Un secondo libro sull’Area megalitica
Giovedì 11 novembre 2021, è stato presentato il volume Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. La valorizzazione museografica.
Il volume, edito dalla Regione autonoma Valle d’Aosta – volume 14 della collana Documenti della Soprintendenza per i beni e le attività culturali -, è stato presentato in concomitanza della ricorrenza di san Martino, patrono del quartiere e santo eponimo del sito.
La valorizzazione delle testimonianze archeologiche rinvenute nell’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans è un compito intrapreso dal 2016, anno di apertura del sito al pubblico, e sarà ulteriormente incrementato quando, alla fine del 2022, sarà completato il secondo lotto di lavori di allestimento.
È proprio l’allestimento, e tutto il mondo che si muove intorno ad esso, il tema trattato nella monografia presentata in questa occasione, che costituisce l’adeguato complemento alla precedente pubblicazione, Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. Una visione aggiornata, invece, fondata e incentrata sulle ricerche archeologiche e sugli studi interdisciplinari di sostegno.
Più di venti anni di lavoro, di ideazione, progettazione, analisi ed esecuzione sono quasi nascosti sotto l’elegante semplicità architettonica dell’immensa sala, che contiene le vestigia, e del museo, che ne racconta l’esistenza.
La nuova pubblicazione rivela tutto ciò che non è visibile ma è essenziale per la vita del sito musealizzato.
Il testo è curato dal già dirigente della Struttura Patrimonio archeologico Gaetano De Gattis e dagli archeologi Francesca Martinet e Gianfranco Zidda, propone i contributi di tutti coloro che hanno sostenuto, con le loro differenti competenze, l’opera di tutela, conservazione e valorizzazione.
«Nel titolo stesso troviamo il senso che abbiamo voluto dare alla pubblicazione oggi presentata: si tratta dell’intenso lavoro museale che ha reso fruibile il sito archeologico di Saint-Martin-de-Corléans e di cui oggi ne sveliamo i più celati dettagli – ha detto l’assessore ai Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio, Jean-Pierre Guichardaz. – La valorizzazione del nostro patrimonio culturale passa anche attraverso il racconto di tutte le attività messe in atto da professionisti del settore che hanno lavorato per anni, al solo scopo di rendere disponibile e apprezzabile ogni testimonianza del nostro passato. Parliamo di attente attività di ricerca, di progettazione e di innumerevoli ore di lavoro che hanno coinvolto archeologi, architetti, ingegneri e tecnici.
Crediamo che solo attraverso mirate politiche di recupero e valorizzazione dei nostri siti culturali, sostenute da adeguati finanziamenti, si possano costruire opportunità di crescita in termini culturali e turistici».
La soprintendente per i beni e le attività culturali Cristina De La Pierre ha invece ricordato che «L’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. La valorizzazione museografica, quattordicesimo della Collana, è stato realizzato e dato alle stampe nel 2020, momento di cui tutti noi abbiamo vissuto la drammaticità a causa della pandemia sanitaria. Nonostante le difficoltà di agire con metodiche e prassi che prima erano consuete, il lavoro è stato portato a compimento, concentrando gli sforzi degli autori e dei curatori. Il risultato ha confermato la qualità editoriale che sin dall’inizio della sua produzione contraddistingue la Collana».
Il sito
L’area archeologica alla periferia occidentale di Aosta, accanto all’antica chiesa di Saint-Martin-de-Corléans da cui ha tratto il nome, fu scoperta nel giugno 1969. Il sito è aperto al pubblico dal giugno 2016, protetto da una struttura edificata appositamente per la sua conservazione; ha un’estensione di circa un ettaro ed è costituito da un accumulo terroso stratificato, spesso in media da quattro a sei metri. L’intero deposito testimonia un’evoluzione storica che da momenti finali del Neolitico arriva ai nostri giorni. Nell’area attualmente presentata al pubblico sono visibili, in posizione originaria, testimonianze archeologiche dal 4200 al 1900 a.C. La prima manifestazione di attività umana è costituita dalle arature cultuali su tutta l’estensione del sito; in seguito sono scavate 15 fosse circolari che hanno restituito cereali, macine e macinelli. L’inizio del terzo millennio è caratterizzato da allineamenti, dapprima di 24 pali lignei rituali, interpretati come totem, quindi di più di 40 stele antropomorfe, datate a partire dal 2800 a.C.
Dalla metà del III ai primi secoli del II millennio il sito assume funzione di necropoli: un monumentale dolmen si innalza al centro degli scavi, posato su una piattaforma triangolare che ricorda una nave funeraria. Successivamente viene circondato da altre tombe megalitiche, di dimensioni minori, costruite riutilizzando stele antropomorfe abbattute.
Il secondo lotto di lavori (2017-2022) di completamento museale dell’Area è in corso: prevede la realizzazione di sezioni concernenti l’Età del Ferro, le epoche romana, tardo antica e medievale.
Il complesso museale è articolato in un edificio a due corpi, i cui elevati sono separati dalla strada ma, a quota -6 metri, formano un unico ambiente. I visitatori sono guidati in una discesa temporale dall’odierno alla preistoria e l’illuminazione dà risalto e vita alle strutture protagoniste dell’area archeologica. L’opera architettonica è concepita per creare una sintonia tra i monumenti, mantenuti nel loro ambito originario, e il percorso espositivo, esplicativo e didattico. La grande particolarità che rende unico il luogo è la possibilità di un affaccio ininterrotto e diretto sull’area di scavo, che produce un incessante dialogo “interno-museo / esterno-sito”. L’itinerario si articola in sei sezioni, distinte da colori delle pareti, che seguono e ricostruiscono la periodizzazione del sito, mentre la visita è accompagnata da spiegazioni e approfondimenti presenti su apparati didattici e multimediali. Nell’Area megalitica di Aosta è possibile un viaggio nella storia che, grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie, capaci di fondere il rigore scientifico con il potere suggestivo degli allestimenti, offre esperienze sensoriali e cognitive d’altissimo valore culturale e d’impatto emotivo. Con sistemi tattili e assenza di barriere quali gradini, si cerca di rendere il museo completamente accessibile a qualunque categoria di visitatori, pensando di far toccare con mano, in modo preciso, coinvolgente e realistico, il passato più remoto.
Pubblicato / aggiornato
il 12/11/2021 alle 10:18
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Categoria:
Cultura / Video