio.vda.it) - Il Consiglio Valle riunito il 28 ottobre 2026

Il Presidente Stefano Aggravi, in apertura dell’adunanza del Consiglio Valle convocato per il 28 e 29 ottobre 2026, dopo l’appello, ha sospeso i lavori e convocato la Conferenza dei Capigruppo a seguito della notifica, giunta nella serata di martedì 27 ottobre, della sentenza della Corte d’Appello di Torino, che ha confermato la decisione del Tribunale di Aosta in merito all’ineleggibilità del Consigliere Renzo Testolin alla carica di Presidente della Regione per la XVII legislatura.

Alla ripresa dei lavori, è stato inserito all’ordine del giorno il punto relativo alla presa d’atto della decadenza del Presidente Testolin.

Dopo un ampio dibattito, l’Assemblea ha preso atto della decadenza di Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione e ha inoltre dato atto che la Giunta regionale – la cui Presidenza è assunta dal Vicepresidente – continui in prorogatio ad assicurare l’ordinaria amministrazione, fatta salva l’adozione degli atti indifferibili e urgenti. Tale fase è prevista per un termine massimo di sessanta giorni a decorrere dal 27 ottobre, decorso il quale si verificherà ex lege lo scioglimento funzionale del Consiglio regionale, qualora non siano eletti il nuovo presidente della Regione e la nuova Giunta.

Il dibattito in Aula

Il presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, introducendo l’argomento ha specificato che «la sentenza, ai sensi dell’articolo 22 del d.lgs. 150 del 2011, è immediatamente esecutiva dalla data della sua pubblicazione, ossia dal 27 ottobre 2026» e che «il dispositivo è stato altresì pubblicato, in data 28 ottobre, sull’albo notiziario della Regione, nella sezione “Altri documenti del Consiglio regionale”.»
Ha poi ricordato che «in coerenza con la ratio delle disposizioni sulla prorogatio e sulla gestione della crisi, anche l’attività ordinaria del Consiglio – nei cui confronti è propedeutica l’attività istruttoria delle Commissioni consiliari – è sospesa, trattandosi di un contesto istituzionale caratterizzato dalla necessità prioritaria di ricostituire l’organo di governo regionale.» 

«Con questa sentenza, la giustizia ci ha dato ragione su tutta la linea, chiudendo una vicenda che ha avuto origine due anni fa e per cui si sarebbe potuto evitare un’azione giudiziaria – ha affermato la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli –. Non c’è mai stato nulla di personale nei confronti dei Consiglieri Testolin e Bertschy: abbiamo agito per il rispetto della legalità, e quindi della legge regionale sui limiti dei mandati in Giunta su cui avevamo chiesto chiarimenti già nell’ottobre 2024, ma la nota interpretativa delle tre massime dirigenti del Consiglio, redatta nel novembre dello stesso anno, è rimasta nascosta per un anno e mezzo. Se fosse stata resa disponibile, con ogni probabilità non avremmo chiesto pareri legali e non saremmo arrivati al ricorso. Potevate anche modificare la norma prima della fine della legislatura, ma non lo avete fatto, rinviando la questione sine die. La Corte d’Appello ha confermato che il quarto mandato è sempre vietato, indipendentemente dalla durata degli incarichi precedenti. Questa vicenda ha generato incertezza istituzionale e condizionato l’attività amministrativa. Ora la maggioranza deve riflettere: non basta cambiare qualche componente della Giunta e continuare come prima. Occorre cambiare il modo di operare, traendo una lezione da una vicenda faticosa e poco edificante per le istituzioni e per l’intera opinione pubblica valdostana.»

Il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha dichiarato: «La Presidenza passa ora al Vicepresidente Bertschy, che si trova nella stessa situazione. Perché il Tribunale dice: l’occupazione delle cariche si misura non in tempo di occupazione, ma in numero di mandati. Questa è la legge. Gli chiedo quindi di rassegnare le dimissioni da Vicepresidente. Non per una sentenza che lo riguarda, ma perché la regola che il giudice ha appena applicato è la stessa. L’articolo 7 comma 4 della legge 21 del 2007 è esplicito: “Nel caso in cui le ipotesi di cui al comma 1”, cioè la decadenza del Presidente, “riguardino anche il Vicepresidente, l’assessore più anziano di età subentra nella carica di Presidente della Regione fino all’elezione del nuovo Presidente”. Lungi da me augurare a questa Regione un Presidente di Forza Italia, ma non c’è nessun voto da temere. C’è solo una scelta da fare. Avete già forzato la legge una volta e ve lo hanno detto due sentenze. Ripetere lo stesso errore non conviene a nessuno, soprattutto non conviene alla Valle d’Aosta. Perché il conto, oggi, non lo pagate voi, lo pagano i cittadini: si fermano i ristori per gli agricoltori, il bonus energia, il bilancio che va votato entro fine dicembre, altrimenti si va in esercizio provvisorio.»

