L’impresa di due paraclimber nel massiccio del Monte Rosa
L’atleta paralimpico Andrea Lanfri è partito, giovedì 9 settembre 2021, per la nuova impresa From 0 to 0.
L’obiettivo è il Monte Rosa: partendo dalla spiaggia di Genova Voltri, l’atleta raggiunge, in un tempo stimato di 20 ore, la Capanna Margherita dalla Punta Gnifetti, passando per Staffal.
A fine giugno 2021, l’atleta, insieme al paraclimber Massimo Coda, ha compiuto un’altra impresa sulle montagne valdostane: la traversata del Monte Rosa. Partendo da Gressoney ha raggiunto Cervinia.
È la prima cordata di amputati agli arti a compiere un’impresa alpinistica simile. Entrambi gli atleti sono amputati agli arti: Lanfri, a causa di una meningite fulminante con sepsi meningococcica ha perso entrambe le gambe e sette dita delle mani, e Coda, in seguito a un incidente, ha perso la gamba destra.
L’avventura è iniziata domenica 27 giugno, a Punta Indren, sopra Staffal. «Qui abbiamo sistemato gli ultimi dettagli del carico (tenda, fornello, cibo, materassino, sacco a pelo) e una volta sistemati i ramponi ai piedi, bastoncino alla mano sinistra e picca sulla mano destra, abbiamo iniziato a salire di quota» ha commentato Lanfri.
Da qui i due compagni di cordata hanno attraversato la Punta Giordani (4.046 m) e la Pyramide Vincent (4.215 m) per arrivare al bivacco Giordani (4.167 m). «Nuvole e nebbia andavano e venivano, la neve non era ottima ma permetteva un buon avanzamento verso il nostro obiettivo giornaliero. Dopo il traverso a mezza costa della Pyramide Vincent il tempo era cambiato: all’improvviso nuvoloni e nebbia e neve. Si iniziava a sprofondare nella neve, e abbiamo incominciato a proseguire piano piano, calpestando più volte la neve per creare una piccola strada. Il tempo però stava ancora peggiorando e, dopo un breve tratto roccioso dove si sfondava meno, è tornato di nuovo un tratto ripido, molto nevoso. Lì non riuscivamo proprio a salire, se non di pochi metri all’ora» ha raccontato Lanfri.
Quando mancavano 60 metri di dislivello alla vetta e 1 km al bivacco Giordani, i due atleti hanno optato per una sosta in tenda.
Al mattino successivo, Lanfri e Coda hanno raggiunto il bivacco, nonostante le condizioni meteo non fossero buone: «tanta, tanta neve e nebbia, una visibilità di 1 o 3 metri, Massimo non riusciva a vedermi, eppure ero in cordata con lui a 8 metri di distanza» ha raccontato il campione paralimpico.
Solamente martedì 29 giugno, i due sportivi sono riusciti a raggiungere la Capanna Margherita, a 4554 metri di quota: «aveva nevicato tutta la notte, ormai ogni traccia segnata era scomparsa. Gps alla mano, procedevamo nella neve per gli ultimi 4 km prima di arrivare al rifugio con passo estremamente cauto. Il meteo stava peggiorando nuovamente. Alla fine siamo entrati dentro al rifugio e ci siamo stati fino alla mattina successiva» ha precisato uno dei due atleti.
Dalla Capanna Margherita i due alpinisti sono scesi verso il rifugio Quintino Sella (3.585 m), passando dal Naso del Liskamm.
«Una zona inesplorata per noi. In passato eravamo già stati nella zona della Capanna Margherita, del Rifugio Mantova, ma oltre a quella era terreno completamente inesplorato per noi».
Da qui, nonostante le avversità del meteo, la camminata è proseguita passando il Felik (3.585 m) e il Castore (4.228 m), per raggiungere il bivacco Rossi Volante (3.750 m).
«Le previsioni davano vento a 40km/h con raffiche di 60km/h fino alle 12. Erano le 9.30 quando eravamo proprio sotto al Felik, e tante cordate scendevano. Noi chiedevamo il tempo in vetta, e tutti rispondevano che non lo sapevano perché non ci erano arrivati a causa del forte vento».
Dopo una breve sosta sotto la salita al Felik, i due alpinisti hanno continuato il viaggio raggiungendo la vetta del Castore.
Arrivati in vetta al Castore sono scesi, nuovamente senza traccia: «abbiamo scelto la parte meno pendente della parete facendo una sorta di zig zag, evitando crepacci, disarrampicando con due picche alla mano. In lontananza sul ghiacciaio una cordata tentava di salire, vedendoli ho cercato di collegare la mia traccia con la loro in modo da essere più veloci. Una volta congiunte, le difficoltà erano comunque elevate, davanti a noi in alto su una roccia nera si vedeva il bivacco Rossi Volante, nostra meta giornaliera. Gli ultimi 50 metri di dislivello erano molto ripidi, poi finalmente arrivati siamo entrati al riparo».
Il tratto conclusivo della spedizione del 2 luglio è stato dal bivacco Rossi Volante a Cervinia: «c’era il sole, senza vento e senza nebbia, la neve era bella. Mentre camminavamo ci giravamo per guardare dietro, per vedere la parete del Castore. Eravamo stati bravi, non ci siamo mai persi d’animo».
Andrea Lanfi ha riassunto così questa suo viaggio alpinistico: «ci sarebbe piaciuto salire anche altre vette, ma di questa traversata abbiamo imparato molto: il bello è il cammino. La cima è solo un punto geografico sulla carta, quello che conta davvero è il viaggio fatto, e la magia è arrivare al traguardo carichi di tutto il percorso che ci si è lasciati alla spalle».
Il progetto From 0 to 0
Andrea Lanfi, dopo una meningite con sepsi meningococcica, ha avviato il progetto From 0 to 0 per dimostrare quanto sia importante sviluppare fiducia nelle proprie capacità, superando i limiti imposti dalla vita.
L’iniziativa si sviluppa in tre tappe e consiste nella partenza dal livello del mare in bicicletta, per poi raggiungere una vetta alpina nel minor tempo possibile e ritornare nuovamente al mare.
Durante gli itinerari l’atleta deve cambiare tre tipi di protesi per adattarsi al diverso tipo di terreno, di dislivello e di attività fisica.
Oltre ad essere un’iniziativa sportiva, si configura anche come un progetto di solidarietà, finalizzato alla raccolta fondi a sostegno della Fondazione Umberto Veronesi.
La prima tappa ha visto Lanfi partire da Lerici, percorrere 60 km in bicicletta fino alla base del monte Pisanino (1946 metri). Da qui è iniziata la scalata dalla cresta della Bagola Bianca verso la vetta del Re delle Alpi Apuane. L’impresa si è conclusa con il ritorno a Lerici di corsa.
La seconda tappa ha visto il campione paralimpico sul Monte Etna.
Pubblicato / aggiornato
il 13/09/2021 alle 13:05
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