Focus turismo – Cultura, agricoltura e risorse naturali: quali sinergie con il turismo?
Nella prima puntata di Focus Turismo abbiamo fornito alcuni dati sul settore del turismo: rappresenta il 50% del PIL prodotto in Valle d’Aosta cioè circa 2 miliardi e 200 milioni di euro l’anno e registra più di 3 milioni e 100 mila presenze, provenienti per il 67% dall’Italia e per il 33% dall’estero. Abbiamo parlato di promozione fatta dall’Assessorato al Turismo regionale e abbiamo scoperto che gli investimenti annuali, sui mercati esteri e sul mercato italiano, sono complessivamente di circa 3.150.000 euro, oltre all’impegno economico per l’organizzazione di manifestazioni, che ammonta a circa un milione e mezzo di euro.
L’amministrazione regionale nel suo complesso, però, è molto impegnata nell’organizzazione di eventi a carattere vario. Due sono, principalmente gli assessorati regionali che investono indirettamente nel turismo promuovendo le loro peculiarità: l’assessorato Istruzione e Cultura e l’assessorato Agricoltura e Risorse naturali.
Laurent Viérin – Assessore regionale Istruzione e Cultura – Intanto fino al 2008 l’unica offerta che esisteva nel panorama culturale era la Saison Culturelle che da ottobre a maggio cercava di costruire un calendario che negli ultimi anni con il raggiungimento della soglia di 40.000 presenze aveva esaurito, avendo un target prettamente valdostano, la sua funzione di offerta culturale. L’idea che abbiamo avuto a partire dall’estate 2009 è quella di costruire un calendario che da maggio a settembre, anzi anticipando ad aprile le proposte culturali, riuscisse a costruire un calendario differenziato da un punto di vista territoriale con il fulcro nel teatro romano di Aosta per la programmazione degli eventi, con la logica dell’abbinamento dei luoghi suggestivi della nostra storia a eventi di alto profilo culturale ma anche sul territorio proponesse nella filosofia dell’accessibilità dei luoghi della nostra storia come i castelli un calendario che proponesse e valorizzasse ciò che è la nostra storia.
L’assessorato cerca di promuovere le sue iniziative attraverso i canali nazionali per fare conoscere all’esterno la propria volontà di investire in termini culturali ed è ben consapevole che la cultura fa parte di un pacchetto turistico più ampio composto da enogastronomia, paesaggio, montagna, terme, sport….
Interessante è il monitoraggio degli eventi e la conoscenza della propria utenza.
Laurent Viérin – bè intanto abbiamo un rapporto molto stretto con i nostri utenti siano essi valdostani o turisti, noi cerchiamo di monitorare da dove provengono se esiste un grado di soddisfazione a seguito delle offerte degli spettacoli, delle visite guidate, nei castelli, nei cantieri evento che noi cerchiamo di restituire alla comunità e esistono intanto tantissimi giovani e questo è importante perché noi lavoriamo tanto sull’accessibilità della cultura e sulla possibilità di divulgare e rendere accessibile al maggior numero possibile di persone la cultura. Questo purtroppo per tanto tempo non è esistito la cultura era vista non solo in valle ma un po’ ovunque come qualcosa di un po’ inaccessibile. Oggi, qui in valle grazie alla filosofia della restitution vediamo veramente oltre alle famiglie e alle persone meno giovani anche tantissimi giovani, che si avvicinano di tutte le fasce di età e tipologicamente persone che provengono da estrazioni sociali diverse che hanno tutti la possibilità di visitare i luoghi di cultura, di accedere a ciò che noi proponiamo e questo è molto importante.
L’edizione di prova di questo calendario estivo risale al 2008; nello stesso anno fu creata la struttura promozione beni e attività culturali, una struttura trasversale agli altri uffici con personale in grado di organizzare le attività e di veicolare i messaggi e le tematiche affrontate dagli storici dell’arte, dagli archeologi e dagli esperti dell’assessorato. Dunque un duplice obiettivo: la mediazione culturale e l’attività organizzativa vera e propria.
