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Vaccinazione anti-Covid: verifiche in corso sui “furbetti”

Vaccinazione anti-Covid: verifiche in corso sui “furbetti” (©RaVdA) - Angelo Pescarmona e Roberto Barmasse

Lunedì 12 aprile 2021, l’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta (Roberto Barmasse) e il direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta (Angelo Pescarmona) hanno fornito alcuni aggiornamenti sulla campagna di vaccinazione.

«Per fare il punto sulla situazione e per fare chiarezza rispetto alla correttezza del Piano vaccinale», ha detto l’assessore.

La Valle d’Aosta risulta essere fra le quattro regioni con la percentuale più elevata di vaccinati nella categoria “Altro” (tutti i soggetti fra i 18 e i 79anni). «Non si tratta di aver vaccinato i “furbetti” – ha detto il direttore generale -, anche se 9.699 vaccinati rientrano in questa categoria. Il vaccino Astra Zeneca, nella prima fase, poteva essere utilizzato solo per le persone di età compresa fra i 18 e i 55 anni ed è stato somministrato a 3.500 persone della categoria Altro (il resto erano insegnanti e forze armate). Sul totale di 20mila somministrazioni di vaccino Pfizer, è stato somministrato a soggetti del cluster di fragilità 3, in 5mila dosi, partendo due mesi prima delle altre regioni. C’è una questione da ricondurre alla quantità di vaccini consegnati a ogni regione: solo Valle d’Aosta e Veneto hanno utilizzato più del 90% dei vaccini consegnati. qui siamo al 25% della popolazione mentre in altre il 30% è stato abbondantemente superato. A noi ne hanno dati di meno e Astra Zeneca ci è stato dato in percentuale superiore al resto del territorio». Ha poi aggiunto Pescarmona: «Ogni volta che sono cambiati gli indirizzi e le raccomandazioni a livello nazionale, a noi è sembrato serio metterli in atto senza disdire le prenotazioni già calendarizzate. I soggetti 18/55 anni che dovevamo prenotare in febbraio e quando si è deciso di utilizzare Astra Zeneca per i 65enni, le persone prenotate sono state comunque vaccinate».

Infine il dato dei 9.699 non sarebbe neppure giusto ma non è correggibile e ciò è dovuto all’inserimento dei dati da parte dei medici, che non avevano la voce over 80. Gli ultraottantenni vaccinati sarebbero infatti almeno 500 in più.

In relazione alle Rsa, ha spiegato: «il 90% degli ospiti ha ricevuto la prima e il 78% la seconda dose. Ma in questa categoria rientrano anche le categorie psichiatriche, con ospiti di altra fascia d’età, che sfalsano il dato statistico». Nella terza fase, nessun ospite è stato ospedalizzato e due sono stati trasferiti alla struttura di Variney.

74 cittadini hanno ricevuto gli anticorpi monoclonali (in Piemonte le somministrazioni sono state 114) e ciò avrebbe portato un beneficio in termini di ricoveri, evitandone una cinquantina.

«Vacciniamo tutti coloro che hanno fato la scelta (anche provvisoria) del medico di medicina generale; chi non è iscritto al servizio sanitario regionale ha diritto a essere vaccinato ma in coda agli altri», ha concluso.

I soggetti fra i 60 e i 79 anni sono gli attuali destinatari di vaccinazione con Astra Zeneca. Se qualcuno volesse rinunciare, sarà posto in coda alle prenotazioni perché non vi è la possibilità di far scegliere il vaccino ai cittadini ma si deve utilizzare quello raccomandato.

Per gli ultra ottantenni, si intende concludere entro la fine aprile. Tutti sono prenotati e alcune prenotazioni che arrivano a maggio saranno auspicabilmente anticipate. Fatta eccezione per i circa mille utenti (non tutti ultra ottantenni) per i quali è stata richiesta la vaccinazione a domicilio. Per loro, il completamento del programma sarà più avanti.

Se andrà in porto l’accordo con Federfarma, le 47 farmacie presenti in Valle d’Aosta è presumibile siano coinvolte nella somministrazione dei vaccini, utilizzando quelli che non richiedono il rispetto della catena del freddo. Per il coinvolgimento del privato accreditato non sono ancora state assunte decisioni. Al vaglio è invece l’ipotesi di coinvolgere il drive in, quando meno pressato dall’effettuazione dei tamponi. I medici di medicina generale non possono attualmente somministrare i vaccini perché è necessario sottoscrivere un nuovo accordo integrativo che sostituisca Astra Zeneca con Johnson&Johnson.

Sul sito, sono stati registrati dinieghi: 10% Pfizer, oltre il 40% su Astra Zeneca (che adesso si chiama Vaxzevria) ma non sono andate perse perché gli operatori di Infovaccini hanno anticipato la somministrazione al altri prenotati.

Le ulteriori specificazioni del giorno dopo

A 24 ore di distanza dalla conferenza stampa, il direttore generale dell’Azienda Usl ha voluto meglio specificare le sue affermazioni e, in particolare, rispetto al fatto che non ci sarebbero “furbetti della vaccinazione! in Valle d’Aosta.

In una nota, Angelo Pescarmona, spiega ulteriormente di aver inteso: «definire le categorie di persone inserite nelle liste di vaccinazione denominate “Altro”, specificando che sono  composte prevalentemente da soggetti fragili e categorie speciali e che l’alto numero di dosi somministrate in questa categoria rispetto alle altre Regioni deriva proprio dall’alto numero di “fragili” vaccinati a seguito della stratificazione della popolazione per rischio».

Tuttavia non può escludere che qualcuno sia stato vaccinato in deroga al Piano, quindi «sono in atto opportune verifiche circa la corrispondenza dei dati inseriti nelle liste vaccinali, “ordinarie” e “last minute”, contenute nel portale rispetto alle effettive inoculazioni effettuate quotidianamente e registrate su SIAVR (Sistema Informativo Anagrafe Vaccinale Regionale) e sono state date indicazioni ai responsabili dei Centri vaccinali di intensificare i controlli sul rispetto delle liste di attesa».

La nota si conclude affermando che «Qualora dovessero emergere situazioni irregolari, anche in esito alle attività della Commissione preposta, saranno evidenziate nelle sedi opportune».

Pubblicato / aggiornato il 13/04/2021 alle 15:22
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Categoria: Salute