«La Valle d’Aosta ha bisogno di governabilità, soprattutto in una fase in cui bilanci, assestamenti e provvedimenti importanti richiedono risposte rapide e responsabili – ha dichiarato il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Lattanzi –. Avevamo chiesto alla maggioranza di prendere coscienza della necessità di garantire stabilità, arrivando anche a sollecitare un passo indietro. È grave che siano servite due sentenze per chiarire una legge regionale che questo stesso Consiglio aveva approvato nel 2007: è una sconfitta della politica e di quest’Aula. Ora occorre garantire una gestione trasparente della fase transitoria: auspichiamo che il collega Bertschy, con responsabilità, faccia un passo indietro. Riteniamo necessario fare chiarezza sulle responsabilità amministrative legate ai pareri che hanno sostenuto interpretazioni poi smentite dai tribunali. Ci appelliamo all’Union Valdôtaine e a tutte le forze di maggioranza: si mettano da parte ambizioni personali e logiche di potere. Si lavori per approvare rapidamente il bilancio e assicurare il bene della comunità valdostana.»

Per il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora, «quando la giustizia dice alla politica cosa deve fare, la politica ha perso. Non mi piace infierire sugli sconfitti: sarebbe troppo facile. Oggi non facciamo il funerale ai Consiglieri Testolin e Bertschy: noi oggi stigmatizziamo il comportamento di una maggioranza, che è andata contro un testo di legge chiaro, che ha eletto due persone che oggi, a distanza di un anno, vengono dichiarate ineleggibili. Questa maggioranza deve assumersi questa responsabilità. Se ritornassimo al voto oggi, lo faremmo con la vecchia legge elettorale, quella legge che crea instabilità e che voi della maggioranza non avete voluto modificare. Fin dal mio ingresso in Consiglio, ho portato avanti con i colleghi del centrodestra una proposta di riforma della legge elettorale che potesse garantire una stabilità ad una qualsiasi maggioranza eletta. Ma la maggioranza non ha voluto affrontare il tema: oggi, anche di questo, deve assumersi la responsabilità. Oggi, non è la sconfitta della politica: è la sconfitta di una maggioranza che si è dimostrata totalmente incapace di gestire un risultato elettorale. E di questo dovrete rispondere di fronte ai valdostani.»

Riconoscendo «la tenacia e la determinazione di AVS», il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha espresso preoccupazione per «le sorti della Regione e per i tanti dossier rimasti nei cassetti del Presidente e del Vicepresidente per oltre un anno, gestiti in modo inadeguato. Allo stato attuale, non vediamo una reale volontà di cambiamento da parte della maggioranza. È su questo che valuteremo con attenzione il nostro atteggiamento nei prossimi mesi. Auspichiamo che il Vicepresidente Bertschy trovi il coraggio di fare un passo indietro in questa fase transitoria, considerata la sua situazione analoga a quella di Testolin, e ribadiamo la necessità di riformare la legge elettorale, perché siamo in una situazione anomala rispetto al resto d’Italia. O c’è da parte del partito di maggioranza relativa attuale la consapevolezza che si debba cambiare marcia, diversamente Fratelli d’Italia non ha problemi a sostenere che non ci siano più le condizioni per proseguire e che sia necessario tornare alle urne, lasciando agli elettori la parola. Anche con la legge elettorale attuale: pur non ritenendola opportuna, non crediamo ci sia la volontà di modificarla. Meglio, quindi, tornare al voto con le regole vigenti piuttosto che continuare a tirare a campare.»

Il capogruppo di FP-PD, Jean-Pierre Guichardaz, ha riconosciuto il merito dei Consiglieri di AVS «per aver condotto, anche in solitudine, una battaglia per il rispetto di una legge regionale. Noi abbiamo scelto una strada diversa, non perché condividessimo l’interpretazione della norma, ma perché convinti che le questioni politiche vadano affrontate innanzitutto nella politica. Resta grave aver trattato una legge approvata da questo Consiglio come un ostacolo da aggirare. L’Autonomia si fonda anche sulla capacità di produrre norme e rispettarle, senza considerarle facoltative quando diventano scomode. Affrontare subito il problema avrebbe evitato un anno di incertezza. Non provo alcuna soddisfazione per questa crisi istituzionale. A un anno dalle elezioni, la Valle d’Aosta deve ricostruire un governo, mentre cittadini, Comuni e imprese attendono risposte. Il rischio è perdere altre settimane in trattative tra partiti. Non è una bella immagine per una Regione che rivendica la propria Autonomia, ma fatica a rispettare le leggi che essa stessa approva. Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e si trovi rapidamente una soluzione, evitando che le conseguenze di scelte politiche sbagliate ricadano ancora sulla comunità valdostana. Il tempo perso non si recupera: cerchiamo almeno di non perderne altro.»