Carla Fiou – Struttura regionale promozione beni e attività culturali – In questi ultimi 4 anni l’assessorato istruzione e cultura ha tentato di mettere in piedi una nuova strategia di valorizzazione dei beni culturali che vede la creazione e l’integrazione di un sistema complessivo che propone varie aree di intervento. Da un lato ci sono le mostre che presentano degli artisti o delle tematiche di valore internazionale ma anche tematiche di analisi di situazioni e di soggetti locali per la valorizzazione del territorio con la sua identità e le sue tradizioni. Abbiamo poi tutto il sistema dei beni culturali che vede sei castelli aperti sul territorio e i siti culturali in Aosta e abbiamo poi questa nuova linea di sviluppo delle attività culturali durante il periodo estivo. La logica è quella di andare ad offrire ad un utente che si trova in VDA a trascorrere un periodo di vacanza un’offerta che possa coprire un ventaglio il più ampio possibile. Un’offerta che ha però la caratteristica di mettere in evidenza le peculiarità del patrimonio culturale cioè io lo spettacolo lo faccio all’interno di un castello oppure lo faccio con été au théatre al teatro romano perché comunque la caratteristica dell’assessorato è quella di valorizzare i beni culturali con una correttezza dal punto di vista scientifico, sia rispetto alle tematiche che io presento all’interno di ogni monumento, sia rispetto alle attività che creo direttamente come assessorato con la collaborazione di tutte le direzioni del dipartimento che mettono a disposizione i loro tecnici che siano storici dell’arte o archeologi.
Quindi la volontà dell’assessorato è di puntare non solo sui valdostani ma anche sui turisti che scelgono la Valle d’Aosta per le loro vacanze e offrire loro un’offerta culturale, complementare alle attività turistiche propriamente dette (che possono essere lo sci o l’escursionismo), oltre a cercare di attrarre un turismo di prossimità che si sposta per eventi culturali di forte richiamo.
Carla Fiou – Quindi in maniera più leggera nel 2008 e in maniera più sostanziale dal 2009 in poi sono state organizzate diverse attività culturali che come dicevo sono orientate alla valorizzazione dei beni culturali, quindi abbiamo degli spettacoli musicali all’interno dei castelli con le rassegne Châteaux en musique e con la rassegna. Eté au théatre al teatro romano. Abbiamo una valorizzazione particolare del teatro romano con théatre aux lumière che vede da due anni 8.000 presenze durante l’estate per una volta alla settimana il lunedì dove presentiamo questo spettacolo di suoni e luci di valorizzazione della facciata del teatro romano. Abbiamo poi avuto dei canteri evento. Cantieri evento cosa significa: far rivivere un monumento all’atto della sua acquisizione da parte dell’amministrazione regionale, come il castello di Arnad oppure nel momento di lavori di restauro per più che altro far avvicinare la popolazione residente al bene monumentale che trova sul suo territorio per farne acquisire il valore, la peculiarità, per fargli apprezzare comunque una politica che destina dei finanziamenti anche cospicui al recupero e dare una finalità a questo recupero e una condivisone da parte della popolazione. Diciamo che queste sono le grandi linee. La terza linea che è nata da poco sono quella dei festival. Quindi quella di far rivivere attraverso attività diverse, quindi destinate a target diversi delle tematiche e abbiamo quindi presentato il festival della parola ad aprile che vede coinvolti i librai valdostani ed una valorizzazione dell’editoria sia locale che nazionale e internazionale. Abbiamo il festival des peuples minoritaires che vede portata alla luce la tematica dell’identità culturale valdostana e in particolare della lingua e delle sue peculiarità che vengono messe a confronto con le comunità minoritarie europee; e abbiamo il festival del medioevo che invece mette in evidenza un periodo che in VDA è molto vivo sia a livello storico che di testimonianze sul territorio.
La programmazione estiva degli eventi musicali e teatrali, mostre, concerti, visite ai castelli e ai siti culturali ha fatto registrare 326.000 presenze nel 2009, 447.000 nel 2010 e più di 630.000 presenze nel 2011. Una crescita importante data, da un lato, da eventi che fanno registrare il tutto esaurito di pubblico e, dall’altro, dal monitoraggio dei monumenti, quali il Teatro romano, che conta oltre 200.000 presenze nel periodo aprile-settembre. Questi dati dimostrano come cultura e turismo siano un binomio imprescindibile e come l’ampia offerta di turismo culturale sia una potenzialità, ancora poco sfruttata, in Valle d’Aosta.
