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Confcommercio VdA: il 38% degli iscritti ha più che dimezzato il fatturato

Confcommercio VdA: il 38% degli iscritti ha più che dimezzato il fatturato (©Google Maps) - La sede di ConfCommercio Valle d'Aosta e Bcc Valdostana

Confcommercio Valle d’Aosta ha somministrato alle aziende valdostane un questionario per valutare gli scenari di ripresa post-pandemia.

Al sondaggio hanno risposto 350 aziende, di cui il 38% delle ditte individuali, il 17% delle società di capitali e il 45% delle società di persone. Il 61% non intercetta la domanda turistica. Un altro dato significativo è che l’88% degli intervistati si rivolge prevalentemente a una clientela nazionale. Il 61% non vende sui mercati esteri, mostrando così che la maggior parte delle aziende attive nel terziario realizzano il proprio fatturato in Italia.

«Come dimostrano i dati del sondaggio, le nostre aziende operano prevalentemente al servizio della comunità valdostana e in questo senso un ruolo sociale di grande importanza lo svolgono i negozi di prossimità e la ristorazione» ha evidenziato Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta.

Alla domanda sull’impatto che avrà la situazione pandemica sulla gestione dei dipendenti, solo l’23% ha ipotizzato licenziamenti, mentre il 30% ridurrà l’orario lavorativo, il 35% farà ricorso alla cassa integrazione e il 12% ipotizza soluzioni diverse.

Sul piano economico-finanziario, le risposte dimostrano il calo di fatturato e la carenza di liquidità. «Il 38% degli intervistati lamenta un mancato fatturato superiore al 50%, il 38% ha perso tra il 30% e il 50%, il 17% tra il 20 ed il 30%. Il 76% ha già fatto ricorso al credito bancario. Ciò significa per la ripartenza è necessario un massiccio intervento finanziario della Regione autonoma Valle d’Aosta o dello Stato. La perdita di fatturato significa carenza di liquidità che equivale all’impossibilità di pagare fornitori e acquisti creando, così, un circolo vizioso pericoloso che si conclude con la messa in liquidazione o la chiusura di centinaia di aziende» ha spiegato il direttore generale di Confcommercio, Adriano Valieri.

Per fronteggiare la crisi di liquidità e proseguire l’attività lavorativa, il 55% degli intervistati necessita di finanziamenti variabili dai 25mila ai 100mila euro, il 16% dai 100mila ai 500mila, il 4% oltre i 500mila. Soltanto il 15% ha dichiato di aver una necessità inferiore a 25mila euro.

Il questionario ha messo anche in evidenza le preoccupazioni per la ripresa dell’attività nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid-19.
Il 75% prevede la riduzione del numero di clienti da poter servire contemporaneamente. Per questo motivo, l’11% degli intervistati sta progettando una piattaforma di vendita on line, mentre il 26% ne ha già una. Il 57% non usufruisce né pensa a eventuali servizi on line.

Pubblicato / aggiornato il 08/01/2021 alle 15:06
Categoria: Economia e Lavoro