Vai al contenuto

Due alpinisti valdostani ripercorrono la via Bonatti del Cervino

Nella primavera 2021 gli alpinisti valdostani François Cazzanelli e Francesco Ratti insieme al lombardo Matteo Della Bordella hanno percorso la via Bonatti lungo la parete nord del Cervino. Questa via è stata aperta in solitaria, nel 1965, da Walter Bonatti che, dopo questa spedizione, smise di fare alpinismo estremo per dedicarsi a viaggi ed esplorazioni.

«Verso le tre del pomeriggio, quando mi trovo a soli cinquanta metri dalla vetta, improvvisa e splendente appare la croce metallica fissata alla sommità. Il sole che illumina da sud la fa apparire come incandescente. Sono quasi abbagliato da tutti i suoi contorni luminosi. Gli aerei, ormai numerosi e che nell’ultima ora mi hanno assordato con il loro rombo, sembrano intuire la solennità del momento. Forse per discrezione si allontanano un po’, lasciandomi percorrere gli ultimi metri in silenzio. Come ipnotizzato, stendo le braccia a quella croce fino a stringerla al petto, in un abbraccio di amicizia» ha scritto Bonatti nel suo libro Montagne di una vita, descrivendo gli attimi finali della sua ascesa al Cervino nei giorni tra il 18 e il 22 febbraio 1965.

Il 30 marzo 2021 i tre alpinisti sono partiti dal ghiacciaio del Plateau Rosà alla volta del rifugio Hornli. «Arrivati in rifugio abbiamo lasciato il materiale e siamo andati a fare la traccia fino all’attacco della via. Abbiamo deciso di lasciare una delle nostre mezze corde fissa sui primi 60 metri di parete così da essere più rapidi il mattino seguente. Nel cuore della notte, alle 5 siamo partiti. Velocemente abbiamo scalato 300 metri di parete e siamo giunti alla partenza del traverso degli Angeli» ha spiegato Cazzanelli.

A quel punto del percorso i tre alpinisti si trovavano nella zona del pendolo: «qui ha preso il comando il mio compagno di viaggio Matteo. Quando è arrivato in fondo al traverso e ci ha detto che c’erano dei chiodi. Francesco ha toto così l’ultima protezione, ma, a quel punto, il sottile strato di ghiaccio sotto i suoi piedi si è rotto e lui è volato sotto la sosta. Non lo abbiamo visto per qualche secondo, ma poi, per fortuna, ha gridato che era tutto ok» ha aggiunto Cazzanelli.

Tre alpinisti valdostani ripercorrono la via Bonatti del Cervino
Il percorso della spedizione (©François Cazzanelli)

La scalata è proseguita con l’arrivo degli atleti nell’anfiteatro. Cazzanelli ha precisato: «A metà dell’anfiteatro Francesco ha trovato un guanto di lana inglobato nel ghiaccio. I nostri pensieri sono tornati a Bonatti, fantasticando che quel guanto fosse suo»

Quasi al termine della spedizione gli alpinisti si sono trovati di fronte a un muro compatto di roccia rossa poco solida, solcato a metà da una grande fessura. Una volta superata la fessura Cazzanelli, Della Bordella e Ratti sono arrivati alla rampa della via Schmidt, a 4000 metri di altitudine.

La spedizione si è conclusa alle 21, quando «con gli ultimi raggi di luce abbiamo toccato la punta di sua maestrà, il Monte Cervino. Dopo qualche foto di rito e siamo scesi sulla cresta del Leone e alle 23.30 eravamo alla capanna Carrel» ha commentato Cazzanelli.

«È stata un’avventura fantastica. L’ennesima sulla montagna di casa» hanno commentato i tre alpinisti.

Tre alpinisti valdostani ripercorrono la via Bonatti del Cervino
Un momento della spedizione (©François Cazzanelli)

Pubblicato / aggiornato il 23/06/2021 alle 12:15
Visualizzato volte

Categoria: Video