Carla Fiou – Allora l’Assessorato al turismo da sempre collabora con noi nella veicolazione delle nostre attività e soprattutto del circuito dei castelli al di là della Valle d’Aosta. In quanto appunto l’attività di promozione che noi facciamo di questo sistema avviene soprattutto all’interno della regione in quanto come competenza non abbiamo competenza di promozione al di là del territorio regionale e neanche finanziamenti di conseguenza. L’assessorato al turismo ovviamente viene tenuto al corrente delle nostre attività e attraverso i loro uffici sul territorio di promozione turistica offrono i pacchetti che noi come assessorato organizziamo.
Carla Fiou – Allo stato attuale la vendita dei biglietti dei castelli avviene direttamente ai castelli per un problema di prenotazione. Da un lato abbiamo una convenzione con in consorzio gran paradis che permette la vendita da parte del consorzio gran paradis con all’interno inclusi i biglietti dei castelli e delle mostre. Nel futuro, io spero nei prossimi due anni, di poter sviluppare un sistema di prenotazione on-line che quindi potrà essere messo a disposizione anche degli operatori sul territorio rispetto al turismo che può andare sia dagli alberghi che agli uffici del turismo e che potranno in questo modo prenotare e vendere direttamente il biglietto al turista che si trova sul territorio.
Altro Assessorato regionale che investe in promozione è, come dicevamo all’inizio, l’assessorato Agricoltura e Risorse naturali. Gli investimenti nel mondo dell’agricoltura e dunque sul territorio coltivato quelli sulle produzioni agro-alimentari hanno indubbie ricadute in campo turistico.
Giuseppe Isabellon – Assessore regionale Agricoltura e Risorse naturali – La nostra regione à una regione che ha una vocazione incentrata sia sulle attività agricole tradizionali, quelle che negli anni hanno portato a fare emergere tutta una serie di produzioni di qualità riconosciute a livello normativo anche dalla DOP per quel che riguarda la fontina, il lardo di arnad, il jambon de bosses, poi tutt’un elenco di prodotti tradizionali riconosciuti dal ministero e per quanto riguarda l’altro aspetto importante dell’agricoltura la produzione dei vini, grande non come quantità ma come qualità, e negli anni hanno dato grande soddisfazione a chi si è orientato in quel campo. Gli atout per giocare anche il ruolo di questi prodotti verso il consumo interno ma in particolare il consumo di chi viene in VDA per turismo è sicuramente uno degli aspetti più importanti che in questi anni si è sviluppato quindi di qui il grande binomio che è da fortificare e da sviluppare di un rapporto sempre più forte fra il comparto turistico e il comparto agricolo, cosa che stiamo facendo con la collaborazione con l’assessorato al turismo.
Non bisogna dimenticare gli aspetti naturalistici: cioè che il parco regionale, le riserve con le aree protette e la sentieristica sono un ulteriore volano per il turismo.
Giuseppe Isabellon – Noi avendo un territorio bello e presentabile, anche grazie all’agricoltura, perché la presenza dell’agricoltura sicuramente è uno degli elementi che fa si che ci sia un territorio mantenuto, vivo e se vogliamo anche infrastrutturato, magari questo può far storcere il naso a qualcuno che ha della natura una visione un po’ troppo bucolica. Noi il territorio coltivato crediamo sia uno degli aspetti importanti da presentare dal punto di vista turistico, e per fruire del territorio in particolare con il dipartimento risorse naturali da alcuni anni sta facendo un’opera importante di manutenzione della sentieristica, di quelli che sono gli aspetti puntuali di valore delle riserve naturalistiche, dei siti natura 2000 a partire dal parco regionale del Mont Avic senza dimenticare il parco nazionale del gran paradiso per arrivare alle diverse aree protette. Qui ci sono delle iniziative interessanti tra cui quelle legate anche all’utilizzo dei progetti europei con giro parchi, servizio aree protette, con cui si stanno sviluppando degli interventi di valorizzazione di percorsi che sono molto interessanti, utilizzati tra l’altro in occasione di quelle grandi manifestazioni tra cui il tour du géant che ha avuto un grande successo, proprio perché si è andati a presentare all’esterno quello che era una cosa che noi davamo per scontata quella delle alte vie che in realtà, grazie a questa manifestazione hanno avuto un risalto a livello internazionale molto importante
Ma quali sono le manifestazioni legate alla valorizzazione dei prodotti agro-alimentari e delle aziende, sulle quali l’assessorato investe?
