I commenti alla sentenza rifiuti della Corte costituzionale
La Corte costituzionale ha dichiarato, mercoledì 21 aprile 2021, la non fondatezza del ricorso presentato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta contro l’impugnativa del Governo all’art. 21, comma 2°, della legge regionale n. 3 dell’11 febbraio 2020.
L’articolo in questione contemplava il divieto di completare i lavori relativi alle attività finalizzate alla gestione dei rifiuti speciali di provenienza extra-regionale e contestuale revoca delle autorizzazioni già concesse; la possibilità del conferimento di rifiuti speciali provenienti da altre Regioni esclusivamente nelle discariche per rifiuti inerti; la possibilità, per la Giunta regionale, di individuare le tipologie di rifiuti derivanti da processi industriali il cui conferimento è vietato presso le discariche per rifiuti inerti.
I commenti della politica
La maggioranza al governo della Regione si è divisa nel commentare la sentenza.
I gruppi consiliari Alliance Valdôtaine-Stella Alpina, Union Valdôtaine, Vallée d’Aoste Unie hanno presto atto «con rammarico» della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale nella parte che riguarda la gestione di provenienza extraregionale dei rifiuti.
«Gli intendimenti della legge erano dichiaratamente di tutelare l’ambiente e la popolazione valdostana – dichiarano i Consiglieri di AV-SA, UV, VdA Unie – ma, purtroppo, lo strumento della legge regionale è stato parzialmente censurato dalla Consulta.
Una sentenza che circoscrive gli spazi operativi della Regione in materia di rifiuti e che rappresenta un punto e a capo. Da qui, potremo ripartire per portare avanti la nostra azione su di un tema che è estremamente delicato e, proprio per questo, va affrontato con serietà e lungimiranza. Un tema di questa portata deve essere dibattuto senza cadere nelle facili promesse che possono apparentemente accontentare le legittime contestazioni di piazza o delle comunità interessate ma che in ultima analisi si dimostrano inefficaci o, peggio, degli inganni. Con senso di responsabilità, la Commissione consiliare competente aveva sospeso l’analisi di una proposta di legge in modo da attendere la sentenza, in quanto una amministrazione pubblica deve agire con trasparenza, senza forzature o scorciatoie che potrebbero generare contenziosi infiniti.»
Progetto civico progressista commenta invece: «Purtroppo, come avevano evidenziato gli esperti consultati dalla Regione, era ampiamente prevedibile. Proprio per questo fin dal mese di gennaio gli uffici dell’Assessorato regionale dell’Ambiente avevano predisposto un testo di legge per modificare la normativa regionale. Tale testo è stato recepito nella proposta di legge depositata il 26 febbraio 2021 dal gruppo consiliare PCP e che è attualmente all’esame della terza Commissione, avendo già ottenuto l’approvazione del Consiglio permanente degli enti locali.
Ora – aggiungono i consiglieri di PCP – è urgente accelerare l’esame di tale testo in Commissione, modificarlo alla luce della sentenza della Corte costituzionale e portarlo al più presto all’approvazione del Consiglio Valle. La questione discariche di rifiuti speciali, in particolare le vicende di Pompiod e Chalamy, hanno suscitato le giuste proteste e azioni di comitati di cittadini. La reazione del Consiglio deve essere rapida e incisiva per evitare che si determini un vuoto legislativo, che consenta di riprendere o avviare pratiche di conferimento dannose per il territorio e la popolazione».
Comunicato congiunto della minoranza
I gruppi consiliari Lega Vallée d’Aoste e Pour l’Autonomie commentano con un comunicato congiunto: «Una sentenza che boccia un articolo su cui qualche consigliere regionale della precedente Legislatura nonché qualcuno ancora oggi in Consiglio Valle ha fondato la propria campagna elettorale. Questa sentenza pone, oggi, tutto il Consiglio regionale di fronte alla necessità di avviare una discussione seria e realista, senza facile demagogia né fantasiose soluzioni, per l’adozione di scelte amministrative e strumenti di controllo e monitoraggio della gestione dei rifiuti che non possono essere patrimonio di una sola parte dell’Aula, come prospetta una parte dell’attuale maggioranza di Governo. L’ambiente e la salute dei valdostani devono essere tematiche e impegno di tutti i gruppi consiliari e solamente con un dibattito serio e costruttivo si potrà andare oltre alla situazione di incertezza attuale.
Anche su questo tema, ribadiamo la nostra disponibilità per lavorare a soluzioni reali e concrete in favore della comunità, con l’unica condizione che nessuno si permetta di nascondersi dietro a battaglie di bandiera che non portano a risultati reali ma solamente a slogan da campagna elettorale.»
Ambiente-Diritti-uguaglianza
AduVdA ha diffuso una cota di commente: «“Tanto ce la bocciano…!” Questo dicevano i consiglieri della passata consiliatura, nei corridoi di palazzo regionale, riguardo alla legge 3/2020 relativa alle discariche, bocciata ieri dalla Corte Costituzionale.