La consigliere Clotilde Forcellati (PD-FP) ha parlato di epilogo di «una storia triste, personale e politica. Le sentenze si rispettano, si possono commentare e, se previsto, impugnare. Ma quando la politica affida ai tribunali questioni che non ha saputo risolvere, rischia di perdere parte della propria funzione. È anche una vicenda di responsabilità mancate: i limiti di mandato erano noti e già nel novembre 2024 una nota degli uffici del Consiglio aveva evidenziato l’impossibilità di essere eletti in Giunta per una quarta legislatura consecutiva. Sarebbe spettato alle forze di maggioranza, in particolare all’UV, affrontare con coraggio la questione, evitando alla Regione un anno di incertezza istituzionale. Ora questa fase è finita e dobbiamo guardare avanti. La comunità valdostana ha bisogno di istituzioni pienamente operative, di una maggioranza responsabile e di un governo capace di programmare, non di restare in attesa di nuove sentenze. L’eventuale prosecuzione del percorso giudiziario spetta a Renzo Testolin. Ma la politica deve tornare a fare il proprio mestiere: decidere, assumersi responsabilità e garantire stabilità. Avremmo potuto, e forse dovuto, farlo un anno fa. Ora non possiamo permetterci di perdere altro tempo.»

«Pensiamo che questa situazione verrà risolta in poco tempo – ha detto il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz –. Già in occasione della sentenza di primo grado avevamo detto che non ci sarebbe stato un vuoto amministrativo e, nonostante l’opposizione descriva una situazione di paralisi, la macchina regionale ha continuato a lavorare e gli atti sono lì a dimostrarlo. Sui dossier più difficili non abbiamo la bacchetta magica, ci vuole più tempo. Ribadisco che il parere redatto dalle dirigenti del Consiglio era di patrimonio di tutto l’Ufficio di Presidenza, presieduto da un componente del gruppo PD e di cui facevano parte anche due Consiglieri della Lega, e concludeva sottolineando la necessità di chiedere un supporto, vista la delicatezza della questione. Ma quell’Ufficio di Presidenza ha deciso di non affrontare la questione. Sulla riforma della legge elettorale, non è un segreto che siamo contrari all’elezione diretta del Presidente perché riconduce al pensiero dell’uomo forte che decide e ricorda anni passati. Per l’UV è, invece, importante la squadra e credo che questa maggioranza possa fare assolutamente il bene di questa comunità, cercando di dare una nuova soluzione.»

Il vicecapogruppo di FdI Massimiliano Tuccari ha evidenziato che «8 Presidenti negli ultimi 10 anni è un dato che ci deve fare riflettere: mentre la politica cambia Presidenti, maggioranze ed equilibri, i problemi dei valdostani restano fermi. La sanità, i trasporti, il lavoro, le difficoltà delle famiglie e dei nostri territori non possono attendere che la politica continui ininterrottamente a cercare equilibri. La Valle d’Aosta non ha bisogno soltanto di un nuovo Presidente, ha bisogno di stabilità e capacità di dare risposte.»

«Di fronte alla sentenza che ha dichiarato l’ineleggibilità del Presidente della Regione, possiamo solo prenderne atto: saranno le scelte dei prossimi giorni a chiarire le reali intenzioni politiche – ha evidenziato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin –. Condivido la necessità di riflettere sulla legge elettorale. Quanto accaduto dimostra che occorre intervenire, ma la nostra proposta non prevede l’elezione diretta del Presidente, bensì l’indicazione del candidato, sul modello nazionale. Sulle divisioni politiche, invito tutti a guardare anche in casa propria, perché le contraddizioni riguardano più schieramenti e alleanze. La Lega ha ribadito la propria identità federalista e autonomista, con una visione che rivendica l’Autonomia in Italia e la sovranità in Europa. Noi da questa crisi ci auguriamo che la Valle d’Aosta non possa che guadagnarne, ma a quelli che cercano di attribuire divisioni o caratteristiche negative agli altri, probabilmente farebbero meglio a guardare a sé stessi.»

