Alla montagna serve rispetto non Speranza
A seguito dell’ordinanza firmata, domenica 14 febbraio 2021, dal ministro della Salute, che vieta le attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo, Cgil, Cisl, e Savt Trasporti hanno organizzato una manifestazione a sostegno degli impianti a fune: adesso la gente di montagna è in ginocchio!
L’evento si è svolto giovedì 18 febbraio 2021, in piazza Chanoux ad Aosta. Al termine, una delegazione ristretta si è recata in piazza Deffeyes, per un incontro con la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Uil Trasporti non aderisce alla manifestazione: «Non sono stato contattato e, non essendo un distaccato, non ho quindi avuto la possibilità di chiedere i permessi necessari per partecipare». ha spiegato il segretario Alessandro Rossini.
Invece Pays d’Aoste Souverain ha aderito e invitato «tutte le altre categorie, vittime delle scriteriate scelte del Governo romano a unirsi: maestri di sci, albergatori, ristoratori, stagionali, amministratori regionali, sindaci, agricoltori, lavoratori autonomi e dipendenti facciamo sentire la nostra voce fino a Roma!».

Presente anche l’Associazione valdostana maestri di sci.

Con la Regione, è stata concordata l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sugli interventi e le politiche da mettere in atto. «Il clima costruttivo della manifestazione e dell’incontro – spiegano gli organizzatori e il Governo regionale – è stato possibile grazie allo sforzo di tutti: anziché dare spazio ai legittimi malumori e a una rabbia sterile, si è scelto di continuare un percorso costruttivo che deve trovare nella forza di oggi un nuovo impulso. Grazie al lavoro di ognuno, tutto era pronto per la riapertura, dai protocolli sanitari ai contratti di solidarietà e alla formazione per il personale. Di fronte a una stagione che sostanzialmente si è chiusa, il settore aspetta un intervento rapido e adeguato del Governo centrale: la Giunta e i rappresentanti dei lavoratori della montagna, intanto, confermano la fiducia reciproca nel costruire interventi rapidi e dare vita a un patto per il rilancio della montagna come luogo di vita e di lavoro».

La Lega
Anche la Lega Vallée d’Aoste era presente in piazza Chanoux: «Con la nostra presenza, abbiamo voluto ribadire la nostra vicinanza al popolo della montagna che, più di tutti, ha patito e sta patendo, le conseguenze delle reiterate chiusure prive di qualsiasi logica e programmazione e, soprattutto, prive di rispetto nei confronti dei lavoratori», è spiegato in una nota, che prosegue: «Già nel corso dell’esame della Legge di bilancio, nel mese di dicembre, abbiamo sollecitato la definizione di misure di sostegno nei confronti di tutti gli operatori e lavoratori della montagna da attuarsi già nel corso dei primi mesi dell’anno. Nelle ultime sedute del Consiglio regionale, inoltre, abbiamo chiesto tempi certi per gli aiuti regionali.
Siamo ormai a fine febbraio e nulla, a parte proclami, passerelle e interviste, è stato fatto dalla Giunta regionale per aiutare il popolo della montagna che sta soffrendo».
Pour l’Autonomie
I tre consiglieri regionali di Pour l’autonomie erano in piazza Chanoux: «La nostra partecipazione alla manifestazione ha voluto essere un gesto simbolico, a dimostrare la vicinanza ai tanti stagionali che quest’anno non hanno trovato lavoro ma anche ai tanti bar e ristoranti che lavorano a singhiozzo da tanti mesi – hanno spiegato Marco Carrel, Augusto Rollandin e Mauro Baccega -. Un’attenzione particolare di chi all’interno del Consiglio Valle ha già elaborato proposte concrete per stimolare il Governo regionale ad adottare i provvedimenti necessari affinché i primi aiuti finanziari arrivino dal bilancio della Regione, sperando che le nostre parole vengano ascoltate quanto prima. L’Amministrazione regionale deve aiutare il settore montagna, perché da questo comparto, che genera un indotto di 1,3 miliardi di euro, dipende tutto il futuro economico e sociale della nostra regione.
Dopo le reazioni di stupore, speravamo che il presidente della Regione, come hanno fatto altri presidenti di Regioni di montagna, aprisse un dialogo con i ministri Garavaglia o Gelmini, per chiedere formalmente l’avvio delle interlocuzioni utili ad avere dallo Stato i dovuti ristori. È tempo di reagire».
Rinascimento
Giovanni Girardini e alcuni iscritti al Movimento Civico ha partecipato alla manifestazione: «È stato per me personalmente triste assistere a un siparietto di applausi e adulazioni del tutto autoreferenziali verso i nostri politici che professavano slogan e propositi, politici tra i quali non ho potuto peraltro che notare la mancata presa di posizione dell’assessore al Bilancio, pur essendo i ristori economici la prima delle emergenze.
Credo che una grossa fetta di responsabilità sulla situazione per la quale eravamo lì la abbia anche la nostra politica regionale e che sia troppo comodo scaricare tutto su Roma».
Aggiunge Girardini: «La Regione, che conosce l’emergenza da un anno e mezzo, non ha predisposto e neppure messo in atto nessun sistema di intervento realmente compensativo e ristoratore nei confronti delle categorie danneggiate.
Che i maestri di sci, gli stagionali degli impianti, i ristoratori e loro fornitori, il mondo legato al turismo invernale soffrisse era di una facilità sconcertante prevederlo ma nessuna misura di sostegno a livello regionale è stata prevista, delegando tutto a sussidi statali mai erogati, c’è da chiedersi quale sia il peso della nostra Autonomia».
Valle d’Aosta Futura
«Circa 500 persone hanno scelto di scendere in piazza per rivendicare il diritto al lavoro, al rispetto, alla dignità», scrive Valle d’Aosta Futura in una nota, che prosegue: «Siamo, tuttavia, profondamente amareggiati per la scarsissima partecipazione e per la quasi totale assenza, assolutamente non comprensibile, di tutte quelle associazioni, nonché dei loro aderenti, che dovrebbero rappresentare alberghi, ristoranti, commercianti, agricoltori e tutti gli altri operatori che da mesi stanno soffrendo.
Ci aspettavamo di vedere una settantina di fusciacche tricolori in rappresentanza delle nostre collettività locali.
Ci aspettavamo di vedere tutte le associazioni sportive, tutti gli operatori dello spettacolo, e tanti altri ancora.
Li aspettavamo e ci aspettavamo anche una forte partecipazione dei valdostani tutti, anche di coloro che non hanno subito perdite dirette in questo frangente, uniti e compatti per dimostrare in maniera concreta la loro solidarietà, da fiero popolo montano quale siamo o dovremmo essere».
Valle d’Aosta Futura chiede alla politica valdostana «di andare oltre ai soliti discorsi rituali, dimostrandosi capace di intraprendere azioni concrete e rapide per agire in soccorso alla sua stessa comunità».
Pubblicato / aggiornato
il 19/02/2021 alle 12:44
Categoria:
Economia e Lavoro / Video