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Union valdôtaine: Cristina Machet eletta presidente

Nel tardo pomeriggio di sabato 5 giugno 2021, nell’Auditorio di Pont-Saint-Martin, si è riunito il congresso dell’Union valdôtaine. Prima, a porte chiuse, si è riunito il Conseil fédéral. In quella sede sono intervenuti il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz e il senatore Albert Lanièce. Hanno fatto il punto sulla situazione politica regionale e nazionale.

Ha aperto i lavori del congresso unionista il presidente vicario David Follien, che ha innanzitutto specificato che l’anticipazione dell’appuntamento elettivo è dovuta alla necessità di avere organi nella pienezza dei loro poteri in questo momento di crisi all’interno della maggioranza regionale.
Ha spiegato che si era pensato di far votare tutti gli oltre mille iscritti ma poi, in presenza di una sola candidatura e della situazione pandemica, si è scelto di far votare i rappresentanti delle sezioni.
Ha poi ringraziato coloro che hanno lavorato, nel 2020, per portare ai risultati elettorali conseguiti nell’autunno.
Non ha voluto parlare della situazione politica ma ha rimarcato come Uv sia ormai l’unico partito organizzato in Valle d’Aosta.
Ha concluso chiarendo che il nome e il simbolo dell’Union valdôtaine non sono in discussione ma, oltre questi pilastri, ci deve essere un percorso di riaggregazione, che parta dal basso e dalle sezioni.
Un applauso a scena aperta quando ha detto: «Chez nous on n’a pas besoin des quote rosa, puisque les femmes chez nous commandent».

Ha quindi preso la parola la candidata alla presidenza Cristina Machet, che ha ripreso i contenuti del proprio programma. Ha ringraziato Erik Lavevaz e David Follien per aver guidato il mouvement «au cours de moments extrèmement difficiles». Ha annunciato il desiderio di incontrare le sezioni singolarmente perché «le vai fédéralisme nous l’avons comme exemple structuré dans le mouvement». E questo sarà il «nouvel élan».

Rispetto alla crisi, ha precisato che non è stata Uv ad aprirla e sottolineato che l’azione politica deve vedere il Comité fédéral in un ruolo centrale: «il adressera mais soutiendra aussi et, avec le dialogue, il sera beaucoup plus facile».

In relazione alla réunion dei partiti di matrice autonomista e unionista, ha evocato la necessità di aprire un dialogo fra coloro che condividono i medesimi ideali, che possa trovare conclusione nell’ambito di un congresso, preceduto da commissioni tematiche. 

Dopo la pandemia, la Valle d’Aosta dovrà rifiorire, ha detto, e «les families doivent être au centre de l’action politique».  Riconquistando giovani e donne alla politica unionista.

Nessuna domanda, nessun intervento, nessuna astensione, nessun voto contrario. Applausi e Montagnes valdôtaines in coro. Mezz’ora in tutto.

Pubblicato / aggiornato il 05/06/2021 alle 20:28
Categoria: Politica e Amministrazione / Video