Per la capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «la maggioranza deve spiegare ai valdostani perché abbia ritenuto opportuno legare la stabilità delle istituzioni all’esito di un contenzioso sulla permanenza di una persona alla guida della Regione. Il diritto di ricorrere va rispettato, ma chi governa deve valutare le conseguenze delle proprie scelte sull’intera comunità. Per mesi la stabilità è stata indicata come ragione per sostenere questo governo: oggi dobbiamo chiederci quali basi solide siano state costruite. Mentre si discute di successioni, presidenze e nuovi equilibri, famiglie, imprese e lavoratori attendono risposte, ci sono provvedimenti da esaminare e un bilancio da approvare. Penso agli interventi destinati al comparto agricolo, la cui discussione slitterà a chissà quando. A chi attende questi sostegni dobbiamo poter spiegare quando arriveranno le decisioni e come intendiamo garantirne i tempi. Per questo, chiediamo un confronto trasparente, con tempi e impegni chiari. Prima dei nomi, vogliamo conoscere le priorità e la prospettiva con cui si intende proseguire la legislatura. Cambiare Presidente non basta: serve una seria assunzione di responsabilità politica da parte di chi ha sostenuto questa impostazione.»

«Oggi emerge chiaramente che “Tot a modo” non è – ha evidenziato il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel –: e lo dico con una buona dose di rammarico e anche un po’ di delusione dal punto di vista politico. In questo anno c’è tato un abuso di termini come responsabilità e continuità. Se ci fosse stato davvero senso di responsabilità, da maggio a oggi si sarebbe intervenuti e non ci troveremmo a fare i conti con una seconda decadenza del Presidente, già dichiarata a maggio e successivamente sospesa in seguito al ricorso. La macchina amministrativa è andata avanti, ma troppo lentamente: a preoccuparci è soprattutto lo smarrimento dei cittadini. Ci auguriamo che il prossimo governo abbia un approccio diverso, più autorevole, incisivo e capace di condividere le proprie scelte con l’Aula. Oggi manca un progetto politico chiaro e forte. Come Autonomisti in minoranza, chiediamo maggiore concretezza e pragmatismo nell’affrontare i dossier, ma anche un’assunzione di responsabilità reale da parte di tutte le forze politiche, con responsabilità diverse tra chi governa e chi ha sostenuto questo governo.» 

Il consigliere della Lega VdA Simone Perron ha precisato: «Proprio voi unionisti, che dite di essere contro l’uomo forte, ne avete avuto uno, fortissimo, con oltre 12.000 preferenze, che ha dominato la politica valdostana dal 1984 fino agli anni Duemila. La sua leadership ha giovato a lungo al suo partito e anche a chi ne ha rappresentato le seconde e terze file, senza che ci fosse l’elezione diretta del Presidente. È giusto ricordare questo pezzo di storia politica, al di là dei giudizi. Quanto al fatto che siamo passati da 11 Consiglieri a pochi, ne siamo consapevoli: continuiamo a svolgere il nostro compito, anche ricordando alcuni passaggi a chi sembra averli dimenticati.»

«Oggi questa Regione ha bisogno di fermarsi, di fare il nodo e di ripartire su basi solide – ha aggiunto il consigliere Aldo Domanico (FdI) –. Per questo chiedo due cose: la prima che la nuova Giunta nasca su un programma scritto con priorità e numeri, e non su una partizione di Assessorati. I cittadini hanno diritto di sapere che cosa si farà nei prossimi mesi, non soltanto chi lo farà. La seconda, che se quel programma non c’è, se la maggioranza non riesce a trovarlo, si abbia il coraggio di dirlo. Restituire la parola agli elettori non è una sconfitta, in democrazia è la strada normale quando chi governa non è più in grado di farlo. Noi il voto non lo temiamo.»

«Dobbiamo compiere un’operazione di verità – ha detto il consigliere Andrea Campotaro (AVS) –: abbiamo sentito rivendicare che in questo anno si sarebbe agito con responsabilità e determinazione. Una narrazione retorica, autoassolutoria e mistificante. La responsabilità avrebbe richiesto di rispettare una legge, approvata da questo Consiglio, non di trascinare le istituzioni in una lunga incertezza. Quella definita “determinazione” è stato un tentativo di aggirare la legge, confidando in un silenzio generale, e l’incapacità di individuare un’alternativa politica nelle file unioniste. Fino a considerare la Regione un ufficio legale privato, usando il bilancio pubblico come uno scudo personale per proteggere una posizione individuale. In questo quadro, Minelli e Torrione hanno difeso in modo solitario la legge, la dignità di questa Assemblea e il senso stesso della democrazia. Hanno dimostrato un rispetto per l’Autonomia infinitamente superiore a quello di chi era disposto a demolire le nostre leggi in Corte Costituzionale pur di mantenere lo status quo. Ora spetta a questo Consiglio prendere atto della realtà e restituire alla Valle d’Aosta per quel che è possibile un po’ di trasparenza, dignità e rigore.»

