Il Tar boccia il ricorso di Sav contro il blocco degli aumenti
(©Autostrade) -
Martedì 8 settembre 2021, il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta ha respinto il ricorso presentato dalla Sav (Società autostrade valdostane) contro la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso il Decreto Milleproroghe, di sospendere gli aumenti tariffari 2021. Per la precisione: “la variazione applicabile con decorrenza 1° gennaio 2021 risulta pari a zero percento (0,00%)“.
Alle argomentazioni di Sav, il Ministero ha risposto «ponendo l’accento sulla circostanza che la società ricorrente versa nella fase di aggiornamento del PEF [Piano economico finanziario] in ragione dell’intervenuta scadenza del periodo regolatorio, alla luce del nuovo quadro delineato da ART [Autorità di regolazione dei trasporti] e ispirato al diverso paradigma del price cap. Secondo la difesa erariale, nelle more della definitiva approvazione del PEF non potrebbe comunque farsi luogo all’adeguamento tariffario in quanto esso deve conformarsi coerentemente alle previsioni del piano stesso, indi la domanda demolitoria non coglierebbe nel segno e dovrebbe andare incontro a reiezione».
La corte, presieduta dal giudice Silvia La Guardia, ha concordato con le tesi ministeriali: «Contrariamente alla ricostruzione operata da parte ricorrente, la nota impugnata non riveste portata dispositiva definitiva in ordine all’adeguamento tariffario 2021, bensì si atteggia ad atto amministrativo di tenore soprassessorio e ricognitivo degli effetti sospensivi […] del citato D.L. n. 183/2020 “milleproroghe”» e «Si appalesa, pertanto, manifestamente infondata la denuncia di un supposto azzeramento irreversibile e definitivo degli aggiornamenti tariffari per l’anno corrente: invero, il dettato letterale della nota va più correttamente interpretato secondo una luce sistematica che ne evidenzi l’indole interinale in pendenza della sospensione imposta ex lege, sicché il presunto azzeramento si rivela null’altro che una mera moratoria rebus sic stantibus, con rinvio ai contenuti del nuovo PEF.».
In conclusione; «il gravame è da ritenersi complessivamente infondato e deve essere respinto».
Pubblicato / aggiornato
il 08/09/2021 alle 20:43
Categoria:
Cronaca