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Meno ricavi per la CPLF ma maggior resa ai soci

Meno ricavi per la CPLF ma maggior resa ai soci

Giovedì 3 maggio, si è riunita l’assemblea della Cooperativa produttori Latte e Fontina per l’approvazione del bilancio al 31dicembre 2017, quello del sessantesimo esercizio.

I ricavi complessivi sono stati di 18.966.124 euro con una diminuzione, rispetto al 2016, del 2,39%. È infatti calato il fatturato commerciale del 2,57%. Come calato è il numero delle forme conferite (-3.381), “a causa delle condizioni atmosferiche non ottimali“.
Ai soci, la Fontina è stata pagata 7,27 euro al kg se di stalla, 7,48 euro al kg se d’alpeggio. Sulla base della qualità del prodotto (valutato sulla base di oltre 600 assaggi a campione), il prezzo è stato maggiorato sino a un massimo di 0,80 euro al kg per la Fontina di stalla e di  0,90 euro al kg per quella d’alpeggio.
La Cooperativa, per differenziare la propria offerta, sta anche acquistando partite selezionate con stagionature prolungate o provenienti dall’alpeggio e sta proseguendo nella vendita di prodotto porzionato o affettato in atmosfera controllata. Si tratta di attività che stanno dando un positivo riscontro.
Nel 2017, era stata riaperrta la possibilità di associarsi e hanno aderito 15 nuovi soci, per la maggior parte già conferitori in precedenza.
Mai come quest’anno ho sentito la responsabilità di rappresentare la Cooperativa – ha detto il presidente, Mauro Trèves. La situazione del settore è difficile e ci è stato chiesto di dare risposte immediate. Penso che abbiamo fatto la nostra parte. Chiediamo ai soci di credere nella cooperazione e di avere la pazienza nell’attendere i risultati. A parità di kg, sono stati distribuiti quasi 800mila euro in più, pagando acconti e conguagli nei tempi consueti. Tutto ciò non è così scontato“.
Gli obiettivi 2018 sono di proseguire nella politica  di differenziazione del prezzo  pagato ai soci conferenti in base alla qualità del prodotto conferito nonché l’ampliamento e il consolidamento delle quote  di mercato. S’intene proeguire nell’aumentare il prezzo di vendita (senza però prestare il fianco agli attacchi dei competitor), sostenendolo con una politica di promozione, in ciò collaborando con il Consorzio e con la Regione autonoma Valle d’Aosta. In considerazione del fatto che gli ammortamenti stanno scendendo, si potrà anche pensare a nuovi investimenti, per esempio nella riqualificazione di alcuni punti vendita. In primis quelli di Issogne e Pré-Saint-Didier.
In chiusura, un appello del presidente Trèves: “Inutile creare altri marchi, lavoriamo tutti per il medesimo obiettivo“.


Pubblicato / aggiornato il 03/05/2018 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro