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Questione Pcp irrisolta: Lega e PlA sospendono ogni attività consiliare

Questione Pcp irrisolta: Lega e PlA sospendono ogni attività consiliare (©Consiglio Valle) - La II Commissione del Consiglio Valle, riunita venerdì 23 ottobre 2021 senza i commissari di Lega e Pour l'Autonomie

Venerdì 22 ottobre 2021, si è riunita la II Commissione del Consiglio Valle, convocata in seduta straordinaria per l’esame del disegno di legge che contiene disposizioni in materia di misure di sostegno all’economia regionale conseguenti al protrarsi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (modificazioni alla norma regionale n. 15/2021).

Alla seduta non hanno partecipato consiglieri della Lega VdA Stefano Aggravi e Dennis Brunod e di Pour l’Autonomie Marco Carrel, a causa del perdurare della situazione di incertezza rispetto alla composizione e collocazione del gruppo Progetto civico progressista.

«Verificata la situazione di stallo, in coerenza con la posizione già assunta in Aula – specificano i commissari Aggravi, Brunod e Carrel – avevamo chiesto di poter rinviare a lunedì mattina i lavori della Commissione, nella speranza che nel frattempo la vicenda si risolvesse. Confermiamo l’appoggio alla gran parte dei contenuti del disegno di legge che contiene misure di sostegno all’economia, ma ribadiamo che non possiamo accettare il non rispetto delle regole di funzionamento degli organi consiliari. In vista del Consiglio straordinario della prossima settimana, ci auguriamo che gli interessati facciano finalmente chiarezza cosicché l’Assemblea e le Commissioni consiliari possano tornare a lavorare seriamente per il bene della nostra Regione, nel rispetto delle regole di funzionamento delle nostre Istituzioni.»

In caso contrario, annunciano Lega Vallée d’Aoste e Pour l’Autonomie, l’eventualità che i 14 consiglieri si alzino e abbandonino i lavori è più che probabile.

Come è più che probabile che la situazione sia effettivamente quella prospettata: Pcp ancora gruppo consiliare con sette appartenenti, due dei quali collocati in minoranza e cinque in maggioranza. La situazione a causa della quale i lavori del Consiglio Valle, mercoledì 20 ottobre, erano stati sospesi.

Il clima all’interno del Progetto civico progressista resta teso. «Quando avvengono le scissioni nessuno utilizza il nome usato in precedenza. E’ anche una semplice forma di rispetto – ha detto all’Ansa il commissario del Partito democratico Umberto D’Ottavio -. O si arriva a un accordo del genere oppure le due consigliere che si sono messe in minoranza escano dal gruppo. Non c’è alternativa. Anche perché non ho mai visto da nessuna parte che 2 contino più di 5».

D’Ottavio ha aggiunto: «In un governo di coalizione le decisioni non le prendono le assemblee, ma le forze politiche. I nostri interlocutori naturali sarebbero Rete Civica e Area Democratica, non un’assemblea consultiva che non ha alcun potere esecutivo».

Affermazioni che hanno suscitato il disappunto della consigliere Chiara Minelli: «D’Ottavio conosce pochissimo il percorso politico di questi ultimi due anni che ha portato alla nascita di Pcp. Immagino che la sua idea sia piuttosto frutto della interpretazione che danno di Pcp i consiglieri iscritti al Pd, o altri esponenti di quella forza politica, che non fanno mistero di considerare Pcp un mero cartello elettorale, una coalizione nata per affrontare le elezioni del 2020, una sorta di tram che ha permesso al Pd valdostano ridotto ai minimi termini di “risorgere”. Elezioni che il Pd da solo non sarebbe stato in grado di affrontare, nemmeno dal punto di vista della formazione della lista, visto che ha faticato a trovare dei candidati per contribuire alla lista di Pcp».

Rispetto a chi siano gli interlocutori del Pd, Minelli specifica: «A me pare che questa affermazione denoti, oltre ad una scarsissima conoscenza del progetto, anche una fenomenale arroganza, inaccettabile da parte di una forza politica che è rientrata in Consiglio regionale grazie al lavoro di tutto Pcp».

E Minelli conclude: «Le dichiarazioni del commissario, rilasciate a un’ora dalla riunione organizzata per affrontare la situazione interna al gruppo consiliare [ovvero alle ore 10, ndr], sono in conclusione del tutto inopportune, a mio avviso anche inaccettabili, e rappresentano l’esatto contrario di un atteggiamento dialogante e costruttivo, quale sarebbe utile nella delicata fase che stiamo attraversando».

Pubblicato / aggiornato il 22/10/2021 alle 12:05
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Categoria: Politica e Amministrazione