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Continua il braccio di ferro sindacati-Unité Mont-Émilius sui servizi alla persona

Continua il braccio di ferro sindacati-Unité Mont-Émilius sui servizi alla persona (©Unité Mont-Émilius) - La Giunta dell'Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius nella consiliatura 2020/25

Il giudice del lavoro del Tribunale di Aosta ha sospeso la validità della delibera adottata dall’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius il 16 dicembre 2020, quale atto di indirizzo per l’esternalizzazione dei servizi alla persona.

L’opposizione era stata presentata dalle Funzioni Pubbliche di Cgil, CISL e Uil, che avevano accusato l’Unité di comportamento antisindacale: «L’Unité ha deliberato senza neppure confrontarsi con noi e le nostre organizzazioni sindacali non vedono di buon occhio l’esternalizzazione di un servizio pubblico a favore dei privati. Non capiamo quale sia il modus operandi dell’Ente, a parte l’atteggiamento intriso di superbia, che ha con noi – e di conseguenza con i lavoratori-. Quale sia la motivazione vera di esternalizzare i servizi assistenziali ci sfugge, tenendo conto che per ammissione dell’Ente stesso non pare sia dovuto a una questione economica. Esternalizzare un servizio assistenziale a un privato, a discapito del pubblico, comporterebbe disagi sia per le lavoratrici sia per i lavoratori e di riflesso verso gli utenti, che usufruiscono del servizio. Non potevamo far altro che evidenziare come l’atteggiamento dell’Ente fosse antisindacale».

I sindacati si dicono aperti al confronto. «Se l’Ente, invece, continuasse a sostenere la sua linea e non tornasse sui suoi passi (per quanto concerne l’esternalizzazione), anche noi continueremmo imperterriti lungo il nostro percorso a favore dei lavoratori e dei cittadini, perché quello che sta cercando di “mettere in moto” l’Unité comporterebbe un effetto domino a discapito delle lavoratrici, dei lavoratori e degli utenti. E noi non possiamo permetterglielo!».

Andare avanti è invece proprio ciò che intende fare l’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius. Dando seguito a quanto disposto dal giudice del lavoro del Tribunale di Aosta, tutti i sindaci incontreranno le organizzazioni sindacali, per illustrare loro le finalità e modalità dell’esternalizzazione dei servizi alla persona.

L’Unité scrive in una nota di non esserci costituita nel giudizio promosso dalle organizzazioni sindacali ritenendo di non aver adottato un comportamento antisindacale, perché un confronto con le parti sociali non appariva necessario: «Intanto il provvedimento adottato è una delibera di intenti senza alcuna data di inizio di attività, l’esternalizzazione non avrà ricadute sui dipendenti – spiega il presidente Michel Martinet – poiché nessuno degli attuali addetti sarà licenziato, anzi, supponiamo che la nostra decisione produrrà addirittura benefici occupazionali, visto che il gestore dovrà assumere nuovi dipendenti».

I benefici attesi sono soprattutto indirizzati alla popolazione. Prosegue Martinet: «In questo modo (sulla scorta di esperienze pregresse in settori paralleli) riteniamo che le prestazioni a favore degli assistiti potranno solamente migliorare e ampliarsi e, al tempo stesso, si potranno generare ricadute positive dal punto di vista sociale ed economico. Gli anziani, se adeguatamente supportati, potranno restare nei propri domicili, quindi l’accesso di un minor numero di persone nelle strutture di accoglienza genererà un risparmio gestionale che si tradurrà in vantaggio economico per l’intera comunità. Sottolineiamo inoltre che già attualmente in altre realtà – Comune di Aosta ad esempio – il servizio al domicilio è gestito  da situazioni private con risultati di ottima qualità per gli utenti».

Pubblicato / aggiornato il 23/04/2021 alle 08:55
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Categoria: Politica e Amministrazione