Corrado Adamo – Struttura produzioni vegetali e servizi fitosanitari – Il Marché au Fort è una manifestazione che organizziamo che viene fatta tutti gli anni e che ha un notevole richiamo turistico specie da fuori valle, dalle regioni limitrofe dove diversi produttori presentano i loro prodotti e questo si innesta in quella che è la cornice del Forte di Bard. Quindi manifestazione enogastronomica, culturale e sicuramente turistica. Poi alterniamo negli anni La Désarpa che è una manifestazione che ha sempre un suo aspetto turistico ma serve molto anche per far radicare e far conoscere le tradizioni locali anche ai valdostani ed è per questo che si sposa molto bene con la città di Aosta.
Un’altra è l’Expo Vins, anche questa una biennale durante la quale vengono presentate le aziende vitivinicole valdostane e che si sviluppa alla fine del mese di agosto. A queste se ne affiancano molte altre come ad esempio una nuova iniziativa è quella delle erbe officinali che ha avuto un buon successo e si sviluppa nel comune di Saint-Vincent o nel limitrofo comune di Chatillon dove la sagra del miele si sta avvicinando a suoi dieci anni e che anche se spostata verso la fine dell’estate richiama molta gente, valdostani ma anche di altre regioni anche per il suo collegamento quale città del miele a livello nazionale. Bisogna poi ricordare tutte quelle che sono le manifestazioni che invece noi finanziamo in parte che sono sviluppate sul territorio da Alpages Ouverts, la festa della mela di Antey e a tutta un’altra serie di manifestazioni che portano lustro alle comunità locali e che richiamano molti turisti e fanno vivere un bel momento anche ai turisti che vivono e soggiornano in VDA.
Un ulteriore progetto, sviluppato in collaborazione dagli assessorati regionali dell’Agricoltura e del Turismo, è il marchio di qualità “Saveur du Val d’Aoste”, che ha creato un legame tra produttori e ristoratori, collegando cioè il mondo agricolo e gli operatori del turismo e permettendo ai primi di vendere e far conoscere i prodotti; ai secondi di offrire produzioni di qualità, legate al territorio valdostano e di soddisfare alcune tendenze molto attuali come quella dei prodotti a kilometro zero.
Corrado Adamo – Un’iniziativa molto importante che si è sviluppata negli anni è il contrassegno Saveurs du Val d’Aoste che ha creato una forte sinergia tra l’ambito agricolo e turistico. Si propone di concedere questo contrassegno agli esercizi (ristoranti, agriturismi, rifugi, bar, ecc) che sono in grado di soddisfare i requisiti minimi del disciplinare che sono legati a tre pilastri: la fornitura del prodotto, l’architettura del locale e la formazione del personale. In particolare questo aspetto è molto interessante per la fornitura dei prodotti, laddove è richiesta una capacità di raccolta di questi prodotti presso i produttori locali e anche di offerta tramite la presentazione di piatti e dove chiaramente ci sono delle materie prime valdostane e anche quello che è l’aspetto di accoglienza che diciamo investe tutti e tre i pilastri. L’aspetto molto positivo di questa iniziativa che continua a livello formativo tutti gli anni vengono appunto formati nuovi operatori e che abbiamo messo in contatto, e questa è stata un’esigenza formulata dalla base, sia i ristoratori che i produttori. Fino ad arrivare adesso ad un collegamento internet in aerea riservata dove i diversi produttori dicono che tipo di prodotti possono fornire e i ristoratori sono in grado di conoscere chi c’è sul territorio, capire quanto è distante dal suo ristorante il che non è secondario perché questo vuol dire fare sinergia, far conoscere il territorio sia al turista che vuole consumare un prodotto locale ma a fargli conoscere anche l’azienda dalla quale questo prodotto nasce.
Alcune tendenze del turismo hanno fatto sviluppare nuove produzioni agricole legate al territorio quali le erbe officinali, i piccoli frutti (mirtilli, lamponi e fragole) o la coltivazione della segale.
