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Confindustria: la crisi rischia di diventare strutturale

Confindustria: la crisi rischia di diventare strutturale (©ConfindustriaVdA) - Giancarlo Giachino

L’indagine previsionale realizzata da Confindustria Valle d’Aosta conferma il clima generale di incertezza: la maggior parte delle imprese del campione navigano a vista e operano con cautela.

Il peggioramento degli indicatori rispetto al trimestre precedente è di lieve entità: ciò vuol dire che le imprese si attendono, per i prossimi mesi, ancora situazioni di mercato complesse e incerte. È da rilevare una notevole differenza tra il comparto manifatturiero e quello dei servizi. In quest’ultimo, il clima di fiducia migliora in modo marcato laddove nel manifatturiero si assiste a un notevole peggioramento rispetto ai valori registrati in settembre.

Peggiora lievemente il dato relativo all’occupazione: il valore, pur restando in terreno positivo, cala di circa due punti percentuali rispetto allo scorso trimestre, attestandosi su di un +2,08%. Sostanzialmente stabile il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (prevedono di farne ricorso circa il 18% degli intervistati) ma è un valore che rimane pur sempre elevato in una prospettiva storica.

Il saldo sulla produzione peggiora di circa sei punti percentuali passando da un -6,38% della precedente rilevazione a un -12,50% dell’attuale.

Sostanzialmente analoghe le previsioni sui nuovi ordinativi dove però il dato, rispetto allo scorso trimestre, peggiora di più di dieci punti percentuali attestandosi su di un -12,20%, anche se quasi il 60% degli intervistati si attende un andamento costante.

Si attenua la caduta dell’export: il dato resta ancora in terreno negativo ma fa registrare un miglioramento di circa cinque punti percentuali passando da un -9,09% del trimestre precedente ad un -4,00% dell’attuale.

Varia un poco la composizione del carnet ordini, in particolare calano quelle con visibilità 1-3 mesi (37,14%) aumentano quelle con ordini per meno di un mese (22,86%). Restano più o meno stabili quelle che hanno ordinativi oltre i tre mesi (40%).

Stabile il dato sugli investimenti di un certo rilievo che si attesta su di un 23,81%; cala di circa 10 punti percentuali il dato relativo agli investimenti per sostituzioni che si attesta su di un 30%. Aumenta di conseguenza il numero di imprese che non ha in programma nessun investimento, che si attesta ora su di un 45%.

Peggiora leggermente il tasso di utilizzo della capacità produttiva che passa dal 72,97% del trimestre precedente ad un 68,95% dell’attuale.

La media complessiva dei tempi di pagamento è di 66 giorni (contro i 55 della precedente rilevazione) e di 59 giorni per la Pubblica Amministrazione. Diminuisce leggermente il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi passando da un +44,68% dello scorso trimestre ad un +41,67% dell’attuale.

«I dati confermano che la ripartenza avverrà con tempi piuttosto lunghi e che ci vorranno almeno un paio d’anni per tornare ai livelli pre-crisi – dichiara Giancarlo Giachino, presidente di Confindustria Valle d’Aosta – e serviranno scelte coraggiose che portino a un vero cambio di visione, allo scopo di poter sostenere il futuro di tutti. L’agenda politica deve mettere al centro gli investimenti e le imprese in quanto creatori di valore: è una sfida epocale che non possiamo permetterci di perdere. Il rischio è quello che nel giro di pochi mesi ci sia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che rischia di diventare strutturale».

Pubblicato / aggiornato il 13/01/2021 alle 20:07
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Categoria: Economia e Lavoro