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Le reazioni politiche all’interrogazione di Tripodi su Cime Bianche

Le reazioni politiche all’interrogazione di Tripodi su Cime Bianche (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - Il deposito della lista di Pays d'Aoste Souvenrain per il Consiglio Valle al Tribunale di Aosta, il 17 agosto 2020

Sono di segno contrastante le reazione politiche a commento delle interrogazioni presentate dalla deputato Elisa Tripodi e dall’eurodeputato Tiziana Beghin allo scopo di verificare la legittimità degli atti assunti dalla Regione autonoma Valle d’Aosta in vista della realizzazione del collegamento intervallivo Cime Bianche.  

Pays d’Aoste Souverain

«La députée Elisa Tripodi, élue dans les rangs d’un parti qui n’existe pratiquement plus, a démontré à plusieurs reprises son détachement de la réalité valdôtaine.  Même en ces années sombres de Covid, en plus de ne pas travailler pour la région qu’elle devrait représenter, elle a souvent entravé les initiatives de l’exécutif régional».  

Così inizia la nota diffusa da Pays d’Aoste Souverain. La nota, firmata da Christian Sarteur, prosegue: «Pour la énième fois, au lieu d’être le porte-parole au gouvernement des choix du conseil régional fondés sur la volonté de la population locale, la députée a pris la libre initiative de “richiedere al governo la revoca in autotutela della procedura di affidamento dello studio preliminare alla valutazione di fattibilità per il collegamento intervallivo del vallone delle Cime Bianche”». 

Si tratta della gara bandita da Monterosa SpA su mandato della Regione autonoma Valle d’Aosta.

«La députée Tripodi est en effet privée de son rôle institutionnel de représentant de la Vallée d’Aoste à la Chambre des députés, elle devrait donc démissionner immédiatement», conclude Pas. 

Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta

«Continuare a scambiare i parlamentari eletti in Valle d’Aosta per ambasciatori o lobbisti della petite patrie è vergognoso, oltreché sintomo di profonda ignoranza della Costituzione stessa: all’articolo 67 è chiaramente precisato che Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. I deputati e i senatori non sono dunque i rappresentanti dei territori» scrive AduVdA.

La nota diffusa dal movimento prosegue: «La deputata Tripodi e l’europarlamentare Beghin hanno fatto il loro lavoro: presentare interrogazioni sulle problematiche irrisolte. Siccome, però, hanno osato “richiedere la revoca in autotutela della procedura di affidamento dello studio preliminare alla valutazione di fattibilità per il collegamento intervallivo del vallone delle Cime Bianche perché apparirebbe in palese contrasto con la normativa europea e italiana a tutela dell’ambiente e delle zone protette”, apriti cielo! Consiglio regionale interrotto, riunioni nelle segrete stanze e interventi imbarazzati, da parte di chi deve smentire il proprio impegno con gli elettori (consigliere Crétier), e furiosi (consigliere Marguerettaz) per fantomatici attacchi all’autonomia, ai valdostani, al turismo…
La chiosa dell’assessore Bertschy poi supera la fantapolitica: la deputata ha addirittura agito “in rappresentanza di un’idea politica, non di un mandato popolare” e “non credo sia opportuno sollecitare l’intervento della procura, della procura contabile, del governo o della Commissione europea. Bisognerebbe agire a livello politico perché le comunità locali possano discutere nel merito di questo progetto”
». 

Secondo AduVda «Qui mancano proprio i fondamentali: il vallone di Cime Bianche è patrimonio collettivo, ci sono leggi nazionali e europee che lo tutelano, non è proprietà di nessuno, tantomeno della comunità locale e dei soli valdostani. 
L’autonomia considerata come diritto di fare quello che si vuole in casa propria in spregio a qualsiasi legge è semplicemente scandalosa
».

Pubblicato / aggiornato il 08/10/2021 alle 08:51
Categoria: Politica e Amministrazione