Corrado Adamo – Bisogna far notare che poi ci sono delle nuove tendenze in ambito turistico che ci hanno anche facilitato la valorizzazione di alcuni settori ritenuti secondari e un esempio per tutti può essere il settore delle erbe officinali. Laddove comunque la VDA ha delle condizioni di produzione e di realizzazione di questo prodotto che permette di ottenere produzioni di altissima qualità e alcune aziende locali si sono mosse in questo senso ma lo stesso dicasi per aziende di promozione turistica come ad esempio gli aspetti termali. In questo caso l’utilizzo di erbe locali adeguatamente trasformate in prodotti di cosmesi o da bagno trovano una giusta collocazione anche in questi posti tramite un’adeguata promozione delle aziende e queste cose sono già accadute. Lo stesso possiamo dire per altri settori come ad esempio quello dei cereali che sta trovando un interessante sviluppo trainato un po’ dalla tendenza di coltivare la segale quindi di ottenere prodotti da porre sul consumo e da poter vendere ai turisti sempre più legati al territorio. O ancora, l’ultimo esempio potrebbe essere quello dei piccoli frutti che vengono sempre più consumati anche come trasformati. Quindi il fatto di raccoglierlo fresco e venderlo è sicuramente importante ma ci si è resi conto come il turista venga attratto da questi prodotti che in definitiva può portare a casa senza che questi vadano a male dopo qualche giorno, quindi come succo di frutta come marmellata, come crema ecc.
La Bassa Valle vanta, dalla fine del 2006, anche un polo culturale di indubbio valore: il Forte di Bard che, attraverso le sue iniziative, promuove la Valle d’Aosta. Della gestione se ne occupa l’associazione Forte di Bard.
Gabriele Accornero – consigliere delegato associazione Forte di Bard – Al forte di Bard siamo sempre molto attenti alle azioni di comunicazione, promozione e marketing che si collocano sempre sotto il concetto di “made in Valle d’Aosta”. Cioè ogni nostra azione di promozione del forte è comunque un’azione che in maniera diretta e indiretta con tutte le leve del marketing mix cerca di promuovere la Valle d’Aosta. Detto questo noi ci muoviamo essenzialmente lungo due binari: da un lato il monumento, il forte di per sé stesso con tutto quello che ne consegue, il fascino e l’irripetibilità di questa costruzione che si incastona nella natura e nella rocca in modo così armonico e così suggestivo e poi i contenuti del forte lungo le cinque aree di attività che sviluppiamo che sono i musei e le mostre, quindi l’offerta temporanea, gli eventi che possono essere spettacoli ma anche eventi culturali come i colloqui del forte di bard ; le attività legati più ai meeting, i congressi e gli incentive per le aziende ed infine l’attività didattica che è molto importante in quanto il forte essendo una zona a perimetro controllato e chiuso diventa un luogo molto adatto per venire a vedere alcune parti dei musei per poi ritrovarsi nei mortai, nella zona dedicata per fare dei laboratori didattici che noi offriamo e proponiamo in lingue diverse per tutti i livelli di scolarità.
Ogni anno, il forte accoglie circa 260 mila visitatori che provengono dalla Valle d’Aosta, sia come residenti sia come turisti, e dai bacini di prossimità di Piemonte, Lombardia e Liguria. In parte più ridotta dalla Svizzera e dalla Francia.
Gabriele Accornero – consigliere delegato associazione Forte di Bard – Il forte si rivolge oltre che al bacino oltre che locale e valdostano e poi evidentemente tutto ciò che è il turismo valdostano sia estivo che invernale, si rivolge in questo momento al bacino piemontese spingendosi fino a lambire flussi che arrivano dalla Liguria, la Lombardia di ovest e anche, però in parti più ridotte ma su cui progressivamente stiamo lavorando, flussi che arrivano dall’immediata Svizzera e Francia. Per quel che riguarda le fasce di utenza dei nostri visitatori abbiamo essenzialmente un pubblico di base che è un pubblico generalista quindi possono essere famiglie e coppie in vacanza, possono essere individuali quindi singoli e poi abbiamo evidentemente una specializzazione verso le scuole e verso un pubblico più esigente che viene essenzialmente per quel che riguarda le mostre alla ricerca di progetti che abbiano una loro identità molto precisa e su cui sono attirati essenzialmente per effetto del ritorno stampa a seguito del nostro lavoro di ufficio stampa.
L’associazione collabora per le sue attività con gli assessorati regionali della cultura (per tutti i progetti espositivi delle scuderie e per le problematiche di conservazione e tutela del monumento); del turismo e dell’agricoltura (con i quali sviluppa dei progetti promozionali come Musica Stelle in Blue e il Marché au Fort). Attività che dimostrano che non si può parlare di turismo tout-court ma di comparto turistico che ingloba vari settori della società valdostana. Proprio in quest’ottica il forte è molto attento alle nuove tendenze e alle richieste dei suoi visitatori.