«Vero, le urgenze ci sono, ma c’erano anche a maggio, dal rendiconto all’assestamento fino alla norma di attuazione sulle acque a uso idroelettrico – ha sottolineato il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin –. La maggioranza deve agire in fretta, ma è necessario ricostruire con correttezza le responsabilità di una vicenda nata da un groviglio normativo e burocratico, caratterizzato da interpretazioni e pareri divergenti, che ha coinvolto l’intero Consiglio nelle passate legislature. Quindi non è corretto attribuire ogni responsabilità a chi si trova oggi a governare: dobbiamo assumercele tutti, ciascuno per la propria parte. Sulla legge elettorale, la Commissione ha scelto di approfondire le questioni con serietà, coinvolgendo i movimenti per poi lavorare onde evitare che una soluzione affrettata finisca per creare problemi ancora maggiori di quelli attuali. L’obiettivo è arrivare a una legge chiara, corretta e comprensibile. Come CA avevamo già chiarito a maggio che, in caso di conferma della sentenza in appello, il percorso giuridico si sarebbe concluso, mentre sarebbe rimasto valido quello politico della maggioranza. Ora bisogna superare le polemiche, trovare soluzioni e garantire maggiore certezza del diritto per le legislature future.»

Per il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, «è giusto assumersi le proprie responsabilità, ma è fuorviante sostenere che l’esito della sentenza fosse scontato. Dopo la pronuncia di primo grado, abbiamo scelto di sostenere l’appello anche per garantire la continuità amministrativa e affrontare questioni importanti per la comunità valdostana. In questi mesi, nonostante l’incertezza, il lavoro è proseguito. Ora dobbiamo guardare avanti con responsabilità, mettendo da parte i personalismi e riportando la macchina regionale alla piena operatività. Ci attendono scadenze fondamentali: il Defr, il bilancio regionale, gli interventi per l’agricoltura e i ristori energetici. La sentenza ha dato ragione a chi ha promosso il ricorso, ma non credo ci siano vincitori e vinti: le responsabilità vanno valutate lungo tutto il percorso, nel quale sono emerse interpretazioni diverse di una norma scritta in tempi diversi mai applicata prima. Come maggioranza, affronteremo questa fase con serietà e senso di responsabilità, mettendo al primo posto gli interessi dei valdostani.»

«La politica non può perdere la propria umanità: rispetto, ascolto e attenzione verso gli altri non sono debolezze, ma qualità fondamentali, soprattutto nei momenti più difficili – ha ribadito il vicecapogruppo di FI, Marco Sorbara –. La critica è sale della democrazia, il confronto politico è necessario, ma esiste una differenza enorme tra criticare una scelta e colpire una persona, tra chiedere conto di una responsabilità e cercare di umiliarlo, tra esercitare il proprio ruolo istituzionale e dimenticare il rispetto umano. La Valle d’Aosta è una piccola comunità dalla grande storia e dai valori profondi. La sua grandezza non si misura soltanto nelle leggi e nelle risorse amministrate, ma anche nella qualità umana delle sue istituzioni. Prima di essere maggioranza o minoranza, siamo persone. Facciamo in modo che la nostra Regione continui a essere una fiaccola di rispetto, solidarietà e umanità per le generazioni future.»

«Mi auguro che con la nuova Giunta non cambino soltanto i nomi sulle porte di Piazza Deffeyes o delle sedi degli Assessorati ad Aosta, ma che cambi il metodo di lavorare – ha aggiunto il vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione –. In quest’anno il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è stato una prova continua di tipo muscolare, porte chiuse ad ogni proposta, mozioni respinte per principio, emendamenti bocciati prima ancora che siano stati letti. Sicuramente non è stata una prova di collaborazione. La forza di una maggioranza non si misura da quante porte riesce a chiudere, ma da quante sa aprirne, usando il contributo di tutti, senza perdere di vista ovviamente la strada. I valdostani non ci hanno eletti per un vacuo gioco delle parti. Ma per lavorare insieme sui loro problemi per trovare di volta in volta la soluzione migliore.»

