Una petizione pro scialpinismo in VdA
(©xmountain) -
Un'immagine di repertorio di scialpinisti
Ha raccolto oltre quasi 700 firme, in poco più di 24 ore, la petizione lanciata da Diego Bertazzi per chiedere al presidente della Regione autonoma Valle D’Aosta, Erik Lavevaz, di consentire la pratica dello scialpinismo sul territorio valdostano, «come già avviene per altre attività invernali in montagna che non richiedono l’uso di impianti di risalita».
«In questo momento di stop forzato alle attività di sci alpino, con gli impianti di risalita fermi, ci sarebbe la possibilità di promuovere attività alternative esenti dal rischio di assembramenti», si legge nell’incipit dell’appello. Nella petizione è anche sottolineato che la pratica dello scialpinismo, in Valle d’Aosta, è stata vietata dall’11 dicembre 2020, limitandone l’esercizio solo con l’accompagnamento di una guida alpina o di un maestro di sci.
«Le motivazioni sanitarie, per non gravare sul sistema ospedaliero, potrebbero essere comprensibili, ma ciò che è difficile spiegare è il fatto che la stessa attenzione non è stata rivolta ad altre attività, come le escursioni con racchette, che si svolgono in ambiente innevato e che sono soggette almeno agli stessi rischi. Una limitazione del genere è di dubbia utilità perfino per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che hanno i loro clienti» ha evidenziato Bertazzi.
«L’invito che facciamo al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta è, quindi, rimuovere, pur nel rispetto dei protocolli sanitari in essere, qualsiasi limitazione alla pratica dello scialpinismo in Valle d’Aosta. Oltre al turismo e quindi l’economia locale, ne guadagnerebbe sicuramente l’immagine del territorio valdostano e di tutte le altre parti coinvolte, cancellando una evidente discriminazione tra i frequentatori invernali della montagna che pare legata più a motivazioni lobbistiche che sanitarie».
Pubblicato / aggiornato
il 08/01/2021 alle 14:56
Categoria:
Cronaca