Già, perché lo sapevano sin dall’inizio che la materia ambientale non è di competenza regionale, bensì statale e per lo più regolata da norme europee sovranazionali.
Ma l’anno scorso bisognava dare una qualche risposta al comitato “La Valle non è una discarica”, che protestava chiedendo di essere audito dai rappresentanti politici, la Giunta non ha avuto il coraggio di fare l’unica cosa sensata, annullare la delibera 1381 del 2014 con cui la giunta Rollandin autorizzò le 123 tipologie di rifiuti speciali da conferire a Chalamy.
La sentenza dice qualcosa di importante: per porre limiti, nell’ambito della legittima tutela del territorio, esiste lo strumento della pianificazione. Si sarebbe potuto intervenire per tempo, modificando la legge ora dichiarata incostituzionale. Si sarebbe potuto anche modificare la legge in corsa, prima della bocciatura della Corte. Gli spazi per migliorarla c’erano: avremmo forse avuto un esito diverso, avremmo forse avuto più tempo per lavorare alla pianificazione, evitando di dover ricominciare da capo, come purtroppo va fatto ora. L’attuale maggioranza ha dimostrato molta superficialità».
Adu Vda ricorda di aver sempre sostenuto l’illegittimità di questa legge, dichiarando il suo solitario voto di contrarietà. «Magrissima soddisfazione. Abbiamo detto fino a sgolarci quali fossero le alternative: in primis stabilire, come in altre regioni, distanze minime per le discariche dalle abitazioni.
Ma quando la volontà politica va in direzione ostinatamente contraria agli interessi della collettività, succede che si creino leggi a mero scopo di propaganda elettorale, quei boomerang che prima o poi metteranno fine al malgoverno locale che, quanto alle leggi, sembra non imbroccarne più una».
La replica degli autonomisti
I gruppi consiliari Alliance Valdôtaine – Stella Alpina, Union Valdôtaine, Vallée d’Aoste Unie, giovedì 22 aprile, scrivono di aver preso atto «con stupore delle dichiarazioni diffuse da alcuni consiglieri regionali, che probabilmente hanno anche votato la legge e che affermano come l’incostituzionalità fosse ampiamente prevedibile».
«Tale dichiarazione – aggiungono – impegna esclusivamente i consiglieri e il gruppo consiliare che hanno diffuso il comunicato stampa, perché la legge oggetto di censura è stata votata nella convinzione che fosse legittima. Sarebbe quantomeno fuorviante far credere alla comunità valdostana che il legislatore regionale abbia approvato consapevolmente delle norme incostituzionali. Questa interpretazione errata sembrerebbe emergere anche da espressioni di rappresentanti di Comitati che si occupano legittimamente della questione delle discariche. Le dichiarazioni nelle quali si parla di vizi dell’autorizzazione sono state smentite dal Governo regionale nei dibattiti consiliari e non hanno quindi nessun fondamento: sarebbe pertanto opportuno che si evitasse di divulgare notizie che potrebbero generare false aspettative e creare danni.»
A riprova del fatto che gli atti votati fossero adottati nel rispetto delle prerogative statutarie costituzionalmente riconosciute, la Giunta regionale, si è costituita in tutte le sedi per difendere la fondatezza della legge regionale 3/2020 e gli atti conseguenti.
«La convinzione di aver approvato una legge senza vizi di costituzionalità – aggiungono i consiglieri autonomisti – è confermata dal fatto che anche la sentenza della Consulta dichiara infondata una parte delle questioni di illegittimità promosse dal Consiglio dei Ministri.»
I gruppi consiliari concludono segnalando che s’impregneranno «fin da subito a trovare una soluzione legislativa che, nel rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale, dia risposte certe alle legittime preoccupazioni della comunità valdostana e alla indispensabile tutela ambientale del territorio».
Il commento di La Valle non è una discarica
Il Comitato La Valle non è una discarica ha risposto ai commenti dei partiti politici alla sentenza che, secondo loro, «rilancia di fatto la discarica di Chalamy».
Partono con dire che, «se si decidesse di ricorrere alla legislazione vigente per dimostrare l’inapplicabilità della suddetta legge regionale, si dovrebbe andare fino in fondo. O meglio sin dall’inizio, ossia dal primo atto che ha determinato la legge 3/2020 e la Sentenza in oggetto. Ed il primo atto nasce in sfregio alla normativa vigente. Ci riferiamo alla Delibera di Giunta regionale n° 1381 del 2014, presidente Augusto Rollandin. A questo proposito invitiamo i membri della Corte Costituzionale a leggersi le conclusioni degli Atti della Procura della Repubblica di Aosta n°2020/349 mod.45, inerenti l’esposto a firma del presidente del Comitato La Valle non è una discarica, relativi alla realizzazione della discarica in località Chalamy:
- Contrasto con il piano regionale dei rifiuti di cui alla delibera 3188 del 15/4/2013;
- Mancato aggiornamento della VIA che risale all’anno 1995 e che, doveva essere necessariamente rinnovata in relazione alle modifiche volumetriche e tecnico progettuali introdotte dalla delibera 1381 che prevedeva un aumento delle tipologie di rifiuti conferibili;
- Collocazione del sedime in una zona pericolosa per il pericolo di frane e inondazioni.
