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Area democratica: vile attacco a Erika Guichardaz dai colleghi maschi

Area democratica: vile attacco a Erika Guichardaz dai colleghi maschi (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - La conferenza stampa di Area democratica del 23 luglio 2021

Nella riunione di martedì 12 ottobre 2021, Area Democratica-Gauche Autonomiste ha espresso piena solidarietà a Erika Guichardaz, definendola «oggetto di uno strumentale e vile attacco in Consiglio regionale da parte dei cinque colleghi maschi, i quali, con la complicità del presidente del consiglio, hanno tentato di esautorarla dal ruolo di guida del gruppo, ruolo che le era stato attribuito anche con l’approvazione dell’Assemblea di PCP».

Area democratica sostiene che «La fretta di compiere questa operazione, ha fatto si che venissero meno alcuni passaggi formali che potrebbero rendere illegittima la forzata nomina a Capogruppo del consigliere Paolo Cretier, pertanto si è richiesta documentazione, ad oggi non ancora pervenuta».

Area democratica, nella propria nota, analizza la situazione dal suo punto di vista: «Questo increscioso episodio, che fa seguito all’isolamento in Giunta di Chiara Minelli causando dimissioni dell’unica componente femminile della Giunta regionale, ha avuto luogo con l’avvallo politico del Commissario del PD regionale, il quale sembra aver dimenticando il grande contributo in termini di risultato e di idee, che le 18 donne candidate nella lista elettorale di Progetto Civico Progressista hanno apportato al progetto e l’importanza della rappresentanza di genere.
Si è cercato di depotenziare la battaglia politica delle consigliere Chiara Minelli e Erika Guichardaz, nel fare approvare i punti specifici, approvati dall’Assemblea di PCP e presentati dalla totalità del gruppo allargato regionale, nelle trattative di maggioranza, cercando di far apparire le ragioni di PCP come mere “questioni di principio”».

In relazione all’agire del commissario, Area democratica commenta: «Un Commissario a lungo atteso per rimettere ordine in un Partito dove erano venute meno le norme statutarie e democratiche, come ad esempio la regolarità dei tesseramenti, le convocazioni di Assemblea e Direzione, l’approvazione dei Bilanci, il rispetto degli accordi sottoscritti …, ma che ha ignorato i problemi interni del Partito e si è avventurato in una solitaria gestione del complesso rapporto fra componenti di PCP e mondo autonomista.
In questi giorni è riuscito a prendere le distanze dalla convocazione di un Consiglio straordinario, per poi avvallarne le decisioni affidandosi alle “autonome decisioni del gruppo” e non confrontandosi con i regolari organi di PCP
. Infine profonda delusione hanno creato anche le dichiarazioni del Commissario, a porte del Congresso ancora chiuse, secondo le quali la maggioranza Lavevaz non può essere messa in discussione da niente e nessuno, vanificando di fatto anche l’auspicata verifica di maggioranza, su cui lo stesso Presidente Lavevaz aveva dato segnali di possibili aperture. In ultimo, ma non meno importante, dopo aver deciso tutto: linea politica e rapporti veri o presunti con PCP, si è arrivati paradossalmente ad invitare a partecipare i cittadini a un Congresso i cui confini di manovra sono stati imposti e ben definiti».

Ne consegue la decisione di non partecipare al Congresso del Partito Democratico della Valle d’Aosta del 7 dicembre «né con una propria mozione congressuale, né con esponenti dell’Area autorizzati a parlare per essa», decisione peraltro già annunciata da Raimondo Donzel su Facebook.

Pubblicato / aggiornato il 13/10/2021 alle 14:20
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Categoria: Politica e Amministrazione