Gabriele Accornero – Sicuramente la più rilevante che evidenziamo è quella dell’aspetto ambientale naturalistico, cioè la possibilità di integrare una visita tipicamente culturale con un momento di incontro con questa natura che è promossa nel forte in tutti i musei. E quindi stiamo lavorando per creare un circuito di gite escursionistiche di vario livello da e per il forte. Ma da sempre collaboriamo con aree naturalistiche come il Mont Avic, come il Parco del Gran Paradiso. Turismo culturale e turismo naturalistico ambientale secondo noi vanno sempre di più di pari passo Un’altra tendenza che riscontriamo è senz’altro l’attenzione agli aspetti di tradizione, agli aspetti antropologici che poi trovano anche una sponda all’interno di quella che è la cultura enogastronomica. Per cui poter raccontare un territorio sotto quell’aspetto della sua storia e delle sue tradizioni è un elemento che si affianca quasi sempre alla visita al monumento o alle mostre tout-court.
Il futuro di questo monumento va nella direzione di completare il progetto museografico originario (quindi l’allestimento dei corpi bassi del forte quale museo delle frontiere e delle fortificazioni; il completamento del percorso panoramico esterno e l’allestimento delle prigioni). Fondamentale sarà anche la capitalizzazione del lavoro di marketing e comunicazione per poter allargare sempre di più il raggio di notorietà del Forte di Bard, a vantaggio del sistema Valle d’Aosta.
Rubrica Ascom-Confcommercio
A questo punto giriamo pagina e passiamo alla rubrica sulle associazioni del turismo, in Valle d’Aosta. La protagonista di oggi è l’Associazione del Commercio del Turismo e dei Servizi della Valle d’Aosta, meglio nota come Ascom, presieduta da Pierantonio Genestrone.
Pierantonio Genestrone – presidente Ascom Confcommercio – L’associazione commercianti Ascom – Confcommercio Valle d’Aosta è stata fondata nel 1948. Attualmente ha la sede qui a Borgnalle e occupa tutto il terzo piano assieme all’aula dei corsi di formazione e assieme al Consorzio fidi commercianti. Ha duemila iscritti che rappresentano sia il commercio che il turismo, specialmente pubblici esercizi e i servizi. Questa è l’associazione commercianti di cui io sono presidente dal 1978.
Le azioni compiute in favore degli associati sono molteplici e l’attività dell’Ascom è molto diversificata.
Pierantonio Genestrone – presidente Ascom – Non facciamo attività che non siano quelle di seguire gli associati per quanto riguarda corsi di formazione, assistenza legale e tecnica quindi l’aiuto per le domande di apertura di attività, problemi igenico-sanitari e quant’altro, consulenza e attività sindacale. Noi curiamo tutte le vertenze sindacali che i nostri associati hanno nei confronti dei dipendenti per quanto riguarda rapporti di liti con i sindacati. E poi chiaramente attività politico-sindacale: rapporti con i comuni, con la regione, modifica di leggi, problemi di orari e quant’altro che investono l’attività del commercio e del turismo che noi rappresentiamo.
Una parte importante dell’attività è rivolta alla formazione dei propri iscritti.
Pierantonio Genestrone – Facciamo moltissima formazione. Per quanto riguarda il problema del libretto sanitario, formazione per la 626, formazione per prevenzione infortuni e quant’altro. La formazione che per gran parte è gratuita.
Lo sguardo dell’Ascom sul futuro turistico della Valle d’Aosta
Pierantonio Genestrone – (Domanda da 1 milione di euro). Lo vedo male ma non è colpa certamente degli operatori turistici perché siamo in un momento di grossa crisi e quindi una svolta che presuppone la volontà di creare più sinergie tra i vari operatori.
Molte volte non ci si parla neanche. Quindi bisogna invece che tutte le realtà che si occupano di turismo, alberghi, pubblici esercizi, impianti a fune e quant’altro abbiamo più sinergie. Perché il mondo del turista è cambiato sia per ragioni economiche, ma questo è inutile che lo dica perché lo leggiamo tutti i giorni sui giornali, sia per il periodo in cui il turista si ferma o fa vacanze, sia per le esigenze che ha il turista. Quindi bisogna anche crescere in qualità.
Andremo incontro a momenti molto difficili a mio modesto avviso, dove la politica non può più intervenire come prima, perché leggi europee vietano assistenzialismo e noi dobbiamo tirarci su le maniche da soli, cosa che purtroppo non siamo ancora stati abituati a fare.
Pubblicato / aggiornato
il 29/08/2021 alle 20:30
Categoria:
Economia e Lavoro / Video