La morale dal nostro punto di vista è la seguente: se da una parte lo Stato non entra nel merito del rispetto della legislazione vigente quando le Regioni autorizzano l’apertura delle discariche, dall’altra al contrario interviene quando le stesse tentano di arginare l’afflusso di rifiuti sul proprio territorio. Non ci sfugge l’interesse o l’impellenza da parte dello Stato di trovare una collocazione ai rifiuti. Suggeriremmo però di farsi coraggio e di pianificarne lo smaltimento direttamente, requisendo le aeree che ritiene più adatte allo scopo e gestendole pubblicamente, senza lasciare tutto il profitto in mano a pochi privati che in qualche modo fanno il lavoro sporco per lo Stato stesso ma ottenendone in cambio grandi profitti personali».
Venendo alle dichiarazioni politiche sulla sentenza, il Comitato scrive nella propria nota: «Quelle di maggioranza sono piene di buone intenzioni, non unitariamente ma piuttosto in ordine sparso. Purtroppo si scontrano con la pochezza delle misure messe in campo per far fronte ad una sentenza il cui esito era ampiamente prevedibile, checché ne dica ora qualcuno fingendosi stupido. Si veda a tal proposito il ricorso n°80 del 17/7/2019, per questioni di legittimità costituzionale, fatto dal presidente del Consiglio dei ministri nei confronti della Regione Molise. Riguarda l’art.32 della legge regionale 10 maggio 2019 n°4 ”Legge di stabilità regionale 2019” con cui si contesta alla Regione Molise la violazione delle disposizioni agli art. 182 (Smaltimento rifiuti) e 182-bis (Principi di autosufficienza e prossimità) del decreto legislativo 3 aprile 2006 n°152. Le stesse motivazioni le ritroviamo nella sentenza relativa alla legge valdostana. Ora appare curioso leggere le esternazioni di alcune forze politiche di maggioranza che accusano i “rappresentanti di comitati” di voler “far credere alla comunità valdostana che il legislatore regionale abbia approvato consapevolmente delle norme incostituzionali”. Diciamo semplicemente che c’erano precedenti tali da far ritenere scontata la bocciatura della legge regionale 3/2020. Quest’ultima, ora possiamo dirlo, fu promulgata sotto pressione dei “rappresentanti dei comitati” che seguirono ininterrottamente i lavori dell’ultimo consiglio regionale della scorsa legislatura. Se poi sia stata emanata per evitare alle forze politiche presenti in Consiglio regionale di presentarsi agli elettori con il marchio infamante di responsabili dello scempio che stava per abbattersi sull’area di Chalamy, ognuno può pensarla come crede. Se il pensiero è censurabile si potrebbe sempre promulgare una legge che impedisca di pensare ovvero che disciplini il modo di pensare. Crediamo che non sia una menzogna affermare che, nel corso dell’ultima competizione elettorale, l’argomento “discarica” sia stato utilizzato da tutti, in modo trasversale, per catturare il consenso degli elettori».
E l’opposizione? «Ci ricordiamo bene quando, nel periodo preelettorale, la maggior forza di opposizione presidiava il mercato di Verrès, ogni lunedì mattina. Ricordiamo gli incoraggiamenti della consigliere Spelgatti a “non mollare”. Abbiamo ancora davanti agli occhi il consigliere Lucianaz manifestarci il suo apprezzamento. Tutti quanti a ribadire la giustezza della nostra battaglia. Poi le cose sono cambiate. Alcuni sono stati soppiantati da altri nelle aule regionali e ora parlano di “avviare una discussione seria e realista”, di adottare “scelte amministrative e strumenti di controllo e monitoraggio” che tradotto in parole povere significa che sono favorevoli all’apertura delle discariche e non intendono muovere un dito per impedirlo». La Valle non è una discarica ritiene di poter concludere «che la Lega se ne infischia delle 13.200 firme contrarie alla discarica. Preferisce utilizzare questo tema per spaccare l’attuale maggioranza regionale e crearne una nuova di cui fare parte invece di attivarsi per trovare una soluzione definitiva al problema».
L’ultimo commento è riservato alla III Commissione del Consiglio Valle, della quale fa parte il consigliere Augusto Rollandin: «Se è dalla Terza Commissione che dovranno scaturire le proposte per porre rimedio alla scellerata 1381/2014, chi ci sta leggendo tragga pure le sue conclusioni. Sempre nella speranza di venire positivamente smentiti nei fatti, rimaniamo in attesa di vedere quali soluzioni verranno proposte a livello regionale».
Pubblicato / aggiornato
il 24/04/2021 alle 11:49
Categoria:
Politica e Amministrazione