Il consigliere Renzo Testolin (UV) si è detto «tranquillo: prendiamo atto della sentenza, sapendo che la politica è sufficientemente attrezzata per dare risposte chiare e tempestive. In questi 12 mesi c’è stato un lavoro serio, puntuale e programmatico, che ha trovato delle sintesi che hanno costituito la base per portare a casa due norme di attuazione e 18 leggi, di cui 9 da maggio a oggi. Non credo quindi che possiamo essere tacciati di immobilismo. Con l’assestamento di bilancio abbiamo immesso le risorse a favore del territorio: scuola, turismo, enti locali, impianti di risalita, protezione civile, difesa del suolo, agricoltura. Conoscendo i colleghi che hanno lavorato al mio fianco – che ringrazio -, sono sicuro che sapranno trovare una sintesi per dare continuità al lavoro svolto e portare avanti i provvedimenti attuativi a favore degli agricoltori e dell’intera comunità valdostana. Il programma condiviso dai venti Consiglieri di maggioranza rappresenta una base solida, migliorabile e arricchibile, ma con una prospettiva chiara e attenta alle esigenze del territorio. La nostra legge elettorale, apprezzata anche fuori dai confini regionali, dimostra il valore di un sistema che, anche in una fase di criticità, consente di garantire continuità e coerenza all’azione amministrativa. Un modello che tutela la stabilità del governo regionale, evitando i rischi legati all’elezione diretta del Presidente. È fondamentale privilegiare la continuità amministrativa rispetto a un sistema legato alle scelte di una singola persona. Ribadisco il lavoro fatto, ringrazio chi ci ha creduto e sono contento di essere a disposizione di una maggioranza che si appresta a dare continuità a questo tipo di percorso.»

Gli interventi degli assessori

L’assessore Leonardo Lotto (CA), ha ringraziato Renzo Testolin «per il lavoro instancabile portato avanti in questi mesi e per il clima positivo costruito in Giunta. Il lavoro svolto è stato importante e rappresenta una base da cui ripartire, guardando al futuro con questa maggioranza per dare continuità al percorso avviato e costruire una nuova Giunta.»

«C’è rammarico per quanto accaduto, ma anche la consapevolezza del lavoro serio e intenso portato avanti in quest’ultimo anno – ha aggiunto l’assessore Mauro Baccega (FI) -. Un percorso fatto di confronto e impegni concreti a favore della popolazione valdostana, delle famiglie e delle imprese. Ringrazio Renzo Testolin, Luigi Bertschy e i colleghi di Giunta per il lavoro svolto e mi auguro che questa maggioranza possa proseguire il cammino avviato, dando continuità ai risultati raggiunti e agli obiettivi condivisi».

L’assesseur Erik Lavevaz (UV) a également remercié Renzo Testolin «pour son engagement et le travail accompli cette année, ainsi que pour m’avoir permis d’exercer cette fonction enrichissante et exigeante. Malgré nos différences de points de vue passées, nous avons toujours su dialoguer et trouver des solutions partagées. C’est vrai que cette décision judiciaire intervient dans un contexte administratif délicat et nous devons gérer cette transition avec attention et prendre toutes les mesures nécessaires pour garantir la sérénité de l’action administrative et politique. Je suis convaincu que notre majorité saura rapidement définir un parcours commun pour assurer la continuité et la sérénité dont l’administration et la Vallée d’Aoste ont besoin.»

«Ringrazio il collega Testolin per la collaborazione e le deleghe che mi sono state proposte e che hanno contribuito alla mia crescita politica e amministrativa, così come il Vicepresidente Bertschy, al mio fianco in questi sei anni – ha affermato l’assessore Davide Sapinet (UV) -. Il lavoro svolto, anche nelle emergenze, è stato frutto di una squadra e della collaborazione dell’intero Consiglio. L’Union Valdôtaine a toujours su se retrouver, même dans les moments difficiles. Nous devons maintenant regarder vers l’avenir, avec la majorité et nos alliés, afin d’apporter aux Valdôtains les réponses qu’ils attendent et qu’ils méritent.»

«Nel pieno rispetto della sentenza d’appello, vogliamo sottolineare il lavoro svolto da questa maggioranza nell’ultimo anno, con risultati concreti nell’interesse della comunità valdostana – ha aggiunto l’assessore Giulio Grosjacques (UV) –. Abbiamo lavorato con impegno e spirito di squadra, trovando sintesi anche nei momenti di confronto più acceso. Ringrazio Renzo Testolin, Luigi Bertschy, il gruppo consiliare dell’UV, che ci ha designati per i rispettivi incarichi, e tutti i colleghi per il percorso condiviso. Da oggi procederemo in ordinaria amministrazione e resteremo a disposizione del nostro movimento per gli incarichi che riterrà di affidarci, nella continuità dell’azione portata avanti finora con il governo Testolin.»

L’assessore Speranza Girod (UV) ha ringraziato Renzo Testolin «per la fiducia accordatami e per l’autonomia nella gestione di un Assessorato trasversale e operativo. Il lavoro svolto è stato un vero lavoro di squadra, fatto di confronti talvolta anche accesi, ma sempre orientati a trovare una sintesi. Le decisioni non sono mai state opera di un uomo solo, ma il risultato di un percorso condiviso. Oggi cittadini e imprese chiedono risposte rapide e concrete. Il provvedimento a sostegno degli agricoltori che avremmo dovuto discutere oggi è pronto: lavoreremo per approvarlo al più presto e dare le risposte attese dal territorio.»

L’assessore Carlo Marzi (CA), nel ringraziare i colleghi Renzo Testolin e Luigi Bertschy, ha detto che «fare parte di una Giunta regionale è sempre temporaneo e mai scontato. Questi anni sono stati un’esperienza importante, che mi ha insegnato quanto la politica sia fatta di mediazione, confronto e capacità di sintesi, anche tra persone con visioni diverse. Chi non ha mai fatto questa esperienza non sa quanto sia complesso assumersi responsabilità assieme a colleghi che non si scelgono. Questi incarichi sono sempre temporanei ma il lavoro svolto e le competenze acquisite restano. Abbiamo cercato in questi anni tutti di dare il meglio e anche nell’ultimo anno è stato fatto molto. Mi auguro che chi raccoglierà il testimone del nostro lavoro sappia proseguire questo impegno, nell’interesse della Valle d’Aosta.»

Il vicepresidente della Regione, Luigi Bertschy (UV), chiudendo il dibattito, ha invitato «a guardare avanti con concretezza e pragmatismo, nel rispetto della sentenza d’appello: oggi, non si tratta di un funerale, ma di una pagina nuova da scrivere. Sulla vicenda dei limiti di mandato, mi sono affidato, insieme al Presidente Testolin, a un parere pro veritate del professor Grosso – oggi nella rosa di nomi del prossimo Consiglio superiore della Magistratura -, successivamente affiancato da quello del professor Lupo richiesto dal Consiglio regionale. Sul piano amministrativo, rivendico il lavoro svolto in questi anni, con piani, strategie, leggi e misure concrete, reso possibile grazie all’impegno e alla professionalità di dirigenti e funzionari. Questa maggioranza ha dimostrato coesione e capacità di lavorare insieme, nel rispetto reciproco. Anche in politica è importante riconoscere il lavoro delle persone, senza alimentare tensioni e polemiche. Dopo la prima sentenza ero disponibile a diverse soluzioni; abbiamo scelto di proseguire la strada della difesa fino in fondo e oggi ne prendiamo atto. Sono a disposizione per gestire questa fase secondo le procedure previste, senza attaccamento alla carica, ma con senso di responsabilità verso l’Amministrazione. Ci sono ancora quattro anni di legislatura e tanto lavoro da fare per il futuro della Valle d’Aosta.»

Il Consiglio ha anche commemorato, con un minuto di silenzio, Sergio Péaquin, Consigliere regionale della VII legislatura, dal 1978 al 1983, e ha approvato, con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC), il bilancio consolidato della Regione per il 2025.

I lavori sono conclusi. Tutti gli altri punti iscritti all’ordine del giorno sono stati rinviati ad una prossima adunanza.

L’Assemblea sarà chiamata ad approvare il Bilancio consolidato della Regione per il 2025.

Attività legislativa

I consiglieri erano chiamati ad approvare il disegno di legge che contiene misure urgenti di sostegno alle imprese agricole
 per compensare le perdite di produzione dovute alla siccità nella stagione primaverile ed estiva del 2026.

Attività ispettiva

Interrogazioni a risposta immediata

Per quanto riguarda le interrogazioni a risposta immediata, il gruppo Lega Vallée d’Aoste chiedeva chiarimenti su un episodio verificatosi alla scuola primaria di Verrès; il gruppo Fratelli d’Italia interrogava il Governo regionale sull’esistenza di un protocollo per la gestione delle intrusioni negli edifici scolastici; il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA portava l’attenzione sulla crisi della Cogne Acciai Speciali Spa; il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra chiedeva chiarimenti sul servizio infermieristico presso la Casa circondariale di Brissogne.

Interrogazioni e interpellanze

In merito all’attività ispettiva erano state iscritte 15 interrogazioni e 47 interpellanze, di cui 36 rinviate dalla scorsa adunanza.

Tre interrogazioni e 13 interpellanze erano del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra: disagi alla circolazione stradale tra Hône e Arnad; aggiornamenti sulla riforma della disabilità, sul nuovo Piano della salute e benessere sociale e sui caregiver; situazione dei punti vendita Carrefour Market di Aosta e Saint-Christophe e prospettive occupazionali; buoni pasto per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP; assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico; costruzione di un bike park al col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant’Orso; mancata costituzione di comunità di energia rinnovabile di iniziativa pubblica; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; stato dell’acqua potabile in Valle; impianto di tiro a volo di Châtillon; opere di mitigazione della frana di Pallesieux a Pré-Saint-Didier e misure di sostegno per gli sfollati di Courmaison; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; carenza di operatori socio-sanitari e programmazione del fabbisogno di personale; partecipazione al Piano territoriale formativo sulla riforma della disabilità; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale. 

Il gruppo Autonomisti di Centro aveavno depositato due interrogazioni riguardanti la gratuità del tratto autostradale Aosta Est/Aosta Ovest per i valdostani e la continuità del servizio delle assistenti sociali in Valle d’Aosta. 

Erano due le interpellanze sottoscritte congiuntamente dai gruppi AdC e La Renaissance: tempistiche e modalità degli investimenti sui bacini idrici; azioni per risolvere le criticità relative alla potabilità delle acque.

Il gruppo Fratelli d’Italia avevano presentato sei interpellanze: esiti del Rapporto Invalsi 2026 e contrasto della dispersione scolastica; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri; prospettive di recupero e valorizzazione del complesso storico della Fons Salutis di Saint-Vincent; gestione del rischio glaciologico, accessibilità e continuità economica della Val Ferret a Courmayeur; prevenzione delle perdite, qualità dell’acqua e risultati degli investimenti nel servizio idrico integrato; verifica della fattibilità di una linea in vetro per la valorizzazione dell’acqua minerale valdostana nella ristorazione, nella formazione alberghiera e nell’offerta turistica. 

Tre interpellanze erano del gruppo La Renaissance Valdôtaine: copertura sanitaria integrativa del personale scolastico; sedi idonee allo svolgimento degli esami finali del Conservatoire de la Vallée d’Aoste; aumento delle rette a carico degli utenti e delle famiglie per i servizi socio-sanitari residenziali.

La Renaissance aveva anche proposto due iniziative ispettive congiunte con il gruppo Lega VdA riguardanti i ticket sanitari e la chiusura dei supermercati e dei punti vendita Carrefour di Aosta e Saint-Christophe.

Il gruppo Lega VdA voleva discutere sei interrogazioni e sedici interpellanze: stato della riscossione dei crediti regionali di natura non tributaria; attività psicologiche e socio-affettive nelle scuole; integrazione scolastica degli alunni stranieri; nuovi criteri del servizio mensa per studenti; sovraffollamento degli autobus negli orari scolastici; chiarimenti sull’attivazione del servizio ferroviario diretto Aosta/Milano; intenzioni del Governo regionale in merito alla modifica della legge elettorale regionale; emergenza sicurezza in Valle d’Aosta; dispositivi di servizio per l’identità digitale dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole; tutela del Fleyé come patrimonio folkloristico e culturale immateriale esclusivo della Valle d’Aosta; nuovi laboratori all’Itpr Corrado Gex di Aosta; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; effetti sui Comuni e sui cittadini dell’addendum al contratto di concessione con EnVal Srl, in relazione alla nuova disciplina Iva sullo smaltimento in discarica; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario; carenze del sistema di emergenza-urgenza 118; stato dei rapporti con le associazioni di volontariato al canile-gattile regionale; assistenza sanitaria alla Casa circondariale di Brissogne; bilancio dell’estate 2026 del Pronto soccorso; compensazione della mancata copertura dei turni di soccorso con attività estranee ai livelli di servizio nell’ambito della convenzione tra Usl e Federazione regionale del soccorso; indagine sull’impiego illecito di Fentanyl; aumento del fenomeno del camping sauvage. 

Un’interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguardava la farmacovigilanza in Valle d’Aosta. 

Con tre interrogazioni e cinque interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiedeva informazioni su: cronoprogramma per il nuovo affidamento del trasporto pubblico locale su gomma; continuità dell’assistenza di medicina generale e pediatrica sul territorio; rafforzamento del sistema regionale di emergenza-urgenza; attuazione dell’Accordo per la coesione nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027; continuità del supporto delle strutture e dei servizi regionali di supporto all’attuazione del Pnrr; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta; intendimenti per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl.

Mozioni

Sarebbero state trattate otto mozioni, di cui cinque rinviate dalle scorse adunanze. Una era del gruppo AVS e riguarda il futuro della Compagnia Valdostana delle Acque; una era del gruppo FdI e riguarda l’applicazione nel sistema scolastico valdostano del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre 2026 in materia di integrazione linguistica e composizione delle classi; una era del gruppo PD-FP per chiedere la trasmissione al Consiglio dell’esito della revisione dell’impairment test richiesta a Cva Spa e l’audizione dei nuovi vertici societari. Cinque erano congiunte dei gruppi Lega VdA e Renaissance: domiciliazione bancaria della tassa automobilistica regionale e riduzioni a favore dei contribuenti; salvaguardia della rete di distribuzione dei carburanti nelle vallate laterali; estensione della gratuità sul tratto autostradale A5 tra Nus e Aosta Ovest; indennità di attrattività sanitaria; misure per la prevenzione e la cura dell’obesità.

Pubblicato / aggiornato il 28/10/2026 alle 15:11
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Categoria: Politica e Amministrazione